BERTA RUCK.
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 SCOMPARSA UNA RAGAZZA.
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1962. SALANI EDITORE, FIRENZE.
I ROMANZI DELLA ROSA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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La situazione era tragica, e a Blodwen Garth non rimaneva
che il matrimonio... il matrimonio con Cristoforo
Foulkes... o la fuga disperata.
Ma alla fuga pu seguire un drammatico salvataggio...
e al salvataggio un matrimonio. Ed  a questo punto che
prende l'avvio una serie di avventure, di avvincenti colpi
di scena, di lotte e di delusioni.
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PARTE PRIMA.
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Capitolo 1.
UN FATTO DI CRONACA.

- Ah, - esclamarono una mattina i lettori inglesi
dei vari giornali cittadini - a quanto pare  scomparsa
un'altra ragazza. -
Questi casi di ragazze che spariscono inesplicabilmente
dal seno delle loro famiglie si ripetono
molto spesso. Talvolta se ne parla soltanto in un
breve stelloncino di cronaca; ma il caso presente
occupava tutta la prima pagina di molti quotidiani
illustrati. Si era nella stagione morta, e i direttori
considerarono una vera manna questo nuovo mistero.
Il nome di Blodwen Garth fu sulle bocche di
tutti, e il ritratto di Blodwen Garth, ritoccato, ingrandito
e ancora ritoccato fino a poter passare
per la fotografa di una qualunque ragazza che possedesse
due grandi occhi, un collo ben tornito e due
bande di capelli che nascondevano gli orecchi, fu
noto a tutti quanto e pi del ritratto di una famosa
stella del cinematografo.
La scomparsa di quella ragazza faceva pi rumore
della sparizione di tante altre, perch il fatto
era avvenuto in quella stagione dell'anno nella quale
le famiglie che vanno a passare le vacanze al
mare o in campagna non hanno nulla da fare e
dedicano maggior tempo alla lettura del giornale.
Per tutto il Regno Unito, le buone madri di famiglia,
che presiedono alla tavola della colazione,
non mancavano di raccomandarsi:
- Quando hai finito di leggere il giornale, dllo
a me. Voglio vedere che cosa dice di quella ragazza
scomparsa da casa, poverina! -
E gli altri membri della famiglia alzavano di solito
la testa dal piatto, per domandare con una certa
asprezza:
- Perch compiangerla? Meglio per lei se  riuscita
a prendere il largo senza lasciar traccia di s.
Io la chiamerei fortunata, e non si capisce proprio
perch il suo esempio sia cos poco seguito. -
Se in famiglia c'erano degli ospiti, questi commentavano
invece con pi gentilezza:
-  strano quante ragazze spariscano! Si legge
spesso il caso di una ragazza apparentemente contenta
e felice, che a un tratto abbandona il proprio
tetto. Di solito escono di casa per andare all'ufficio
o a una festa o chi sa dove, e non tornano pi. Spariscono
senza lasciar traccia! E i genitori dichiarano
che andavano d'accordo con la famiglia, che
non avevano dispiaceri amorosi, che non conoscevano
giovanotti e che, per quanto loro consta, non
avevano nulla che le potesse turbare. -
E tutta la giovent inglese a ripetere in coro:
- Questo dimostra quanto ne sanno i genitori
sui loro figliuoli. -
In tutto il Regno Unito c'era poi sempre uno dei
membri della famiglia, quasi sempre l'ultimo sceso
a colazione, che s'impossessava del giornale, guardava
lungamente la fotografia che occupava tutta
la prima pagina, ed esclamava:
- La chiamate bella? - Oppure: - Bella, eh? -
a seconda dei casi.
Ci fu soltanto uno che con pi originalit degli
altri osserv che la signorina Garth, per quanto si
poteva giudicare da una fotografia di giornale, doveva
essere realmente molto carina con quell'aria
di cherubino imbronciato.
Poi chi si era impadronito del giornale si metteva
a leggere, a bocca piena, la colonna di cronaca gi
letta e riletta a saziet da migliaia di lettori:
Non si hanno ancora notizie della signorina
Blodwen Garth, di anni ventuno, scomparsa da due
giorni dalla sua casa posta in Whistler Mansion, a
Chelsea. La signorina Garth usc di casa sabato
mattina con l'intenzione di andare a passare la
giornata in campagna con una sua amica...
A questo punto, in quasi tutte le case inglesi, una
voce maschile interrompeva la lettura per osservare
malignamente:
- Da un'amica, eh! A chi la danno a bere? Ci
vuol poco a capire quello che c' sotto. -
E le madri di famiglia rincaravano la dose, rivolgendosi
con voce accorata al marito:
- Ho paura anch'io; e tu che ne dici?
- Di che cosa?
- Ho paura che la faccenda della scomparsa di
questa ragazza si risolver in una fuga con qualche
giovanotto, - precisavano le madri con un sospiro.
La cronaca continuava:
Quest'amica, una certa signorina Dora Robinson,
di ventisei anni, insegnante di musica e un tempo
compagna di scuola della signorina Garth, quando
questa frequentava il Conservatorio musicale di
Londra, riferisce che la sua amica aveva promesso
di andarla a prendere sabato alle dieci. Le due ragazze
volevano prendere il treno delle undici da
Baker Street, per andare a far colazione e a passare
la giornata nei boschi di Chalfont.
- Ho aspettato la mia amica Blodwen fin dopo
mezzogiorno; - ci ha detto la signorina Robinson,
che  una bella brunetta, pallida e di statura media
- poi, immaginando che avesse cambiato idea e
pensando che avrebbe anche potuto avvisarmi, sono
andata da me a passare la giornata nella foresta. -
Intanto nella famiglia della signorina Garth,
composta del padre, il maggiore Garth, della matrigna,
di un fratello e di due sorellastre, nessuno
era inquieto per l'assenza di Blodwen, che andava
spesso a passare la giornata dalla sua amica. La
sera alle undici, per, impensierita di non averla
veduta tornare, la signora Garth telefon alla signorina
Robinson...
Un coro di ascoltatori interrompeva di nuovo la
lettura:
- E perch quella Robinson non aveva pensato
a telefonare a casa della sua amica, per sapere perch
non era pi andata a prenderla? Dir che non
ci pens o che il telefono non funzionava... le donne
sono tutte tanto intelligenti! -
... e con suo gran terrore si sent rispondere
che ella non sapeva nulla di Blodwen. La ragazza
non ha lasciato nessuno scritto, la sua stanza era
ordinata e non vi mancava che una statuetta di
bronzo, di solito collocata, a quanto ci ha riferito
la sua sorellastra Francesca, su uno scaffale nel
quale la ragazza teneva i suoi libri.
- Non l'abbiamo pi vista, - ci ha dichiarato
la signora Garth - da quando, prima di scomparire
all'angolo della strada, si volt indietro per salutare
con la mano suo fratello, che si era affacciato
alla finestra. Quando usc di casa sembrava di ottimo
umore, stava benissimo di salute e non riusciamo
a comprendere la causa della sua scomparsa.
Non abbiamo finora nessun motivo di sospettare che
si tratti di un delitto. -
Seguiva la descrizione, che ormai la maggior parte
dei lettori inglesi sapeva a mente:
La signorina Garth ha un personale snello e
dimostra meno dei suoi ventun anno:  piuttosto
alta, ha il viso ovale, due grandi occhi azzurri, e
come caratteristica speciale una profusione di capelli
castani che quando sono sciolti le giungono
all'orlo della sottana e che ella pettina in due bande
che le scendono sopra gli orecchi e si arrotolano
dietro la nuca. Al momento della sua scomparsa
indossava un vestito di seta grezza, senza maniche,
calze chiare, di lana e seta, aveva in testa un berretto
marrone e calzava un paio di scarpe basse da
campagna, un po' consunte. Aveva sul braccio un
impermeabile color nocciola e una borsa di rafia
marrone ricamata a fiorami verdi, nella quale aveva
messo la colazione.
Erano questi il racconto e la descrizione che per
una settimana occuparono la mente di tutti, da un
capo all'altro del Regno Unito.
E pi perch da una settimana non aveva visto
un giornale inglese, che non perch cominciasse a
mancare di benzina, un giovanotto britannico, il
quale aveva noleggiato a Nizza una lancia a motore
battezzata Perch Vinifredo, sbarc quella sera in
un villaggio di pescatori. Per puro caso il fatto avvenne
quella sera e non la sera successiva, e per
puro caso egli sbarc in quel punto della costa,
invece di scegliere l'altro promontorio, come sulle
prime aveva avuto intenzione di fare. Per puro e
semplice caso...


Capitolo 2.
LE VACANZE DI UN VAGABONDO.

Trov il piccolo porto in fondo alla stretta striscia
di ghiaia che scendeva dagli scogli e dal muro della
ferrovia. Alla sua destra si stendeva una banchina
di pietra, coperta di reti tese ad asciugare, tra le
quali si moveva una folla di donne coi bimbi in
braccio e di pescatori occupati coi loro arnesi da
pesca; n mancava una lunga teoria di gatti in
cerca di teste di pesce. In fondo, la banchina era
limitata da una fila di bettole, con grandi cartelli
per annunziare lo spaccio di vini francesi e di bibite
americane o inglesi. Dietro alle bettole il villaggio
si arrampicava sul fianco ripido della collina
e crescendo d'importanza a mano a mano che la
strada saliva a zig-zag verso la cima, faceva bella
mostra di s, fra terrazze di lecci, di olivi e di cactus,
fra ciuffi fioriti di oleandri, e fra gruppi di piccoli
alberghi, di pensioni e di ville.
Non perder molto tempo in questo buco, decise
l'inglese fra s. Appena avr trovato benzina,
un giornale, un po'di frutta e un aperitivo, riprendo
il mare.
Anch'egli, come tutti i pescatori francesi, indossava
una tunica turchina, piuttosto consunta e goffa
di taglio, ma aveva una di quelle figure sulle
quali qualunque vestito, anche comprato gi fatto,
torna a pennello. Aveva in testa, messo un po' di
traverso sulla fronte, un berretto basco dello stesso
colore, di quelli usati quell'anno da tutti gl' inglesi
e i francesi che visitavano la costa. La pelle
molto abbronzata dal sole lo faceva apparire quasi
moro, e col cipiglio che aveva sulla fronte, mentre
andava esplorando i luoghi, si sarebbe giudicato
di carattere molto burbero. Era indubitabile che a
prima vista il suo aspetto non aveva nulla di attraente!
Ma il male per lui era proprio quello: che
nessuno si limitava ad una prima occhiata. Era destino
che alla prima ne succedessero invariabilmente
altre, finch coloro che lo avevano dichiarato
brutto, finivano col domandarsi quale strano fascino
si sprigionasse dalla sua persona.
Ben s'intende, del resto, che non c'era nulla in
lui che potesse mettere in guardia contro il pericolo
di osservare attentamente quella faccia per
scoprirvi un incanto da tutti ignorato, nulla che
potesse avvertire di essere prudenti e di non guardar
troppo quel giovanotto alto, con quei grandi
occhi color nocciuola, il mento fermo, la bocca sensuale,
ma dominata dalla volont, nulla che avvertisse
di guardarsi da un disturbatore, senza cuore
e poco scrupoloso per giunta!
In quel momento gli occhi, le mani e la mente
di quell'uomo erano occupati soltanto dalla sua lancia.
Alla sua sinistra si allungava una breve gettata
di pietra, intorno alla quale l'acqua limpida
come il cristallo, lasciava vedere, come in un acquario,
il luccichio dei pesci che vi guizzavano e i
ciottoli levigati del fondo. All'estremit della gettata
era infsso un palo, in cima al quale era stata
allora allora appesa una lanterna rossa; e a questo
egli assicur l'imbarcazione. Quando scese, si
trov circondato da uno sciame di monelli che chiedevano
a gran voce un soldino, offrendogli in compenso
di posare per una fotografia o di vendergli
l'esca per i pesci.
- Via subito di qui, ragazzacci! - url il navigante,
scotendo la testa, con un cipiglio da far
paura.
Per nulla intimoriti dalle sue minacce, i ragazzi
fecero udire grandi strilli di gioia. I bambini di
tutti i paesi del mondo erano soliti del resto accogliere
il suo cipiglio pi minaccioso in un modo
molto sconcertante. Bambini e cani sembrava lo
considerassero divertente, e mentre quella minuscola
folla gli .urlava intorno, il lampo di un sorriso
illumin la sua faccia scontrosa, mettendo per un
momento in mostra una fila di denti bianchi, piuttosto
piccoli, e dando una momentanea visione di
ci che quell'uomo doveva essere stato quand'era
ragazzo.
Quel lampo gli rischiarava il viso soltanto quando
si trovava fra creature innocenti, senza importanza:
i vecchi, i contadini, gli animali e i bimbi.
Allontan con un gesto della mano tutti quei monelli,
come avrebbe fatto di uno sciame di zanzare,
e come uno sciame di zanzare essi gli si misero
alle calcagna, seguendolo nel tragitto dalla gettata
alla banchina.
Vorrei sapere che cosa  peggio sulla riviera,
se i ritrovi alla moda o i villaggi primitivi. Per
tutto dove si va si trova folla: l'unica differenza 
che qui si sente odore di umanit e di pesce, e nei
luoghi alla moda si sente odore di umanit e di cipria.
Perch in quella bella serata, su un Mediterraneo
senza nubi, il nostro inglese era in uno dei suoi momenti
di umore misantropo, nei quali la gente gli
faceva l'effetto di uno spauracchio, ed egli non si
trovava bene altro che solo, in una barca in mezzo
al mare, o nella sua automobile in un paesaggio
deserto, o anche in aeroplano, fra le nuvole. Quei
giorni sul mare erano stati deliziosi per lui, che
aveva sentito soltanto la mancanza del suo cane.
In quegli ultimi tempi era stato tanto importunato
dalle convenienze sociali, da non trovare altro
scampo che nell'abbandono delle sue occupazioni e
delle sue abitudini.
Per fortuna in questo buco non ci sar pericolo
d'imbattersi in persone di conoscenza, pens, oltrepassando
la soglia scura della pi vicina taverna.
Ma non aveva ancora finito di formulare questo
pensiero, che and a cozzare contro il vecchio colonnello
Tito Wareham, suo biscugino.
- Evviva! - grid, guardando la persona asciutta,
tipicamente anglo-indiana, del vecchio soldato.
Un gruppo di marinari, riuniti intorno a una
tavola, alz la testa per guardare i due inglesi.
- Come stai? - soggiunse, o piuttosto url amabilmente
il giovanotto, perch il vecchio Tito era
molto duro d'orecchio. - Hai una bonissima cera.
Che sorpresa d'incontrarti qui! -
Si ricord peraltro di aver sentito dire che il colonnello
Wreham si era stabilito nei pressi di Montecarlo.
Dopo aver goduto per una buona parte della
sua vita un lusso da rajah, il vecchio soldato
aveva deciso che l'Inghilterra d'oggi non  un luogo
adatto per un gentiluomo, e si era scelto un posticino
in un cantuccio pieno di sole, dove poter
giocare a golf e fare la sua partita a carte. Il colonnello
non poteva avere meno di ottantacinque
anni ormai, ed era doloroso pensare alla sua vecchiaia
solitaria, dopo una giovent spensierata in
India, alla malinconia di vedere tutti i suoi amici
morire prima di lui.
Il proprietario del Perch Vinifredo lo compassionava
sinceramente, ma pens nello stesso tempo
che era proprio una sfortuna, con tante citt della
costa fra cui scegliere per comprare la benzina e
un giornale, andare proprio a cascare nel luogo
dove abitava il suo parente. E per di pi il sullodato
parente era nella taverna con un altro inglese di
sua conoscenza.
- Santo cielo, il capitano Morris! - esclam alla
vista di un uomo tarchiato, con un viso largo e due
occhi azzurri molto acuti, che veniva dietro il colonnello.
- Anche voi qui? -
Ma il capitano Morris, col quale il proprietario
del Perch Vinifredo aveva fatto, all'et di tredici
anni, un' indimenticabile crociera, aveva tutta l'aria
di essere sulle spine.
- Scappo, - disse in fretta, posando il bicchiere.
- Felicissimo di avervi rivisto. Vorrei che poteste
venire tutt'e due con me, ma ora devo andare a
Nizza. Sono stato due giorni a Marsiglia e tre a
Genova. Colonnello, se avete bisogno di qualcosa.
scrivetemi sul bastimento: il Rosa-Maria. Addio!
Addio! -
E disparve.
Intanto il colonnello Wareham, meno agile di
mente, fissava sopra gli occhiali cerchiati d'osso
l'arrogante figura del giovanotto che gli stava davanti
in abito da pescatore. Quando lo riconobbe,
dette in grandi esclamazioni di sorpresa e di gioia,
chiamandolo a nome, Alano, Alano Wareham, e domandandogli
da dove diamine fosse sbucato.
- Scendo proprio ora da quel motoscafo laggi,
- rispose Alano, con un cenno della testa verso la
gettata, dove una piccola folla di pescatori, un artista
e una francese bionda con uno scimmiottino
sotto il braccio, si erano radunati a osservare la sua
imbarcazione.
Il colonnello dette un'occhiata alla gettata, sopra
le teste dei ragazzi che indugiavano presso la porta
della taverna.
- Ah, s, capisco! Sei in viaggio di nozze, eh?
- No, no, per l'amor di Dio! Neppur per sogno!
- replic Alano con tanta energia che i bicchieri tintinnarono
e i marinari alzarono di nuovo la testa.
Nei lunghi periodi di amore per la natura, di vita
casta e all'aperto e di completa solitudine e semplicit
che Alano amava intramezzare a quelli meno
ascetici della sua carriera mondana, certe cose gli
ripugnavano fino a dargli quasi un senso di nausea.
- Sono proprio solo, - soggiunse.
- Solo?
- S, non ho voluto prendere neppure un marinaro.
A esser soli c' pi divertimento.
- Sei proprio tu che lo dici?
- Perch no? - protest Alano allegramente.
- La semplicit non mi dispiace, da quando posso
permettermi il lusso delle cose complicate. -
Era stato infatti molto divertente per lui, che
avrebbe potuto facilmente pagarsi il lusso di un
yacht elettrico di ultimo modello, equipaggiato da
cima a fondo, di andarsene solo in crociera col
Perch Vinifredo. Era un divertimento per quella
creatura irrequieta, che aveva organizzato la riforma
del suo Circolo, aveva provocato il licenziamento
di un cuoco, era stato lo spauracchio degli olimpici
capi camerieri delle pi lussuose trattorie della citt,
di andarsene per conto suo, di rifarsi la cuccetta
con le sue mani e di bollire da s l'acqua per il t,
sulla sua minuscola stufa. Si esilarava a pensare
che i suoi amici avrebbero considerato una pazzia
un viaggio in quelle condizioni, effettuato da un
uomo che godeva tanta fama, e pi ancora pensando
che poche delle sue belle amiche avrebbero
desiderato di fargli una visita nella sua imbarcazione.
- Ma davvero sei proprio solo, a bordo?
- Solissimo.
- Ma aspetterai qualcuno che venga a farti compagnia.
- No, davvero. Son solo e solo intendo di rimanere.
- Ah! - ripet il colonnello stupito.
Poi, incontrando lo sguardo dell'oste, domand:
- Vuoi un vermuth, Alano?
- S, grazie.
- Due vermuth, fuori, - ordin il colonnello.
E preso il giovane parente sotto braccio lo condusse
col suo passo un po' tremolante a uno dei
tavolini rotondi, disposti sotto la tenda che copriva
l'acciottolato, davanti alla taverna. Quando si fu
seduto, fece ancora un po' affannato la domanda che
in quel momento lo turbava.
- E dove hai lasciato tua moglie, eh?
- Che moglie?
- La tua, s'intende bene. Non sei stato sposo da
poco?
- Chi, io? No, davvero! - neg Alano con lo
stesso tono di voce col quale avrebbe respinto l'accusa
di essere stato condannato alla galera a vita.
- Non hai preso moglie? -
Alano scosse energicamente la testa, mentre il
cugino lo guardava stupefatto dalla testa ai piedi.
- Giurerei che qualcuno mi aveva detto che avevi
preso moglie, mio caro ragazzo. -
Il vecchio aveva una gran simpatia per Alano,
giudicandolo un buon ragazzo, punto viziato, senza
grilli per la testa, cortese di modi. E soprattutto gli
piaceva che il fatto di essersi trovato improvvisamente
a capo della famiglia e proprietario della
Prioria di Wareham, l'avito castello, non gli avesse
dato alla testa.
- O forse mi avevano detto che stavi per prender
moglie. -
Alano alz una spalla e un'ombra scura gli attravers
la faccia, mentre rispondeva:
- Se si dovesse dar retta a tutto quello che dicono...
- O forse l'ho letto nella colonna mondana di
qualche giornale. S, anzi  cos: l'ho letto in uno
di quei giornali che non vivono altro che di pettegolezzi.
Diceva che presto sarebbe stato ufficialmente
annunziato il tuo fidanzamento con una signora
di cui si faceva anche il nome.
- Mi pare di aver sentito anch'io questa frottola.
- Era un' invenzione, eh?  una vergogna! E
dire che noi poveri esiliati ci dobbiamo contentare
dei pettegolezzi di cronaca per sapere quello che
fanno i nostri amici.
- O quello che non fanno.
- Gi, appunto. Mi dispiace dunque di aver preso
un abbaglio, mio caro ragazzo, ma il nome di
quella signora non m'era nuovo e... E una vedova
simpaticissima, e dopo tutto, un giorno o l'altro dovrai
pur pensare a prender moglie per avere un successore.
Come dici? Che dicono tutti cos? Ma questa
volta hanno sbagliato, a quanto sento.
- Proprio sbagliato, - replic Alano Wareham
con una breve risata, come divertito da qualche segreta
facezia.
L'ombra scura che gli velava la faccia lo faceva
sembrare pi vecchio.
Alano aveva allora trentaquattro anni, et felice,
nella quale molti dei suoi simili conservano ancora
le dolci illusioni e la primitiva freschezza dei venti
anni.
Di questo per nessuno avrebbe potuto accusare
Alano Wareham, che non credeva pi nel vano sogno
chiamato amore. Gli uomini e le donne, sosteneva
egli, sono nati per essere nemici, e ci che
chiamiamo amore non  che un duello per regnare
supremi. Ciascun sesso cerca di ottenere il proprio
vantaggio a danno dell'altro; i cosi detti amanti
sono esseri inclini a ottenere il prestigio della conquista,
il piacere della vanit lusingata, l'eccitazione
dei sensi; e cercano di strapparsi l'uno con l'altro
queste conquiste. Non si pu dire che la cosa sia
bella, ma la colpa  sempre della donna.
C'era del resto chi sosteneva che il carattere di
Alano non sarebbe stato cos inasprito se suo zio
sir Ronaldo e i suoi due giovani cugini, Clive e Rodolfo
Wareham, non fossero tutti morti in guerra
nel 1916: perch in tal caso Alano non si sarebbe
trovato a ventun anno, erede del titolo di baronetto
e del patrimonio, con la sua conseguente popolarit,
comprese le adulazioni di quella folla di donne
che avevano cercato di farsi sposare da lui. Poteva
darsi infatti che in tal caso egli non sarebbe divenuto
cos insofferente di tutto, ma d'altra parte era
anche molto probabile che le cose sarebbero andate
nella stessa maniera, perch era inevitabile
che un uomo come Alano fosse viziato da tutte le
donne. In ogni modo tutto questo non avrebbe avuto
che fare col caso della bella lady Lalla Dunne.
Il fatto gli era capitato quando egli era un giovane
sottotenente aviatore, di appena vent'anni, ingenuo
e senza nessuna prospettiva per l'avvenire.
Il vampiro, allora sui trent'anni, aveva tenuto stretto
a s il ragazzo, finch non se n'era annoiato, poi
l'aveva gettato da un canto, coi suoi sogni spezzati
e trasformato in un uomo nel quale il desiderio delle
donne si alternava col disprezzo che esse gl' ispiravano.
E l'ultima di esse che si era illusa di divenire
lady Wareham era stata abbastanza maltrattata
e poco cerimoniosamente guarita delle sue illusioni.
Era stato proprio caratteristico il sarcasmo col
quale egli aveva ridotto in lacrime la povera Sibilla
Hope-Ellerton, finch le lacrime che le scendevano
copiose dagli occhi avevano portato via il nero
delle ciglia che era andato a confondersi col belletto
delle guance.
- Sembrate una di quelle lavagne che i ragazzi
puliscono col dito bagnato di saliva, - aveva fatto
osservare egli poco caritatevolmente alla poveretta.
- Poich avete la mania di guardarvi nello specchio,
vi consiglio di darci ora un'occhiatina. -
E con quest'ultimo saluto Alano era partito da
Londra, e nessuno, neppure Sibilla, sapeva se si trovasse
in crociera nel nord della Scozia o nel sud
della Francia.
Il vecchio Tito, che raramente diceva una cosa
meno di due volte, descrisse tre volte, sorseggiando
il vermuth, la sua scoperta della modesta villetta
ammobiliata che faceva capolino in cima alla collina,
dietro una fila di cipressi. La casa apparteneva
a due bravi sposi francesi che gli facevano
il servizio, permettendogli di vivere pi comodamente
di quanto non avesse mai fatto da che era
morta la sua povera moglie.
Alano, serio e composto, come se non pensasse
fra s che secondo lui la perdita della moglie era
la miglior fortuna che potesse toccare a un uomo,
ascolt con un sorriso indulgente l'elogio della padrona
di casa, cuoca insuperabile.
- Devi venire a convincertene da te, ragazzo mio,
devi proprio venire. Vieni anzi fin da stasera, se
non ti dispiace di stare a quello che passa il convento.
Vieni con me.
- Vengo davvero con piacere. Grazie dell' invito,
- rispose Alano, e il suo sorriso nascose la delusione
per non essere riuscito a liberarsi.
Per quanto rude fosse coi suoi coetanei, Alano era
sempre molto buono coi bimbi e coi vecchi.
Si prepar pieno di coraggio a sopportare la noia
di quella serata, perch il pranzo succulento e ben
servito nella modesta villetta del colonnello non bast
a compensarli) del pasto frugale che si era proposto
di fare. A lui sarebbe bastata una scatola di
lingua, un po' di pane e formaggio e una bella foglia
piena di quei fichi neri che crescevano nel paese;
il tutto condito dall'ultimo romanzo francese da
leggere appoggiandolo al bricco del caff, nella pi
beata solitudine, senza l'obbligo di conversare, ma
ascoltando solamente il leggero mormorio delle onde
che venivano a infrangersi contro la chiglia.
Il povero Tito era da tanto tempo solo, che salut
con gioia la possibilit di una lunga chiacchierata
con una persona di famiglia. L'unico compenso per
Alano fu invece quello di poter dare un'occhiata a
un giornale inglese. Infatti, maraviglia delle maraviglie,
la padrona di casa rec nella stanza, insieme
col caff, un Daily Post di qualche giorno prima,
portato allora allora dal postino. La padrona di casa
era una provenzale grassoccia, con due begli occhi
che si accesero di ammirazione non appena si
posarono su Alano, seduto a tavola. Alano da parte
sua non si preoccupava d'altro che di entrare in
possesso di quel giornale da lei consegnato al suo
pensionante, con un grazioso: Voila, monsieur! e
un'altra occhiata di sottecchi all'ospite.
Il colonnello Wareham aveva molte abitudini irritanti,
da quella di raccontare aneddoti che non finivano
pi a quella d'impossessarsi dell'unico giornale
disponibile per leggerne dei brani a voce alta.
- Non c' nulla d'interessante. Ah, la scomparsa
di un'altra ragazza! - esclam anche lui,
qualche giorno pi tardi del pubblico britannico.
E inforcati gli occhiali contempl per tutti i versi
il ritratto sul quale tanti occhi si erano gi fissati.
I misteri della cronaca cittadina non dispiacevano
al colonnello, che lesse ad Alano questa descrizione:
Personale elegante, altezza media, occhi azzurri:
come segno particolare una massa di capelli castani
che la signorina Garth porta pettinati ai lati del
viso e raccolti in un gran nodo sulla nuca. I capelli,
quando sono sciolti, toccano l'orlo della sottana.
Continu poi a leggere che la famiglia della signorina
Garth, come pure la sua amica, signorina Robinson,
non sapevano come spiegarsi la scomparsa.
A quanto si sapeva, la signorina Garth non aveva
dispiaceri quando usc di casa per andare a passare
la giornata con l'amica, ma stava bene ed era
di buon umore: tuttavia da quel giorno era sparita
senza lasciar tracce di s.
- Mi figuro che tutti gl' Inglesi saranno in subbuglio
per sapere che cosa possa essere accaduto a
quella benedetta ragazza, - comment Alano.
Finora non si hanno motivi di ritenere che si
tratti di un delitto.
Per quello che a lui importava, tutte le ragazze
del Regno Unito, sopra i ventun anno, potevano
sparire impunemente per sempre.
- Ha dei capelli che le arrivano in fondo alla
sottana, perbacco! - comment il vecchio Tito, senza
abbandonare il giornale. - Non somiglia allora
alle ragazze d'oggigiorno, che vanno in giro rasate
come galeotti. Perbacco! Mi ricordo di una ragazza
che conoscevo nel settanta e che poi spos un maggiore
del nono Lanceri. Aveva anche lei dei capelli
che le strascicavano in terra!
- Davvero! - mormor Alano, domandandosi
tra s come avrebbe potuto fare a liberarsi, senza
offendere il povero vecchio.
-  una storia curiosa, - disse il colonnello Wareham,
piegando accuratamente il giornale e posandolo
sulla tavola. - Chi sa dove sar andata
quella ragazza; che ne dici, Alano?
- Chi sa! - ripet Alano, mentre la sua mano
abbronzata afferrava il giornale.
- Potrebbe anche essere sempre a Londra, senza
sapere neppure lei chi . Qualche volta questi casi
di sparizioni si risolvono semplicemente in una perdita
di memoria. O potrebbe trattarsi di una fuga
d'innamorati; anche questo  possibile. Di tanto
in tanto poi si sente dire che qualche povera ragazza
 stata attirata con le lusinghe e poi assassinata... -
Alano si guard bene dall'esprimere l'augurio che
tutti i casi di ragazze scomparse si risolvessero in
assassinii.
Anche il fiume pi lungo finisce con l'arrivare al
mare; anche la serata pi tediosa arriva alle dieci,
l'ora del riposo, come il colonnello aveva annunziato.
E Alano, nell'accomiatarsi, seppe dare l'apparenza
della sincerit alle sue parole, ringraziando
il cugino per la bella serata che gli aveva fatto
passare, E forse il suo angiolo custode pens che
le cattive maniere di Alano verso molti dei suoi simili
erano in parte compensate dai suoi modi pietosi
verso un povero vecchio ottantenne, perch la
ricompensa non si fece aspettare.
 
Capitolo 3.
LA CANZONE NELLA NOTTE.

La strada che dalla villa sulla cima della collina
scendeva al porto, era fiancheggiata da piccole abitazioni
borghesi e terminava con una casa pi alta,
posta pi indietro delle altre, al riparo di una cancellata
che circondava una piccola striscia di giardino.
Un ciuffo di gelsomini, di quei gelsomini del
sud, a fiori grandi come stelle, dal profumo fin troppo
acuto, ne mascherava quasi completamente l'ingresso.
Il profumo saliva incontro ad Alano che odor
l'aria. Gli ricordava la prima donna da lui molto,
se non saviamente, amata, tanto che gli parve di
rivedersela davanti, ridente, vivace, con le labbra
rosse di carminio, le palpebre segnate da un cerchio
azzurro troppo profondo, lasciando dietro di
s una scia di profumo troppo acuto. Tale era stata
Lalla Dunne!
Accade spesso che una donna della specie dei vampiri,
giunta sulla trentina, o anche pi tardi, si
attacchi a un giovanotto non ancora ventenne, per
poi gettarlo da un canto, quando  stanca del nuovo
trastullo; ma per buona sorte accade di rado
che la natura del giovane ne porti impressi i segni
per tutta la vita, come era avvenuto ad Alano Wareham.
Egli l'aveva conosciuta in un ospedale militare,
dove ella si dava delle arie d'infermiera e
dove era stato condotto dopo la sua caduta; se ne
era subito invaghito e gli effetti della sua passione
persistevano dopo che l'avventura era stata dimenticata
e seguita da molte altre. Erano anni ormai
che nella sua vita non c'era pi posto per quel suo
primo amore disastroso, poich i Dunne erano stati
mandati prima all'Ambasciata di Washington, poi
a Praga, infine in Persia; ma talvolta egli si domandava
ancora se avrebbe mai pi rivisto Lalla.
 Sar inevitabile che un giorno o l'altro m'imbatta
in lei a Londra; chi sa se la riconoscer?
Ma l'impressione ch'ella aveva fatto su di lui era
profonda e il profumo gli bast per rievocare la sua
memoria.
Quasi tutti i profumi, eccetto i suoi odori favoriti
e selvaggi, quello della brezza marina, della pioggia
sulla borraccina, dei prati appena falciati, gli ricordavano
qualche donna da lui conosciuta, ed egli
ne era, a seconda dei casi, attratto o nauseato.
L'odore dei gelsomini gli fece ora esclamare:
- Puah! Che porcheria! -
Ma a un tratto si ferm, dimenticando il profumo
nell'improvviso incanto della musica. Una finestra
del primo piano era aperta, e lasciava vedere
una parete coperta di carta da parati, brillantemente
illuminata. Da quella finestra usc all' improvviso
un'onda di suoni che venivano da un pianoforte
magistralmente sonato.
 un uomo! pens Alano, fermandosi ad ascoltare.
Una donna, anche se  una pianista di professione,
non pu mai raggiungere la perfezione del
tocco maschile. E questo che suona  certamente un
artista.
Alz gli occhi alla facciata sulla quale si leggeva
a caratteri cubitali: Pensione di famiglia.
Pensione economica, pens probabilmente affollata
da quei turisti inglesi che vanno in giro a
branchi, per scolpire le loro odiose iniziali sul tronco
di qualche cactus; la specie che infesta sempre
questi luoghi.
Ma era di l che veniva quella musica.
 un bravo pianista davvero. Che sia tedesco?
Alano si sofferm nell'ombra, dal lato opposto della
strada, per godere a suo agio della musica, e
l'invisibile sonatore si mise a un tratto a preludiare
con un tocco da maestro la pi dolce e la pi
antica di tutte le canzoni popolari inglesi.
Poi la musica cess bruscamente, e una voce di
uomo grid con voce stentorea e con un orribile
accento londinese:
- Tocca a lei, signorina Tetrazzini! -
 atroce pensare in quali involucri la natura
pone il suo dono della musica, si disse Alano. Ma
forse  inevitabile che la natura, essendo femmina,
dimostri pessimo gusto.
In quel momento, su quell'accompagnamento magistrale
si elev una purissima voce di contralto:
Vorrei essere un tenero fiore di pesco...
Alano, immobile dall'altro lato della strada, ascoltava
con gli occhi fissi sul cespuglio di gelsomini,
come se si aspettasse di vederne sbucar fuori chi
sa quale maraviglia, quel non so che da molto tempo
svanito dalla sua vita: Il profumo di tutte le
rose del mondo e della primavera. Il rullo dei tamburi,
lo scalpitio dei cavalli, la musica, il sogno, incantevole
visione. S, il sogno che soltanto l'incantesimo
della musica poteva richiamare. Molte
fra le donne che lo conoscevano poco, dichiaravano
che soltanto un uomo molto buono poteva apprezzare
in tal modo la musica.
L'uomo che amava la musica ascoltava ora come
trasognato. La canzone termin in modo squisito;
Alano l'aveva ascoltata con un'espressione sul viso
che ricordava il giovinetto di un tempo, prima del
regno di Lalla. Ma quando, dentro la stanza, scoppiarono
i primi applausi, si mosse aggrottando con
impazienza le ciglia.
Perch la gente ha sempre bisogno di sciupare
ogni cosa?
In fretta e senza fare il minimo rumore, proprio
come un gatto inseguito, attravers la strada e si
avvicin alla cancellata, come attirato da una mano
invisibile.
Chi sa che razza di gente! Per il sonatore  un
buon musicista; e la ragazza... che voce! Non troppo
forte, ma naturale come lo stesso respiro. Qualche
stupido ora se ne mischier, gliela forzer, la
sciuper in una parola. Chi sa com'?
Allung il collo, ma non vide altro che il dorso
di una donna grassa, vestita di scuro.
Grassa, bella e quarantenne! Speriamo almeno
che la cantante non sia lei, sarebbe un vero peccato;
ma invece  probabile che sia proprio lei. Le
donne che sanno cantare sono sempre brutte da far
paura. Ma deve cantare di nuovo.
Dalla stanza veniva un fruscio di pagine, poi si
udirono le note di .un altro preludio. La voce, che
era la ricompensa di Alano, si fece di nuovo sentire,
questa volta con un' intonazione quasi disperata.
Un brivido di angoscia rese tragica la malinconica
melodia dell'antica ballata inglese:
Meglio, meglio non amare, poveri esseri di creta!
Dopo un poco Alano, ascoltatore invisibile, seminascosto
nell'ombra della cancellata, emise il profondo
sospiro di chi si sveglia da un sonno ipnotico.
Dopo un'ultima malinconica esortazione:
Meglio, meglio non amare, poveri esseri di creta!
la voce era ricaduta nel silenzio.
- Oh, ancora, ancora! - mormor Alano. - Perch
non continua, chiunque sia? -
La musica aveva avuto su di lui un effetto magico.
Si avvicin di un altro passo al cancello di ferro,
la sua mano si alz come attirata irresistibilmente
dal catenaccio che lo chiudeva. Sentiva di dovere
essere pi vicino, di dover vedere con gli occhi
colei che con la sua voce malinconica aveva avuto
il potere di richiamargli alla memoria i sogni svaniti.
Ma dall' interno sorse di nuovo una babilonia
di voci discordanti.
- Che cosa c' ora sul programma? Tocca ora
al signor Chattel; ci deve favorire con un a solo!
S, s, non ci sono scuse! Signorina Robinson, siete
pregata di usare di tutta la vostra autorit.
- Dio, che roba! Tutti i sobborghi londinesi si
sono dati convegno qui stasera! - mormor Alano.
E allontanatosi in fretta, silenzioso come un
gatto, riaccese la pipa che aveva lasciato spengere
e riprese la via che s'internava buia come un baratro
fra le catapecchie dei" pescatori, per giungere
al porto dov'erano ancorate piccole imbarcazioni,
battezzate coi nomi poetici di Speranza in Dio, Angelus
e Santa Maria Maddalena. Giunse cos alla
gettata illuminata dal fanale rosso, in fondo alla
quale lo attendeva la sua lancia.
Tre ore pi tardi, nella sua piccola stanza della
pensione di famiglia, la ragazza inglese che Alano
aveva udito cantare era seduta sul letto e guardava
la mostra luminosa di un piccolo orologio posato
sul marmo del comodino, accanto al letto.
Era l'una passata: un nuovo giorno era cominciato.
La ragazza si mise in ascolto: fuori regnava
una grande quiete, tutto era silenzio nella pensione
di famiglia. La sua proprietaria e quelle povere cameriere
francesi, sempre in piedi dalla mattina alla
sera, erano certo immerse in un sonno profondo.
E probabilmente anche i pensionanti inglesi dormivano
la grossa, stanchi com'erano di quella lunga
giornata sotto il sole del mezzogiorno, dopo una
nottata passata in treno.
Appena una settimana fa ero ancora a Londra,
pens la ragazza senza sapere se avrei avuto il
coraggio di prender la fuga.
Proprio il giorno seguente, meno di una settimana
prima, si era sentita al limite delle sue forze, e
da quel momento non aveva pi pensato ad altro
che alla possibilit di sparire. Era fuggita di casa,
senza dir nulla a nessuno e con la complicit della
sua amica, Dora Robinson, era riuscita a sottrarsi
a tutte le ricerche della famiglia. Per allontanarsi
dall' Inghilterra aveva preso il posto dell'amica in
quella gita di quindici giorni nel sud della Francia.
E nessuno dei gitanti sospettava la sua identit
con la ragazza scomparsa di cui erano piene
le cronache dei giornali inglesi, con Blodwen Garth,
uscita di casa una mattina per andare a passare
la giornata con un'amica e sparita senza lasciare
notizia di s.


Capitolo 4.
LA FUGA.

I suoi grandi occhi, orlati di lunghe ciglia fissavano
la semioscurit della stanza. In quel momento
aveva davvero quell'espressione di cherubino imbronciato,
osservata da uno degl'innumerevoli lettori
inglesi, guardando la sua immagine. Il suo
tratto pi caratteristico era il collo lungo e bianco,
intorno al quale ella soleva portare una sottile collana.
Col viso appoggiato sul piccolo pugno chiuso,
ripensava ora agli ultimi giorni passati nell'appartamento
di Whistler Mansion. Per lei infatti il luogo
da cui era fuggita non era la casa.
La casa per lei era ancora Gwyngarth, la vecchia
dimora campagnola con i suoi comignoli bianchi,
posta sul fianco di una collina, in mezzo ai boschi,
proprio nel cuore del paese di Galles.
La casa per lei era quella che apriva le sue finestre
su quei boschi, verso le montagne, che sembravano talvolta
tanto vicine nel loro manto di erica
purpurea, e talvolta cos alte, sotto la loro coltre
di candida neve.
La parola casa rievocava memorie di giornate deliziose,
di lunghe passeggiate, di letture, di merende
di pane casalingo spalmato di burro fresco e di
marmellata, di allegre partite a nascondino fra una
bimba dai lunghi capelli al vento e un fratello poco
pi grande di lei, fra i grossi tronchi d'albero coperti
di borraccina. La parola casa ricordava il ronzio
delle api fra le siepi odorose, il mormorio di
ruscelli nascosti sotto le cupe volte degli alberi, il
picchiettio monotono della pioggia sulle foglie e l'allegro
scoppiettio della fiamma nel caminetto; il riflesso
delle candele nei mobili di vecchia quercia,
lucidi come specchi, il lieve fruscio delle foglie
morte che il vento spingeva dentro la veranda, il
colore delicato del glicine in fiore che si arrampicava
su per il balcone. E soprattutto rievocava la
dolce voce adorata che chiamava:
- Bambini, venite dentro, ora. Leone! Fiorellino!
Dove sei, Fiorellino! -
La parola casa evocava la calda tenerezza che
risonava in quella voce, il senso di amore che tutto
avviluppava...
Casa insomma era il luogo dove Blodwen Garth
aveva passato quel lungo incantevole periodo, trascorso
come in sogno, prima dei suoi dodici anni.
Da quel tempo le sventure si erano succedute senza
tregua. Erano cominciate con la perdita della
madre (silenziosa ora per sempre quella tenera voce!);
poi la vecchia casa del Galles era passata in
altre mani, e tutto un mondo di gioie e di bellezza
era scomparso dal suo orizzonte.
Quando erano andati a stare a Londra col padre,
Blodwen aveva dodici anni, Leone tredici. Londra
aveva significato per loro delle stanzette umili,
delle strade affollate, nelle quali il vento trasportava
sudici biglietti di autobus, invece delle foglie
morte degli alberi. L'aria stessa non era pi aria
e il cibo aveva cambiato sapore.
Il padre, un uomo alto, irrequieto, appena un'ombra
per i due ragazzi, era passato a seconde nozze.
La nuova signora Garth era una di quelle donne
vivaci e piene di buone intenzioni, che al primo incontro
coi figli di suo marito aveva esclamato subito:
- Sono venuta a farti da mamma, Blodwen; dammi
un bel bacio. -
La bimba aveva porto invece una piccola manina
ghiaccia come il marmo, e la nuova signora Garth
disse da quel giorno che Blodwen era una bambina
molto fredda e riservata.
Fredda! Il cuore appassionato della bimba si era
gelato quando l'avevano strappata dalla sua terra
per trapiantarla in un mondo cos diverso dal suo.
Senza saper come, si era trovata in mezzo a una
nuova famiglia che non l'aveva mai imparata a conoscere,
ma che credeva di conoscerla abbastanza
per poter descrivere accuratamente il suo carattere.
-  una bambina strana e altera; non potrebbe
voler bene a nessuno neanche se ci si provasse, ma
con tutto questo  abbastanza felice. -
Nessuno in famiglia aveva la pi piccola idea del
rimpianto che ella nutriva sempre in cuore per la
vecchia casa fra i boschi e che le faceva sognare le
bianche cascatene dei ruscelli, le rive erbose dove
trovava le fragole selvatiche che si divertiva a infilare
negli steli d'erba, i laghi in cima alle colline,
sopra i boschi.
- Blodwen non fa amicizia con nessuno, - diceva
la matrigna.
E Blodwen infatti non porgeva le sue labbra coralline
per un bacio n alla seconda signora Garth,
n alle sorellastre.
- Non vuol far razza con noi, - dicevano quando
la conducevano a qualche festicciola di famiglia ed
ella si mostrava ritrosa a prender parte ai giuochi.
- Certi ragazzi non si affezionano a nessuno, -
proclamava la matrigna.
Ma la bimba come avrebbe potuto permettere agli
occhi vivaci e duri della matrigna di penetrare in
lei e comprendere quello che aveva sofferto per la
morte della madre? Come avrebbe potuto rispondere
a domande che le eran rivolte con quella voce
acuta e aspra? Qualcuna di quelle domande era
tale da indurre una povera ragazza a fuggire, anche
se non fosse accaduta quell'altra cosa, quell'orribile
cosa che aveva spinto Blodwen Garth in
quella stanzetta dove si svolgevano le sue meditazioni.
Quando l'avevano messa in collegio, Blodwen
Garth si era portata dietro la nomea di quel carattere
altero e chiuso in se stesso che le avevano appioppato,
e accadde infatti che non si lasciasse mai
trascinare da quei fanatismi, da quelle passioni che
le bimbe in collegio provano quasi sempre per una
insegnante o per una compagna pi grande di loro,
e che sembrano destinate dalla natura a colmare il
vuoto tra l'infanzia e quell'et della vita, nella
quale a una fanciulla  permesso di pensare a un
uomo.
Al tempo in cui le era lecito pensare agli uomini,
Blodwen era invece completamente assorta in qualcosa
che trasformava tutta la sua vita. Il suo maestro
di canto in collegio aveva dichiarato che la sua
voce di contralto, se esercitata, avrebbe potuto procurarle
dei buoni successi nei concerti di musica da
camera.
La conseguenza di questo giudizio furono due
anni di felicit, durante i quali la fanciulla frequent
i corsi del Conservatorio musicale di Londra.
L conobbe Dora Robinson, l'unica amica alla
quale osasse mostrarsi quale veramente era: una
Blodwen affettuosa e piena di fantasia; una Blodwen
che conosceva la sana allegria della sua et,
pronta alle confidenze con chi le voleva bene.
A Dora Robinson confidava volentieri i racconti
della sua infanzia, cos bruscamente troncata, quando
l'avevano portata a far parte di una famiglia
che non era la sua famiglia. A Dora aveva confidato
la terribile nuova che le finanze di casa Garth non
le avrebbero pi permesso di continuare a studiare
il canto, che avrebbe perci dovuto rinunziare al
suo sogno ambizioso, per rimanere in casa ad aiutare
nelle faccende domestiche. Allora le era sembrato
che nulla di peggio le potesse capitare; e invece
le era accaduta un'altra cosa molto, ma molto
peggiore.
Seduta su quel letto francese, cos poco familiare,
Blodwen ripens a quando pochi giorni prima era
corsa dall'amica col racconto della nuova crisi. E
ora ringraziava Dio di averle procurato un'amica
come quella. Che avrebbe fatto senza Dora e senza
quel rifugio rappresentato dalla povera stanzetta
in Bloomsbury? Blodwen si era gettata sull'ottomana
e con gran veemenza, ma a bassa voce, come
se avesse temuto che qualcuno nascosto dietro il
paravento giapponese potesse ascoltarla, aveva raccontato
quest'altra cosa che la minacciava.
Grazie a Dio, Dora, una povera maestra di musica
in modesti collegi femminili, sola al mondo e
con molti pensieri, era capace di comprenderla. Un
anno prima aveva capito benissimo quando l'amica,
con voce calma e senza lacrime, le aveva detto:
Non posso pi continuare a studiare.
Ora cap anche quest'altra cosa molto pi terribile.
Una casa poco simpatica, dei parenti che
sono degli estranei, ristrettezze di mezzi, noia delle
faccende domestiche, sono cose che molte ragazze
devono sopportare. L'altra cosa per aveva spezzato
l'ultima molla in Blodwen.
- Ti sembrer egoista, Dora, ma come posso fare
a rimanere e a...
- No, no, non puoi e non devi, Blodwen.
- Ma non posso neppure spiegare questo a loro!
Bisogner che scappi, che sparisca in modo che non
sappiano dove sono, n come riprendermi. Bisogna
che non mi riprendano...  assolutamente necessario!
- Zitta, zitta, non ti eccitare; pensiamo piuttosto
seriamente a come puoi fare.
- Qualunque cosa! Son pronta a tutto! Faccio
piuttosto qualunque mestiere, purch non sappiano
dove sono. Lontana di qui, il pi lontana possibile.
Forse bisognerebbe che andassi all'estero, ma
come faccio?
- Vedrai che fra poco ci verr in mente qualche
mezzo.
- In Francia forse? Oh, senti, mi viene in mente
una cosa! - aggiunse con un lampo negli occhi
spauriti. - Ascoltami bene: tu devi andarci, Dora.
- Credi di poterci venire con me? -
Dora Robinson aveva fatto delle economie per le
sue vacanze e aveva gi preso il biglietto per prender
parte a una gita in comitiva nel sud della
Francia.
- Ho un' idea migliore, Dora. Non potrei prendere
il tuo posto, andare in vece tua? -
Le due ragazze discussero e predisposero tutti i
loro piani. Il giorno nel quale Dora sarebbe dovuta
partire, la sua amica si rifugi da lei, si cambi di
vestito nella stanzetta di Bloomsbury e affid a Dora
il suo tesoro pi caro.
- Che cosa mi dai, Blodwen? Come, la statuetta
che tieni sempre in camera tua? La tua statuetta
di bronzo?
- Perch no?  mia e ne posso fare quello che
voglio, - replic la fuggitiva, con durezza, porgendole
la statuetta che aveva portata fin l nascosta
tra le pieghe dell' impermeabile. - La mamma la
lasci a me e dicono che abbia un certo valore. Per
lo meno ne ricaverai tanto da rimborsarti del prezzo
del biglietto... Quando non ci sar pi, troverai
modo di venderla. -
L'altra cospiratrice mormor soltanto con un
gran rammarico nella voce:
- Vendere Toni? -
La statuetta di bronzo era stata portata dall' Italia
da uno zio di Blodwen che l'aveva data per ricordo
alla sorella. Era alta appena due piedi e rappresentava
un giovane atleta greco con una breve
tunica gettata negligentemente su una spalla e un
paio di calzari allacciati fin quasi al ginocchio.
Dora aveva visto la statuetta l'unica volta che era
stata invitata a prendere il t a Whistler Mansion.
L'invito era riuscito poco bene: la signora Garth
aveva trattato Dora con aria di protezione, dichiarando
pi tardi che per una campagnola, non c'era
male davvero; soltanto ella avrebbe desiderato che
Blodwen scegliesse le sue amiche tra le ragazze del
suo ceto. Francesca, la maggiore delle sorellastre,
aveva rivolto a Dora un'occhiata eloquente, e Blodwen
si era affrettata a condurre la sua amica in
camera sua, all'ultimo piano della casa, per mostrarle
i suoi libri, le sue fotografe e la statuetta
di bronzo.
- Quando avevo otto anni mi pareva che la statuetta
di bronzo della mamma fosse la cosa pi
bella del mondo; bella quanto le rose o quanto un
bel tramonto rosso sulle nevi delle montagne, o
quanto i primi ghiaccioli sulle felci che crescono
vicino ai ruscelli. Le avevo dato un nome in segreto:
Toni, non so perch. Ne ero innamorata, come
pu essere innamorata una bimbetta, sai bene.
- S, lo so, che s'innamora degli eroi dei suoi libri
di lettura o talvolta anche di un paesaggio, di
un albero in fondo al giardino... S, lo so. Credo
che il mio primo amore fosse il Principe Azzurro
della fiaba.
- E io invece ero innamorata di Toni. A casa,
Toni stava in cima allo scaffale di legno rosa dove
la mamma teneva i suoi libri, e sembrava che si
specchiasse in una pozza scura e profonda. E io gli
facevo dei mazzolini di violette con un botton d'oro
o un rododendro nel mezzo, legati con un filo; poi
li mettevo in fresco dentro una tazzina da bambola
e mi arrampicavo su una seggiola per posarglieli
ai piedi. I fiori del salotto li accomodava la mamma,
ma non voleva che nessuno toccasse i miei mazzolini,
finch io non portavo dei fiori freschi.
Mi pareva allora che tutti gli uomini fossero
brutti, in confronto di Toni. Gli uomini che venivano
in casa nostra erano tutti grossi; i loro calzoni
lunghi, sformati e grigi, facevano somigliare
le loro gambe a quelle di un elefante, molto diverse
dalle gambe della mia statuetta, chiuse in calzari
allacciati fino al ginocchio. E il loro viso paffuto
e colorito non aveva niente della lucentezza del
bronzo della mia statuetta. Tra me, mi domandavo
come gli uomini potessero piacere. Guardavo il fidanzato
di una mia zia e mi domandavo come ella
facesse a voler bene a un uomo tanto diverso dal
mio Toni. -
E il Toni che rievocava tutte quelle memorie era
rimasto per tutti quegli anni in suo possesso per
essere poi venduto a qualche rigattiere o a qualche
antiquario, pens l'amica compassionevolmente.
- Fiorella! Io ho ancora delle economie: il tuo
Toni lo chiuderemo in un cassetto del mio guardaroba,
e te lo serber fino a quando non me lo richiederai.
- Chi sa dove sar fra qualche tempo! E in ogni
modo a che serve una statua a una fuggiasca come
me? Non posso permettermi il lusso di tenere ricordi
sentimentali. Oggetti della mamma ne ho
degli altri, - soggiunse sforzandosi di vincere il
tremito della voce. - Ho preso con me il vezzo di
corallo e il serpente fatto di margheritine veneziane
e la mia catena d'oro. Toni mi aiuter a fuggire. -
Il visino delicato s'illumin di nuovo.
- Anche se non fuggissi per via di tutto il resto,
sarebbe un bel divertimento andarmene via da me,
sola finalmente! Mi par d'essere un condannato fuggito
di prigione. Perci non ti preoccupare di Toni,
io non ne ho bisogno; ho bisogno piuttosto che tu
mi presti i tuoi vestiti. -
Per buona fortuna, le due ragazze avevano press'a
poco lo stesso personale e la medesima altezza.
La fanciulla, uscita da Whistler Mansion con un vestito
di tela di seta senza maniche, un berretto, un
paio di calze chiare di lana e seta e un paio di
scarpe da campagna, secondo la descrizione apparsa
nel giornale, non aveva nulla di comune con la
ragazza che usc un po' pi tardi da una casa di
Bloomsbury con una giacca di cuoio verde, un piccolo
turbante di maglia verde posato sui capelli castani,
i piedi calzati in calze e scarpe grige. Alla
stazione di Vittoria, dove i gitanti erano gi riuniti,
nessuno avrebbe potuto dubitare dell'identit
di quella piccola pianista, che aveva con s una valigia
e una scatola da cappelli col nome di Dora
Robinson. Talvolta i piani pi audaci e meno preparati
sono quelli che riescono meglio.
L'unico dubbio che avesse tormentato le due ragazze
era stato quello del passaporto. Capivano anche
loro il pericolo di viaggiare con un passaporto
falso, ma ecco che anche la faccenda del passaporto
era passata senza incidenti. Forse non sar vero
che i funzionari guardano una fotografia su cinque,
e del resto se anche l'avessero guardata avrebbero
visto la fotografa di due anni prima di una bella
ragazza inglese con due grandi occhi che somigliava
a Blodwen Garth quanto Blodwen Garth somigliava
al ritratto del giornale. Fatto sta che sul piroscafo
il passaporto di Dora Robinson venne timbrato
senza sospetti e fu restituito a Blodwen Garth
con un cortese:
- Grazie, signorina. -
Alle formalit d'uso segu un lungo viaggio notturno
attraverso la Francia, e le prime luci dell'alba
rivelarono un paesaggio sconosciuto fuori del finestrino,
delle facce sconosciute dentro lo scompartimento.
Pochi minuti dopo fu udito il primo grido:
- Guardate, guardate, ecco il mare!
- Mio Dio, com' azzurro!
- E pieno di pescecani, - disse una della comitiva,
una maestrina pallida, con un visetto da donnola,
che evidentemente non gustava altro al mondo
che simili orrori.
Infatti si mise subito a raccontare come due giovani
che erano andati a fare una nuotata vicino alla
costa, erano stati attaccati dai pescecani e ridotti a
brandelli in meno di cinque minuti.
Il racconto spaventoso non ebbe peraltro l'effetto
desiderato.
Subito ci fu chi disse che i pescecani non costituiscono
un pericolo per i nuotatori, perch raramente
si avvicinano a riva.
La maestrina non si dette per vinta e ribatt che
poteva esser vero, ma che in ogni modo bisognava
esser prudenti nel fare il bagno per sfuggire ai tentacoli
dei polipi che si attorcigliano ai bagnanti per
trascinarli sott'acqua.
A queste parole un giovanotto della compagnia
guard la signorina Garth, strizzando scherzosamente
un occhio.
I gitanti erano tutte persone simpatiche, buone
e gentili. Fin da bambina Blodwen era stata giudicata
di carattere molto tranquillo, tranne da chi la
conosceva nei suoi momenti di gaiezza spensierata,
e anche i suoi compagni di viaggio pensavano lo
stesso di lei e immaginando che la timidezza soltanto
la rendesse cos silenziosa, fecero di tutto
per incoraggiarla. Un impiegato di banca che non
parlava d'altro che di pesca le offr il suo posto d'angolo.
Un altro, un certo signor Chattel, scese ad
Avignone per procurarle una tazza di caff. Il pastore
protestante, il quale viaggiava con la moglie
che egli chiamava sempre mamma, nonostante che
il loro unico figliuolo fosse morto piccino, aveva
anche lui cercato di mostrarsi gentile. E come poteva
sapere, il pover uomo, l'effetto che avrebbero
avuto sulla signorina Robinson le sue semplici parole:
- Vuol dare un'occhiata al giornale? -
Cos dicendo le porgeva un periodico illustrato,
con la prima pagina tutta occupata dall' ingrandimento
di una fotografia della Signorina Blodwen
Garth, la ragazza scomparsa.
La fanciulla, allibita, fiss gli occhi sulla propria
immagine.


Capitolo 5.
L'INSEGUIMENTO.

Gli altri viaggiatori, vedendo il giornale, espressero
la loro opinione, a dir vero non molto originale,
sul caso della ragazza scomparsa.
Blodwen li ascoltava atterrita. Avrebbe dovuto
esser preparata a quell'eventualit, alla quale invece
non aveva neppur lontanamente pensato. Tutta
concentrata nella sua idea di fuga, non aveva immaginato
ci che la sua famiglia avrebbe fatto per
rintracciarla.
E ora intorno a lei i suoi compagni di viaggio
chiacchieravano esprimendo l'opinione comune alla
maggioranza del pubblico inglese.
- Se anche  scomparsa, prima o poi la ritroveranno. -
Udendo queste parole, essa prov l'impressione
che deve provare una lepre inseguita, la quale, proprio
nel momento in cui crede di aver fatto perdere
le sue tracce, si trova di fronte la muta dei cani.
Va compatita, del resto, pensando che era ormai
esaurita per la mancanza di sonno e per l'eccitazione
di quegli ultimi giorni.
- Spero che non le sar accaduto nulla di male,
poveretta, - disse la moglie del pastore che le sedeva
accanto.
La maestrina espresse la medesima speranza, ma
subito aggiunse:
- Si sentono per dire tante cose orribili di ragazze
cloroformizzate e fatte sparire, che poi si svegliano
in qualche casa d'oppio in Argentina, destinate
a chi sa che cosa!
- Ma che, ma che! Bisogna sempre guardare il
lato migliore delle cose, - intervenne il signor
Chattel. - Chi sa che non abbia voluto fare uno
scherzo. -
Uno scherzo!... La ragazza trasal nel suo cantuccio.
- Pu darsi che avesse qualche ragione sua particolare
per desiderar di lasciare la casa paterna, -
disse un altro. -  impossibile sapere quello che
passa per la testa d'una ragazza. Che bei capelli che
ha! Ma  certo che prima o poi la ritroveranno.
- Su questo non c' dubbio. Se  sola, non pu
fare a meno di destare dei sospetti, giovane com'.
E quando la sua fotografa sar conosciuta, faranno
presto a rintracciarla. -
La ragazza seduta nell'angolo si alz bruscamente
e and fuori nel corridoio ad appoggiare la fronte
ai vetri del finestrino. Dietro a lei la conversazione
continuava.
- Se  sempre viva, non staranno molto a riportarla
a casa sua, potete esserne certi. -
Riportarla, dove? A che fare? Quello che a lei
sembrava infinitamente peggiore della morte. Che
le restava da fare?
Quasi non osava tornare nello scompartimento e
affrontare i suoi innocui e ciarlieri compagni di
viaggio, presa dalla paura che qualcuno riconoscesse
in lei la ragazza del giornale.
Ma per tutta la strada attraverso il villaggio, fino
alla pensione di famiglia, nessuno sospett minimamente
di lei. Ella non era che una della loro comitiva,
come il pastore protestante e la sua simpatica
moglie, come quella povera maestrina col viso di
donnola che non conosceva della vita altro che gli
orrori veri o inventati; come la materna signora
Lestrange, cos ingrossata ormai da mettere in pericolo
le cuciture del suo vestito di seta; come quel
bel tipo di londinese, il signor Chattel, rosso di capelli
e sempre allegro, musicista perfetto, che pure
sarebbe stato assai contento di trovare un posto di
pianista in qualche miserabile cinematografo dei
sobborghi.
Nessuno di costoro subodor il mistero, e non c'era
neppure da maravigliarsene. Proprio come nessuno
della sua famiglia aveva mai sospettato che Blodwen
non fosse contenta, cos ora nessuno dei suoi
compagni di viaggio dubitava che a suo modo non
si divertisse.
Quella sera un telegramma indirizzato alla signorina
Robinson fu recapitato alla pensione di famiglia.
Blodwen nell'aprirlo ebbe l'impressione di
aprire una missiva che non le appartenesse, ma invece
era proprio per lei, Blodwen Garth. Diceva:
Toro venuto qui. Interrogatorio difficile. Mi sono
mantenuta ferma.
Dora.
Blodwen fu presa da un vero terrore.
 inutile lottare, pens. Il destino  contro
di me.
Nessuno sospett la minaccia che il telegramma
rappresentava per quella simpatica signorina Robinson,
quella ragazza cos carina che cantava tanto
bene.
Nell'impulso del momento ella aveva detto di s
una cosa vera: che cantava un poco. E quella sera
aveva cantato tutto quello che avevano voluto.
- E non continuerete a studiare? - le domandarono,
riferendosi al suo canto.
Ed alla sua risposta negativa:
- Ah, no? Che peccato! - avevano soggiunto.
- Con una voce cos bella, cos dolce... -
E il signor Chattel, il pianista, le aveva detto seriamente:
- Dovreste continuare a studiare; metterebbe
conto di coltivare una voce come la vostra. -
Anche lei aveva sentito di poter riuscire, quell'ultima
sera, cantando per l'ultima volta. Aveva
cantato meglio di quanto non avesse mai cantato
in vita sua, per quanto il suo canto non fosse rivolto
a quella buona gente, seduta sotto la luce cruda
delle lampade, nel salotto della pensione con le
sue orribili pareti rosse. Non c'era nessuno per cui
mettesse conto di cantare, aveva pensato; e non sapeva
che nella strada un uomo si era nascosto nell'ombra
per udirla e che ogni nota del suo canto
aveva fatto vibrare le corde ormai morte nel suo
cuore.
Ella aveva cantato per s. Poi aveva atteso la fine
degli applausi, dei commenti, dei saluti, dei progetti
per il giorno dopo.
- Io prendo una barca; voglio vedere se mi riesce
di andare a pescare alla lenza. E un secolo che non
sono stato a pescare.
- Andiamo tutti insieme in una di quelle autocorriere
traballanti a fare una gita. Costa soltanto
venti franchi e ci porta proprio in cima alla montagna.
Una vista maravigliosa... Si ritorna da Montecarlo...
si d un'occhiata al Casin... Non dimenticate
il passaporto... Voi volete tentare la fortuna,
signor Chattel?
- Che domanda! Dovrei aver fortuna al giuoco,
perch sono maledettamente disgraziato in amore.
Ah!... Ah!... E voi, signorina Robinson? -
La fuggiasca era sgusciata in camera sua, con
uno strano sorriso sulle labbra.


Capitolo 6.
IL TUFFO.

Erano ormai quasi le due.
Non occorre neppure che accenda la luce...
Il lume del fanale difaccia si apriva una via attraverso
le foglie degli alberi e illuminava di un
chiarore incerto la stanza in cui la fanciulla aveva
lasciato le imposte spalancate.
Con un'ultima occhiata in giro, Blodwen si accert
di aver lasciato tutto nell'ordine pi perfetto.
L'impermeabile verde pendeva dall'attaccapanni;
tutti i suoi vestiti, o piuttosto i vestiti di Dora, erano
ripiegati con cura. Dette un sospiro di sollievo. Era
stata una fortuna per lei di non aver visto quel
giornale prima di lasciare Dora, prima di accorgersi
dell' inutilit della fuga, prima che le si presentasse
alla mente l'idea che per tutto quel giorno
aveva preso sempre pi consistenza nel suo cervello
e che le aveva finalmente fatto capire come non le
restasse pi che una cosa da fare: sparire in modo
che nessuno la potesse pi rintracciare, costringendola
a tornare indietro e ad affrontare il pericolo
da cui era fuggita.
Era ora!
Balz dal letto. Quando si sfil il vecchio pigiama
di seta, ritirato e stinto per le molte lavature, da
cui aveva staccato le iniziali del fratello, fu come
se nella stanza fosse stata accesa una lampada che
mandasse un tenue chiarore. Il corpo della fanciulla
brillava nella semioscurit, come un fiore bianco
nella notte. E al candore della sua pelle ella doveva
infatti il nomignolo affettuoso che venti anni prima
sua madre aveva trovato per lei: Fiorella! Anche
in quest'et, nella quale regna il culto della pelle
abbronzata, ella aveva mantenuto la sua immacolata
bianchezza, che la faceva rassomigliare a una
statuetta di porcellana di Danimarca.
Per quanto non eccessivamente alta, Blodwen
aveva quelle lunghe membra snelle, quella sveltezza
di curve, che si vedono nelle ninfe di porcellana
che cavalcano i delfni o sfuggono ai satiri. E di
una ninfa ella aveva i movimenti rapidi e graziosi,
mentre si moveva senza far rumore per la stanza.
Senza far rumore apr lo sportello dell'armadio che
le rimand la sua immagine come uno stagno ombroso,
e ne tir fuori il costume da bagno di Dora
Robinson.
Era probabile che nessuno si svegliasse a quell'ora,
e in ogni modo non son pochi coloro che desiderano
di andare a fare una bella nuotata al lume di
luna. Quella sera la luna non c'era, ma nei paesi
meridionali la gente fa il bagno a qualsiasi ora.
Mentre s'infilava il costume da bagno, stringendolo
alla vita con una stranissima cintura, e si accomodava
la cuffia di gomma sulla fronte, quasi
fino agli occhi, prima di rinvoltarsi in un accappatoio
di spugna e d'infilarsi un paio di babbucce da
spiaggia, non cessava di ripetersi un verso del suo
libro di poesie infantili, che altre volte le era molto
piaciuto:
O dolce madre, dammi tu rifugio!
Era pronta. No, un'altra cosa: a capo del letto
pendeva il vezzo di corallo che le piaceva di portare
al collo e che anche in quel momento, per quanto la
cosa potesse sembrare assurda, si volle mettere.
Apr la porta di camera, soffermandosi sul pianerottolo
che odorava di rinchiuso e di calcina. Una
piccola lampada dentro un globo azzurro brillava
debolmente sulla porta difaccia alla sua. Fuori
della porta un paio di grosse scarpe maschili stava
accanto a un paio di scarpette di camoscio un poco
consunte. Quella doveva essere la camera assegnata
al pastore protestante e a sua moglie. C' della gente che non si cura di essere affastellata
in una unica stanza, pens la fanciulla,
con una piccola smorfia verso la porta chiusa.
Dalla porta usciva il leggero russare di una persona
che dorme pacificamente. C' chi  perfettamente
felice, vivendo in un modo che ad altri sembra
orribile.
In punta di piedi la fuggitiva scese le scale. La
porta di strada si apr con facilit e sotto il ciuffo
di gelsomini dall'odore pungente che aveva tanto
disgustato Alano Wareham poche ore prima, ella
pens:
Che delizia! Possibile che lo stesso Creatore che
ha fatto i fiori abbia fatto anche gli uomini? Perch,
mio Dio, perch?
Ma n il ciuffo dei gelsomini, n il cielo limpido e
stellato sopra di lei, seppero darle una risposta.
Ella apr il cancello badando che non cigolasse
e prese a destra una scorciatoia tagliata nella roccia,
che conduceva alla breve striscia sassosa che
limitava da un lato la baia.
Mare e cielo erano ugualmente limpidi, divisi
soltanto dal promontorio, la cui profonda oscurit
era rotta pi qua e pi l da leggiere luci colorate.
Le stelle formavano un ricamo lucente, i pianeti
sembravano tante piccole lune. Sull'estremo limite
del capo, il faro faceva girare il suo raggio e pi
vicino appariva il lume rosso che segnava il termine
della gettata. Nel porto le piccole imbarcazioni
dai poetici nomi di Speranza in Dio e Angelus,
sembravano addormentate come i loro padroni
nei loro tuguri. E non c'era nessuno che potesse impedire
a una povera fanciulla disperata, di commettere
il suo atto di estrema follia.
Mentre si avvicinava all'acqua, nella confusione
della sua mente sorse il ricordo di un racconto,
udito non sapeva pi dove.
Era la storia vera e commovente delle tre giovani
pescatrici, trovate annegate al largo della costa di
Normandia o forse della Bretagna; probabilmente
della Bretagna, coi suoi scogli, le sue caverne marine
e le sue precipitose maree che strappano la
gente dalla spiaggia. All'ora della bassa marea i
corpi delle tre fanciulle erano stati ritrovati, e, cosa
curiosa, tutt'e tre si erano tolte la cuffia che fa
parte del costume regionale, e coi lunghi nastri
inamidati si erano legate le sottane alle caviglie.
Tutt'e tre si erano sciolte le lunghe trecce e si erano
assicurate per i capelli a una sporgenza della
roccia. Cos furono trovate e nessuno riusciva a capire
la ragione del loro atto. Soltanto il parroco
del luogo riusc a indovinare il segreto: le tre ragazze
si erano legate la sottana alle caviglie perch
le onde non scomponessero la modestia del loro abbigliamento
e si erano legate per i capelli alla roccia,
perch sapevano che qualunque cosa gettata in
mare in quel punto dove sarebbero annegate, scompariva
per sempre, trascinata dalla corrente, mentre
esse avevano voluto che il loro corpo fosse ritrovato
e avesse una sepoltura cristiana nel cimitero
del villaggio nativo.
Non mi somigliavano, pens Blodwen.
Nel cimitero del villaggio poteva andare a riposare
chi voleva; in quanto a s, era contenta di sapere
che il suo corpo non sarebbe stato sotterrato in
una terra che non racchiudeva per lei nessuna memoria
sacra. Sperava soltanto di essere trasportata
lontano, dove nessuno potesse pi vederla, dove nessuno
potesse pi raggiungerla.
Non voleva essere raggiunta! Fu questo il pensiero
che risvegli in lei quell'esaltazione che, sia
di gioia, sia di collera o di disperazione, fa dimenticare
ogni altra cosa, rendendo gl' individui immuni
da qualsiasi sentimento di paura, di stanchezza, di
fatica, di freddo, di fame, di sete... Lo stesso stato
di esaltazione forse, che ai martiri faceva affrontare
serenamente la morte.
Sull'orlo dell'acqua ella si tolse le scarpe. I piccoli
ciottoli rotondi della spiaggia erano ancora
caldi del sole cocente che li aveva bruciati tutto il
giorno. L'acqua era tiepida intorno alle sue caviglie,
e le si agitava intorno alle gambe in piccole
fontanelle di un leggero colore verdognolo. La fosforescenza!
Com'era bella e fantastica! Tutto sembrava
fantastico in quello strano e squisito paesaggio.
S'inoltr ancora. Fantastica, quella notte I... Ed
ella, una fanciulla, era in procinto di far ci di
cui aveva soltanto letto nei libri... Le si sarebbe
presentata nessuna immagine della vita passata?
Nessuna: n quella di suo fratello, n quella dell'amica
che l'aveva aiutata prestandole la sua identit,
senza indovinare quale sarebbe stata la fine
dell'avventura. Blodwen, nella sua folle esaltazione,
non richiam alla mente neppure la cara e indimenticabile
immagine della madre. Senza volerlo,
ebbe una fuggevole visione di Cristoforo... comparve,
svan, ma la spinse a inoltrarsi pi speditamente
nell'acqua, sussurrando piena di trionfo:
Non mi pu pi prendere!
Quando l'acqua le giunse alla cintola si gett in
avanti con un leggero tonfo.
E nessuno era l per vedere quel quadro di fantastica
bellezza, la snella figurina scura che si tuffava
nell'acqua nera, che subito fior in una gloria di faville
verdi e luminose. Cominci a nuotare, seguita
sott'acqua dal verde splendore della fosforescenza,
che faceva apparire le sue esili membra come veli
luminosi che svolazzassero intorno a una magica
creatura del mare.
Ella nuotava: doveva oltrepassare la gettata,
giungere sul mare aperto, fuori dal pericolo di essere
raggiunta.
Non mi pu pi prendere, non mi pu pi prendere!
Lontano, fuori della baia! Era una brava nuotatrice
e tutto sarebbe andato bene. Sono molti coloro
che godono di una bella nuotata notturna, che
vanno a nuotare a mezzanotte col proposito di tornare
indietro. Tutti avrebbero creduto a un accidente,
se la povera signorina Robinson della pensione
di famiglia non fosse pi tornata.
Non mi pu pi prendere!
Fuori della baia sarebbe stata colta anche lei da
ci che vien chiamato un misericordioso oblio,
e non avrebbe saputo pi nulla. Cos pensava la
fanciulla nella sua ignoranza.
 una cosa terribile quando per la prima volta
una delle forze della natura conosciute come nostre
schiave o alleate, si trasforma improvvisamente
in nemica. Il fuoco, l'elettricit, l'acqua, ci servono
continuamente fra le pareti domestiche; dimentichiamo
cos che a qualunque ora possono impossessarsi
del comando e trasformarsi in minacce
per noi. Momenti indimenticabili quelli, nei quali
ci accorgiamo della minaccia del fuoco, del potere
scatenato della tempesta, dell'altezza dell'acqua.
L'acqua per Blodwen era sempre stata un elemento
amico e delizioso. Ma... improvvisamente le si
rivoltava contro! Il mare da lei invocato come il
pi dolce rifugio, le diventava ostile. Ella non aveva
pensato che la sua esaltazione potesse morire
quando lei stessa era ancora in vita. Non aveva creduto
di uscire da quello stato di quasi follia per provare
un simile terrore. Era convinta che per una
persona decisa a morire nulla fosse pi facile che
alzare le braccia, lasciando che l'acqua si richiudesse
dolcemente sopra il suo capo.
Facile? Ah, no! Si accorse invece con disperazione
che pi si sentiva esaurita, pi cresceva in lei
il desiderio di vivere. Era impossibile, finch viveva,
non lottare per conservare il bene prezioso della
vita... Si volt indietro; quanto si era allontanata
dalla costa? Non vedeva niente altro che mare e
cielo... Doveva aver sorpassato da un pezzo la gettata.
Come nuotava debolmente!... In tutta la giornata
aveva mangiato pochissimo e a ogni bracciata
si sentiva sempre pi sfinita. In quello stato di esaurimento,
dei nuovi terribili pensieri le si affollarono
alla mente. Di che cosa avevano parlato quel giorno?
Di polipi che si aggrovigliano coi loro tentacoli
alle membra dei nuotatori... e, cosa anche pi
terribile, di pescecani! Mio Dio! C'erano dei pescecani
in quelle acque?
Non  giusto! pens in preda a una specie di
follia. Non  giusto non sapere quello che accade...
non voglio affogare! No, no... Oh, mio Dio,
aiutatemi! Se mi fate uscire da questo pericolo non
mi curer mai pi di quello che accadr poi, mai,
mai...
Si volt di nuovo, contorcendosi e girando come
un insetto in procinto di annegare, su quell'acqua
senza correnti. Fece schizzare l'acqua sollevando
delle piccole cascate luminose; and sotto, ritorn
a galla, respirando a stento... Mezzo soffocata, fece
udire un grido: non sapeva di avere gi una volta
gridato verso il mare deserto e il cielo silenzioso:
Aiuto! Aiuto! Non sapeva pi in che direzione
nuotasse... Il mare da lei invocato come una madre
si mostrava spietato. O era invece un potere
pietoso che rifiutava di accettare il disperato e colpevole
sacrifizio?
A un tratto il sentimento d'impotenza che l'aveva
invasa ced a un senso di pena. Un tonfo rison
nell'acqua vicino a lei e subito ella si sent afferrata
e ruvidamente sospinta. Pescecani?... Polipi?... Si
prov a gridare.


Capitolo 7.
ANTAGONISTI.

Un acuto dolore la colp alla spalla e alle braccia,
ma non si trattava dell' immaginaria stretta dei
tentacoli di un polipo o delle mascelle di un pescecane;
quella che sentiva era la stretta di una mano.
Qualcuno era l nell'acqua, vicino a lei, e nuotava
al suo fianco. Ella non vedeva nulla, ma vicina al
suo orecchio rison una voce che sembrava venisse
da miglia e miglia di distanza.
- Non abbiate paura, vi tengo; ma non fate
sciocchezze ora, o affogheremo tutt'e due. -
La ragazza sent una nuova strappata alle braccia,
poi di nuovo la voce che brontolava:
- Mio Dio, ecco che sviene ora! C'era da immaginarselo. -
Di l a un poco Blodwen sent come un gran colpo
sulla nuca; qualcuno l'aveva afferrata per di dietro
e la costringeva a piegare la testa tra le ginocchia.
E di nuovo la voce brontol:
- State ferma cos per un minuto, vediamo! -
Come se avesse potuto fare altrimenti! Dopo un
poco per riusc a sollevare la testa e si guard intorno.
Dov'era? I suoi piedi riposavano su un impiantito
di legno e il suo corpo era adagiato su un
sedile imbottito. Il soffitto di legno era a poca distanza
dalla sua testa e il luogo era rischiarato da
una lampadina elettrica. Era in una cabina, dunque,
a bordo di qualche battello.
- E ora, con tutta probabilit, vomiterete! -
mormor una voce vicino a lei.
I denti le batterono contro l'orlo di un bicchiere,
mentre agli orecchi le risonava l'inevitabile frase:
- Acquavite; bevetela tutta, coraggio. -
La fanciulla obbed, e un momento dopo riusc a
vedere colui che si moveva e parlava vicino a lei.
Era un uomo alto, abbronzato, gocciolante dalla
testa ai piedi, che la fissava con uno sguardo tutt'altro
che benevolo. Ma la vita le ritornava rapidamente.
Apr le labbra per parlare.
- Perch? - fu questa la parola che le sal dal
cuore.
- Perch? - ripet l'uomo burberamente. - Dovrei
essere piuttosto io a domandarvi perch, non
vi pare? -
Ella ud confusamente queste parole e quest'altre
che seguirono:
- Tenete; sar meglio che vi mettiate addosso
qualcosa di asciutto. -
Una bracciata di panni le venne gettata sulle
ginocchia e nello stesso tempo ella ud un'esclamazione
di sorpresa:
- Che cos' questo? Vi siete impigliata in una
fune di... che cosa avete l, intorno alla vita?
- Oh, - esclam ella a fatica, portando la mano
alla sua strana cintura. - Questi sono i miei capelli. -
La voce maschile non rispose; poteva darsi che
fosse di moda, per le ragazze che si tagliano i capelli,
di portarli in una treccia intorno alla vita
come una cintura.
- Vado a cambiarmi, poi accender la stufa; spicciatevi
a fare altrettanto, - disse la voce dietro le
sue spalle.
La porta si apr e si richiuse.
La ragazza guard in fretta i panni che aveva
sulle ginocchia e trov un grande asciugamano e
un accappatoio da uomo, di spugna, pi grosso e
pi morbido di quello da lei lasciato sulla spiaggia,
prima d'intraprendere la sua inutile corsa alla
morte.
La vita ritornava in lei ad ogni respiro. Era vero...
non aveva sognato... era proprio lei? L'avevano
dunque strappata alla morte?
In fretta, battendo i denti, si tolse di dosso il costume
fradicio e si rinvolt nel morbido accappatoio
che odorava di sapone da barba e di tabacco.
Prima di scendere nell'acqua si era tolta la cuffia
di gomma e ora i capelli tutti bagnati le si appiccicavano
come alghe lungo le guance. Con un gesto
involontario e molto femmineo ella si guard intorno
nella vana ricerca di uno specchio. Si stava
asciugando i capelli con l'asciugamano, quando ud
bussare bruscamente alla porta.
- Pronta?
- S. -
Il proprietario del battello ricomparve vestito con
un paio di calzoni di flanella quasi bianca e un maglione
pure bianco chiuso fino al collo. Ai piedi si
era infilato un paio di pantofole. I suoi capelli neri
e lisci che fin allora gli erano ricaduti gocciolanti
sulla fronte, glielo fecero vagamente riconoscere.
Doveva averlo gi visto in qualche luogo, ma dove?
- Ora m'immagino che la cosa pi indicata sar
una tazza di t bollente. -
La ragazza segu con lo sguardo l'alta figura che
si moveva per la stanza. La cabina era piccola e
piccola era l'imbarcazione che si divideva in tre
minuscoli scompartimenti. Nel primo non c'erano
apparentemente altro che macchine, un rotolo di
fune, un mucchio di vele; quella di mezzo era la
cabina nella quale si trovavano in quel momento,
occupata da due sedili stretti, imbottiti, posti contro
la parete, con un paio di vecchi cuscini sopra,
uno scaffale con tre libri, una rastrelliera da pipe
e una vecchia stuoia; non c'era altro. In fondo all'imbarcazione
c'era una specie di cabina aperta,
con una poltrona di vimini, un vecchio tavolino da
giuoco col piano coperto di feltro verde e una stufa
a petrolio. La ragazza osserv tutti questi particolari
tenendo dietro con gli occhi al suo salvatore,
mentre egli accendeva la stufa, moveva il tavolino,
faceva scorrere una piccola parete mobile di legno.
- Questa  la dispensa, - diss'egli, senza voltarsi.
La dispensa era un ripostiglio che racchiudeva in
ordine perfetto delle bottiglie, dei sifoni, alcuni barattoli,
il vasellame, i vasetti per le spezie e un paio
di thermos.
La ragazza gli vide tirar fuori un fornellino a spirito
sul quale mise a bollire una piccola cazzaruola
piena d'acqua. Ci fatto, egli raccolse da terra il
costume da bagno, lo strizz e lo mise ad asciugare
sulla spalliera di una seggiola, ma lasci in terra,
come un cobra morto, la grossa treccia che le era
servita di cintura. Blodwen la raccolse e la nascose
fra le pieghe dell'accappatoio.
L'acqua fece presto a bollire e in pochissimo tempo
il t bollente fumava nelle tazze di metallo.
- Qui c' lo zucchero. Mi dispiace di non aver
latte, ma qui c' una fettina di limone.
- Grazie.
- Vi sentite meglio ora? - domand l'uomo, di
l a un poco, con un tono di voce leggermente ostile.
- Meno male, - soggiunse poi, come se rimpiangesse
di sentire che stava meglio.
In tutte le sue maniere egli si dava chiaramentea divedere per
quello che era: un antagonista. Pensava
che si era dovuto gettare a capofitto nell'acqua,
tutto vestito, per andare a ripescare quella pazzerella,
e che ora era costretto a mettere il Perch Vinifredo
e tutto ci che conteneva a disposizione di
quella monella gocciolante. Una ragazza sul suo
battello! E dire che oltre ad essere in quel momento
tutt'altro che ben disposto verso le ragazze, egli non
le aveva mai potute soffrire! Ma per fortuna la poco
esperta nuotatrice stava meglio e si poteva cominciare
a dirgliene quattro, come meritava.
I rimproveri cominciarono. Sulle prime la ragazza
non capiva tutti quei discorsi sulla speranza che il
fatto le sarebbe servito di lezione, lezione che era un
peccato non potere infliggere a tutte quelle ragazze
che, credendosi esperte in tutto, cercano d'imitare
gli uomini nelle loro imprese pi rischiose... pattinare
sul ghiaccio in inverno... esercitarsi ad attraversare
la Manica a nuoto... e cos'altro ancora?
Ogni specie di giuochi olimpici, nei quali finivano
spesso con lo storpiarsi per tutta la vita.
- Che c'entra tutto questo? - cominci ella; ma
lo sconosciuto continu a inveire contro di lei.
L'ostilit canzonatrice del suo tono di voce fin
col risvegliare la collera di Blodwen, che alla fine
dimentic come mai si trovasse in quel luogo.
I due giovani si affrontarono perci con un antagonismo
che aveva tutti gli elementi di una subitanea
simpatia. Chiss infatti che l'antagonismo
caldo e veemente non sia un'emozione pi profonda
della molle e gelida indifferenza, tra l'uomo e la
donna?
In tono sempre pi irato egli domand che bella
idea le era venuta di avventurarsi fuori della baia,
senza saper nuotare.
- So nuotare benissimo, invece, - ribatt ella
risentita.
Ma senza badarle, l'uomo prosegu a rimproverarla
di essersi inoltrata al largo, di notte per giunta,
quando era molto probabile che nessuno udisse
le sue grida. E allora che sarebbe stato di lei?...
-  stata per voi una fortuna che, non potendo
dormire per il troppo caldo, fossi fuori a fumare sul
ponte. S, siete stata fortunata che mi sia deciso a
passare la notte legato a questa boa! La prossima
volta sar meglio che non contiate sulle vicinanze
di un uomo e di un motoscafo per salvarvi!
- Non contavo proprio su nulla, ribatt la ragazza
infiammata dall' ira e battendo i denti. - Credevo
che non ci fosse nessuno! Non potevo supporre
che ci fosse qualcuno sempre sveglio a quest'ora!
Credevo che non ci fosse nessuno per molte miglia
intorno.
- Sola, sola al lume delle stelle? - riprese egli
con un' inflessione sarcastica nella voce, che le sue
belle amiche conoscevano bene.
Cominci a riempire la pipa. Pigiandovi dentro il
tabacco col pollice parlava senza guardarla, perch
si sentiva un po'imbarazzato dei modi sprezzanti
della fanciulla. Romantica, ecco quello che era, e
per questo andava a nuotare di notte con quella stupida
cintura di capelli intorno alla vita e un vezzo
di corallo intorno al collo. Doveva figurarsi di essere
una piccola sirena del sud, alla maniera di Rupert
Brooke. Perch non si era infilata il tradizionale
fiore rosso dietro all'orecchio che significa:
Son libera! Volle domandarglielo e con una voce
anche pi tagliente, cominci:
- Avete delle idee molto romantiche, ma...
- Romantiche? -
La voce della ragazza trem d'indignazione, mentre
ella si raddrizzava sul sedile, posando la tazza
mezza piena sul tavolino che il suo antagonista
aveva messo fra loro.
- Voi, piuttosto, dovete credervi molto romantico! -
L'accusa fece rimanere l'uomo muto per lo stupore.
- Certamente vi dovete credere un eroe, un salvatore...
- Credete forse che la vostra vita non fosse in
pericolo?
- E voi credete dunque che vi dovrei ringraziare
e benedire?
- Una parola di ringraziamento non sarebbe forse
sprecata. Tuttavia...
- S, lo so, - lo interruppe ella precipitosamente.
- Non crediate che non capissi quello che mi
sarebbe accaduto. L per l sono stata contenta e riconoscente,
ma ora  meglio che vi dica subito che
sono dolente.
- Dolente? Potrei sapere perch abbiate l'aria di
scusarvi? Se  per il piccolo incomodo che potete
avermi dato... non ci pensate neppure, - fin con
un piccolo gesto ironico.
- Non mi volevo scusare. Volevo soltanto dire
che sono dolente che abbiate creduto vostro dovere
di venire a tirarmi fuori dell'acqua.
- Mi permetterete allora di ricordarvi che avete
invocato aiuto?
- S,  vero! Ma, credetemi, vorrei che non foste
venuto! -
In quel momento egli si sent quasi quasi disposto
a condividere quel desiderio. Quella ragazza aveva
evidentemente bisogno d'essere presa a scappellotti.
E con quel tono sottilmente ironico, che aveva ridotto
in lacrime pi di una donna, le fece osservare:
- Non sapete dunque che era una questione di
secondi per voi?
- Davvero? Era questione di secondi?... Allora
tutto sarebbe gi finito per me a quest'ora! E voi
me lo avete impedito? -
La voce le trem ed ella lo guard con due grandi
occhi pieni di rimprovero.
- Non capite dunque che non ve lo potr mai perdonare? -
E prima che quel pezzo d'uomo, affrontato con
tanta impudenza da quella bimba, potesse rispondere,
ella gli grid:
- Ma non'capite che volevo morire? -


Capitolo 8.
TREGUA D'ARMI.

L'uomo che poco prima aveva salvato la vita di
quella fanciulla, osserv con aria indifferente:
- Ah, dunque volevate morire? -
Tuttavia era rimasto colpito, intuendo che la fanciulla
gli aveva detto la verit. L'ostilit di poco
prima si trasform in orrore ed egli le alz gli occhi
in viso. Era innegabile che nei suoi tratti, oltre
allo sdegno, si leggeva una profonda disperazione.
Non era veramente la prima volta che una donna
dichiarava in sua presenza, con voce tremante, di
aver pensato a finirla con la vita.
 proprio vero, Alano! Speravo di morire e chiss
che allora tu non mi avessi rimpianta!
Ricatto sentimentale, Alano lo dichiarava, puro
e semplice ricatto sentimentale, puro e semplice
dramma. Ma questa volta il caso era diverso. Quella
bimba da lui ripescata nella baia non recitava una
parte drammatica, ma aveva realmente avuto l'intenzione
di uccidersi.
- Un suicidio, eh? - comment Alano. - La risorsa
dei vili.
- Credete proprio?
- Certo. Ma forse vi dovrei chiedere scusa del
mio intervento, - ribatt egli.
E adottando il sistema inglese di scherzare mentre
studiava la sua avversaria, si mise a osservarla,
socchiudendo gli occhi, dietro un' impenetrabile cortina
di fumo e con un sorriso sulle labbra.
- Se volete, posso anche ributtarvi in mare. -
Il suo sguardo canzonatore incontr quello sprezzante
della ragazza, che a queste parole chiuse gli
occhi.
Tutta la sua ira l'abbandon e il tono col quale
mormor: No, no! era supplichevole.
- Non abbiate paura, - disse Alano, in fretta e
con maggior benevolenza di quanta non ne avesse
dimostrata fino allora.
Ella gli rivolse l'ombra di un sorriso, che diceva
chiaramente: Grazie, e abbandon la testa sulla
spalliera del sedile.
- Non ne pu pi, povera piccina, - mormor
Alano, pi impietosito di quanto non volesse convenire.
Di solito metteva in pratica il principio di non impietosirsi
mai n per le donne n per le ragazze, che
il pi delle volte meritavano il loro destino. Senza
rimorso, era diventato il vero antagonista della donna.
Se la donna non desiderava di essere trattata
come la nemica naturale dell'uomo, badasse a tenere
il suo posto di trastullo e di schiava dei suoi
capricci. Pure era impossibile considerare quella
scioccherella che aveva tentato il suicidio come una
vera donna. Quella semiannegata pallida scolaretta
esaurita, che cos'era?... Se non fossero stati
quei suoi grandi occhi profondi, pieni di disperazione,
non le si sarebbero dati pi di sedici anni.
Perci Alano poteva liberamente estendere anche
a lei il rispetto che aveva anche per gli esseri deboli,
troppo vecchi o troppo giovani per l'amore.
Si alz, riapr lo sportello della dispensa e ne tir
fuori delle gallette, del burro tenuto in fresco e un
vasetto di carne in conserva. Spalm un paio di
gallette di burro e pasta, e le offr alla ragazza con
indifferenza, come se si trattasse di mangiare un
altro biscottino dopo un pasto copioso.
- No, grazie, non ho voglia di mangiare.
- Ah, no? A me invece il salvataggio ha messo
un grande appetito. -
Mangi un paio di biscotti, continuando a spalmarne
di burro e di pasta di carne un'altra mezza
dozzina. Quando il piatto fu pieno glielo pos a
portata di mano e si volt da un'altra parte per
nascondere un sorriso, quando vide una manina che
si allungava quasi furtivamente per prendere un
biscotto.
La ragazza cominci a mangiare. Meno male. Ma
da dove diamine veniva?
Dalla sua voce e dai suoi modi la giudicava della
sua stessa condizione sociale. Forse apparteneva a
una di quelle famiglie di nuovi poveri stabilitisi,
come suo cugino, in qualche modesta villetta della
Riviera? O forse invece la sua fotografa sarebbe
comparsa sul Tatler, fra le notabilit in vacanza a
Deauville, Biarritz o Antibo? Poteva darsi che il
denaro della sua famiglia andasse a ingrossar quel
fiume di conti che assicurano una grossa rendita a
tutti gli albergatori di quelle coste? O si trovava al
contrario in serie difficolt finanziarie? Che fosse
anche lei, come tante sue coetanee, un'inveterata
giocatrice? Aveva giocato somme troppo forti a
Montecarlo?
No. Era troppo giovane perch la lasciassero entrare
nelle sale da giuoco; troppo giovane per trovarsi
l sola...
Ma la sua famiglia che faceva?
La ragazza sembrava davvero mezza morta di
fame.
Bisogner che la lasci mangiare un poco, prima
di farla parlare, pens Alano.
Fin dall'et di diciannove anni Alano Wareham
non aveva mai incontrato una donna che riuscisse
a nascondergli ci che egli desiderava di sapere. Ed
era riuscito nel suo intento adoperando vari metodi,
ma sempre per soddisfare un suo capriccio. Talvolta
la donna attirava i suoi sensi, talvolta solleticava
il suo sentimento di dominio, il suo gusto per
la bellezza, la sua vanit. Una volta almeno (e questo
era stato il caso di Amata) la sua psicologia lo
aveva messo in imbarazzo; non era sicuro di ci
che ella pensava di lui e aveva voluto saperlo. Una
delle sue massime era che basta saper trovare la
chiave che apre il cuore di ogni donna: trovata
quella, tutto  facile.
Ma guardando la ragazza che aveva di fronte
nella cabina del Perch Vinifredo non pens affatto
a queste sue massime. Il caso di quella bimba lo turbava
realmente e avrebbe desiderato di poterla in
qualche modo aiutare. Pure, quando riprese a parlare,
lo fece con studiata indifferenza.
- Statemi un po'a sentire, signorina... Come vi
chiamate? Fate a meno di dirmelo se preferite e non
mi dite nulla di quanto vi riguarda; ma pure, prima
di mettervi a terra... -
Il viso della ragazza si alter. Alano vide la manina
che riposava un biscotto sul piatto, invece di
portarlo alla bocca.
- Vi spaventa l'idea di essere messa a terra?
- Non ci pensavo pi.
- Capisco; ma pure questa  una cosa prima o
poi inevitabile. -
La ragazza impallid.
- Non che pensi di mettervi a terra in questo momento,
non temete. Non possiamo andare a bussare
a un albergo, prima del ritorno dei pescatori;
sarebbe una sciocchezza. M'immagino che nessuno
dovr sapere di questa vostra scappata.
- Per amor del cielo!
- Allora non vi resta altro che aspettare nella
mia imbarcazione che qualcuno sia alzato; poi vi
far scendere e voi potrete tornare a casa, figurando
di essere stata semplicemente a fare un bagno
mattutino. Credo che questa sia la cosa migliore per
il momento.
- S... s,  vero.
- Benissimo. E intanto vediamo se non si potesse
trovare un rimedio anche a tutto il resto. Se vi risolveste
a raccontarmi il perch e il come della vostra
pazzia? -
Indic con un cenno del capo la striscia di Mediterraneo
che si vedeva dalla porta aperta della
cabina. Da quello stesso posto aveva visto il mare
fosforescente intorno alla nuotatrice che lottava disperatamente
contro l'acqua...
- Non mi restava altro da fare.
- Sciocchezze! -
Il desiderio d'incoraggiarla apparve evidente nel
sorriso quasi fanciullesco di Alano. Ma egli non si
attendeva certo l'effetto che ebbe sulla ragazza.
- Oh, ora mi ricordo! - esclam ella con tutt'altro
tono di voce.
- Di che cosa?
- Dove vi ho visto prima.
- Oh!
- S, vi conoscevo gi. Mi era parso quando stavate
facendo il t, e ora me ne ricordo bene. Vi conobbi
il mese passato.
- Non ero io: io ero in Inghilterra.
- S, appunto, in Inghilterra. A Riverside. Alle
regate di Riverside. Non eravate voi uno dei giudici
delle gare?
- S, dovevo essere io, - rispose egli scontento,
dopo una leggera esitazione.
No, non era contento di sentirsi ricordare quella
bella giornata di giugno. Gli ospiti da lui invitati
alla sua villa, che portava il nome di Prioria, erano
andati in automobile alla festa e Sibilla Hope-Elierton
era fra loro. La parte di padrona di casa era
stata assunta per l'occasione da sua zia, la vecchia
lady Wareham, la quale era stata pregata di distribuire
i premi; ma lady Wareham soffriva quel
giorno di emicrania e si era fatta rappresentare
dalla piccola Sibilla. Sibilla era stata turbata e felice
dell'incarico, gi immaginandosi probabilmente
nei panni della vera padrona del maniero. Ma
quando un incidente era finito, Alano preferiva non
rammentarsene. Anzi, nei suoi periodi di ascetismo,
non desiderava neppure di ricordarsi che incidenti
simili fossero mai esistiti nella sua vita. Si trattava
di avvedimenti ormai morti e sepolti; ora si trovava
sul Mediterraneo e non sul prato ombreggiato di
salici che si stendeva dal castello dei Wareham fino
a Riverside... Via le memorie degli olmi sussurranti
in Inghilterra, della luce tenue del sole d'Inghilterra,
che faceva brillare le acque del Tamigi,
della piccola flottiglia di chiatte, della gaia folla
sulla riva! Via la memoria della voce tenera dell'ultima
favorita, che mormorava:
Ma, Alano, che cosa devo dire? Congratulazioni
o che altro?
Aveva voluto tutto dimenticare, e ora qualcuno
inaspettatamente risvegliava le sue memorie.
- S, vi vidi proprio il giorno della festa sull'acqua.
Avevate con voi un bellissimo setter fulvo.
- Ah, s, Treff! - esclam Alano con tenerezza.
- Il mio cane.
- Si era fatto male alla zampa.
- Se l'era rinchiusa in una trappola da conigli.
Si era fatto molto male, povera bestia.
- S, aveva la zampa fasciata e mi ricordo che
voi lo prendeste in braccio per farlo scendere dall'automobile.
Non siete voi, sir Alano Wareham, che
sta in quella bella villa abitata dagli spiriti, vicino
a Riverside?
- S, sono io. Vi ero stato presentato?
- No, vi osservai per via del cane e la persona
che era con me mi disse il vostro nome. -
Dall' imbarazzo col quale disse queste ultime parole,
Alano cred di aver trovato la chiave.
- Ah, vi  stato detto, eh? E ora che sapete chi
sono e dove abito...
- Io sto a Londra e son venuta qui come la signorina
Robinson. Questo per non  il mio vero
nome, - lo interruppe la ragazza, senza l'ombra di
esitazione.
- Oh!
- Non volevo far sapere a nessuno chi fossi.
- Va bene, me ne ricorder. -
Per quanto si sentisse riprendere dalla disperazione,
la ragazza cap di potersi fidare di quella
promessa.
- Grazie. Il mio vero nome  Blodwen Garth. -
Alano aggrott le ciglia.
-  un nome che non mi giunge nuovo... L'ho
sentito di recente. Ah, s! -
Alano si alz di scatto, mise la mano sul piccolo
scaffale che conteneva i suoi libri, prese il giornale
illustrato datogli dal colonnello Wareham e lo spieg
alla pagina che conteneva la fotografa che tutti
ormai conoscevano.
Un sospiro che parve un lamento sfugg dal petto
della ragazza.
- Questo  il vostro ritratto, non  vero, signorina?
Per quanto non vi somigli molto, - disse Alano
che la trovava molto imbellita nella fotografa.
- S, sono io. Che orrore! E dire che a quest'ora
sar fra le mani di tutti! E una stupidaggine non
averci pensato; eppure...  orribile di non poter
fare quello che si vuole senza esporre il proprio nome
e la propria fotografa alla curiosit del mondo...
- Sono perfettamente d'accordo con voi, ma bisogna
prendere il mondo com', - disse Alano, che
pure aveva sempre fatto il comodo suo. - Una ragazza
non pu prendere la fuga per scorrazzare attraverso
l'Europa sotto un falso nome, senza sollevare
una tempesta. M'immagino che a quest'ora
avranno chiamato al soccorso attraverso alla radio,
dando di voi una completa descrizione. -
Raccolse il giornale e dopo averne voltate le pagine,
glielo porse alla colonna gi letta dal colonnello
Wareham e da milioni di altre persone.
Essa pieg la testa sul foglio e per un pezzo non
disse pi nulla.
Alano la fissava incuriosito e impietosito. In tutto
il tempo del loro colloquio sul battello, in quella calda
notte del sud, egli non pens mai a lei come a
una ragazza, a una donna nel suo primo sbocciare;
per lui era soltanto .una povera creatura in preda
alla disperazione, ed egli la interrog impietosito e
anche un po' curioso di sapere come avesse fatto a
giungere fin l. Chi l'aveva aiutata? Come! L'altra
ragazza di cui parlava la cronaca? La vera signorina
Robinson aveva dunque mentito a tutto spiano?...
- Per forza.  la mia migliore amica e...
- Una bella amica davvero! Come! E pi vecchia
di voi e v' incoraggia a fare una simile sciocchezza,
a cercare la vostra tomba nel mare...
- Oh, no! Che dite mai? Dora non sapeva affatto
quello che volessi fare stanotte! Non lo sapevo neppure
io fino a che... Dora sapeva soltanto che sarei
venuta in Francia. Pensavo, quando fossi stata lontana
da Londra e dalla mia famiglia, di poter trovare
del lavoro, di qualunque genere fosse, purch
nessuno sapesse chi ero...
- Idee da ragazzi. Non sapevate neppur voi quello che volevate, come molte fanciulle della vostra
et...
- Credete proprio? Volevo andarmene...
- E lasciare alla vostra amica il conforto di sapere
che vi aveva aiutato ad uccidervi?
- No, volevo fare apparire la mia morte come dovuta
a una disgrazia. Mi pareva che fosse quella
l'unica via e se non mi fossi ricordata a un tratto
dei pescecani... - rabbrivid. - Se non avessi chiamato!
- Ma per fortuna avete chiamato! Volete dirmi
perch avete avuto un' idea cos idiota? -
La ragazza tacque di nuovo. Di nuovo l'uomo riprese
a fumare, osservandola attentamente. Dietro
il suo pallore e la sua disperazione, messi senza misericordia
in rilievo dalla luce viva della lampada,
diverse emozioni si succedevano sulla sua faccia:
paura, indignazione, che per un momento le restituirono
la sua caratteristica espressione di cherubino
imbronciato; poi vergogna, sgomento, disperazione.
Sembrava realmente incapace di rompere
il silenzio.
Alano si tolse la pipa di bocca; allung il braccio
per scuotere la cenere contro il fianco dell' imbarcazione,
e osserv:
- Ebbene, non  necessario che me lo diciate. Si
tratta certamente di qualcosa per cui non metteva
conto di morire, credete a me; anzi, per cui non
metteva neppur conto di prendere un raffreddore.
Ve ne accorgerete quando avrete la mia et. Si tratta
sempre della vecchia storia, non  vero? -
Ella alz la testa, pallida come un cencio.
- Che intendete dire per la vecchia storia? Volete
dire .una delusione amorosa?
- Mi era venuta quest' idea, infatti.
- Una delusione amorosa! - La sua risata lo
fece trasalire. - Vi siete immaginato che sia innamorata
? Ma gi,  naturale: chiunque forse avrebbe
creduto la stessa cosa. Ma neppur per sogno;
proprio al contrario, anzi. Volevo andarmene per
fuggire al pericolo! - La sua voce rison veemente,
risentita. - Non capite dunque? Forse no, perch
siete un uomo, ma sono fuggita proprio perch odio
l'amore! -


Capitolo 9.
L'AVVERSARIA DELL'AMORE.

 disgraziatamente vero che quando sentiamo il
bisogno di confidare i nostri pi riposti pensieri,
di rado ci rivolgiamo ai nostri amici pi cari o ai
nostri pi prossimi parenti. Fra noi e loro si eleva
sempre la barriera creata dall'idea preconcetta che
essi si fanno di noi e da quella che noi ci facciamo
di loro, dalla paura o peggio ancora dalla sicurezza
di quello che essi penseranno... Tuttavia nella natura
umana esiste il bisogno di confidarsi a qualcuno,
e accade cos che apriamo improvvisamente
il nostro cuore al primo venuto che non sappiamo
chi sia e che probabilmente, giunto il momento della
separazione, non rivedremo mai pi.
Fu questa la causa della strana conversazione che
segu tra l'uomo e la ragazza a bordo del motoscafo
Perch Vinifredo: l'uomo che, viziato e perseguitato
dalle donne, era sazio di passioni e non aveva mai
conosciuto altro che nei suoi sogni il vero amore;
la ragazza che da lui strappata allora allora dalla
morte, e che affermava con le sue labbra fresche
d'essere stata spinta al suicidio perch odiava l'amore.
Odiava l'amore!
- Capisco! Siete voluta fuggire da qualcuno che
v'importunava con le sue proteste d'amore. Non 
cos? - domand Alano con voce tranquilla, per
calmare l'agitazione della fanciulla.
- S, s, proprio cos. -
Egli pens, fissando quel volto pallido e fine, che
realmente i gusti sono molto vari. Non vedeva il resto della sua persona, infagottato nell'accappatoio,
che la faceva rassomigliare ad una di quelle statuette
di Tanagra, avviluppate nel manto dalla testa
ai piedi. Dal poco che aveva visto, gli era sembrato
che avesse il corpo di un'adolescente, che per lui
non aveva nessuna attrattiva. Si sarebbe davvero
stupito di sentir dire che qualcuno si era innamorato
di quella ragazzina, se non avesse avuto come
principio che in fatto di amore non c' da stupirsi
di nulla.
- Credevo che fosse abbastanza facile rimettere
al posto un importuno, - osserv.
- Non tanto, se una si trova costretta a fidanzarsi
con lui, - replic la fanciulla tristemente.
- Costretta?
- S; non posso pi resistere alla volont della
mia famiglia. -
E un momento dopo gli confidava quanto poco
trattabili fossero i suoi parenti, raccontandogli che
la sua casa nel Galles aveva appartenuto a sua madre
finch era vissuta, per poi passare a un lontano
cugino. Il padre non aveva che la sua pensione e la
matrigna una piccolissima rendita.
- Le mie sorellastre per lavorano. Phillis  impiegata
e Francesca, la maggiore,  maestra di ginnastica.
E io? S, naturalmente desideravo di fare
qualcosa anch'io e studiavo il canto che mi piaceva
molto, - soggiunse con fervore. - Ma poi perdemmo
del denaro per via di certe azioni e fu proprio
una grande sfortuna per me, perch mi tocc ad
abbandonare lo studio! - La ragazza si morse furiosamente
le labbra. - Poi c' mio fratello Leone
che ha un anno pi di me e che ha ottenuto una
borsa di studio a Oxford.  un ragazzo intelligente,
ma anche lui ha bisogno di .un piccolo assegno per
potere andare avanti e farsi una strada. E poi naturalmente
il babbo non pu stare senza giocare a
bridge, con l'idea di crescere le nostre entrate, ci
che non succede mai. Poi, quel che  anche peggio,
abbiamo dei debiti. Poi al babbo furono prestate
trecento sterline e anche queste sono sfumate e cos,
e cos...
- Capisco. Non c' bisogno che mettiate proprio
tutti i puntini sugl'i. La casa dei Garth traballa,
finch non spunta all'orizzonte un' ncora di salvezza
sotto forma di un buon partito per una delle
figliuole. Benissimo! Ma a quanto pare la proposta
non incontra il gusto della figliuola? -
Per lei risposero gli occhi e anche l'espressione
di quel viso bruttino... perch tale egli lo giudicava
per il momento, come pure l'involontaria mossa
di repulsione di tutto il corpo avviluppato nell'accappatoio.
- Mi  permesso di domandare che et abbia e
come sia il vostro fidanzato? -
Alano era gi persuaso che il partito fosse uno
di quei minotauri alla caccia di giovinette acerbe,
uno di quei satiri che divorano le adolescenti; ed
egli disprezzava tanto il loro tipo, quanto il loro
gusto. Personalmente detestava le giovinette e si
annoiava a morte in loro compagnia, ma pure si
immaginava gi di sentir dire che il fidanzato era
un vedovo prospero, che sperava di trovare una seconda
giovent in un secondo matrimonio, ma che
contava almeno sessanta primavere. Fu un colpo
inaspettato per lui sentirsi rispondere con languore:
- Quanti anni ha?... Cristoforo?... Ha ventotto
anni.
- Ventotto?
- Non li avr anzi fino a quest'altro ottobre. Ne
ha ventisette. Perch vi maravigliate?
- Io? E com'?
- Oh,  alto, biondo... ma a proposito, voi lo
dovete aver visto.
- Quando?
- Quando vi vidi anch'io. Fu Cristoforo che mi
disse il vostro nome, - spieg la ragazza - quel
giorno delle regate. Cristoforo Foulkes mi aveva invitata
ad andare con lui in automobile per assistere
ai suoi tuffi dal trampolino. Vinse lui la coppa per
il tuffo in altezza.
- Ah, s, perbacco! Ora me ne ricordo. Ci parlai
anche e seppi che era fratello di un soldato del
mio squadrone durante la guerra. S, s, ho capito,
Cristoforo Foulkes. -
Alano si rivedeva davanti il giovanotto piuttosto
tarchiato, con una faccia aperta di bonaccione,
una magnifica dentatura, vero tipo anglosassone
dalla testa ai piedi. Uno di quei tipi che dopo essere
stati molto popolari in collegio continuano a
essere popolari in qualunque luogo vadano.
- Quello dunque era il vostro Cristoforo? Mi parve
un tipo che dovesse piacere tanto agli uomini
che alle donne. Che gli manca?
- Non ho detto che gli manchi qualcosa. Probabilmente
un'altra non lo troverebbe per niente cos
orribile. Soltanto ai miei occhi  orribile, soltanto
per me. -
La ragazza si sforzava in tutti i modi di mostrarsi
giusta.
- Perch voi vorreste sposare invece qualcun altro,
m'immagino.
- No, no! - protest la ragazza, portandosi le
mani al vezzo che le cingeva il collo. - Non capite?
Non  che voglia sposare un altro; non voglio sposare
nessuno. Non ho bisogno di nessuno: ho bisogno
soltanto della mia musica; vorrei continuare
a studiare; non penso ad altro, amo la musica pi
di qualsiasi persona al mondo. Non capite come si
possa pensarla in questo modo?
- Io lo capisco benissimo, ma una donna... una
ragazza...
- Oh, signore, non siamo anche noi creature
umane, proprio come un uomo , prima di tutto,
una creatura umana? -
Alano medit un poco su questa risposta. Per lui
una ragazza era soltanto una donna in miniatura.
E le donne (quelle che non son brutte e perci trascurabili)
non sono altro che le antagoniste dell'uomo,
salvo che non rappresentino il suo premio
in una relazione amorosa. Pure osserv soltanto:
- Bene, continuate. -
La strana confidenza prosegu. Il Perch Vinifredo
era immobile all' ncora in quella baia che
sembrava di velluto nero, con grandi arabeschi
d'oro, dove si rifletteva la luce dei pochi fanali ancora
accesi. Nella calma della notte la voce della
fanciulla sonava lamentosa come quella di un flauto
lontano.
- E poi conobbi Cristoforo che era fratello di una
scolara di Francesca. Alla sua scuola dettero una
festa, a cui furono invitate tutte le famiglie, e ci
venne anche Cristoforo, che mi fu presentato. 
un agente di cambio, e alla Borsa a quanto pare
hanno molte ore libere. Cos cominci a venire
spesso a Whistler Mansion e a invitarmi a uscire
con lui. Mi portava qualche volta al concerto e questo
mi piaceva. Poi domand al babbo se aveva nulla
da obiettare se ricercava cos spesso la mia compagnia.
Perch fate una faccia cos stupita? M'immagino
che ora non si usi pi, ma tutta la famiglia
di Cristoforo  all'antica. Stanno a Richmond e sua
madre dette una volta un gran pranzo, al quale avevano
invitato uno zio, poi mio padre, la mia matrigna
e me. Questo accadde la sera prima che Cristoforo
partisse per il nord, per affari. E prima di
partire voleva sapere definitivamente che cosa...
che cosa pensassi di lui. Per me quella fu una serata
terribile. La mia matrigna mi aveva avvertita
che probabilmente si sarebbe dichiarato, e mi aveva
detto che tanto lei che il babbo speravano che avrei
accettato, capite?
- Capisco. -
Infatti non era mai necessario, parlando con Alano,
spiegarsi troppo: quando diceva: Capisco, si
poteva esser sicuri che aveva capito davvero.
E cos cap anche quando la ragazza gli disse in
fretta, confusamente, come se desiderasse di farla
finita al pi presto con un pensiero penoso:
- Detesto di essere toccata. Non lo posso sopportare;
in quel modo, voglio dire; e Cristoforo non
lo voleva capire. Questo, cio, dopo che gli ebbi
detto che avrei provato per vedere se mi piaceva
l'idea di essere la sua fidanzata. E lui volle...
volle per forza baciarmi. Io scappai subito su nella
stanza dove avevamo lasciato i nostri mantelli, e
mi lavai il viso col sapone; anzi non fui contenta
finch non mi fui fregata le labbra con uno spazzolino
da unghie... Non ridete.
- Non ci penso neppure. -
Pensava invece a tutto ci che la ragazza ometteva
nel suo racconto un po' per reticenza e un
po' perch era troppo ingenua per prevedere la terribile
riluttanza che avrebbe potuto provare in seguito.
Intanto per era stata spinta a commettere
il supremo atto di follia di cercare la morte.
- Mimosa... - mormor come tra s.
- Come?
- E anche Dafne. -
Un tremulo sorriso comparve sul viso della ragazza.
- Volete parlare di quelle ninfe rapite dagli Di
della Grecia che fuggivano e si trasformavano in
alberi piuttosto che subire le loro carezze? Oh, come
le capisco!
- Allora siete la ninfa riluttante che segna l'eccezione
alla regola che l'unico scopo della donna
sia il matrimonio? S'incontrano ogni tanto delle
donne - (scherzi di natura, le chiamava lui) - che
sono realmente pi felici rimanendo zittelle in una
scuola di bimbe o in un convento, che in mezzo alla
societ degli uomini.
- S, ce ne sono, e son anch'io una di loro, -
afferm Blodwen convinta, senza sapere che era una
di quelle creature destinate a sbocciare pi tardi.
Non potendosi espandere in famiglia, tutto il fervore
della sua natura ardente si era concentrato
sulla musica, e ora anche quella gioia le era stata
tolta.
- Non ho mai potuto capire come possa fare una
ragazza a rimanere per delle ore seduta, con la
mano stretta nella grossa zampa di un uomo, - assicur.
E Alano non comprese quanto s'ingannasse su
di lei, quando le rivolse un cenno d'assenso.
Tutti ripetono l'assurdo detto:
L'amore agli amanti ma nessuno pensa alle eccezioni. A molti
capita una sventura per inesperienza, per troppa
esperienza, per una disgraziata esperienza... Alcuni
sono rimasti delusi per essersi imbattuti in
amanti troppo freddi ed egoisti o troppo egoisti e
ardenti, e rifuggono dall'amore. Ci sono degli uomini
che vivono per l'amore e passano da una passione
all'altra... ma, a ben considerare, essi non
chiedono amore. Ci sono delle donne perfette, la cui
virt non ha mai subito nessun assalto, e queste
spesso criticano gli amanti... Ci sono i vecchi, che
hanno dimenticato che cosa sia l'amore e i ragazzi
molto giovani, che non desiderano di saperlo mai.
Ci sono infine altri tipi che per varie ragioni sono
contrari a quella forza che si dice faccia muovere
il mondo. Alcuni sono pi tardi guariti della loro
contrariet; per altri  troppo tardi per pensare a
curarli.
Alano, fissando la ragazza, credeva di giudicarla,
ma in realt s'ingannava sul conto suo.
- Siete dunque un'avversaria dell'amore, ed evidentemente
Cristoforo non vi somiglia. -
Alano rivide nella memoria la figura del vincitore
della coppa. Vide il petto ampio, sotto la maglia,
vide le guance floride, di un colorito sano, increspate
in un sorriso per il piacere degli applausi che
salutavano il vincitore presentatosi a ricevere il
premio dalle mani della signora Hope-Ellerton. Rivide
la doppia Ala di denti candidi, tra le labbra
che si aprivano a un sorriso.
- E gli diceste che non potete soffrire di essere
baciata?
- Per forza: mi venne fatto senza pensarci. Gli
dissi che detestavo di essere baciata o anche semplicemente
toccata. -
Alano riflett un momento a una sorte che non gli
era mai capitata, poi mormor:
- Povero ragazzo!
- Chi? Cristoforo? Perch povero ragazzo? Vi
immaginate forse che restasse male? Neppur per
sogno, - assicur la piccola avversaria dell'amore,
amaramente. - Ci rise invece. Butt indietro la testa,
mettendo in mostra quell'orribile fila di denti
e mi disse di non preoccuparmi, che col tempo avrei
finito col trovarci gusto.
- Capisco, - afferm Alano.
Gli pareva di vederlo, infatti, quel Cristoforo
Foulkes, pieno di buone intenzioni: un giovanotto
normale, che nell'amore apparteneva a quella scuola
elementare per cui gl' Inglesi, come innamorati,
sono lo zimbello di tutto il continente.
- Cristoforo mi disse anzi che era contento che
non fossi abituata a farmi baciare. Mi disse che
avrebbe fatto lui in modo che alla fine mi piacesse,
almeno dopo che ci eravamo sposati; che ci avrebbe
pensato lui a farsi voler bene. -
E Alano, che non aveva nessuna piet per le donne,
si sorprese a compassionare non soltanto quella
bimba, ma tutte le donne in generale, nate in un
mondo pieno di Cristofori: ma subito si ricord che
nove su dieci delle donne inglesi sarebbero state
soddisfattissime di un Cristoforo.
- E poi, che cosa accadde?
- E poi ci fu di peggio, - continu l'avversaria
dell'amore. - Cristoforo mi aveva fatto la sua dichiarazione
quando si stava per tornare a casa, e
prima di salutarci tir il babbo in disparte per offrirgli
una bibita, e sapendo che si trovava in imbarazzi
finanziari si offr di prestargli trecento sterline.
- Oh!
- Non credo che il babbo le avrebbe prese, se
Cristoforo non gli avesse detto che ormai faceva
quasi parte anche lui della famiglia.
- Oh, cos gli disse Cristoforo?
- S, Cristoforo disse al babbo di aver parlato
con la bimba (che sarei stata io) e che per quanto
io avessi dichiarato che non volevo fare annunziare
ufficialmente il fidanzamento fino al suo ritorno,
pure in sostanza avevo accettato. La madre di Cristoforo
mi fece un monte di complimenti, su in camera,
e disse alla mia matrigna che era contenta
che il suo Cristoforo avesse scelto una ragazzina
cos semplice e affettuosa invece di una di quelle fraschette
dipinte del giorno d'oggi. Disse che l'amore
 l'unica cosa che conti in questo mondo e che Cristoforo
era abbastanza ricco da potersi ammogliare
senza ritardo. E io dovei stare a sentire tutti questi
discorsi! La madre di Cristoforo e la mia matrigna
dissero che era inutile fare un fidanzamento lungo,
quando i due promessi erano d'accordo. E la sua
	mamma mi disse che sarei stata certamente felice,
perch Cristoforo era un buon ragazzo, molto
innamorato... Innamorato!
- Non vi fate prendere da una crisi isterica, ora, -
ordin Alano bruscamente. - Mostrate un po' pi
di carattere e mangiate un altro biscotto. Volete
bere? Tenete, - soggiunse porgendole il bicchiere.
- E ricordatevi che a perdere la testa non ci si
guadagna mai nulla.
- Non potete capire quello che fosse per me, -
protest la ragazza, posando il bicchiere con un
gran sospiro. - Voi siete un uomo, e per gli uomini
 facile sbarazzarsi di un' innamorata di cui non
sanno che farsi. Se ne vanno, non scrivono pi, non
rispondono al telefono, voltano le spalle. Una donna
invece deve sopportar tutto.
- Non c' questo bisogno, - ribatt Alano. -
Chi vi obbliga a sposare quell' individuo?
- Tutto mi ci obbliga, - sospir la fanciulla desolata,
senza guardare l'uomo che le sedeva di fronte,
ma parlando con la semplicit e la fiducia con
la quale si sarebbe rivolta a un'amica.
Per lei Alano non era affatto il disturbatore affascinante,
ma ella confidava in lui come una bimba
o un cane maltrattato.
- Il denaro diminuir sempre pi in casa nostra
e come pu fare il babbo a restituire quello che Cristoforo
gli ha prestato? E come pu fare a meno di
restituirlo, se io non lo sposo?
- E il povero Cristoforo che far, ora che siete
sparita?
- Non ve l'ho detto? Per questo ero tanto disperata.
Cristoforo  stato da Dora, la ragazza che mi
ha aiutato e mi ha prestato il suo passaporto. Quando
arrivai alla pensione ci trovai il suo telegramma
che diceva: Toro venuto qui. Interrogatorio difficile.
Mi sono mantenuta ferma.
- Toro sarebbe Cristoforo, nel vostro linguaggio?
C' questo di buono, che non lascer in pace la vostra
amica finch non le avr cavato di bocca la
verit, e dopo non vorr pi saperne di voi.
- Lo credete proprio?
- Certo. Avete detto anche voi che  uno di quei
giovanotti che non vogliono per moglie una delle
solite fraschette moderne, Si sceglie una ragazza
tranquilla, all'antica, che non fuma, non beve, non
si taglia i capelli, non si fa portare per le bocche di
tutti, e poi la vede coinvolta in tutta questa pubblicit;
come pu pensare a sposarla? Potete abbandonare
l'idea di Cristoforo come vostro fidanzato,
se questo vi pu consolare. Ma mi par di no... -
Non aveva infatti mai visto in vita sua una donna
cos abbattuta e desolata.
Fuori, tutte le luci della costa si erano spente a
una a una: gli unici fanali ancora accesi erano
quelli della ferrovia e della strada maestra, simili
a stelle luminose lungo la costa sulla via di Nizza.
Pi vicino ancora il fanale rosso della gettata mandava
il suo tenue chiarore, visibile soltanto di notte.
L'oscurit sembrava pi profonda, il mare pi nero
e vellutato. La magnifica scena serviva di cornice a
quella curiosa situazione.
La ragazza, bagnandosi le labbra aride, quasi
bianche in contrasto col colore pi vivo del corallo
che le cingeva il collo, ripet desolatamente:
- Se ho allontanato Cristoforo sar anche peggio
per me tornare a casa. Le cose si risolvono di
male in peggio.
- Ma almeno nella vostra famiglia avranno capito
come stanno le cose.
- No; si proveranno a persuadermi. Da qualunque
parte mi volti, non c' speranza per me. Come
volete che faccia a non desiderare che mi aveste
lasciata andare in fondo al mare? -
Il suo lungo sospiro termin in un lungo silenzio.
Intorno a loro il mare e il cielo sembrava respirassero
appena in una dolce aspettativa. Lentamente
le stelle impallidirono, lentamente i due giovani
nella cabina dimenticarono tutto ci che li
circondava per immergersi nei propri profondi pensieri;
lentamente il cielo si schiar nel primo annunzio
dell'alba. Tra poco i galli avrebbero cominciato
a cantare, le prime barche avrebbero riportato
a riva i pescatori, i primi banchi sarebbero stati
rizzati sul mercato, la stradicciola del villaggio si
sarebbe trasformata in un caos di pesce, di ceste
d'uva e di fichi, di mucchi di zucchini e di stracci
vividamente colorati. Le campane del vecchio campanile
avrebbero chiamato i fedeli alla Messa e tutto
il villaggio si sarebbe svegliato dal suo sonno.
L'uomo si lasci trasportare dai propri pensieri
molto pi lontano della ragazza. Nel cervello di sir
Alano Wareham l'idea della pi grande pazzia che
egli avesse mai commesso in vita sua, prese lentamente
consistenza.


Capitolo 10.
LA VIA D'USCITA.

Se qualcuno avesse detto ad Alano che proprio
in lui, il poco scrupoloso duellista nel regno della
passione, il nemico di ogni tenero sentimento, si
nascondeva lo spirito di un cavaliere errante, egli
ne avrebbe riso di gusto. E tuttavia questa virt
covava pi ostinatamente in lui che nella maggior
parte degli uomini.
I pi, trovandosi nel suo caso, avrebbero sostenuto
che dopo tutto la ragazza aveva agito come
una stupida ed era sperabile che la lezione le giovasse;
non c'era dunque nulla di meglio da fare
che rimandarla in tutta fretta dalla sua famiglia,
perch si comportasse come si conveniva verso quel
povero ragazzo che la voleva sposare. Era in fondo
curioso che egli, assolutamente incurante della psicologia
femminile, dovesse sentir compassione per
quella ragazza, come aveva sentito compassione per
Treff quando si era ferito alla zampa. Tutti gl' istinti
migliori in lui alzavano la testa, come se nessuna
delle sue fibre fosse mai stata toccata da una manina
vellutata.
Tuttavia, poich le circostanze e la prima donna
da lui incontrata nella vita avevano fatto sviluppare
quel ragazzo ardentemente sensuale, ma non
privo d'idealit, in una specie d'uomo diversa da
quella a cui la natura lo aveva destinato, era inevitabile
che in lui esistesse un perpetuo conflitto
fra le sue azioni e i suoi pensieri. Anche nel caso
presente la sua mente guastata gli faceva vedere un
motivo segreto nel suo desiderio di venir in aiuto
di quella povera ragazza.
Che cosa avrebbe potuto fare per lei? Trovarle
un posto o magari inventarlo per accoglierla nel
suo castello? O forse sarebbe stato meglio mandarla
dalla zia Estella, vedova del defunto baronetto
da cui Alano aveva ereditato il titolo? La zia
Estella doveva essere competente in materia, poich
era sempre affaccendata fra le industrie paesane
e la protezione delle ragazze. E poi aveva buon
cuore e poteva forse essere indotta a proteggere
quella povera figliuola. Che cosa aveva detto della
musica? Non aveva mezzi per continuare a studiare?
Se fosse stato possibile fare in modo di aiutarla?
Non avrebbe potuto mandarla in qualche luogo
a studiare il canto, anche se, come era probabile,
non aveva una gran voce?
In ogni modo si poteva spedirla in Italia o in
Germania, lontana dalle grinfie della matrigna o
dalle carezze di un fidanzato che non le andava a
genio, e farla stare lontana dall' Inghilterra finch
l'idea di quel poco desiderato matrimonio fosse
completamente svanita.
Non sarebbe stato quello il mezzo migliore? Ma
no...
Alano Wareham decise fermamente di non far le
cose in quel modo, ma di farle molto meglio e in
maniera addirittura permanente, anzi (qui venne a
galla il meno lodevole dei suoi motivi) in modo molto
pi sorprendente. Uno dei suoi impulsi meno buoni,
sviluppati nel suo contatto con Lalla pi di
quindici anni prima, era infatti la vanit di sorprendere
e scandalizzare il prossimo. E non va dimenticato
neppure che gli piaceva di dominare, di
esercitare la sua autorit, di formulare le condizioni
e di alterare le circostanze a suo pieno talento. Era
questo genere di vanit che lo spingeva talvolta a
mostrarsi brutale nei luoghi pubblici, nei suoi rapporti
coi fornitori. Gli piaceva di esercitare il potere
in qualunque forma e non si avvedeva di apparire
talvolta meschino. Forse si compiaceva a dominare
le donne appunto perch non era riuscito a saper
dominare gli uomini.
Nella sua risoluzione presente non mancava neppure
il fattore della crudelt: quella crudelt che
lo spingeva quasi inconsciamente a maltrattare le
donne per vendicarsi del male che una di loro gli
aveva fatto. Pens in quel momento a Sibilla: la
povera Sibilla Hope-Ellerton, da lui incoraggiata
a credere che un giorno sarebbe stata la padrona
della Prioria. Pens a Cecilia che ormai aveva sposato
un altro; pens perfino a quello che avrebbe
detto Amata Fortescue, Amata, che anche nei momenti
del maggior fanatismo, aveva dichiarato che
per lei la maggiore sventura sarebbe stata quella
di essere irrevocabilmente la moglie di Alano. Insolente!...
Si riscosse bruscamente dalle sue meditazioni; la
ragazza, vedendolo muovere, sussult.
- No, no! Non pensavo ancora di mettervi a terra.
c' tempo. Voglio prima dirvi una cosa, - la
rassicur Alano.
Se quello che aveva pensato si doveva fare, bisognava
farlo subito, e bruscamente cominci:
-  facile vedere che questa vostra scappata ha
avuto un esito poco buono, come voi stessa avete
ammesso; e voi vi trovate sempre tra il diavolo e
l'acqua santa. Mi sarebbe venuto in mente un modo
per farvi uscire d'imbarazzo; un modo che forse
non vi piacer; libera voi di accettare o di rifiutare. -
Ella lo guard stupita.
- E sarebbe?
- Sarebbe questo: che ne pensereste di prender
marito?
- Ve l'ho gi detto, ve l'ho gi detto!
- Aspettate un momento: mi sono espresso male;
questo  proprio il contrario di quello che volevo
dire. Ascoltatemi: ora tocca a me a parlare,
non vi sembra? Che ne direste di sposare un uomo,
non certo Cristoforo Foulkes, questo no, ma ricco
almeno quanto lui, che vi potesse fare una donazione
per pagare i debiti di vostro padre, che potesse
aiutare vostro fratello, tenervi lontana dalla vostra
matrigna, darvi una casa, farvi studiare la musica,
farvi insomma contenta e felice, ma senza mai importunarvi?
- Come sarebbe a dire?
- Un marito che non si curasse di baciarvi, n di
toccarvi, n di fare nulla di simile... mai! Cercate
d'intendermi, figliuola, - soggiunse Alano con impazienza,
cominciando a riunire le tazze vuote, come
per far capire che la seduta non si poteva prolungare
all' infinito. - Finora vi siete mostrata
abbastanza intelligente; cercate di figurarvi un matrimonio
molto diverso dagli altri. Capite quello che
voglio dire? -
La ragazza aveva capito, ma indugi a rispondere.
-  molto improbabile che possa incontrare un
uomo tanto generoso da propormi un matrimonio
cos. Dopo tutto, perch lo farebbe?
- Ci possono essere delle ragioni che rendano la
cosa meno fantastica di quello che sembra. E potrebbe
darsi che non si trattasse di generosit:
l'uomo potrebbe avere delle forti obiezioni contro
l'idea di essere legato con un matrimonio. Uomini
che la pensano in questo modo ce ne sono pi che
le donne non credano. Potreste incontrare un uomo
a cui la parola matrimonio facesse l'effetto di un
panno rosso davanti a un toro o dell'acqua santa al
diavolo. D'altra parte vi sono circostanze nella vita
per cui  molto meglio non essere scapoli. Supponiamo
che quest'uomo sia abbastanza ricco e che diventi,
per questo solo fatto, la preda di tutte le donne
a caccia di marito o di tutte le madri che vogliono
maritare le figliuole. Ebbene, se avesse moglie,
questo non accadrebbe pi, non vi pare?
- S, ma...
- Supponiamo che abbia una Casa col C maiuscolo;
 sempre meglio che vi stia a capo una donna.
Non vi sembra che voi potreste essere indicata per
assumere l'incarico?
- No, - disse ella distratta, poich le sembrava
che tutte quelle idee fantastiche non potessero esserle
di un grande aiuto. - Non credo che nessuno
possa pensare a me come alla persona adatta per
stare alla testa di una Casa col C maiuscolo. Perch
dovrei essere indicata? -
La voce e gli occhi di Alano divennero di nuovo
duri, mentre egli replicava:
- Perch si vede che siete una signora e non dubito
che fareste una gran figura, se foste vestita da
Molinaux o da Hastnell o da qualcuno insomma che
sapesse il suo mestiere. E se poi vi faceste pettinare
e v'incipriaste un po' il naso... - che ne ha
molto bisogno, voleva dire, ma non lo disse.
Molte donne si risentivano di questo modo, col
quale Alano era solito di far capire che avevano
l'aria abbattuta o che erano mal vestite. Ma il primo
saggio che Blodwen ebbe delle cocenti osservazioni
di Alano non fece su di lei nessun effetto. Era
troppo preoccupata per curarsene, tanto che egli
dov ricordarle che attendeva ancora una risposta.
- Che ne dite dunque della mia idea? Che vi pare
di un matrimonio a queste condizioni?
- Son cose che succedono cos spesso nei romanzi
e sulla scena, - disse la ragazza amaramente.
-  vero. Ma talvolta la natura interviene, e questo
 uno di quei casi. -
Fiss i suoi occhi scuri in viso alla fanciulla per
incoraggiarla: dietro alla sua espressione incoraggiante
si leggeva per il riflesso di tutte le altre cose:
soddisfazione di s, divertimento, e, soprattutto,
il piacere di esperimentare qualcosa di nuovo.
Attraverso la tavola la ragazza lo guard a sua
volta, spalancando gli occhi per la sorpresa, l'incredulit,
la speranza...
Segu un silenzio, durante il quale egli vide che
la fanciulla cominciava a rivivere sotto i suoi occhi.
Neppure l'ombra della timidezza offuscava il
suo sguardo, mentre per un istante ella studi quella
faccia abbronzata dal sole, quella bocca pagana e
risoluta, quel mento fermo che usciva dal colletto
bianco della maglia. Qualunque fossero i sentimenti
ispirati da quella faccia nelle altre donne, nella
fanciulla ispir fiducia, ed egli le lesse negli occhi
il pensiero di aver trovato .una via di uscita troppo
bella per esser vera.
- Parlate di voi? - diss'ella con tutta semplicit.
 
PARTE SECONDA.


Capitolo 1.
LA FAMIGLIA DELLA RAGAZZA SCOMPARSA.

- Notizie di Blodwen?
- Nessuna notizia? -
Le due domande risonarono simultaneamente sulla
porta dell'appartamento posto a pianterreno di
Whistler Mansion, a Chelsea. La porta era stata
aperta dal maggiore Garth, il quale in verit aveva
un viso molto turbato, in seguito alla sonata di
campanello del giovane Cristoforo Foulkes.
Un'espressione di cupa tristezza vel il viso onesto
di Cristoforo, che replic:
- Io non so nulla, ma speravo che voi poteste
dirmi qualcosa.
- No, non sappiamo nulla neppur noi, - rispose
il maggiore mestamente. - Quella misteriosa ragazza
che fu seguita fino all'isola di Wight, con
l'idea che fosse la nostra, dichiar di aver voluto
fare uno scherzo. Credevo che ora fosse un altro di
quei maledetti cronisti: son sempre loro quando
sento sonare, e spero sempre di avere qualche notizia.
Mia moglie e le ragazze sono in casa, non volete
entrare? -
I due uomini entrarono insieme nel salotto, che
era una stanza grande, con due finestre che guardavano
sulla piazza di Chelsea, ombreggiata d'alberi.
Ma nonostante le sue spaziose dimensioni, la
stanza dava l'impressione di essere eccessivamente
piccola. Erano ormai dieci anni che i Garth l'abitavano,
eppure non rivelava nulla d'intimo e di dolce.
Una volta un compagno di studi di Leone, che
era stato dai Garth a fare una visita, andato poi
da un altro amico si gett su una poltrona esclamando:
- Se sapeste da che stanza degli orrori vengo! Ve
ne prego, datemi subito un cocktail, perch ho bisogno
di riavermi. Mi hanno offerto il t in un bosco
di aspidistra! -
In realt, gli avevano offerto uno dei soliti t e
nella stanza non c'era neppure una foglia di aspidistra,
pure lo scherzo dello studente aveva qualcosa
di vero nella sua crudezza. In qualunque punto della
stanza si posassero gli occhi, si vedeva qualcosa
che li offendeva. La gran tavola era collocata proprio
nel centro, la carta delle pareti era di un tono
verde che mal si accordava con quello dei tappeti.
C'erano troppe fotografe appese ai muri e tra le
cortine delle finestre avevano appeso un gruppo di
quei pezzi di vetro colorato che vengono chiamati
campane giapponesi e che tintinnavano a ogni passo
che uno facesse nella stanza e ogni volta che la
porta veniva aperta o chiusa. E forse c'erano anche
troppi ninnoli nella stanza, perch ogni scaffale,
ogni mensola, ogni vetrina rivelavano la mania
della signora Garth di far collezione di oggetti di
porcellana. Tutti abbiamo le nostre innocenti manie,
e questa era la sua. La teiera di porcellana era
ora sulla tavola, mentre il resto del servito si componeva
di quella terraglia rozza ora di moda, di un
verde spinaci, che portava sull'orlo il motto: Casa
mia, casa mia...
Le campane giapponesi fecero udire il loro tintinnio
quando il maggiore entr nella stanza seguito
da Cristoforo. Il loro ingresso fu subito salutato da
un Nessuna nuova? da parte della signora Garth
e delle ragazze, sedute intorno alla tavola.
- Nulla ancora.
- Nulla. -
Tutti fecero udire un sospiro, poi Cristoforo accett
una tazza di t dalle mani della matrigna di
Blodwen.
La signora Garth era una donna di una cinquantina
d'anni, coi capelli corti brizzolati, un paio d'occhi
acuti e vivi, le mani grassocce, i piedini da fata
e i modi autoritari. La sua figura tozza era abbigliata
elegantemente con un vestito di maglia in
verit molto bello, da lei acquistato a una liquidazione.
Ella eccelleva infatti negli acquisti alle liquidazioni,
riuscendo sempre a sapere dove si vendevano
le cose pi disparate a prezzi d'occasione.
L'unica sua lettura erano i cataloghi dei grandi magazzini:
fuori di quelli non leggeva nulla, neppure
il giornale, fino al terribile giorno in cui la stampa
era stata piena della ragazza scomparsa. Da allora
viveva nel continuo incubo di trovare qualche cronista
sulla soglia di casa, di ricevere chiamate telefoniche
dalla polizia, di subire nuovi interrogatorii,
mentre a tutto ci si aggiungeva l'ansia dell'attesa.
- Non  ancora passata una settimana... Cristoforo,
un po' di marmellata?
- Neppure una settimana? - ripet il giovane
agente di cambio.
La sua ansiet non era dello stesso genere di quella
di Alano Wareham, che aveva interrogato la fanciulla,
indovinando in lei un turbamento di carattere
sentimentale. Cristoforo era angosciato perch
temeva che le fosse accaduto qualcosa di male, per
un accidente qualunque o per colpa di qualche mascalzone.
- Mio Dio! - esclam con semplicit. - Darei...
darei non so che cosa per sapere che non le  successo
nulla di male.
- E noi pure, s'intende, povera piccola Blodwen, -
assent la signora Garth.
Tanto lei quanto le ragazze pensavano a Blodwen
con molto pi affetto di quando l'avevano avuta in
mezzo a loro. Avevano dimenticato che, secondo il
loro detto comune, con Blodwen ci voleva una gran
pazienza. E certo non sapevano che anche a Blodwen
occorreva una gran pazienza per sopportarle,
tanto le loro risate squillanti le erano divenute insoffribili;
pi insoffribili ancora del tintinnio delle
campane giapponesi. Ricordavano invece la sua
tranquilla bellezza, i suoi lunghi e magnifici capelli,
i suoi modi dolci, la rassegnazione da lei dimostrata
quando aveva dovuto abbandonare le lezioni di musica,
per quanto certo dovesse averne provato un
gran dispiacere. Una strana reazione si era insomma
impossessata dei Garth, da quel fatale sabato
sera. Il maggiore, che di solito s'impazientiva per
delle inezie, aveva cessato di far baccano, aveva
fatto tutto quello che c'era da fare con preoccupante
tranquillit e non andava neppur pi a giocare al
bridge al Circolo. Sua moglie, da parte sua, aveva
scoperto che il Terrore e la Tragedia sono due forze
alle quali  impossibile d'imporre la propria volont,
e non si dimostrava pi cos eminentemente
pratica. Le sue figliuole avevano perso la loro
rumorosa allegria. Francesca, la maestra di ginnastica,
era pi quieta e quel giorno aveva rinunziato
a una gita in barca per rimanere in casa in attesa
di notizie; Phillis, l'impiegata modello, aveva perso
la sua vivacit. Tutti erano mortalmente ansiosi.
Bisogna dire che erano in fondo delle brave persone,
coloro dai quali la ragazza era fuggita. Ma era
impossibile che potessero capire Blodwen, con la sua
origine celtica, i suoi sogni, il suo desiderio di libert,
anche prima che il corteggiamento di Cristoforo
le avesse dato l'ultimo tocco. Nessuno di loro aveva
mai sospettato il segreto risentimento, l'antipatia,
l'irritazione che le rendevano la vita insopportabile
in loro compagnia. E la colpa non era loro,
come non era neppure della ragazza. Quando due
persone non vanno d'accordo, si dice di solito che la
colpa  un po' di ambedue; quante volte, invece,
la colpa non  di nessuna di due, ma soltanto del
loro temperamento diverso, della impossibilit di
adattarsi all'ambiente, di qualcosa d'invincibile come
la legge naturale che vieta all'olio di mescolarsi
all'acqua.
E per quella stessa legge Blodwen si era sentita
infelice in mezzo alla sua famiglia; spinta da quella
stessa legge era fuggita da quel fidanzato!
Cristoforo Foulkes, di solito molto allegro e poco
immaginativo, usc dalla sua meditazione per suggerire
Con un po' di diffidenza:
- E se tutto questo fosse accaduto perch... perch
quella bimba non si sentiva di fidanzarsi con
me?...
- Che idea! - esclamarono tutti.
- Come mai vi  venuta in mente una cosa simile,
ragazzo mio? - domand il padre di Blodwen.
Il maggiore era un uomo che ai suoi bei tempi non
mancava d'immaginazione, che aveva scritto dei
versi graziosi, aveva adorato la bellezza, era stato
petulante e simpatico; insomma quel tipo d'uomo
che dovrebbe morire sulla trentina. E, se ben si
considera, era morto a trent'anni. Dopo quell'et
era imbruttito, aveva perso i suoi modi simpatici;
al reggimento non era uno degli ufficiali pi popolari,
e era andato in pensione ancora giovane. Dopo
la morte della moglie, si sarebbe detto che avesse
perso tutta la forza di volont. La sua avversione
per le responsabilit lo indussero allora a sposare
la prima vedova che incontr e che ebbe l'aria di
dirgli:
Sono abituata a dirigere; lasciate che diriga
anche voi.
La sua avversione alla responsabilit lo aveva
fatto rallegrare di tutto cuore quando la sua figliuola
era stata chiesta in moglie da quel bravo
giovane di Foulkes, che era inoltre abbastanza ricco
da poterla contentare in tutti i suoi capricci.
- Perch mai vi  venuto in mente che Blodwen
non fosse contenta di sposarvi?
- Ci ho pensato dopo essere stato a vedere la sua
amica, la signorina Robinson, per sentire se non
avesse potuto dirmi qualcosa che fosse valso a gettare
un po' di luce su questa faccenda. Le ho detto
che ero il fidanzato di Blodwen, ed ella mi ha risposto
che era dispiacente di non potermi dir nulla.
Ma mi guardava in un certo modo, come sorpresa
di vedermi com'ero, - Cristoforo arross imbarazzato,
mostrando tutti i suoi denti candidi in un fuggevole
sorriso - come se Blodwen le avesse detto
che ero diverso.
- Non pu essere che Blodwen le abbia detto
male di voi, - disse Phillis, la ragazza che lavorava
in un ufficio della City e che era tutto il ritratto
di sua madre. - Se Blodwen non vi avesse
voluto bene, non sarebbe venuta fuori con voi tutta
l'estate e non avrebbe accettato di sposarvi, questo
 certo. -
La risposta non ammetteva replica, eppure non
soddisfece Cristoforo. Cristoforo, soprannominato
Toro, era meno ottuso di quello che non fosse
sembrato alla riluttante Blodwen, meno convenzionale
di quanto Alano Wareham non avesse immaginato.
Pu darsi spesso che l'uomo mediocre non
sia cos corto d'intelletto come l'uomo eccezionalmente
intelligente si compiace d'immaginarlo.
Cristoforo guard un po' dubbioso la signora
Garth, la quale assicur che Blodwen doveva avergli
voluto bene, a suo modo, altrimenti non avrebbe
acconsentito a sposarlo.
- M'immagino che sar stata quasi sempre zitta,
e perci l'avrete trovata poco espansiva; ma 
sempre stata cos, non  vero, Francesca?
- S,  proprio vero, per buona fortuna, - dichiar
la maestra di ginnastica.
Francesca era un'atletica ragazza di venticinque
anni che a volte dimostrava meno della sua et, a
volte di pi. Era snella e muscolosa, addestrata a
tutti i generi di giuochi sportivi. Le altre insegnanti
della sua scuola ammiravano le sue prodezze, le sue
medaglie, la sua maravigliosa persona, ma a
molti sarebbe sembrata troppo stretta di spalle,
troppo asciutta, troppo magra. Molti forse pensavano
che perdendo morbidit e dolcezza di curve aveva
sacrificato uno dei fascini femminili; ma essa era
una ragazza che aveva consacrato agli esercizi all'aria
aperta, ai giuochi, alla ginnastica, pi di
quanto la generazione precedente non consacrasse
al sentimento.
- Per esser giusti, bisogna riconoscere che Blodwen
detestava i baci e tutte le altre sciocchezze, -
dichiar Francesca.
La signora Garth storse la bocca alla parola baci.
Bench fosse di parere che le ragazze si devono
maritare, non le piaceva che si fermassero con la
mente su certi aspetti del fidanzamento, per quanto
sanzionati fossero. Ma perch fermarvi l'attenzione
? Phillis si trattenne a stento dal ridere.  facile
capire da questo quadro l'idea che quella buona
gente aveva dell'amore, e non c' da stupirsi se il
loro modo di vedere aveva avuto per effetto di fare
aborrir l'amore ad una ragazza un po' sensibile.
- Blodwen era molto seria da questo lato, -
continu Francesca. - Non si occupava che della
musica, e non era tipo da fare smancerie neppure
col fidanzato. -
Anche Francesca era fidanzata da due anni a un
giovane piantatore di t ed era fissato che l'inverno
prossimo sarebbe andata in India per sposarlo, ma
non ne parlava quasi mai, se non per dire che le
dispiaceva molto di lasciare Londra e tutte le sue
occupazioni.
Si dir forse che questo sta a provare che gli esercizi
fisici troppo violenti non sono adatti per le ragazze;
e che tali ragazze non possono mai essere
buone mogli e buone madri, ma piuttosto i peggiori
prodotti della nostra civilizzazione? Chi sa?
Cristoforo la guard muto. Blodwen detestava i
baci e le carezze? Si ricord di quella sera in casa
di sua madre, quando per la prima volta l'aveva baciata.
Si ricord che, nonostante il consenso di sposarlo,
Blodwen si era strappata dalle sue braccia,
alzando tanto la testa, da impigliarsi coi capelli nel
nottolino della finestra e gridando:
-  proprio indispensabile? Non potete capire
quanto detesti di essere toccata! -
Quella sera Cristoforo era stato contento di sentirglielo
dire e orgoglioso di pensare che le avrebbe
insegnato lui ad amare... fino a un certo punto,
perch la sua opinione sulle carezze era segretamente
molto simile a quella della signora Garth.
Ma pure... Era naturale che Francesca parlasse di
stupidaggini, lei che adorava soltanto lo sport, e
certo nessun giovanotto per bene desidera troppe
smancerie in una ragazza che meriti il suo rispetto;
tuttavia anche certe stupidaggini sono naturali
tra due fidanzati o tra due sposi in luna di miele.
Questa era almeno l'opinione di Cristoforo, e senza
dubbio  anche quella d'innumerevoli Cristofori; ma
si potrebbe domandare se costoro si siano dati la
pena d'indagare le idee che pu avere in proposito
una ragazza. Riflettono forse che la ragazza non
potr mai amare se non l'uomo che fa per lei, e che
non tutte le vie son buone per giungere alla felicit
nell'amore?
La porta si apr, i vetri tintinnarono e tutte le teste
si alzarono.
Leone Garth, che entrava allora nella stanza,
avrebbe potuto essere scambiato con sua sorella,
trasformata in un giovanotto di ventidue anni, studente
di secondo anno a Oxford, e con l'espressione,
il modo di vestire, la pettinatura, le opinioni che si
addicevano al suo stato.
Anche Leone, dimenticando il suo risentimento
per non potere intraprendere la carriera diplomatica,
domand subito:
- Nessuna notizia di...
- No, non ne ho neppur io. -
Prima che la signora Garth avesse mandato a
prendere un'altra tazza, si ud un brusco colpo,
battuto contro la porta di casa.
- Un telegramma! - esclamarono tutti in coro,
ripetendo il grido che in quei giorni ogni colpo bussato
alla porta faceva salire alle loro labbra.
I falsi allarmi erano stati innumerevoli, ma quella
volta era proprio un telegramma. Francesca, che
era la pi vicina all'uscio, fu la prima ad accorrere
nel corridoio, andando a urtare contro la donna a
mezzo servizio che aveva gi aperto la porta al fattorino
e porgeva tutta eccitata la busta gialla.
- Oh, signorina, eccolo, eccolo! Oh, speriamo che
ci siano buone notizie della povera signorina Blodwen... -
Ma Francesca le chiuse la porta in faccia, con un
gran tonfo. Nella stanza tutti erano balzati in piedi..
Il maggiore Garth strapp il telegramma dalle
mani della figliastra, e l'apr febbrilmente. Sua moglie
gl' infil una mano nel braccio per leggerlo anche
lei sopra la sua spalla. Cristoforo, le due ragazze
e Leone attesero, trattenendo il fiato, per un momento
che parve un'eternit.
Il maggiore Garth soffoc un'esclamazione. Leone
fu il primo a parlare.
- Che dice, babbo? -
Dal suo tono di voce si capiva che si vedeva davanti
agli occhi il cadavere della sorella.
- E meglio che tu legga forte, - disse il padre
con voce breve.
Leone lesse in fretta, a voce alta, il telegramma
che proveniva da Capo Jean St. Ferrat:
Blodwen sta bene, pentita di avere cagionato
inutili angosce. Spiegher da s tornando in Inghilterra.
E fidanzata a sir Alano V. Wareham.
- Blodwen sta bene! -
Le voci ripeterono queste parole e fu un vero peccato
che la povera ragazza, tanto spaventata da dimenticare
l'effetto che la sua fuga avrebbe fatto alla
sua famiglia, non potesse notare l'indicibile sollievo
che il padre, la matrigna, le sorellastre, l'ex fidanzato
e il fratello provarono a questa notizia. Il giovane
Garth, bench coscienziosamente vivesse la sua
fase oxfordiana di neo-ateismo, mormor un fervente
Grazie a Dio, per quanto strenuamente lo
negasse pi tardi, quando con poco tatto glielo fecero
osservare; e tutti espressero la loro gratitudine
con un lungo sospiro.
Subito dopo, poich la natura umana  quella che
, i parenti di Blodwen, ora che si sentivano rassicurati,
si accorsero di essere stati tutti offesi.
Il padre domand incollerito che cosa fosse quella
storia del fidanzamento, dopo aver trascinato la sua
famiglia alla ribalta di un fatto di cronaca; la matrigna
era indignata; Leone dichiar di essere stato
sempre convinto che gatta ci covava, sotto quell'aspetto
tranquillo.
- Vediamo come si chiama l'individuo col quale
dice di essere fidanzata, - disse Phillis, che dopo
molto studio sopra quei due V tir fuori il nome di
Wareham.
- Non gliel' ho mai sentito nominare; e voi?
- Aspettate un momento, - disse Cristoforo lentamente
con un viso come quello di un pugilatore
che si alza barcollando mentre l'arbitro conta. -
Dice Wareham? Sir Alano Wareham? Allora s,
credo di saperne qualcosa io. E il proprietario di
quella bella tenuta sul fiume, vicino a Henley, chiamata
la Prioria, poco distante da dove condussi
Blodwen a vedere le gare nautiche. Si sono conosciuti
allora. Blodwen mi domand chi era.
- E quando  stato tutto questo?
- Ai primi del mese scorso.
- E gli presentaste Blodwen?
- No, gli parlai appena un momento; mi fece le
sue congratulazioni per la vincita della coppa, mi
disse che aveva conosciuto mio fratello Teodoro nel
corpo aviatori, e basta. Ma ora mi ricordo che Blodwen
mi domand subito chi fosse quel signore con
un cane in braccio.
- Ah, lo conobbe allora, quella piccola acqua
cheta? - esclam vivamente scandalizzata la signora
Garth. - E poi  riuscita a farci amicizia, senza
che nessuno di noi sospettasse di nulla.  proprio
vero che le acque chete rovinano i ponti. Pensare
che ha mantenuto il segreto per un mese intero!
- Ma  stato dopo questo fatto che ci siamo fidanzati,
- le ricord Cristoforo abbattuto.
- Bisogna convenire, mio caro Cristoforo, che si
 portata malissimo con voi.
- Se almeno mi avesse detto che incominciava a
innamorarsi di quell'altro...  vero per che in
amore tutto  lecito. -
E Cristoforo riusc a sorridere.
- Ma perch non si era confidata con me? Eppure
ho sempre cercato di tenerle luogo di madre:
invece di far tutto di nascosto, di scrivere a uno che
non si sa chi sia, per poi fuggire con lui... dove
sono andati? A Capo Jean? Lo sai dov', Phillis?
Per fuggire nel sud della Francia. Misericordia! Ho
bell'e capito tutto. -
Ella apparteneva a quella classe di gente sul cui
epitaffio si potrebbe scrivere:
Credeva sempre di aver capito tutto.


Capitolo 2.
I FIDANZATI.

Ritorniamo alla ragazza scomparsa, al suo salvatore
sulla costa del Mediterraneo e alla ragione di
quel telegramma.
Il giorno che segu a quella bizzarra orgia notturna
di acquavite, t, carne in conserva e angosciose
confidenze, terminate nella cabina del Perch Vinifredo
con una proposta di matrimonio, molto presto,
ma non tanto perch fosse verosimile che la
ragazza tornasse da fare il bagno, Alano l'aveva
fatta scendere sulla spiaggia, fissando di andarla
a prendere subito dopo la seconda colazione, per
discutere con lei i particolari del loro strano accordo.
 una pazzia, una vera pazzia, pens Alano
mentre sbarcava dalla lancia per andare incontro a
quel povero relitto umano, da lui conosciuto non
pi di quattordici ore prima e che, secondo il detto
comune, era la sua promessa.
Ebbene, l'unica cosa da fare era di considerarla
come un povero micino miagolante e mezzo morto
di fame, al quale avesse offerto un tetto. Si guard
intorno per cercarla. Quella ragazza con un cappellino
di feltro verde e una giacca di cuoio pure verde,
che gli veniva incontro, doveva esser lei, perch in
quell'andirivieni di pescatori, di operai italiani, di
cacciatori alpini in uniforme e di quell'inevitabile
sciame di monelli sudici e decorativi che formicolavano
sugli scalini di pietra, nella piazza del mercato,
sull' ingresso delle bettole, era l'unica persona
di tipo inglese.
Se non fosse stato per quello, egli non l'avrebbe
riconosciuta. Si port la mano al berretto per salutarla,
poi la ragazza salt leggermente nell' imbarcazione,
senza prendere la mano che Alano le
porgeva; e prima ancora che si fosse accomodata a
sedere, il giovanotto si rese conto di avere davanti
un essere molto diverso dalla povera creatura disperata
e gocciolante, da lui raccolta la sera prima
nella baia.
Si scambiarono qualche parola ed ella gli sorrise,
di un sorriso riconoscente e fiducioso, quale
avrebbe potuto rivolgere a un fratello maggiore.
S, ella guardava Alano con la stessa indifferenza
con la quale avrebbe potuto fissare i suoi grandi
occhi azzurri su uno di quei vecchietti seduti sulla
banchina a rammendare le reti.
- Bisogner prima di tutto telegrafare ai vostri
parenti, - cominci Alano - per dire che state bene,
e quello che  successo. Bisogner che vi adattiate
a sopportare dei rimproveri... per il nostro
fidanzamento, voglio dire.
- Oh, per questo! - esclam la ragazza, apparentemente
sollevata.
- S, per questo soltanto. Buona parte della verit
andr poi taciuta; non c' bisogno di raccontare,
per esempio, che avevate avuto la brillante
idea di morire. E non anderemo neppure all'ufficio
postale di qui per telegrafare; potreste imbattervi
in qualcuno dei vostri compagni di viaggio e chi sa
quante chiacchiere farebbero poi. -
Ella acconsent, e il telegramma fu spedito dall'altra
riva, per arrivare in ritardo, come spesso
accade coi telegrammi dal continente.
- E cosa diranno i vostri parenti quando lo riceveranno?
- Non la finiranno pi, ma per fortuna io non
sar a sentirli, - rispose Blodwen esultante, rianimandosi
tutta sotto il suo sguardo.
E senza il minimo imbarazzo, gli sorrise contenta
e cominci a raccontare:
- La mia matrigna non vorr mai credere che
non vi abbia conosciuto prima della fuga. Creder
che abbia voluto mantenere il pi profondo segreto
su di voi e che abbia abbandonato Cristoforo per
causa vostra. Non serve a nulla dare tutte le spiegazioni
possibili e immaginabili a una donna come
la mia matrigna. Quando credete che dovr tornare
da lei? -
Da St. Jean Alano aveva telefonato a Nizza, dove
conosceva qualche pezzo grosso del Consolato britannico,
al quale aveva detto di aver bisogno di
un passaporto per una persona di sua conoscenza.
Il pezzo grosso aveva dichiarato che Alano avrebbe
potuto esser contentato se avesse condotto sul tardi
la persona in questione al Consolato. E Alano fu
lieto di poterle dire che non aveva pi bisogno di
scorrazzare per la Francia con un passaporto falso.
Dopo aver preso sul serio, e nel modo pi tragico,
una cosa che molte ragazze accettano come un divertimento,
o come una scatola di cioccolatini o come
una corsa in automobile, la piccola fuggiasca prendeva
ora leggermente le leggi severe del suo paese,
conducendosi come una bambina che un amabile
sconosciuto avesse portata via da un odioso collegio.
 una vera celta, pens Alano, che in collegio
aveva voluto molto bene a un compagno gallese.
- Ma il vostro passaporto dove l'avete? - domand
poi.
- Non l'ho mai avuto, perch questa  la prima
volta in vita mia che vengo nel continente.
- Per un bello scopo, in parola d'onore, - comment
Alano severamente; ma la ragazza sembrava
meno pentita di una ninfa che per sfuggire ai cacciatori
si fosse rifugiata su un albero. Era realmente
una creatura diversa, quel pomeriggio...
Una delle cose pi incredibili di quell'avventura
era che Alano si fosse adattato, per la prima volta
in vita sua, a passare delle ore in compagnia di
una ragazzetta. Sposarla non era nulla in confronto;
per lo meno non era nulla, date le circostanze;
da una parte anzi l'idea lo divertiva, soprattutto
per lo scalpore che la notizia del suo matrimonio
avrebbe suscitato.
Non era d'altra parte detto che il suo matrimonio
lo seccasse, dal momento che avrebbe provveduto a
scorciare il pi possibile il loro tte--tte. Ma a questo
c'era, tempo da pensarci; per il momento fremeva
all'idea di tutte quelle ore che avrebbe dovuto
trascorrere con quella monella...
Passiamo oltre ai commenti dei gitanti alla notizia
che la signorina Robinson aveva incontrato
per caso un amico d'Inghilterra, il quale l'aveva
invitata a prendere il t e che probabilmente sarebbe
stata fuori tutto il giorno!
Mentre il Perch Vinifredo filava leggero attraverso
la baia, Alano studiava di sottecchi la ragazza.
Il suo piccolo viso denotava una gran forza di
carattere e le linee delicate della sua personcina
snella, che apparivano dal modesto impermeabile,
rivelavano la sua buona razza.
-  un tempo indicato per indossare il soprabito, -
borbott Alano.
Anch'egli si era infilato una vecchia giacchetta di
panno turchino sulla camicia di seta bianca aperta
al collo, perch era una di quelle giornate nelle
quali la Riviera, dopo un lungo periodo di splendore,
si ravvolge nel suo manto grigio e nasconde i
suoi vivaci colori estivi.
- Ho piacere che abbiate avuto il buon senso di
mettervelo e che non vi siate creduta in obbligo di
vestirvi di bianco, soltanto perch siamo nel sud
della Francia.
- Il senso comune non mi manca, - lo rassicur
la ragazza, sorridendogli tranquilla. - S, certo,
senza dubbio, - afferm poi pi vivacemente,
alla domanda di Alano se fosse sempre disposta ad
accettare la sua proposta della sera prima.
Per quanto fosse pallida e avesse gli occhi profondamente
cerchiati di nero per la perdita del sonno,
era difficile riconoscere in lei la povera creatura
mezza annegata che la sera prima si era seduta in
quello stesso posto e gli aveva detto, battendo i denti,
di non potergli perdonare di averla salvata.
- Non vi dispiace ora di essere sempre viva?
- Ora  una cosa tutta diversa, - replic ella,
alzando su di lui uno sguardo pieno di fiducia.
E subito fece udire un sospiro di felicit, alzando
la testa a guardare il villaggio che si allontanava
e che sembrava un giocattolo da ragazzi, ammucchiato
in quel modo alla rinfusa ai piedi della collina
boscosa che alzava la cima verso il cielo. Si vedeva
che si sentiva sollevata, che un gran peso le
era stato tolto dalle spalle; e forse, dopo aver corso
un cos grave pericolo, pensava che la vita  pur
bella.
Alano spinse l'imbarcazione in una piccola insenatura
all'estremo limite del promontorio.
- Credo di aver trovato il posto adatto per discutere
di tutto a nostro agio, signorina... A proposito,
come vi chiamate, dal momento che ci siamo
impegnati a far uso dei nostri nomi di battesimo?
Il mio gi lo sapete e il vostro devo averlo
letto in quel famoso resoconto del giornale, ma non
lo ricordo.
- Blodwen.
- Ah, s! Un nome gallese.
- Vale a dire che lo trovate orribile? - domand
la ragazza imperturbabile.
Alano sorrise sorpreso e contento che non dimostrasse una
sciocca timidezza verso di lui.
- Mi pare che abbia un significato, se non sbaglio:
fiore bianco o qualcosa di simile, - disse con
indifferenza.
Se fosse stato con una donna, non avrebbe mancato
di fare un discorsetto provocante sulla vita
immacolata, o le avrebbe domandato quanti uomini
le avevano chiesto il permesso di chiamarla
Fiore. Ma davanti alla piccola fuggitiva, Alano dimenticava
di essere in compagnia di una donna;
dimenticava anche che di solito le donne si mostravano
imbarazzate e perdevano il filo del discorso,
solo che egli le fissasse un momento.
- Il mio nome per  sempre meno brutto del nomignolo
che mi d mio fratello: Bloddens, - si limit
a osservare la sua compagna.
- Orribile.
- E le mie amiche qualche volta mi chiamano
Fiorella.
- Va gi un po' meglio, ma  probabile che io
finir col non chiamarvi in nessun modo. -
Questa conversazione ebbe luogo dopo che il telegramma
era stato spedito e la questione del passaporto
era stata discussa; tanto per passare il
tempo, i due fidanzati si diressero verso la collina
boscosa, inoltrandosi per il sentiero che si apriva
una via fra gli abeti piegati dal maestrale. Il viottolo
ripido saliva a zig-zag pieno di quelle curve a
forcella che caratterizzano le strade della Riviera,
ma la ragazza saliva col passo fermo di chi fin dall'infanzia
 abituato ai sentieri della montagna.
Meno male che sa camminare, pens Alano.
Ci sarebbe stato cos modo di dimenticare la noia
mortale delle ore passate in compagnia di una bimba.
E vero che per ora non poteva dire d'essersi
annoiato: salvo il suo temperamento di ninfa, la sua
ingenuit e la sua grazia, non se l'era immaginata
in nulla differente da una delle solite ragazze; ma
ora, lentamente, con riluttanza, doveva ammettere
che c'era in lei qualcosa di diverso, qualcosa che
rendeva piacevole la sua compagnia. Non se ne accorse
finch non furono giunti in cima alla collina,
davanti al cimitero dei belgi morti in guerra, quando
la ragazza si volt a domandargli:
- Non sentite la mancanza del vostro cane, quando
andate a passeggiare?
- Eccome! Moltissimo! -
Era curioso che la ragazza avesse pensato a una
cosa simile, come se l'avesse sempre conosciuto con
un cane alle calcagna; e si accorse allora che per
tutta la salita non aveva mai pensato a Treff, ma
aveva lo stesso goduto, come se avesse il setter con
s, invece di... di una sconosciuta, ieri decisa a morire,
divenuta oggi la sua fidanzata.
Com' mai possibile? riflett Alano fra s.
Erano giunti sulla cima del poggio, sormontato
da una chiesa in rovina, la cui torre saracena aveva
un piedistallo, sul quale posava un tempo la statua
della Vergine Stella Maris, col bimbo in braccio
e gli occhi benigni fissi sul mare. Ma ora la statua
era scomparsa e la chiesa stessa, per quanto avesse
i muri e il tetto rabberciati alla meglio e la navata
chiusa in cima da una balaustra, aveva un aspetto
desolato. E quando ebbero oltrepassato l'arco del
portico e dettero un'occhiata dentro la finestra senza
vetri, munita di un' inferriata, una vera caverna
in rovina si mostr ai loro sguardi, piena di polvere,
di panche che cadevano a pezzi, con un soffitto
tutto tappezzato di ragnatele, i muri sudici sui quali
le pitture sacre scolorivano, e da dove le offerte votive
pendevano a sghimbescio, un pavimento coperto
di calcinacci caduti, di penne di piccione, di foglie
secche e di pipistrelli morti.
-  scandaloso lasciarla ridurre in questo stato,
- mormor Alano. - Potrebbero almeno spazzare
tutto questo sudiciume e farne un bel fal. -
E in quel momento si accorsero, per la prima volta,
di pensare allo stesso modo, perch nel medesimo
istante in cui egli pronunziava queste parole,
la voce della fanciulla domandava:
- La prenderebbe per un'empiet, la gente di
qui, se si appiccasse fuoco a tutto questo sudiciume?...
- C' tanta devozione qui, quante illusioni ci
sono in me... - mormor Alano, con una delle sue
leggere e segrete strette al cuore.
Perch, guardando quelle pitture scolorite, quelle
immagini spezzate, quell'acquasantiera piena fino
all'orlo di polvere, Alano aveva l'impressione che
quel luogo non fosse dissimile dal cuore di un
uomo, che avesse ardentemente amato e devotamente
creduto, ma che, avendo perduto la fede, avesse lasciato
cadere in rovina il santuario delle sue emozioni.
I devoti non salivano pi fin lass a inginocchiarsi
nella preghiera; lass, dove un tempo i
grossi ceri dell'altare avevano brillato, sostenuti
da piedistalli dorati, non rimanevano pi che i candelieri,
nei quali nessuna candela votiva brillava
pi, e una balaustra vuota davanti a un altare polveroso.
Simbolo malinconico, pensava Alano, di
un'et rimasta senza splendori.
- Guardate, - disse la voce della ragazza dietro
a lui.
Egli si volt; la piccola ninfa vestita di verde era
in piedi vicina al muro imbiancato a calce.
- Dite che non ci viene mai nessuno quass, e
invece... -
Egli guard il muro coperto di una scrittura grigia,
un groviglio di firme, d'indirizzi, nomi e numeri
di reggimenti, e per tutto dei cuori disegnati
con frasi come queste: Maria e Renato, per la
vita o Giovanni e Monica, per tutta la vita, ricordo
del nostro viaggio di nozze.
Dunque anche in quel santuario negletto brillava
ancora un riflesso d'amore? Il ditino di Blodwen
corse lungo queste parole scritte con una calligrafia
infantile: Maria benedetta, due cuori che si amano
chiedono la tua protezione.
Dunque anche lass gl'innamorati invocavano il
sorriso del cielo sulla pi dolce passione della
terra?
Alano lesse la preghiera sopra la spalla della fanciulla.
Blodwen non comprese il senso nascosto di
quelle parole, ma egli prov di nuovo una leggera
stretta al cuore. E per un attimo ricord. Vana illusione:
appena comparso, il ricordo svan.
E mentre riprendevano il cammino che doveva
condurli all'insenatura, egli manifest il suo disprezzo
per quell'abitudine comune a tutti i turisti
di scribacchiare sui muri e sui monumenti; e anche
pi disprezzabili erano quei fidanzati che si firmavano
per far mostra dei loro sentimenti.
- Mi  venuta in mente una cosa che forse impedir
il nostro matrimonio, - annunzi un po'pi
tardi la ragazza.


Capitolo 3.
DUE CHIACCHIERE SUL SENTIMENTALISMO..

- Una difficolt per il nostro matrimonio? Dopo
il boccone che abbiamo inghiottito? Ebbene, dov'
la difficolt? Che cosa vi salta in mente? -
Questa conversazione ebbe luogo dopo che la questione
del passaporto era stata sbrigata in un momento,
con l'aiuto del pezzo grosso del Consolato di
Nizza, che era poi un vecchio compagno di scuola
di sir Alano Wareham. Sa il cielo poi che cosa
avesse pensato quel brav'uomo, vedendosi presentare
la signorina Blodwen Garth come la fidanzata
di Alano!
I due curiosi promessi sposi erano andati pi
tardi a prendere il t sotto la tenda di un caff,
sulla Promenade des Anglais.
- La difficolt? -
Blodwen alz la testa dal suo pasticcino per
rammentargli una sua frase sul sentimentalismo; e
nel pronunziare l'odiata parola la sua faccia prese
un'espressione pi dura.
- E sapete quello che penso su questo argomento.
- S, s, lo so, - rispose Alano con impazienza.
- Quando saremo sposati vi occuperete dell'unica
forma di romanticismo che vi appare possibile.
Provveder a farvi riprendere le lezioni di canto:
va bene cos? -
Il suo visino delicato s'illumin come quello della
fanciulla che vede l'unico uomo che per lei ci sia al mondo.
- La mia musica! Come siete buono e come sono
contenta! Ma non volevo dir questo, volevo dire: e
se poi incontraste un'altra donna?
- Cio? -
L'inglese aveva voltato pigramente la testa a osservare
il lento viavai dei pochi visitatori estivi,
francesi, americani, latini, bruciati dal sole e vestiti
di panni leggeri, tra le palme e lo scintillio argenteo
della baia degli Angioli.
- E se v' innamoraste? Ecco quello che volevo
dire, - rispose Blodwen con l'innocenza di una
bimba che ha trovato un amico in un adulto.
Alano gett indietro la testa, dando in una franca
risata. Col cambiamento di umore anche l'espressione
del suo viso si era completamente cambiata.
Dava ora l'impressione di un uomo che conoscesse
bene se stesso e gli altri, che si divertisse con un
certo cinismo, che si dominasse, pur mostrandosi
provocante e leggermente incuriosito. Era quella
espressione che faceva dire alle donne, alla prima
occhiata: Non lo direi affatto attraente! ma che
poi le costringeva a guardarlo di nuovo.
La voce del cascamorto di professione son gaiamente:
- Spero di non farvi scandalizzare se vi dichiaro
con franchezza che se incontrer una donna che mi
piaccia non mi riguarder dall' innamorarmene, secondo
la vostra ingenua espressione. Si tratter, in
ogni caso, dato il mio imminente matrimonio con
voi, - soggiunse con un lieve inchino verso di lei
- di un amore senza conseguenze. Non avremo pi
bisogno di riprendere questo discorso, - prosegu,
alzando leggermente la voce, per superare il rumore
della musica che veniva dalla sala da ballo. -
Se il nostro fosse un matrimonio come tutti gli altri,
non vi parlerei in questo modo, ma nel caso nostro
tanto vale che sappiate subito che intendo di
continuare la mia solita vita. -
Disse tutto questo quasi in tono di sfida, mentre
pensava:
Non creder almeno che facciamo una cosa ordinaria.
Che cosa ne dir ora?
E intanto i suoi occhi acuti, sulla faccia impassibile,
vagavano qua e l tra la folla.
Alla tavola accanto alla loro una brunetta francese
sedeva sola davanti a una granatina. Un'altra
donna attraversava la strada verso il Casin.
Era un'americana coi capelli rossi, di circa trent'anni,
ravvolta in un accappatoio giallo, scortata da
due giovanotti italiani coi capelli lisci,
scuri di carnagione;
la donna, da lontano e vista di dietro, gli
rammentava Amata Fortescue. Sarebbe stato divertente
vedere come Amata si sarebbe espressa nelle
sue congratulazioni, quando avesse letto sui giornali
l'annunzio del fidanzamento. Amata, essendo
a tempo perso giornalista, avrebbe indovinato subito
che sposava la ragazza scomparsa; che cosa
ne avrebbe pensato? Amata, indipendente per sentimento
e per condizioni finanziarie, aveva tenuto
occupato il volubile Alano per un periodo di tempo
assai lungo. Egli non aveva anzi mai dedicato
tante ore a nessuna donna, quante ne aveva passate
disteso a fumare nell'appartamento di Amata,
dal quale si vedevano le cime degli alberi dell'Embankment.
Quante volte era stato a guardarla,
mentre ella preparava il caff e criticava con
poche parole rapide e incisive il loro mondo? In
realt egli si era comportato meno abominevolmente
verso di lei che verso molte altre donne che
lo avevano amato. D'altra parte, poich ella era meno
profondamente femminile di una Sibilla, per
esempio, non l'aveva mai trattata come trattava le
donne. Cos quello che ella guadagnava da un lato
lo perdeva da un altro, come spesso avviene alla
donna. Pure talvolta egli pensava capricciosamente
ad Amata, come in quel momento, mentre teneva
dietro con lo sguardo all'americana coi capelli rossi
e ai due giovani italiani che la seguivano...
Quanto alla sirena francese seduta al tavolino accanto
al loro, Alano aveva osservato prima di tutto
che lo guardava con evidente aria di approvazione
e in secondo luogo che adoperava il profumo N'aimez
que moi del quale egli aveva comprato una
bottiglia per Billy Richards, che danzava al Colosseo:
una bottiglia cos enorme, che la ballerina ne
aveva adoperato appena un quarto quando giunse
il momento per Alano di stancarsi di lei.
Per il momento Alano si domandava se la piccola
francese portasse delle calze di seta sopraffina o se
si fosse spalmata le gambe con un fitto strato di
quella crema bruna in vendita quell'estate per dare
l'apparenza a una gamba nuda, bruciata dal sole,
di essere inguainata in una calza di seta scura.
Ma la fanciulla che gli sedeva di fronte rimaneva
indifferente e pallida come il fiore bianco di cui
portava il nome. Aveva ben capito a quale rischio
andava incontro? Non era certo colpa sua se non
aveva capito, e perch non le rimanesse alcun dubbio
egli aggiunse in tono risoluto:
- Da questo lato, il mio legame con voi non creer
la minima differenza nella mia vita.
- S, lo so, ma che importa? - disse la ragazza,
guardandolo con due occhi pieni di sincerit.
La prima avventura amorosa di Alano, seguita da
innumerevoli altre, gli aveva quasi infallibilmente
insegnato a discernere quando una donna faceva la
commedia. Si ricord di numerose scene fattegli
dalle sue antiche fiamme; delle lettere intercettate,
delle sorprese, degli amari rimproveri, dei disperati
singhiozzi; e ora quella singolare fanciulla gli diceva
che non gliene importava nulla!
Alano la osserv dietro la cortina di fumo, entro
la quale gli uomini amano nascondersi, e vide che
era sincera.
- Perch mi dovrebbe importare quello che fanno
gli uomini? - ripet ella con un leggero disprezzo
nella voce.
Evidentemente non pensava che chiunque al suo
posto avrebbe domandato:
E io, allora? Voi ritenete la vostra libert, ma
potro io ritenere la mia?
Ma nulla di tutto questo usc dalle labbra della
piccola avversaria dell'amore.
- Allora, per quello che riguarda le emozioni,
siete isolata, immune, cieca e sorda, per cos dire?
- No, perch avr la musica, che  quella che fa
vibrare la mia anima. Tutto il resto, tutte le smancerie
dell'amore, non mi riguardano. Volevo sapere
soltanto se non sarebbe una sfortuna per voi d'innamorarvi
in un altro modo, per esempio, come
Cristoforo si era innamorato di me; di qualche donna,
insomma, che non poteste sposare a causa del
nostro supposto legame. -
Il fidanzato si tolse la pipa di bocca per ridere di
cuore.
- Vi ringrazio di aver pensato a una simile possibilit,
mia cara bambina, ma permettetemi di dirvi
che quanto a innamorarmi nel modo sentimentale
di Cristoforo non c' pericolo. Sapete quello che
avete provato per Cristoforo e per il suo modo di
amare? Ebbene, provo anch'io lo stesso verso quella
specie d'amore. Potete annoverare anche me fra gli
avversari dell'amore.
- Che bella cosa! - esclam Blodwen.
E Alano, che le ud tirare un gran sospiro di soddisfazione,
pens a quante ragazze al suo posto si
sarebbero rifiutate di credergli. Molte donne avevano
infatti rifiutato di credergli, quando egli spiegava
con tutta franchezza i rischi a cui andavano
incontro. Quella fanciulla invece gli credeva, lo accettava
com'egli l'aveva accettata, e ritornando col
pensiero a ci che le aveva detto di quelle coppie
che intrecciano le loro iniziali sui muri pour toute
la vie, gli domand se proprio non credeva che
l'amore durasse qualche volta tutta la vita, con lo
stesso tono di voce col quale gli avrebbe potuto
domandare se era vero che certi serpenti mutino
ogni tanto di pelle.
Alano fu lieto di pensare che le speranze, le paure,
le delizie e le disperazioni della passione non
concernevano affatto due avversari dell'amore come
loro. La fanciulla era completamente restia, e tutto
il suo sentimentalismo si espandeva nella musica,
probabilmente del genere di quella cantata sul palco
di una scuola, il giorno della distribuzione dei
premi.
Quanto a lui, il dio Hermes lo aveva presto abbandonato
in bala dei suoi fauni, che a intervalli
danzavano per lui la loro sarabanda... Chi aveva
detto -cos? Ah, s! Amata Fortescue, la quale aveva
soggiunto che mentre i fauni senza il loro Hermes
degeneravano in un'orda scomposta, Hermes senza
i suoi fauni diventava un antipatico seccatore.
Che contrasto fra Amata, che esigeva i due aspetti
dell'amore, e quella fanciulla che non ne desiderava
nessuno! Chi aveva mai visto una giovane fidanzata
che invece di fare domande su domande
sulla sua nuova casa, sui suoi nuovi parenti, sull'anello
di fidanzamento, discuteva candidamente se
era probabile che l'amore fosse duraturo?
- Forse, - riflett Alano a voce alta, parlando
pi a se stesso che alla fanciulla - forse di quando
in quando un uomo eccezionale incontra la donna
eccezionale, e ciascuno d all'altro ci che nessuno
al mondo potrebbe dargli. E forse l'impulso
che ne ritraggono  tanto forte, che prima che si sia
spento molte altre cose sono spente, tanto che l'unica
cosa che resti loro nella vita  quella di rimanere
uniti. -
In quel momento la ragazza al tavolino accanto
fece cenno al cameriere, pag la granatina e si
alz, dando un'occhiata indietro. Ma per quanto lentamente
camminasse, Alano non la degn di uno
sguardo. Da un pezzo non si era tanto divertito
quanto a riflettere sulle questioni presentategli da
quella strana bimba a cui si era fidanzato. Si ricord
che una volta, durante i suoi viaggi, la stessa
domanda gli era stata rivolta da un giovane studente
egiziano, incontrato sul piroscafo.
- Ditemi un poco perch accade questo, - gli
aveva domandato il giovane nel suo rapido e curioso
inglese. - Due innamorati si sposano, sono
bene accoppiati per l'et, la nazionalit, il fisico,
il temperamento. Vanno benissimo d'accordo per
due o tre anni e a un tratto tutto crolla! E senza
ragione, signore, senza ragione. Qual  il fattore che
determina il nuovo stato di cose? -
Wareham pot soltanto ricordargli l'ignoto fattore
della noia. Un dolce mangiato a saziet finisce
col nauseare. Il profumo della rosa si sente soltanto
in certi particolari momenti; in altri sembra
che essa non odori affatto. Ma lo studente aveva
replicato con un sorriso:
- S, ma concedete pure ai nervi il tempo necessario
per rimettersi. Riprendete poi la rosa in mano
e sentirete di nuovo il suo profumo; ritornate invece
all'amore spento, e non potrete farlo rivivere.
 appunto questa la tragedia! -
Ma per gli avversari dell'amore la tragedia non
esisteva. Alano, fumando, continuava a riflettere.
- c' chi per esempio ha in s qualcosa di straordinario
che coopera alla riuscita. Se due di questo
tipo s'incontrano, invece di appassire sullo stelo,
continuano a mettere nuove gemme l'uno per l'altro.
M'immagino che si voglia dir questo, quando
si allude all' infinita variet di Cleopatra. Questi
sono gli amanti della storia.
- Capisco. Ma non ce ne sono di quelli che hanno
in s tanto da far durare la passione, e non sono
conosciuti, e non passano ai posteri?
- Pu darsi, - replic Alano ironicamente. -
Ci possono essere degli individui tanto deliziosi che
tutti al mondo devono amarli per forza, compreso
il compagno che si sono scelti per la vita.
- Ce ne devono essere pochi, per. -
E l'uomo che stava per sposare convenne che non
erano molti. Forse un po' pi numerosi erano coloro
che avevano la fortuna di accordarsi dal lato sentimentale
in modo che l'uno udiva dell'altro armonie
che nessuno all' infuori di loro poteva udire. Erano
costoro le poche eccezioni che costituivano ci che
si chiama un matrimonio felice.
Ma intanto che questa conversazione avveniva
all'esterno di un caff di Nizza, la famiglia della ragazza
scomparsa era sempre in preda alla pi crudele
ansiet.
Il telegramma spedito da St. Jean fu consegnato
nelle loro mani due giorni pi tardi, e noi riprenderemo
la nostra storia da quel pomeriggio, subito
dopo l'arrivo del telegramma e proprio quando la
disposizione della famiglia, poco prima cos agitata,
era tornata quella di prima, cos come le
immagini si riformano nelle acque di uno stagno
violentemente mosse. Tutti erano di nuovo irati verso
Blodwen.
Che bisogno aveva avuto di mandare all'aria un
fidanzamento per sposare un altro individuo, prendendo
prima la fuga come una pazza e facendo parlare
di s tutto il Regno Unito?
- E speriamo che questo secondo fidanzamento
vada a finir bene, - osserv la signora Garth.
- Spero che non succeda nulla di spiacevole. -
Qualunque cosa che la signora Garth non avesse
sperimentata nel campo del sentimento, veniva da
lei dichiarata spiacevole o poco desiderabile. E questa
denominazione veniva da lei applicata non soltanto
a ci che era brutto e aveva una cattiva riputazione,
ma anche a molti aspetti della bellezza
o della passione. Fatto sta che quella donna cos
sensata e attiva nella direzione di una casa, che
aveva avuto due mariti, aveva tirato su due figliuole
e provveduto ai bisogni materiali di due figliastri,
non aveva mai affrontato francamente l'amore.
- Bisogna augurarsi che questo fidanzato di
Blodwen, questo sir Alano Wareham, non sia come
tanti giovani della buona societ, - disse significativamente,
rivolgendosi al maggiore Garth.
A queste parole il padre di Blodwen, inquieto,
agitato dai sospetti di sua moglie, si rivolse all'ex
fidanzato della ragazza scomparsa.
- Cristoforo, sei il solo che lo conosca. Che te ne
pare di questo Wareham? -
Ma prima che il povero Cristoforo potesse rispondere,
fu bussato un'altra volta alla porta e le campane
giapponesi tintinnarono di nuovo su tutti i
toni.
La donna di servizio irruppe nella stanza.
- Un altro telegramma! -
Una nuova ansiet tenne sospeso il respiro di
tutti, mentre il maggiore Garth, pieno d'agitazione,
apriva la busta. Leone e Cristoforo si scambiarono
un'occhiata trepidante, mentre la signora Garth
mormorava in fretta alle figliuole:
- E proprio come dicevo io, vedrete. Ero sicura
che sarebbe andata cos. Oh, quella povera sciocca!
Che cosa terribile! Ma lo sapevo, lo sapevo! Ora ci
avverte che quell'uomo se n' andato e l'ha lasciata.
- Ma sentite, sentite qui! - esclam il padre di
Blodwen. - Viene da Marsiglia e dice:
Egregio signore, ho l'onore d'informarvi che vostra
figlia Blodwen ed io siamo stati uniti oggi in
matrimonio dal capitano Tommaso Morris, comandante
del vapore Rosa-Maria. Scrivete all' Htel
Crillon. Parigi. Torniamo presto Londra dove spero
conoscervi. Vostro devotissimo Alano Wareham.
E le campane giapponesi accompagnarono col
loro tintinnio il coro della famiglia:
- Sposati? -


Capitolo 4.
MATRIMONIO AFFRETTATO.

L'idea di quel matrimonio affrettato era nata quel
pomeriggio a Nizza, davanti al tavolino del caff,
mentre Alano e la sua fidanzata discutevano della
durata del fidanzamento.
- Quanto dovr esser lungo? - aveva domandato
Alano. - Quindici giorni, tre settimane? Quale durata
sar considerata abbastanza rispettabile dalla
vostra famiglia? -
A queste parole la faccia della ragazza si era
oscurata: la sua immaginazione le dipingeva il ritorno
a Londra, la filza di domande della matrigna,
l'insopportabile discussione su Cristoforo, l'opprimente
ritardo prima di poter dire addio a tutte queste
noie.
- Come detesto i fidanzamenti! - sospir.
- Ebbene, poich questa  la vostra seconda prova,
potete parlare per esperienza. Per me invece 
la prima e non mi dovreste scoraggiare cos, -
l'avvis Wareham scherzosamente.
La ragazza non pot fare a meno di sorridere.
- Non crediate che non vi sia riconoscente; ma
desidererei proprio che ci fosse un altro modo di
maritarsi.
- Senza tutto il chiasso preliminare, volete dire?
E se fosse possibile affrontare la musica da sposi
invece che da fidanzati, che ne direste? Se ci procurassimo
una licenza speciale?
- Ma ci vogliono quaranta sterline!
- Nel nostro caso non  tanto questione di denaro
quanto di tempo, - spieg Alano.
Infatti avrebbe preferito anche lui di sposarsi in
Francia, ma disgraziatamente la cosa era quasi impossibile.
-  un fatto che in nessun paese ci si pu sposare
tanto facilmente quanto in Inghilterra. Sarebbe
meglio partir subito e sposarci appena sbarcati
a Dover, a Folkstone... poich non sarebbe possibile
sul piroscafo. -
Qui si ferm, e la strana idea spunt in tutta la
sua bellezza nella mente di Alano che amava stupire
la gente. E nello spiegare il suo progetto si
sent di nuovo giovane come quella pazzerella fuggita
di casa.
- Vediamo allora, - disse accigliato, per nascondere
il sorriso che gli spuntava agli angoli delle
labbra. - Avete finito il t? Perch in tal caso sarebbe
meglio spicciarsi ad andar subito. Siete pronta? -
La ragazza si alz immediatamente, scotendo le
briciole dal vestito, mentre domandava stupita:
- Dove andiamo?
- A sistemar le cose in modo da poterci sposare
subito. E per riuscirvi ci sposeremo su una nave britannica;
sar anche pi facile che fare un matrimonio
appena sbarcati. Non lo sapete? Il capitano
di una nave ha in mare pieni poteri. Pu battezzare
i passeggeri, li pu seppellire, arrestare e pu anche
celebrare il loro matrimonio. -
Mentre parlava, aveva preso la ragazza per un
braccio facendole affrettare il passo nella direzione
del porto di Nizza, e intanto proseguiva:
- Per un caso stranissimo incontrai ieri sera il
capitano di un piroscafo inglese che fa in questo
momento il giro della costa. -
Sembrava quasi incredibile che tanto poco tempo
fosse passato dal suo incontro, prima della scena
sul Perch Vinifredo, col capitano Morris, suo vecchio
amico, in un caff del villaggio.
-  un brav'uomo. Sono stato una volta a fare
una crociera con lui, a tredici anni, dopo il morbillo.
Mi disse che si fermava due giorni a Marsiglia
e due giorni a Nizza o forse uno solo. In ogni modo
non c' tempo da perdere.  stata una fortuna che
l'abbia incontrato, perch questo  il mezzo pi semplice
per appianare tutte le difficolt. -
E come ripensandoci, dette .un'occhiata alla figurina
snella nel suo impermeabile verde, che gli correva
a fianco, per domandarle amichevolmente:
- Non vi dispiace mica la mia idea?
- Dispiacermi? - replic Blodwen stupita.
E dal suono estatico della sua voce, dalle sue
guance infocate, si sarebbe detto che fosse felice di
quel matrimonio precipitoso, come se fosse perdutamente
innamorata del suo lungo compagno, cos
mal vestito.
- Oh, che dite mai? Prima si fa, meglio .. -
Quello che segu fu una tale fantasmagoria di avvenimenti
da far rimanere chiunque senza fiato.
Bisogn prima di tutto correre all'Htel Bristol,
dove Alano era molto conosciuto dal direttore, che
si mise a sua disposizione per le numerose chiamate
telefoniche e i numerosi telegrammi che fu necessario
spedire. Si dov poi mandare un incaricato alla
pensione di famiglia del piccolo villaggio della costa,
a ritirare la valigia della signorina Garth o
piuttosto della signorina Robinson. Wareham dov
preparare la sua roba a bordo del Perch Vinifredo,
e il suo bagaglio non era molto pi sontuoso di
quello della sposa, perch consisteva nei suoi vestiti
pi vecchi da crociera, nei suoi oggetti da toelette
e in un paio di libri, il tutto racchiuso in una
valigetta spelata.
Quando tutto fu pronto, dovettero correre al porto,
dove la signorina Garth venne presentata al capitano
Tommaso Morris, bel tipo d'uomo dalla faccia
abbronzata e dagli occhi azzurri.
Alano si rallegr fra s che il suo vecchio amico
lo avesse quasi perso di vista dal tempo della loro
crociera e che, non avendo seguito la sua carriera,
non trovasse gran che di straordinario nella idea
romantica di un matrimonio a bordo della sua nave.
Egli osserv, anzi, mentre andavano a bordo,
che non era la prima volta che gli capitava di dover
celebrarne uno.
Il Rosa-Maria era una nave mercantile autorizzata
al trasporto di una dozzina di passeggeri, e
nulla si opponeva al loro matrimonio su di essa, il
giorno seguente, non appena fossero stati in alto
mare.
In alto mare! Queste parole significavano libert,
liberazione, gioia! Sono questi i sentimenti che invadono
i passeggeri di una nave o tali erano almeno
i sentimenti di Blodwen Garth. Salvo l'ora della
traversata della Manica, era quella la prima volta
che la fanciulla si trovava in mare', e tutto la divertiva.
La piccola cabina che le fu assegnata per
la prima notte, il suo posto alla tavola del capitano,
l'attivit dei marinari, gli ordini impartiti con
voce secca (in lingua ostrogota per lei) le tavole del
ponte cos ben lavate, i rintocchi della campana,
perfino il modo di aprire le porte!
A Blodwen pareva di sognare, come sarebbe parso
a qualunque altra ragazza che si fosse trovata
nelle sue condizioni.
E la mattina dopo, secondo il fissato, sarebbe
stato celebrato il suo matrimonio.
Pensate: uno sposalizio in alto mare a bordo del
Rosa-Maria che correva sulle onde di quel medesimo
Mediterraneo che soltanto due giorni prima
avrebbe ingoiato la povera sposina, senza l'intervento
di colui che ora le stava a fianco per essere
unito a lei nel vincolo del matrimonio. Perch, agli
occhi di tutti, sir Alano sarebbe stato veramente
suo marito, nel senso ordinario della parola.
Per quanto riguardava Blodwen e la sua giovane
vita, la nave non era pi una nave, ma una chiesa,
e il suo capitano un sacerdote. La cerimonia ebbe
luogo nel salone del Rosa-Maria, dove tutte le tavole
da pranzo erano state sparecchiate. L'altare
era quello rustico che serviva la domenica mattina
per il servizio divino. Le navate erano rappresentate
dalle porte del salone che si abbassavano lentamente
fino a lasciare scorgere attraverso l'apertura
le onde azzurre, poi lentamente si rialzavano
non lasciando pi vedere che il cielo pallido.
Il pubblico era formato dalla mezza dozzina di
passeggeri che Blodwen, in quel breve spazio di
tempo, non aveva ancora imparato a conoscere per
nome, ma che ora le si affollavano intorno, curiosi
di vedere la ragazza inglese, venuta apposta a bordo
per sposare quel bel giovanotto alto, dalla faccia
abbronzata. Anche l'equipaggio, tranne l'ufficiale
e il macchinista di guardia, il marinaro al timone
e i fochisti, si era riunito nel salone col berretto in
mano, la faccia grave, attento e (come avrebbe potuto
essere altrimenti?) curioso. Qual'era l'origine
di quel romanzo? si domandavano i marinari, ben
lontani dall' indovinare la verit. Perch tutta
quella fretta? E in mezzo alla curiosit generale, il
dispensiere si preoccupava di sapere come avrebbe
dovuto disporre le cabine per gli sposi novelli.
Pure, la nave era una chiesa.
Il commissario marittimo, seduto all'armonium,
non si riteneva da meno dell'organista che suona
a Westminster. E davanti all'altare, a capo scoperto,
il capitano Morris aveva aperto il suo libro
di preghiere e aveva cominciato a leggere:
Miei diletti fratelli...
Veramente, Wareham aveva pensato di pregare
il suo vecchio amico di accorciare per quanto era
possibile la cerimonia, ma non aveva fatto in tempo.
Tuttavia si sarebbe ingannato se avesse creduto
che la strana fanciulla da lui scelta in moglie
si sentisse imbarazzata alle esortazioni e alle ammonizioni.
Blodwen, che sembrava sempre la ninfa
verde che il giorno prima si era arrampicata con
lui fino alle rovine della chiesa, e che in mezzo a
tutti quegli sconosciuti si rivolgeva a lui come a un
amico fidato, non trem neppure una volta, n arross,
n abbass gli occhi. Il suo sguardo sostenne
quello di Alano, il quale dov convincersi che sotto
la sua apparente gravit ella si divertiva immensamente.
S, si accorse che non era insensibile all'ironia
di sentir leggere le esortazioni sul matrimonio
a due avversari dell'amore, che si proponevano di
cominciare insieme una vita molto diversa da tutto
ci che il bravo capitano stava annunziando.
Alano, che le stava a fianco con un vestito non
troppo adatto alla cerimonia e consistente in una
vecchia giacchetta turchina su un paio di vecchi calzoni
grigi e sulla sua ultima camicia di seta pulita,
aperta al collo, si sent quasi offeso, come spesso
avviene agli uomini del suo stampo, quando dov
accorgersi che il suo modo di vedere era condiviso
da una donna.
Mio Dio, questi celti! pens rassegnato.
Non per nulla il suo pi caro amico di collegio
era stato il giovane gallese che pi tardi doveva rendere
celebre il nome di Mervyn Williams!
Sono tutti eguali, pensava Alano. Vedono il
lato umoristico anche nelle cose considerate da tutti
come molto serie, e poi fanno una tragedia di fatti
che gli altri popoli considerano soltanto divertenti.
Meno male che almeno questa figliuola non  intimorita!
Lungi dall'essere intimorita, Blodwen prov per
tutta la cerimonia il senso di sollievo di un animale
dei boschi sfuggito di trappola: la trappola di un
matrimonio d'amore, con tutte le sue conseguenze,
il terrore di tutto ci che Cristoforo Foulkes rappresentava.
Ormai nessun timore di questo genere
avrebbe turbato la sua vita; ella poteva darsi tutta
al canto che era la sua passione, e la sua vita sarebbe
trascorsa felice in casa di sir Alano Wareham,
che era un uomo un po' strano, un po' brusco, un
po' bisbetico, e che evidentemente credeva di poter
incutere timore. Ma Blodwen ricordava che quel
giorno sul fiume, prima di domandare il suo nome,
ella aveva osservato come sorrideva al suo cane.
S, sarebbe stata felice con Alano, e un matrimonio
di quel genere era l'unico che facesse per lei.
- Perci vi dico... - continuava la voce del capitano,
sempre nella sua veste di sacerdote.
Il primo ufficiale, uno scozzese con la testa rossa,
si prepar a consegnar la sposa nelle mani del promesso.
Scommetto che suo padre non la conosce meglio
di lui, pens Alano. Non ho mai visto una cerimonia
pi divertente di questa.
Verso la fine, il capitano dichiar risolutamente
che avrebbero cantato un inno. Il commissario fece
soffiare i mantici, i presenti si schiarirono la voce
e invece di un dolce a solo, la voce rude dei marinari
abituati a urlare nella tempesta, inton l'inno:
O perfetto amore...
La sposina, innamorata del canto, pens:
Devo cantare anch'io? Forse no. Sarebbe come
alzarsi quando a tavola gli ospiti bevono alla salute
del padrone e della padrona di casa. I padroni di
casa rimangono seduti in silenzio.
Dopo l'inno la voce del capitano si elev di
nuovo:
- Non permettete, Signore, che l'uomo disgiunga... -
La cerimonia era finita. L'anello comprato in
fretta e furia dal primo gioielliere di Nizza incontrato
sulla loro strada, brill al dito di Blodwen.
L'angolo della pi vicina tavola da pranzo fu la
sacrestia, il libro di bordo fece da registro. Fra un
punto e un'annotazione barometrica, fu scritto che
Alano Wareham e Blodwen Garth erano marito e
moglie. Non appena fosse stata copiata e firmata,
quella pagina del libro di bordo avrebbe rappresentato
un validissimo certificato di matrimonio; e
dopo aver fatto il suo dovere, la bella nave Rosa-
Maria non aveva pi da occuparsi dell'avvenire dei
due sposi.
I marinari si rimisero il berretto e l'equipaggio si
disperse, col dispensiere sempre incerto su quello
che gli convenisse di fare per le cabine. Il sacerdote,
ritornato capitano, chiese il permesso di stappare
una bottiglia di sciampagna nella sua cabina,
e dette a Blodwen una stretta di mano che le sembr
quella di una morsa.
- Ebbene, lady Wareham, - disse il capitano,
fissandola coi suoi occhi azzurri scintillanti - vostro
marito ed io abbiamo navigato insieme quando
egli era un ragazzo di tredici anni, e devo dirvi che
non ho mai trovato un miglior compagno di viaggio;
perci credo che non abbiate sbagliato, firmando
il vostro contratto con lui. -
Alano si teneva sulla difensiva, pronto a interrompere
il discorso all'occorrenza. Ma forse che la
ragazza era turbata? Neppur per sogno! Prontamente
e con grazia, ecco che rispondeva:
- Grazie, capitano, ne sono sicura anch'io. -
La sua voce era cos sincera che nessuno avrebbe
potuto indovinare che la sua non era la gioia abituale
di una sposa.
E, dopo tutto, il dispensiere vide che avrebbe potuto
fare a meno di preoccuparsi per le cabine, perch
i novelli sposi sbarcarono con armi e bagagli a
Marsiglia, per prendere il diretto che li avrebbe portati
direttamente a Parigi.
- Questa figliuola bisogna che abbia un corredo,
- aveva deciso Alano.
- Certe ragazze son proprio nate fortunate, - osserv
pi tardi Phillis alle sue colleghe. - Figuratevi
che Blodwen, punto elegante, non molto bella,
se si tolgono gli occhi, il carnato e i capelli, Blodwen
che non pensa ad altro che alla sua musica,
Blodwen che non si  mai curata di attirare nessuno,
riesce a fare innamorare Cristoforo Foulkes,
un bell'atleta di ragazzo, ricco per giunta; e invece
di essere grata alla Provvidenza, cosa fa quella pazzerella?
lo respinge e prende il volo perch  innamorata
di un altro. In generale, l'uomo di cui una
ragazza  pazzamente innamorata  un povero diavolo,
senza un soldo; ma no: Blodwen riesce ad accaparrarsi
un individuo cinque o sei volte pi ricco
di Cristoforo. Bisogna avere una fortuna inaudita,
dico io. Ma insomma l'ha sposata, l'ha condotta a
Parigi all'Htel Crillon, in mezzo a tutti i maravigliosi
gioiellieri della via di Rivoli, e ora la fa trottare
dai migliori sarti, provvedendola di quei maravigliosi
abiti che si vedono in Vogue. Che ne direste
di un viaggio di nozze in queste condizioni?
- Non si direbbe davvero che le ragazze pi adatte
a divenire buone mogli fossero quelle che fanno
i pi bei matrimoni, - dichiarava la signora Garth
alle amiche, con un sospiro d'invidia, pensando
alle sue figliuole. - Guardate quell'eccentrica di
Blodwen, che non ho mai potuto indurre a interessarsi
della sua casa, che matrimonio ha fatto! Mercoled
torner in Inghilterra per andare alla Prioria,
una delle pi belle ville di tutto il Regno Unito.
E naturalmente ha una governante che si occupa
dell'andamento della casa e dirige un esercito di
servitori. Oh, povera me! E dire che la dovranno
chiamare: Vostra Signoria! -


Capitolo 5.
L'ARRIVO DELLA SPOSA.

- Ho messo Sua Signoria nella camera della sposa,
sir Alano, - annunzi con un sorriso la signora
Bent, governante alla Prioria.
Gli sposi erano arrivati quella sera stessa da Parigi,
dieci giorni dopo il tanto discusso avvenimento;
avevano pranzato a Londra al Carlton, con la
famiglia della sposa, ci che era parso a sir Alano
il modo migliore di superare l'inevitabile imbarazzo
di un primo incontro, e quindi avevano percorso
in automobile le trenta miglia che li separavano
da Riverside, accompagnati da Cecilia, la cameriera
francese che Alano aveva fissata a Parigi.
I cancelli della Prioria si aprivano dalla strada
maestra nel parco, che conduceva alla villa attraverso
un viale lungo circa mezzo miglio, fiancheggiato
da faggi. La casa aveva la facciata verso il
fiume, al quale si giungeva attraverso grandi prati
che terminavano con una balaustra di pietra e un
piccolo pontile. Ma quella sera era troppo buio perch
la sposa, mentre l'automobile correva lungo la
fila degli storici faggi, potesse veder nulla della sua
nuova dimora.
La Prioria si componeva in sostanza di tre distinti
edifici, dei quali quello chiamato la Casa Nuova
era di stile Regina Anna, la Casa Vecchia possedeva
una torre normanna e delle mura che la tradizione
faceva risalire all'epoca dei Sassoni, e la casa
ora abitata, rimodernata di tutto punto, in fatto
di luce, riscaldamento e stanze da bagno, era di
stile elisabettiano.
E proprio davanti a quest'ultimo edificio, con le
sue travi di quercia e le pareti rivestite di legno,
l'automobile si ferm, mentre dal vestibolo a pannelli
di quercia usciva un torrente di luce. Nello
stesso momento la signora Bent si fece avanti maestosamente,
nel suo abito di seta delle grandi occasioni,
per dare la benvenuta alla sposa. Ma prima
di lei il setter fulvo si precipit come un turbine
incontro ai nuovi arrivati, abbaiando, saltando e
scodinzolando di gioia.
- Treff! -
Padrone, sembr che il grosso cane rispondesse
coi suoi festosi latrati, mentre saltava addosso
alla ben nota figura, comparsa sotto l'arco
della porta. Padrone! Potente, adorato padrone,
sei proprio tu?  proprio vero che ti ritrovo finalmente?
Non  un sogno questa volta? No, questo sei
proprio tu in carne e ossa. E chi hai portato con
te? Una donna, una nuova schiava?  tua? Questo
mi basta. Fiuto la tua mano, signora. S. mi piaci,
sii la benvenuta. Ma tu, padrone, ma tu!
- Idiota! - esclam il suo padrone, accarezzando
la testa fulva. - Gi, gi, basta. -
Treff ringhi vicino al suo piede, col muso in
terra.
- Su, basta, alzati. -
Treff si alz, rimanendo umilmente al suo fianco.
- Buona sera, Bent. -
La vecchia Bent, che, secondo l'espressione di
Alano, era una di quelle domestiche di antiche famiglie
che ormai s'incontrano molto raramente
fuori del palcoscenico e che della governante da palcoscenico
aveva i tratti e i modi caratteristici, tra
riverenti e confidenziali, mormor con la giusta intonazione:
- Buona sera, sir Alano, buona sera, milady. Spero
mi sia permesso di dire che questo  un gran
giorno per la nostra casa; non pensavo davvero...
- Bent aveva l'abitudine di lasciare a mezzo le
frasi pi importanti del suo discorso. - Gi, Treff,
gi, Treff. Il cane  stato tutto il giorno come fuori
di s, sir Alano, proprio come se avesse capito che
si aspettava un... -
Bent indossava il vestito di seta nera indicato nel
primo atto di tutte le commedie, il grosso cammeo
di rigore messo in bella mostra sul suo petto capace.
Ella era giunta di gradino in gradino alla sua
presente condizione nella Prioria; invece, quando
Alano a dieci anni era stato mandato a passare le
vacanze coi cugini, in casa dello zio Ronaldo, ella,
che era allora una camerierina dalle guance rosee,
fu incaricata dalla signora Mummery, la governante
di quel tempo, di occuparsi del piccolo Alano.
- E che buon bambino era, - aveva ripetuto
mille volte la signora Bent nel corso degli anni. -
Proprio un caro bambino, col fare di un ometto e
pieno di premura. Quando and via, mi voleva dare
una delle mezze sovrane d'oro che sir Ronaldo gli
aveva regalate; ma io non volli, ben sapendo che
non era troppo ben provvisto di denaro per i suoi
minuti piaceri.
- Non importa, - gli dissi - vi ho servito
molto volentieri e preferisco che non mi diate nulla.
- Davvero, Bent, - mi disse lui - ma io avrei
piacere che tu la prendessi. Allora mi puoi dare un
bacio - fino allora non aveva mai voluto che lo baciassi
- questo te lo do proprio io... -
L'unica cosa che mi consol un poco, quando si
seppe della morte del signor Clive e del signor Rodolfo,
fu che almeno c'era qualcuno che avrebbe
continuato il nome e che i beni andavano a chi
avrebbe saputo... -
La vecchia Bent credeva infatti di conoscere il
nuovo proprietario della Prioria meglio di chiunque
altro.
- Il signor Alano  un buon ragazzo, - soleva
dire. - Viziato, magari, ma che volete, cos ricercato
com', con le signore che quasi gli corrono
dietro...  collerico, gi, ma questo  un difetto di
famiglia e non c' da prendersela quando si sa. -
Ma con tutta la conoscenza che aveva di lui non
era davvero preparata a vederlo tornare accompagnato
da una sposina.
Ammogliato! Lui! Chi mai... Dopo essere sfuggito
a tante... Partire in quel modo, senza dir
nulla, come se andasse per uno dei suoi soliti vagabondaggi,
e tornare a casa con la moglie, niente
di meno, e senza che nessuno sapesse nulla... (Grazie
al matrimonio in alto mare, nessuno sapeva ancora
alla Prioria quanto si fosse gi parlato in Inghilterra
della nuova lady Wareham.) Appena appena
una lettera da Parigi, per dire che aveva preso
moglie e che sarebbe arrivato mercoled sera dopo
pranzo!
Ci volle tutta la sua tradizione di decoro per salutare
come si conveniva la novella sposa, senza lasciar
trapelar nulla dei pensieri che l'agitavano.
 una bimba!  la prima volta, da che lo conosco,
che si occupa di... E un vero ratto di minorenne
questo, non potrei proprio chiamarlo in altro
modo.
Erano questi i pensieri che correvano per la testa
della signora Bent, mentre consegnava alle cure di
una cameriera la ragazza francese arrivata col padrone
e con la giovanissima padroncina e che aveva
l'aria di stare sulla difensiva.
Quando torn indietro, la signora Bent vide lady
Wareham stendere la manina per accarezzare Treff,
e si domand se non fosse anche questa volta il caso
di ripetere il detto: Amo il tuo cane perch tu mi
ami.
Ma no, pens di nuovo fra s  troppo giovane
perch possa avere l'idea... Pure non si sa
mai. Ha una bella faccina ed  vestita bene. Quel
mantello da automobilista non deve essere costato
un soldo, e ci si riconosce il gusto di sir Alano. E
che bel cappello! Lei poi... non somiglia proprio a
nessun'altra. Vorrei sapere dove questo briccone
l'ha scovata...
- S, grazie, sir Alano, stiamo tutti bene. Saranno
tutti contentissimi di rivedervi, specialmente in
quest'occasione, - diceva intanto forte, dando l'impressione,
nel precederli attraverso il vestibolo, di
camminare all' indietro davanti a loro.
E intanto il suo pensiero correva ancora:
Mi domando se capisce a che rischio va incontro,
poverina. Cos sola in una casa come questa,
con un uomo che conosce appena... E ora che lo
guardo bene, non ha l'aria troppo amabile, il nostro
caro sir Alano. Possibile che digi... Vero  che
prende sempre quest'aria, quando ha paura di mostrarsi
ridicolo.
- A proposito, sir Alano, vostra zia lady Wareham
ha telefonato; Sua Signoria verr domani a
colazione; se non le telefonerete nulla prima delle
undici, sar qui all'una e un quarto. E ora se milady
desiderasse prendere qualcosa...
- No, per carit! Abbiamo pranzato tardi in citt,
- interruppe Alano bruscamente.
Bisogna dire che si sentiva un po' ridicolo; si giudicava
inaspettatamente e inesplicabilmente il pi
grande asino della terra. Aveva avuto quell' impressione
trovandosi davanti alla famiglia della fanciulla
al Carlton, e per quanto non ne avesse dato
segno, nel suo interno era uscito piuttosto agitato
dall' incontro. Il maggiore Garth doveva essere una
brava persona, ma probabilmente non aveva molto
creduto alla sua assicurazione di aver conosciuto
Blodwen nel sud della Francia, dove essa era andata
soltanto perch non era ben sicura dei suoi
sentimenti verso il suo fidanzato. La signora Garth,
per contro, era piuttosto opprimente, appartenendo
a quel tipo di donne che secondo Alano dovrebbero
essere incaricate di lavare i panni di tutti. Non
c'era da maravigliarsi, vedendola, che la sua figliastra
avesse preso la fuga. La ragazza (per lui Blodwen
continuava ad essere la ragazza), meritava tutto
il suo compatimento se aveva deliberato di fare
quella scappata.
Si volt di nuovo a guardarla. Ella teneva la testa
alzata per ammirare la galleria di Minstrel, e
sembrava proprio una bimba mandata per premio
ospite in una villa, sotto la guardia di qualche persona
rispettabile. Avrebbe potuto benissimo esser
venuta a passar la notte alla Prioria, insieme a
sua madre.
E non aveva pi madre...
Alano si sent stupidamente commosso, mentre domandava
con un tono semischerzoso a quella bambinetta
da lui adottata, se non avrebbe gradito di
mangiare qualcosa o di bere una tazza di latte prima
di andare a letto.
Mentre faceva queste domande, incontr lo sguardo
di Bent e subito il suo viso prese un'espressione
delle pi feroci. Era stupido di sentirsi sconcertato.
Peggio ancora: da ogni cantuccio della vecchia
dimora, da ogni corazza luccicante, da ogni
ritratto di famiglia, quello di sir Giacomo col suo
colletto pieghettato, quello di sir Ruperto con la sua
parrucca ricciuta, quello di sir Harry con la sua
sottoveste di cuoio traforato, si elevava un unico
coro:
Ecco la sposa! La Prioria dovrebbe augurare la
benvenuta alla giovane moglie del suo padrone. Ma
chi  questa ragazza pallida e tranquilla? Chi parla
di un'avversaria dell'amore?
- S, la giornata  stata abbastanza faticosa.
Sar meglio salire. -
Non c'era nulla di meglio da fare che affrontare
la situazione. Col tempo ci avrebbero fatto l'abitudine.
- Che camera avete preparato, Bent? -
Durante il loro soggiorno a Parigi, dove ai giovani
sposi era stato assegnato il pi bell'appartamento
dell'albergo, Alano aveva pensato spesso alla
questione della loro sistemazione nella vecchia dimora.
La camera lilla sarebbe forse stata adatta
per la giovane lady Wareham, ma per tutto il giugno
era stata assegnata alla signora Hope-Ellerton.
Gli armadi avevano racchiuso i suoi vestiti
chiari, poich Sibilla era .una di quelle donne che
preferiscono i toni delicati, tanto che uno finiva con
l'essere stufo dei suoi vestiti di un rosa tenero o di
un celeste pallido. Le boccette di Sibilla, col tappo
di smalto lilla, avevano occupato il piano di vetro
della toelette, riflettendosi nel grande specchio a tre
pannelli, e Alano, senza sapere precisamente perch,
preferiva che la nuova padrona di casa occupasse
la stanza soleggiata che guardava sui prati
che scendevano dolcemente fino al pontile.
- Vi avevo scritto da Parigi che lady Wareham
avrebbe occupato la camera gialla. Non avete avuto
la mia lettera?
- S, sir Alano, ebbi la vostra lettera e tutti gli
ordini. La camera gialla era gi stata approntata e
tutte le vostre cose erano state trasportate nella
stanza Gainsborough, ma ieri sera, come stavo per
dirvi, venne un gran temporale. Due alberi del parco
e un ramo del vecchio cedro caddero proprio sul
comignolo della camera gialla; e che rovinio fecero,
milady! Stamattina quando sono entrata nella stanza,
ho trovato il tappeto coperto di calcinacci... Che
bel ricevimento, ho pensato subito. Ma abbiamo
fatto presto a preparare un' altra camera. Mi 
parso che la cosa migliore fosse di mettere Sua Signoria
nella Camera della Sposa. Sono sicura, sir
Alano... -
Aveva veramente l'aria turbata, quando gliel'ho detto,
rifletteva pi tardi la signora Bent.
Ci mancava il temporale! pensava intanto sir
Alano.
Per un po' di danno al comignolo la vecchia Bent
aveva fatto proprio ci che egli aveva voluto evitare,
aprendo la stanza nella quale tutte le spose
novelle di casa Wareham avevano sempre dormito,
fin dal tempo di Carlo I. Era proprio quella la
stanza, della quale parlava la leggenda che la ragazza
non doveva a nessun costo conoscere.
- E ho pensato, sir Alano, che avreste desiderato
di far portare le vostre cose nella stanza di
sir Edmondo. -
Poco manc che Alano non scandalizzasse l'eccellente
governante con questa inaspettata dichiarazione:
Avete sbagliato, e Moulton riporter ogni cosa
al suo posto, perch io intendo di rimanere nella
mia antica stanza!
Accorgendosi per dell' impossibilit di dire una
cosa simile, si content di borbottare:
- Va bene; allora sar meglio salire. -
Fra s sperava che la vecchia Bent avrebbe avuto
tanto giudizio da non dir nulla sulla famosa leggenda.
La governante accompagn maestosamente la sua
nuova padrona su per l'ampio scalone coi suoi gradini
bassi di quercia, duri come scalini di pietra.
Sulla scala c'era posto per tutti e tre in fila, ma la
maestosa governante preced di un gradino la giovane
sposina e il signore del maniero, che si teneva
minacciosamente sulla difensiva. Treff, tutto allegro,
camminava al lato del padrone.
- M'immagino, milady, che sir Alano vi avr
raccontato la storia, - cominci la governante benevolmente.
- Non ancora, ma stasera  tardi, Bent, - interruppe
Alano precipitosamente. - Racconter a Sua
Signoria tutte le cose pi interessanti, domani, quando
le far fare il giro della casa. Stasera non va
fatta stancare, - soggiunse con un gran cipiglio
verso la governante.
- Volevo soltanto parlare di quello che accadde
proprio su questa scala nel milleseicentotrentatr.
- Ah, questo s! -
E per togliere di bocca alla donna quel racconto
cos stupidamente sentimentale, Alano continu,
parlando con pi precipitazione di quanto le due
donne non lo avessero mai udito:
- La leggenda parla di un nostro antenato del
tempo di Carlo I, l'allora proprietario di questa casa,
il vecchio sir Edmondo Wareham.
- Vecchio! Che dite mai, sir Alano?
-  campato fino a ottantasette anni, non direi
che si possa chiamar giovane.
- Ma a quel tempo, milady, sir Edmondo aveva
soltanto ventidue anni, - interruppe Bent che conosceva
la storia a menadito e non voleva sentirla
sciupare. - E giudicando dal suo ritratto d'allora,
doveva anche essere un bel giovane.
- Insomma, - continu Alano - egli rap e spos
una fanciulla di Shrewsbury, una certa lady Arabella
Pryce...
- Scusate se v'interrompo, sir Alano, ma bisogna
aggiungere che la giovane era conosciuta col nome
di bella fanciulla di Salop, milady.
- In ogni modo, non so perch, la sua famiglia
era avversa al matrimonio e cos egli la dov rapire,
trasportandola sulla sella del suo cavallo. Galopp
per tutta la strada...
- Sul suo cavallo bianco, - interpose Bent. - Lo
stesso che si vede nel ritratto di sir Edmondo, nella
galleria dei quadri, milady.
- S, ve lo far vedere domani. E si dice che entrasse
a cavallo sotto il portico, e che attraversato
il vestibolo salisse sempre a cavallo su per questa
scala, fino al primo pianerottolo.
- E perch? - domand la sposa.
- Non lo so, - disse il suo signore con indifferenza.
- Sar stata una bravata, m'immagino.
- Oh, no, sir Alano! - protest la governante
offesa da queste inesattezze. - La storia dice cos,
milady: - Nella sua gioia impetuosa e nella sua
fretta di portare la giovane sposa sotto il suo tetto,
sir Edmondo non volle tirare le redini... e vi
chiedo scusa, signore, ma avete dimenticato di dire
a Sua Signoria che lady Arabella aveva soltanto
quindici anni. -
Un sorriso materno rischiar il viso di Bent, rivolto
alla nuova lady Wareham. L'ultima sposa
aveva tutta l'apparenza di essere poco pi matura
di anni della fanciulla rapita da sir Edmondo nel
diciassettesimo secolo. Dalle sue labbra intanto non
era uscito altro che un cortese buona sera, un
no, un grazie, e quell'ingenuo perch.
Le ci vorr un po' di tempo per abituarsi, pens
Alano leggermente compunto, preoccupato per la
prima volta in vita sua delle impressioni di una ragazza
al disotto dei trent'anni. M'immagino che
si debba sentire oppressa, bench non lo dimostri.
 timida, non pu essere a meno, poverina, in
mezzo a tutte queste cose nuove, pensava la governante.
Ma il viso della sposina era abbastanza calmo.
I suoi grandi occhi, sotto l'elegante cappello parigino,
si sollevarono verso il pianerottolo sul quale sir
Edmondo Wareham aveva spinto il suo cavallo
bianco, tenendo in sella la sua bella conquista. Ma
non era la storia di quell'arrivo cos diverso dal suo
che evidentemente la interessava. Guardava la rivestitura
scura del muro, i ritratti sbiaditi dal tempo,
poi i suoi occhi si spalancarono fissando un
oggetto che le piacque: un'enorme cassa, riccamente
scolpita, di quercia nerissima, sulla quale era posato
un vecchio vaso di porcellana cinese, pieno delle
pi belle rose La France dei giardini della
Prioria.
Involontariamente le labbra della fanciulla si
aprirono a un sorriso, mentre la sua voce fresca,
per niente intimidita, esclamava:
- Oh, ma  proprio come a casa mia! -


Capitolo 6.
LA CAMERA DELLA SPOSA.

La governante si sent togliere un peso di dosso,
come lei stessa pi tardi confess, e sorrise beata
alla risposta del padrone.
- E non  proprio la vostra casa, ora?
- S, ma non volevo dir questo. Questa  molto
pi grande e molto pi imponente, si capisce, -
replic candidamente la sposa, voltando il visino
delicato e pallido dalla cassa verso l'arme di famiglia
scolpita sui pannelli - ma mi rammenta la
mia vera casa. L'atmosfera che vi si respira  forse
quella che mi ricorda Gwyngarth, la vecchia casa
che ho abitato da bimba.
- Ah, s? Ebbene, da qui avanti vivrete qui. -
La domanda che segu gli fece gelare il sangue.
- E il fantasma dov' ? Ho sentito dire che qui
dentro c' un fantasma e vorrei vederlo. In quale
stanza apparisce? -
La signora Bent, piena di compiacenza, aveva gi
posato la mano sulla maniglia della seconda porta
a sinistra nel corridoio, che era la Camera della
Sposa, e stava per rispondere che la stanza delle
apparizioni era prprio quella, quando Alano intervenne
cos vivacemente da farla sussultare.
- Si capisce che possediamo un fantasma; nessuna
dimora importante ne  priva, e naturalmente
qualche volta... passeggia, ma non da questa parte
della casa. Quando viene, apparisce nella Casa Vecchia,
da quella parte, - spieg con un largo gesto
della mano. - Proprio laggi nel chiostro sassone;
non  vero, Bent? -
La governante lo guard stupita di sentirgli profanare
in tal modo una tradizione cos sacra e apr
la bocca per replicare:
Ma come nel chiostro, sir Alano! Non ricordate
che il fantasma comparisce proprio in questa stanza?
Ma le parole le morirono in bocca, perch Alano,
voltando le spalle alla moglie, pos un dito sulla
manica della vecchia domestica. Bent alz gli occhi
su di lui e vide la sua faccia, severamente dignitosa,
aprirsi in un sorriso, nel sorriso delizioso
del collegiale di Eton per il quale Bent, la camerierina di
casa, aveva preparato le valige. E nello
stesso momento i suoi occhi neri supplicarono pi
chiaramente di ogni parola:
Non mi tradire.
A Bent non rest niente altro da fare che confermare
che il fantasma dei Wareham appariva all'estremit
opposta della casa.
- Cos si dice, sir Alano. Credo anch'io che apparisca
nella Casa Vecchia... -
E che Dio ci perdoni questa bugia, termin
fra s.
Alla prima bugia ne segu un'altra, quando la
sposa domand che genere di fantasma fosse e le
fu risposto che si trattava di un vecchio monaco.
Un vecchio monaco? La signora Bent dur fatica
a riaversi dalla sorpresa.
- Si dice che attraversi il chiostro a mezzanotte,
portando la propria testa sotto il braccio, - improvvis
il signore del castello. - Poi va nell'orto e
si mette a scavare... Per che fare?... Oh, non lo
so!... Perch scava? Per ritrovare qualche tesoro
nascosto, non  vero, Bent? -
Bent non manc di dichiarare a sua volta che la
ragione era quella, e Alano, per compensarla della
sua complicit, si fece vedere tirar fuori il fazzoletto
dalla manica per asciugarsi il sudore.
Perch il fantasma, come tutti sapevano in famiglia,
era quella stessa lady Arabella, rapita da
sir Edmondo, il quale, galoppando con lei sul suo
cavallo bianco, non l'aveva voluto arrestare prima
di essere sulla soglia della camera nuziale! Da secoli
lo scalpitio di quegli zoccoli sugli scalini di
quercia risonava,per la casa, e tutte le storie di famiglia,
tutti i ritratti della galleria avevano caro
il romanzo dei Wareham. Romanzo destinato a finire
appena sbocciato, perch la sposa era morta
proprio la notte delle nozze, uccisa, si diceva, dalla
troppa gioia. Il giovane Edmondo Wareham l'aveva
pianta per tre anni; poi, com' costume degli uomini,
si era consolato sposando una sua graziosa
cugina. Si diceva anche che la notte delle seconde
nozze il fantasma della fanciulla quindicenne fosse
entrato nella stanza dove una morte cos immatura
l'aveva colta, che avesse dato un'occhiata sorridente
e curiosa alla sposa che le succedeva e fosse
poi scomparso. La seconda moglie aveva sopravvissuto
abbastanza per dare al suo signore sei figli e
una figlia, e per vivere con lui in serena contentezza,
fino a tarda et; ma da allora, ogni volta che
accadeva un matrimonio in casa Wareham, lo spettro
sorridente ricompariva alla Prioria.
Non sempre lo vedevano, ma la tradizione della
ricomparsa di Arabella si manteneva da secoli, come
l'eco dello scalpitio degli zoccoli che avevano
battuto all'unisono con due cuori innamorati; e si
diceva che la sua venuta fosse un buon presagio per
la casa. L'ultima comparsa era avvenuta nei primi
anni del regno della regina Vittoria.
Tutte sciocchezze, naturalmente, pensava Alano.
Ma tuttavia questa povera bimba si potrebbe
impaurire a starle a sentire.
Ma ormai non c'era pi nulla da temere dalla loquacit
della vecchia Bent, che apr in silenzio la
porta della stanza delle apparizioni.
-  questa la mia camera?
- S, milady; attenta allo scalino, milady; vedrete
poi che in molte di queste stanze si scende uno
scalino; ce lo facevano perch la paglia che copriva
il pavimento non venisse trasportata nel corridoio.
- Che magnifica stanza! - esclam la sposa, affrettandosi
a entrare.
In apparenza la scena della leggenda non offriva
nulla di sinistro o di fantastico. Per il gusto moderno,
che ama l'eccessiva semplicit, la camera
aveva troppo l'aspetto di uno scatolino. La moda
ormai morta da pi di una decade, aveva imposto
un rivestimento alle pareti di mogano bianco, alternato
con strisce di broccato color rosa di Barry.
Il pavimento era coperto da un soffice tappeto rosa
pallido, e le seggiole, le poltrone, il canap e l'ampio
letto di stile Carlo I erano coperti dello stesso
broccato rosa e crema di cui erano fatte le cortine
delle finestre a vetri impiombati. La stanza era stata
tutta decorata a nuovo per la futura sposa di Clive,
il figlio maggiore di sir Ronaldo, morto in Francia
alla vigilia di una licenza, durante la quale si
sarebbe dovuto sposare. L'antica fidanzata era ormai
maritata a un altro, e la bimba che doveva occupare
la camera in sua vece ne prese possesso con
un movimento semplice e spontaneo, togliendosi il
mantello e il cappello, per gettarli sulla poltrona ai
piedi del letto, mentre si guardava intorno sorridente.
- Ho piacere che la camera vi piaccia. Si vede
che condividete i gusti della fidanzata del povero
Clive. -
Il tono di Alano rivelava ci che egli pensava della
fidanzata del povero Clive in particolare e di tutte
le ragazzine in generale.
Gli occhi della signora Bent si fissarono sulla sposa
che a sua volta la guard, come per domandarle:
Vi sembro sconcertata?
Vanno bene insieme. Non si lascer... disse la
signora Bent fra s.
La verit era che la sposa si sentiva rinascere dopo
la dura prova di quel pranzo di famiglia al Carlton.
L'incontro era stato terribile, come ella aveva
temuto per tutto il viaggio fino a Londra. Tutti,
vale a dire la matrigna, le ragazze, il padre e lei
stessa, non avevano fatto altro che urtarsi vicendevolmente.
No, no; era meglio non pensarci; lei
stessa si era sentita trasportare di nuovo ai giorni
antecedenti alla fuga, paralizzata dalle memorie di
Whistley Mansion. Quasi si sarebbe detto che Cristoforo
in persona, per quanto nessuno le rammentasse,
fosse seduto a tavola insieme con loro. La
nuova lady Wareham era ridiventata una piccola
provinciale imbarazzata e muta, che rovescia il
vino sulla tavola, rompe il bicchiere e richiama, con
le sue goffaggini, un sorriso sdegnoso sulle labbra
degli olimpici camerieri. Era stata veramente una
serata disastrosa: l'unico momento piacevole l'aveva
goduto nello spogliatoio, dove le era riuscito di
bisbigliare alla matrigna che Alano era stato veramente
generoso nella donazione all'atto del matrimonio,
e che le aveva aperto un conto alla banca
con una somma tanto grossa da essere pi che sufficiente
a pagare tutti i debiti del padre. Blodwen
aveva gi scritto un primo chque che il padre
avrebbe ricevuto la mattina.
- Dillo al babbo; io non potr stasera. -
Quel momento l'aveva ricompensata di tutto quello che aveva sofferto nel resto della serata. In ogni
modo ormai tutto era finito e per un pezzo non
avrebbe riveduto pi nessuno dei suoi: avevano
detto che prima doveva abituarsi alla sua nuova
vita. Leone sarebbe andato a passare il sabato e
la domenica da lei, ma gli altri non si sarebbero
fatti vedere per un bel pezzo.
Blodwen era proprio felice di trovarsi in quella
casa cos grande, ma cos intima, lontana dalla
matrigna e dalle sorellastre e sola con Alano, col
quale era permesso di mostrarsi naturali, poich
egli, fuorch coi suoi ospiti in citt, verso i quali
si era comportato da perfetto cavaliere, era sempre
molto sgarbato, pur sapendo benissimo di essere
sgarbato. Non avrebbe saputo spiegare neppur lei
perch le piacesse di sentirlo borbottare con la signora
Bent e brontolare con lei per i suoi gusti troppo
semplici, con lo stesso tono di voce col quale diceva
a Treff che era un idiota; eppure le piaceva.
Con una giravolta della sua sottana di taglio perfetto,
pass davanti al suo signore e apr una dopo
l'altra le porte color crema: della stanza da bagno
(Oh, che belle mattonelle rosa!), della toelette
(mi domandavo appunto dove fossero gli armadi,
non avevo pensato che tutta una parete scomparisse
per dare accesso a una stanza tanto grande in cui
riporre la propria roba), della stanza di sir Edmondo
(oh, questa  la vostra camera? Color foglia
morta, a quanto vedo. E quel cuscino nel mezzo
 per Treff, o si accuccia ai vostri piedi, come
faceva il nostro collie con Leone?)
Non si pu dire che non sappia come prenderlo!... Chi l'avrebbe immaginato... Eppure...
- Qui c' il campanello, milady, se desiderate
chiamare la vostra cameriera.
- Oh, non ho bisogno di lei, grazie. Povera Cecilia,
ha sofferto molto durante la traversata. 
meglio che vada subito a dormire per rimettersi
un po'.
- Benissimo, milady. -
Si vede che non vogliono importuni, pens la
signora Bent, voltandosi per andarsene con tutta la
sveltezza permessale dalla sua corpulenta persona.
- Buona notte, milady, felice riposo. Buona notte,
sir Alano.
- Io scendo, sono appena le undici. Dite a Moulton
che ho bisogno di vederlo nella stanza da fumare,
- disse Alano con voce breve. - Vieni, Treff,
vieni, vecchio mio. Buona notte, dormite bene. -
Queste ultime parole furono rivolte con un cenno
di testa alla sposa, ma egli non le si avvicin di
un passo, non le offr la mano. Le dette soltanto
un'occhiata, nella quale si leggeva un misto di cortesia,
di protezione e di un certo ironico imbarazzo,
mentre pensava fuggevolmente alla faccia di altre
donne da lui conosciute. Ma la ragazza lo guard
a sua volta, senz'ombra d'imbarazzo, rispondendo
con sincera gaiezza:
- Grazie, dormir certo. Dormivo come un masso
anche in mezzo al frastuono di Parigi: figuriamoci
qui, dove tutto  silenzio e quiete. Buona notte. -
Quella notte il largo letto intarsiato di stile CarloI, drappeggiato di broccato francese e provvisto
di materasse soffici come fiocchi di neve e larghe
come un prato, indussero Blodwen a un sonno quasi
istantaneo. Mentre chiudeva gli occhi, si sent gradevolmente
convinta che nulla, proprio nulla, n il
ricordo del penoso incontro con la sua famiglia, n
il pensiero del prossimo incontro con la famiglia di
Alano, avrebbero potuto impedirle le sue nove ore
di pacifico sonno.
Quanto tempo pass prima che le ritornasse la
coscienza di trovarsi in un letto che non era il suo?
Al buio sentiva che quella stanza non era la sua
camera al Crillon, e neppure la sua stanzetta di
Whistler Mansion.
Di due cose sole si rendeva ben conto: di aver
sentito nella stanza accanto il mugolio di un cane
spaventato e che due occhi vicino a lei la guardavano
dormire... Due occhi? Si rivolt fra i guanciali
morbidi, profumati di pot-pourri, tiepidi del
suo stesso tepore. E un'altra cosa calda c'era nel
suo letto. Blodwen si ricord vagamente che cosa
era; l'aveva pescata fuori prima di andare a letto;
un antico sacchetto di seta morbido, pieno di foglie
di rosa e di verbena per profumare i lenzuoli. Ah,
s! Era alla Prioria! Due occhi che la guardavano...
Blodwen, insonnolita, sollev a fatica le palpebre
pesanti. Fra le ciglia semichiuse distinse vagamente
l'apertura della finestra pi vicina al suo
letto, dalla quale entrava l'aria fresca della notte.
Nel parco, gli alberi sussurravano alla brezza;
dai boschi pi lontani venne il richiamo di una civetta.
Dalla stanza di sir Edmondo, dove Alano dormiva
con Treff disteso ai suoi piedi, venne un altro
mugolio lamentoso, quasi di paura. Blodwen, sforzandosi
di tenere gli occhi aperti, vide vagamente
disegnata tra lei e la finestra una figura scura, della
quale non si distinguevano che la testa e le spalle.
- Oh...  lui! -
Gli occhi della fanciulla si richiusero, e rannicchiandosi
fra i guanciali, ella mormor:
- Che c' Alano? Non avete sonno? -
Sembr che la figura alla finestra mormorasse
una risposta, un dolce incoraggiamento a dormire,
una frase come: Sono io, dormite, non abbiate
paura, son venuto a vedere se vi occorreva nulla...
o qualcosa di simile. Ma la piccola lady Wareham,
tutta insonnolita e mezza sepolta nel suo gran letto,
era ripiombata in un sonno profondo, prima di avere
udito la risposta. Prima di perdere di nuovo la
coscienza, pens:
 stato gentile venirmi a vedere, sapendo che
ero in una camera nuova. Che tipo curioso... mi
piace. Non ho sentito quello che ha detto. Glielo
domander doma...
Sonno profondo.


Capitolo 7.
DONO DEL MATTINO.

La mattina seguente Blodwen, svegliandosi molto
tardi, trov la stanza inondata di sole e cos allegra,
da sembrare che le cortine, il tappeto e gli
specchi, fossero dei paraventi di rose, tenuti contro
luce...
Ah, ma le rose c'erano davvero! Cecilia entr
in quel momento nella stanza col vassoio della
colazione e un mazzo di rose che andavano dal rosso
cupo del damasco al rosa pallido del corallo. Il
loro profumo interruppe uno sbadiglio di Blodwen,
che ancora tra il sonno si stirava le belle braccia
candide come la porcellana di Copenaghen.
- Che belle rose! Chi le manda?
- Milord, - rispose con calma la francese, che
nonostante tutti gl' insegnamenti della signora Bent
sul titolo da dare al padrone, persisteva a chiamarlo
in quel modo.
- Sono belle davvero. -
Milady rivolse la sua attenzione alla frutta posata
sul vassoio, bevve il caff caldo con la panna,
mesciutole da Cecilia, che pi tardi vest la sua padrona
con i gesti lenti di un'operaia esperta, intenta
a vestire una bambola per un concorso.
Blodwen era gi pronta, col cappello, la sciarpa
e i guanti, quando fu bussato alla porta. Al suo
allegro avanti, Treff irruppe nella stanza color
di rosa, seguito dal suo padrone vestito da campagna,
con una maglia color penna di fagiano, come i
suoi occhi.
- Buon giorno. -
Inutile dire che non fece un passo verso la fanciulla
n le strinse la mano, ma aveva capito che
era suo dovere andarla a prendere. La cameriera
francese si ritir discretamente nella stanza da bagno,
mentre l'opera delle sue mani (poich cos ella
considerava quella bambolina della sua padrona)
si voltava dalla toelette con un sorriso raggiante.
- Buon giorno. Mi son ricordata in questo momento
di mettermi tutti i miei anelli. -
Alano, seduto sul bracciolo della poltrona, la
stette a guardare mentre s'infilava prima l'anello
matrimoniale, comprato con tanta fretta a Nizza,
poi il magnifico smeraldo legato in platino, scelto
con minor fretta, a Parigi, poi il sigillo di sir Alano,
che per tradizione tutte le spose di casa Wareham
dovevano portare.
- Ci sono un' infinit di tradizioni, nella nostra
famiglia, - disse Alano che provava un oscuro piacere
nell'osservare scrupolosamente, quanto avrebbe
potuto farlo sir Harry o chiunque altro dei suoi antenati,
tutte le antiche usanze.
Un'altra delle tradizioni di casa Wareham era il
mazzo di rose che Cecilia aveva messo in fresco in
un antico vaso di cristallo.
- Che belle rose, - disse Blodwen seguendo il
suo sguardo. - Vi ringrazio del vostro regalo. -
Ma Alano le annunzi bruscamente che lui non
c'entrava per nulla. L'idea era stata del vecchio
Mackenzie, il capo giardiniere.
- Ah, s? Allora fatemelo conoscere perch lo
possa ringraziare, quando...
- Non lo dovete ringraziare, - disse Alano.
- Non dovete rammentare le rose, per lo meno queste.
c' questa superstizione in casa nostra.
- Va bene, allora non ne parler. -
Blodwen non conosceva la tradizione, la quale ingiungeva
che a ogni novella sposa di casa Wareham
fosse presentato come dono del mattino, un mazzo
dei pi bei fiori dei giardini della Prioria. L'ultima
lady Wareham, la zia di Alano, che si era sposata
d' inverno, aveva avuto un mazzo di rose di
Natale e di violette di dicembre, come Mackenzie
stesso aveva detto ad Alano, parlandogli delle rose.
- Me ne devo mettere una?
- Non sar male. -
Blodwen si tolse dall'occhiello la cardenia di cuoio
bianco che vi era infilata.
- Questa  stata un' idea di Cecilia, ma io detesto
i fiori fnti. Ecco, cos! - disse mettendosi invece
un bocciolo bianco. - Sto bene? -
Queste parole potevano sembrare dettate da civetteria,
ma Alano, che conosceva le donne, cap
che quella strana fanciulla che lo lasciava tanto
freddo, bench ora riconoscesse che era bellina e
capisse l'entusiasmo di Cristoforo, parlava senza
l'ombra di vanit femminile.
- Posso affrontare cos i nuovi parenti volevo
dire?
- Senza dubbio, - rispose Alano, piegando la
fronte verso di lei.
Non gli dispiaceva che quello spauracchio gocciolante,
piombato sul Perch Vinifredo, fosse stato
trasformato dagli artisti di Rue de la Paix in una
creatura che faceva onore al suo buon gusto.
- Ora che non avete pi i capelli tagliati tutti a
scala, credo che vi stiano meglio cos di quando vi
arrivavano all'orlo del vestito.
- Non avete paura che vostra zia giudichi la mia
sottana troppo corta?
- Ah, avete una sottana? - domand Alano,
dando un'occhiata al pezzetto di stoffa che usciva
dalla giacca. - Ma state pur tranquilla, la zia
Estella  abituata a tutte le lunghezze. Vedrete che
poi non  troppo formidabile. Sar qui all'una, e
cos Williams.
- Chi  Williams?
- Il vostro maestro di canto; quello che viene a
provare la vostra voce. E un ragazzo di talento, un
musicista che ha perso una gamba in guerra. Forse
ne avrete sentito parlare. -
Essa lo guard stupita.
- Se ne ho sentito parlare? Ma tutti gli allievi
del Conservatorio lo conoscevano!... Proprio Williams,
volete dire?
- S, Mervyn Williams. Gli scrissi da Parigi per
dirgli che avevo preso moglie e che ella desiderava
qualcuno che le facesse studiare il canto.
- Davvero?
- Vi avevo pur promesso di farvi continuare a
studiare! -
Alano parlava con un tono rassegnato, non avendo
mai creduto che ella avesse realmente una bella
voce.
Probabilmente la sua famiglia aveva avuto ragione
di rifiutarsi a spendere per farla continuare
a studiare, ma lui gliel'aveva promesso e doveva
mantenere la sua parola.
- Mi  parso pi conveniente, come dice Bent,
di farvi venir qui un professore, piuttosto che mandarvi
a prender lezione in citt. -
Ella lo guardava sempre pi stupita.
- E avete scritto proprio a Mervyn Williams, che
accetta pochissimi allievi?
- Sarebbe una delusione se poi dicesse di no, -
convenne Alano, con un leggero fremito nelle labbra
ferme.
Sapeva bene quello che Mervyn pensava delle
aspiranti allieve che s'illudevano di avere una voce
d'oro; ma vedendo che il viso della sua assurda moglie
si oscurava, si affrett a rassicurarla.
- E per mio grande amico; siamo stati a scuola
insieme e poi anche allo stesso ospedale, e credo che
per me farebbe qualunque cosa.
- Anche dare lezione a me?
- Non mi stupirebbe. -
Alano, vedendo il tremulo eccitamento che le illuminava
il viso, sper in cuor suo che fosse almeno
capace di metter fuori una nota giusta.
- In ogni modo sar qui a colazione. Ho ricevuto
la sua risposta proprio stamani.
- Posso vedere? - domand la fanciulla tutta
felice.
La possibilit di andare avanti con la musica,
che  l'unica cosa che l'entusiasmi,  il vero regalo
del mattino di questa sposina, pens Alano divertito,
porgendole la lettera dell'amico che cav fuori
da una tasca insieme con un fascio di altre missive
di tutti i colori dell' iride.
Caro Alano; siamo intesi: verr da te domani
marted, all'una del pomeriggio. Tuo aff.mo
Mervyn Williams.
- Queste sono tutte lettere di congratulazione, -
spieg Alano con un sorriso. - Ne ho trovate una
montagna. -
Fra quella montagna, la pi lunga era la lettera
di una donna che cominciava: Alano, non mi rimane
pi niente altro da sperare, se non che ella vi
faccia felice quanto vi meritate di essere, con la
parola meritate sottolineata tre volte.
E la pi corta pure era di una donna.
Come ti va, Benedetto, lo stato matrimoniale?
Era una citazione, ma Alano si era aspettato di
meglio da una donna intelligente e spiritosa come
Amata.
- Non manca neppure tutta una filza d'inviti.
- A feste?
- Feste e pranzi. Bisogner accettarne qualcuno
per sconto dei nostri peccati, o piuttosto dei miei.
Vi dispiace?
- Perch dovrebbe dispiacermi? Sar una novit
per me.
- E voi sarete un'assoluta novit per loro, per i
miei vecchi amici, voglio dire.
- Spero che mi troveranno per bene, - disse la
fanciulla placidamente.
- Per bene, come?
- Spero che non mi giudicheranno troppo giovane
per una donna maritata; volevo dir questo.
- Giovane, voi? -
Ma frenando la sua ironia le domand se era
pronta a uscire.
-  una bella mattinata e forse non vi dispiacer
di fare il giro del giardino e del parco prima dell'arrivo
degli ospiti. In ogni modo non sar male
che facciate vista d'interessarvi a tutto. -
La ragazza gli sorrise, raccogliendo il fazzoletto
e i guanti gi preparati da Cecilia.
- Muoio dalla voglia di veder tutto. Perch credete
che abbia bisogno di fingere?
- Bene, allora andiamo, - si limit a rispondere
Alano.
In cuor suo sperava che quella curiosa ragazza
mantenesse l'allegria e il buon umore che la facevano
somigliare a una bimba tolta da un odioso
collegio.
Il suo movimento per aprire la porta svegli il
cane che si precipit fuori, abbaiando di gioia.
- Una certa curiosit di vedere la sposa sar
Inevitabile, temo, - disse Alano a Blodwen.
Come si era immaginato, da tutti i cantucci dei
corridoi spuntavano l'una o l'altra delle eleganti
cameriere, tutte impazienti di dare un'occhiatina
alla nuova padrona. E non appena ella ebbe messo
i piedi fuori di casa, in quella mattina d'autunno,
tutti i giardinieri, dal vecchio Mackenzie in persona
fino al ragazzo incaricato di strappare le erbacce,
avevano fatto in modo di trovarsi a lavorare in un
punto da dove fosse stato possibile di vederla.
Senza scomporsi, quella bimbetta aveva detto ad
Alano Wareham che le cameriere e le altre persone
di servizio erano sempre curiose di vedere un nuovo
padrone, dimostrando cos il loro amichevole interesse.
- Benissimo! - borbott egli, contento di vedere
che la sposina faceva una cos bella figura.
Fra s si domandava ironicamente quale sarebbe
stata l'opinione di Mervyn e della zia Estella. Fino
allora, la fanciulla non aveva commesso nessuna
balordaggine, ma si era mostrata quale doveva essere:
una bella giovinetta, bene educata, che rispondeva
ai saluti della servit con amichevole dignit.
Perch dovrebbe importarmene?... Sembrava
questa la sua divisa, e apparentemente infatti non
le importava di nulla al mondo, se non di evitare
ci che agli occhi di tutti sarebbe stato il primo
dovere di una giovane sposa.
E pensare che un solo leggero accenno a simili
doveri aveva scosso quella fanciulla fin nelle fondamenta,
facendole smarrire la ragione, spingendola
sull'orlo... Alano stesso desider di dimenticare
quella notte sul Mediterraneo. Sembrava di
molti anni pi giovane quella mattina sotto il sole,
eppure molte spose novelle non avrebbero saputo
sostenere altrettanto bene la loro parte.
Grossi nuvoloni bianchi attraversavano il cielo
sopra gli olmi e le querci del parco. Lo storico periodo
inglese di siccit non era ancora terminato;
i piedi sdrucciolavano sull'erba secca, bruciata dal
sole. I cani della Prioria, una squadra d'irsuti terrier,
saltavano e sgambettavano in tutte le direzioni;
ma soltanto Treff, il cane di Alano, gli girava e
rigirava intorno mentre camminavano, ora seguendolo
alle calcagna, ora sopravanzandolo e fermandosi
su due piedi, come per assicurarsi che il suo
diletto padrone non l'aveva di nuovo abbandonato.
- Va' avanti, idiota, - borbottava Alano. - Questo
non  un viottolo molto comodo, - disse rivolto
alla ragazza.
- Sono abituata ai sentieri fra i boschi. -
Abituata! Come se il luogo della sua fanciullezza
avesse potuto reggere il confronto con la Prioria di
Alano, uno dei manieri pi maestosi di tutta l'Inghilterra!
Simili a grandi ali di airone si stendevano a destra
le corti del tennis, i giardini, la piscina del nuoto;
a sinistra, nascoste alla vista, le stalle, le rimesse,
i canili e il quartiere della servit. In una
collinetta esposta alla brezza c'era l'hangar nel
quale Alano teneva il suo Moth. Tutto questo poteva
difficilmente venir confrontato con una casa di
dieci stanze nella giungla gallese, dove un giovanotto
in zoccoli di legno rastrellava i viottoli coperti
di borraccina, riparava le buche che le pecore facevano
continuamente nella siepe, coltivava l'orto e le
due aiuole di fiori, strappate al terreno paludoso
circostante. Pure i due luoghi si somigliavano nella
mente di Blodwen, che per la prima volta, dopo nove
anni, sentiva di essere in casa sua.
- Credete di poter stare volentieri qui? - domand
Alano segretamente divertito del suo umore
silenzioso.
Fra s non poteva fare a meno di confrontare il
suo visino cos espressivo, ma sul quale per il momento
non si leggeva che il piacere della passeggiata,
coi modi delle belle visitatrici che lo avevano
tante volte accompagnato su quello stesso sentiero.
Quasi tutte le sue amiche avevano ammirato esageratamente
il modo col quale la casa si nascondeva
dietro gli alberi del parco, o le tinte autunnali,
o il cielo azzurro, o le magnifiche margherite di San
Michele, e le dalie che facevano cos belle le aiuole
in quella stagione. O, peggio ancora, si preoccupavano
tanto di s da dimenticare l'incanto della stagione;
distoglievano gli occhi dalla maravigliosa
faccia della natura per rivolgerli alla faccia, probabilmente
a quell'ora gi sdegnosa, del loro ospite;
puntavano su di lui, come tanti cannoni antiaerei,
i loro sguardi provocanti o supplichevoli. Alano ringraziava
il cielo dello sguardo puro come il cristallo
di quella bimba, condotta sotto il suo tetto come
una sposa: uno sguardo che da lui si soffermava su
Treff, sui boschi, poi su una striscia erbosa piena
di fiori pallidi dal lungo stelo diritto, che le fecero
esclamare:
- Quante margherite con quest'autunno cos caldo! -
Egli assent con la testa.
- Avete dormito bene stanotte? - le domand
poi.
La domanda era soltanto una forma di cortesia,
perch si vedeva benissimo che era riposata e fresca
come un bimbo appena uscito dal bagno, quella
piccola avversaria dell'amore che aveva passato la
notte nel letto storico, nel quale una fanciulla pi
giovane di lei era morta d'amore.
- Non ho ancora pensato a domandarvi se siete
stata bene.
- E come! Non mi sono mai mossa, altro che
quel minuto quando siete entrato in camera mia. -
La mano scura di Alano lasci cadere il bastone
col quale divertiva Treff. Egli lo raccolse, rivolgendole
un'occhiata interrogativa.
- Quando io?...
- Quando siete entrato in camera mia per vedere
se dormivo bene.
- E quando  stato?
- Non lo so. A met della notte, m'immagino. Mi
sono voltata e vi ho sentito; ecco tutto. No, anzi,
ora mi ricordo di un'altra cosa.
- Di che cosa? - domand egli vivamente.
- Non avete acceso il lume, non  vero? No; perch
ho visto la luce del vostro orologio, appena visibile
vicino a voi. Che ore erano?
- Non ve lo saprei dire. -
E con uno sforzo per rimettersi dallo stupore,
dette un'occhiata all'orologio, soggiungendo:
- Perbacco, ma ora  pi tardi di quanto non
credessi. -
Si volt a fischiare ai cani che accorsero da tutte
le parti, festosi, mentre Treff riprendeva a girargli
intorno come fanno le rondini intorno a un faro.
- Sentite! - La brezza port fino a loro il suono
lontano di un orologio. -  mezzogiorno e mezzo;
bisogna spicciarsi o i nostri ospiti arriveranno prima
di noi. -
Alano non rivel col suono della voce il ricordo
che lo aveva assalito: quello della leggenda del fantasma
di casa Wareham, la quindicenne Arabella
che, a quanto si tramandava da secoli, compariva
nella sua antica stanza per dare un'occhiata a ogni
sposa novella che la occupava. Che aveva pensato di
quella fanciulla verginale, immersa in un tranquillo
sonno? Possibile che lo spettro si fosse attardato
per lo stupore, circondato dalla sua luce misteriosa
? Doveva essere stato un sogno, naturalmente,
soltanto un sogno.
Per fortuna la fanciulla al suo fianco non aveva
visto l'espressione del suo viso, all' inaspettato racconto.
E non poteva indovinare che per un momento
egli aveva avuto l'impressione di una mano che gli
accarezzasse i capelli contro verso, e che aveva rabbrividito
come se qualcuno gli avesse versato dell'acqua
gelata gi per la schiena. E neppure sapeva
che si era trattenuto a fatica dall'esclamare:
Che intendete dire, bambina? Mi sono riscosso
un momento perch Treff mugolava nel sonno, ma
mi sono riaddormentato subito e non mi sono pi
mosso. In camera vostra non ho messo pi piede
dopo avervi augurato la buonanotte.


Capitolo 8.
IL GIUDIZIO DELLA FAMIGLIA.

- E oggi vado a colazione alla Prioria, per vedere
da me che razza d'importazione quello scavezzacollo
di Alano ha impiantato in mezzo a noi, -
annunzi quella mattina la zia Estella, vedova del
defunto baronetto.
Lady Wareham aveva sessant'anni e apparteneva
piuttosto al tipo di quelle grandi dame del buon
tempo antico, coi capelli molto brizzolati e sempre
lunghi nonostante la moda, alta ed eretta sulla persona
e con una faccia composta e grave, illuminata
da due occhi vivi, in cui brillava ancora una scintilla
di malizia, bench ella fosse solita dire che
nulla la interessava pi nella vita, da quando il suo
povero marito e i suoi due figliuoli erano morti
sul campo di battaglia. Per conseguenza, come dichiarava
da s e fermamente credeva, essa non era
pi che un'attiva organizzatrice di molti comitati,
sempre in giro per la posa di una prima pietra, o
per inaugurare una fiera di beneficenza o per la sua
opera della Protezione della giovane e per altre
opere di beneficenza, senza trascurare di assumere
la parte di padrona di casa alla Prioria, quando
Alano aveva bisogno di lei. Ma con sua grande maraviglia,
questa cura le era stata tolta dalle mani
ed era stata affidata a una nuova castellana.
- Senza che fossimo preparati a questa sorpresa, -
diceva ella - senza che Alano avesse mai prestato
la minima attenzione all'una o all'altra delle
sue spasimanti, senza che sul Tatler sia mai apparsa
una fotografia di Sir Alano Wareham e dell'On. Tizia Tal dei Tali a Henley o sulla spiaggia
di Antibo. -
Alano aveva osato fare una cosa simile, senza
neppur tentare di preparar prima i suoi amici alla
notizia. Dopo aver vissuto per pi di dieci anni alla
Prioria, da scapolo sicuro di non cadere in un tranello,
quel caposcarico, a cui tutte le donne correvano
dietro, aveva teso un' imboscata da strada
maestra per ammogliarsi con una ragazza qualunque
che nessuno conosceva. Ma ormai era inutile
recriminare.
- Vieni anche tu a esaminare la nuova fiamma di
Alano, Elena? -
Elena Hunstatton, figlia di lady Wareham, era
una di quelle creature miti, che spesso sono il prodotto
di genitori autoritari. Alla domanda della
madre rispose che le dispiaceva di non poter disdire
un invito di lunga data, perch anche lei moriva
dalla curiosit di conoscere la moglie di Alano; due
parole che, a suo parere, non andavano punto d'accordo.
- Qualcosa te ne posso dire anch'io, - disse sua
madre, alzando gli occhi dalla scrivania davanti
alla quale si era seduta per prendere del denaro,
delle lettere, un libro di conti e una piccola agenda,
da sfogliare durante la corsa in automobile. - Ho
chiamato la vecchia Bent al telefono stamani presto,
per sapere subito il peggio e cos prepararmi
all' incontro. -
Questa conversazione aveva luogo nell'appartamento
di lady Wareham in Half-Moon Street. La
vecchia signora era gi pronta, con la stola di zibellino
sulle spalle e il cappello da cerimonia di
velluto nero, un po' sformato, ma con un gran fermaglio
di brillanti nel mezzo. Aveva le mani coperte
di anelli di bellissimi brillanti, montati all'antica,
e sul petto le brillava un medaglione tempestato
di perle, che racchiudeva la miniatura dei
suoi due figliuoli.
- E che cosa ti ha detto Bent?
- Ha chiacchierato molto, senza mai finire una
frase, secondo il suo solito. Mi ha detto che Alano e
sua moglie arrivarono ieri sera tardi, che la signora
non era ancora scesa di camera e che cos lei
non aveva avuto ancora tempo di formarsi un'opinione
su... la frase  rimasta in sospeso, ci che significa
che Bent non ha ancora capito il perch di
questo accidente... voglio dire di questo matrimonio.
Ha detto poi che Sua Signoria sembra molto giovane,
che  bellina e molto distinta, appoggiando
sul molto. Si vede subito... Frase in sospeso, per
significare che la sposa  una vera signora. Sulle
prime si  mostrata timida, ha detto Bent, ma le 
sembrato che tutto le piacesse e ha fatto molta festa
a Treff, ma gi... Qui la frase  rimasta di nuovo
in tronco, ma voleva dire che gi tutte le signore
corteggiate da Alano hanno sempre fatto molta festa
a Treff. Quante mai favorite avr mai visto quella
bestia, ai suoi giorni?
- Sei severa con Alano, cara mamma, - osserv
la cugina di Alano, una delle poche donne che avesse
simpatia per sir Wareham, senza mai essere stata
innamorata di lui. - Si direbbe qualche volta che
tu ti senta in dovere di odiarlo, senza riuscirvi. -
Lady Wareham sorrise senza rispondere. Spesso
le persone pi semplici, come la sua mite Elena, indovinano
la verit sulle persone pi astute di loro.
- L'unica cosa che m'induce a perdonare ad
Alano, - afferm la zia, posando sulla scrivania
della sua segretaria un pacco di minute gi pronte
per la corrispondenza da sbrigare quella mattina
-  il fatto che senza di lui la tenuta sarebbe andata
a quell' imbecille di Carlo. -
Carlo Wareham era un biscugino di suo marito e
lo spauracchio di lady Wareham.
- Il pensiero di Carlo alla Prioria, al posto di tuo
padre o dei tuoi fratelli, avrebbe, se  possibile, reso
pi atroce per me quello che accadde dodici anni
fa, - continu lady Wareham, alzando la mano
a toccare il medaglione. - Piuttosto che vederci lui,
con quei dentoni e quel sorriso sciocco, avrei preferito
Alano anche col doppio dei suoi difetti. Purch
non si fosse ammazzato in qualcuna delle sue
pazzie, perch poi la tenuta andasse di nuovo a finire
nelle mani di Carlo! Carlo che riprodurr per
secoli nella famiglia quel suo profilo d'imbecille!
Alano, da parte sua, non aveva punto l'aria di preoccuparsi
della famiglia, e poi tutt'a un tratto scappa
fuori con un matrimonio segreto con una signorina
che non si sa chi sia e che sembra una bimba,
mi ha detto Bent, proprio una bimba! c' da sentirsi
consolare. -
Elena Hunstatton osserv che la notizia era giunta
certamente inaspettata, ma che forse anche Alano
aveva finalmente compreso i giusti desiderii della
famiglia. Sua madre contraddisse subito quest' idea.
- M'immagino che sia di nuovo infatuato, come
gli  accaduto tante volte; ma questa volta, trattandosi
di una ragazzetta, l'ha dovuto sposare. Ma
dare una bambina, probabilmente sentimentale e
piena di illusioni romantiche, ad Alano,  come gettare
un agnello in mezzo a un branco di lupi. Alano
non si porta male con gli uomini, coi cani e coi
cavalli, ma con le donne... Dio ci scampi! Si direbbe
che non possa fare a meno di mostrarsi brutale con
loro. E ora questa sposina... m'immagino che Alano
le rester fedele per dieci minuti, poi anche per
lei cominceranno le sofferenze. Ricordati di Sibilla.
Ricordati di quella bella ragazza che stava alla Prioria,
come si chiamava?
- Ma quella fu per colpa sua. Se ne and perch
non poteva soffrire di vedere che Alano faceva visitare
la casa a tante signore. Quella volta Alano non
ci ebbe nessuna colpa.
- Credi di no? Ricordati come tratt quella disgraziata
ballerina... Billy, se non sbaglio. E cos
tutta la filza delle sue innamorate!
- Si dice che gli uomini trattino la moglie in
modo diverso dalle amiche. Forse Alano non sar
cos cattivo marito quanto credi.
- Forse no, - concesse lady Wareham, con tono
di profondo scetticismo. - Ma ho sempre notato che
quando un uomo tratta male una donna in vita sua,
tratta poi anche tutte le altre alla stessa stregua...
- Ma, insomma, tu credi...
- Elena, il modo di amare  sempre lo stesso,
come la scrittura. Puoi scrivere su carta di qualunque
colore, ma il modo col quale formi le lettere 
sempre quello. Cos  in amore. -
La vecchia signora, soddisfatta del suo paragone,
fece vista di non udire quando la figliuola si prov
a protestare che in fondo Alano non era mai stato
innamorato di nessuna, tranne di Lalla Dunne; e
alzando la mano al campanello concluse che era
ormai ora di andare a fare la sua ispezione.
 
Capitolo 9.
LA SPOSA VIENE ESAMINATA.

- Permetti, zia Estella, che ti presenti mia moglie
Blodwen? -
La zia di Alano prese la manina che la ragazza le
tendeva, ma sarebbe stato impossibile di leggere nel
suo sorriso tutto ci che provava dentro di s. Le
parole di Bent infatti l'avevano preparata a vedere
una sposina giovane e innocente; ma l'apparizione
della sua nuova nipote l'aveva addirittura stupita.
Sembra un boccio non ancora schiuso. I suoi vestiti
sono il non plus ultra dell'eleganza, e in questo
si riconosce Alano. Quel bel tipo ha sempre desiderato
che le sue dame vestissero bene. Ma lei ha un
visino che sembra sbocciato nella notte come i primi
bucaneve, pensava fra s. Chi avrebbe mai
supposto che Alano si sarebbe innamorato di una
faccina cos? Com' riuscita ad accalappiarlo? Ah,
naturalmente ha avuto un altro uomo in suo aiuto.
Chi sar mai?
Queste ultime parole le furono suggerite dall'apparizione
nel vano di una finestra di una figura,
che dapprima le parve ignota, ma che poi riconobbe
quando si mosse verso la luce, mentre Alano diceva:
- Conosci gi Mervyn Williams, non  vero, zia
Estella?
- Naturalmente, naturalmente. Il signor Williams
ha avuto la cortesia di sonare a un mio concerto.
Come state? -
Lady Wareham strinse la mano al musicista, che
secondo lei non somigliava in nulla ai suoi colleghi.
Egli portava infatti i capelli cortissimi, aveva
uno sguardo dritto e franco, un modo di parlare
brusco, non vestiva con trascuratezza e neppure
con esagerata eleganza. Sembrava pi un giocatore
di rugger, com'era stato un tempo, che un artista,
se la sua andatura leggermente zoppicante, e la rigidit
della gamba quando sedeva, non avessero
rivelato la sua ferita di guerra.
Prima di tornare all'arte che aveva lasciato per
l'esercito, Mervyn aveva servito nel Royal Welch
Fusiliers, ed era uno di quei celti osservatori, scuri
di capelli e bianchi di carnato, che si trovano spesso
fra i pi ambiti visitatori delle famiglie inglesi.
- Mervyn  venuto a sentire se mette conto che
Blodwen continui a prendere lezioni di canto.
- Ne ho piacere per lei, - disse la vecchia signora,
che aveva osservato come il viso di Blodwen
si fosse subito illuminato a quelle parole.
La musica era dunque la sua passione, ed era anche
la segreta passione di Alano. Forse era quella
la chiave della sua conquista?
- Si star a vedere, - disse Alano. - Non bisogna
dimenticare che la sua ricreazione favorita 
quella di respingere gli allievi.
- Questo dovrebbe aspettare che lo dicessi io, non
vi pare, lady Wareham? -
I due uomini erano da vent'anni legati da una di
quelle amicizie che si manifestano pi a fatti che a
parole. Per esempio, quando la colazione fu annunziata
da un solenne maggiordomo e Alano fece il
gesto di aiutare l'amico ad alzarsi, questi si rizz
in fretta, picchiando con impazienza il piede artificiale
sul tappeto ed esclamando:
- Che fai? Mi prendi forse per uno storpio?
- Ti prendo per quello che sei, - ribatt Alano
rudemente, accompagnando le parole con un'occhiata
affettuosa. - Andiamo? -
La tavola rotonda era stata apparecchiata per
quattro nell'angolo soleggiato dell'ampia sala da
pranzo, che aveva le pareti rivestite di legno. Dalle
grandi finestre si vedevano i prati inondati dal sole
e una lunga aiuola piena di fiori di tutte le gradazioni
della porpora.
- Le margherite di San Michele sono splendide
quest'anno, - osserv la vecchia signora. - Vedo
che Mackenzie ha una variet molto bella di Delizie
di Ludbergh e anche quella nuova qualit
gialla  molto bella.
- Ne porterai un poche con te in citt; il brav'uomo
sar contento che tu le abbia osservate, - disse
Alano mentre si sedevano a tavola.
La colazione fu molto semplice; avrebbe potuto
essere una delle tante colazioni servite in quegli
ultimi sei o sette anni alla Prioria. La vecchia tavola
rotonda era come sempre carica di magnifici
cristallami e di bellissima argenteria antica, nella
quale si rispecchiavano le poche rose, ultime della
stagione, che adornavano la tavola. Il padrone di
casa, abbronzato e pieno di salute, sedeva al suo
posto indossando un vestito da campagna che gli
tornava a pennello e la fanciulla che gli sedeva di
fronte avrebbe potuto essere un'ospite qualunque,
arrivata alla villa in compagnia di Mervyn Williams.
Se non che era quella la prima volta che
vedeva Williams, ed era invece la moglie d'Alano,
che sedeva a tavola per la sua prima colazione in
casa del marito.
Quante volte mi sono domandata in questi ultimi
anni chi avrebbe preso il mio posto, pensava la
vecchia signora, esaminando di sottecchi la sposa,
senza tralasciare per questo di parlare del pi e del
meno. E dire che ormai avevo abbandonato l'idea
che Alano prendesse moglie.
Il posto della padrona di casa era stato occupato
da una lunga successione di spose novelle. Colletti
inamidati e falpal, vestiti impero, busti e crinoline,
avevano a volta a volta adornato, attraverso le
et, le nuove lady Wareham. Lei stessa, Estella Wareham,
ricordava benissimo il vestito attillato verde
pomo, ornato di pizzi color crema, che aveva indossato
per il suo primo pranzo nella casa maritale,
sola col suo Ronaldo. E ora sedeva a quella medesima
tavola, come ospite di suo nipote, osservando
senza parere la fanciulla che le era succeduta, graziosa
ed elegante nel suo semplice vestitino di panno
di un taglio squisito.
Pur mantenendo viva la sua amichevole conversazione
con Bianca (voleva permettere alla zia
Estella di chiamarla Bianca, un nome che ella prediligeva?)
su quello che aveva visto quella mattina,
sul tempo che avevano avuto a Parigi e sul manzo
che stavano mangiando, specialit della vecchia
Bent, la zia di Alano continuava fra s i suoi commenti.
Si vede che non  abituata a questa grandiosit,
ma non si perde d'animo. Non conosce forse i modi
della buona societ, ma ha buone maniere pi di
tante altre. E che buon appetito!... Vedo che si serve
abbondantemente una seconda volta... Non le
piace il cocktail, a quanto pare. Non beve affatto?
Alano ha il suo boccale di birra come sempre, e lei
non beve che limonata... Non fuma, probabilmente,
ed  anche probabile che non adoperi quel linguaggio
triviale, tanto in auge presso la nostra giovent.
Forse non lo conosce neppure... Che strana
originalit!  chiaro come la luce del sole che si
tratta di un vero ratto di minorenne, da parte di
Alano. Che fortuna per quello scavezzacollo! Ma lo
sa, almeno? Se ne accorge?
Alano incontr lo sguardo della zia sopra il boccale
d'argento, e i suoi occhi scintillarono maliziosamente.
Si divertiva molto, alla sua maniera,
del velato scrutinio della zia Estella, che intanto
pensava.
Forse avr preso moglie per avere un erede. Ma
sar vero, poi?
Alano, che leggeva i suoi pensieri come su un libro
stampato, sorrise blandamente. Era piacevole
svegliare la curiosit della gente per lasciarla insoddisfatta.
E Alano sapeva di avere svegliato la
curiosit non soltanto della zia, ma anche del suo
antico condiscepolo.
Mervyn Williams provava tutta la simpatia della
sua razza per la sconosciuta che si era imparentata
con la famiglia del suo vecchio amico. Quella dunque
era la moglie di Alano! Simpatica dicerto a suo
parere, e non soltanto perch era giovane e bella,
ma anche per quella segreta attrazione che i Celti
sentono fra loro, quando s'incontrano nella terra
del conquistatore.
- Siete gallese, non  vero? - aveva egli detto
subito, non appena l'aveva vista.
S, per lui era una ragazza attraente; ma per
Alano? Si rendeva conto che in lei non c'era nulla
che potesse attirare l'attenzione di Alano. La sua
estrema giovinezza? Alano si occupava raramente
di donne al disotto della trentina. La sua bellezza?
Alano aveva avuto modo di scegliere fra le pi rinomate
bellezze. Che altro dunque? Perch nessuno
sceglie senza una ragione, anche quando si tratta di
scegliere una moglie. Eppure, per quanto paradossale
questo potesse essere, non c'era apparentemente
una ragione plausibile che quei due si fossero
uniti.
Che cosa assurda! Una coppia cos bene appaiata,
fisicamente bella, della stessa classe sociale, di et
giusta, cos disinvolta e col sostegno delle invidiabili
ricchezze di Alano, con quella storica dimora in
cui ogni mobile era un oggetto d'arte... Il senso comune
e la sua conoscenza degli uomini gli suggerivano
che era da idioti guardare quella ragazza e
domandarsi come avesse fatto a farsi sposare da
Alano; ma il senso comune lottava con l'intuito dell'artista,
che continuava a domandarsi:
Come c' riuscita? Qual segreto?
 un bucaneve che non manca di umorismo,
pens la zia, mentre Blodwen confessava sorridendo
di non essere pi stata nel Paese di Galles dall'et
di dodici anni, di aver vissuto di poi in uno di quei
grandi casoni di Chelsea e di non essere mai stata
in nessun posto, tranne per qualche breve gita nei
dintorni di Londra. Non aveva mai visto, per esempio,
tanti vassoi d'argento di quella grandezza,
quanti adornavano la credenza.
- Sono troppo antichi perch se ne vedano altrove; -
le disse Alano - ma la servit sarebbe tutta
scombussolata se non continuassimo a servircene. -
La conversazione si aggir poi sugli amici che presto
avrebbero cominciato a venire, e la vecchia signora
osserv con piacere che la sposa non batt
ciglio a questa prospettiva. Si parl d'inviti al tennis...
d'inviti da rivolgere agli amici perch venissero
a passare qualche giorno alla villa... poi fu
discusso se i due giovani sposi sarebbero andati pi
tardi a caccia di pernici nella Scozia, nella tenuta
di qualche conoscente.
E il discorso che segu fu assai interessante, per
quello che rivel, o non rivel, del contegno della
sposa verso il suo signore.
- Io non vado a caccia, sapete bene, - disse
Alano.
- Ah, gi,  vero! - replic la zia, dando un'occhiata
di sfuggita alle teste maestosamente montate
e collocate fra i ritratti, sulla parete alla sua destra.
Molte di quelle teste erano di animali uccisi da
suo marito e dai suoi figliuoli; fra esse c'era la testa
del primo stambecco, ucciso dal povero Clive
nell'Afganistan, nel 1912.
- Non mi ricordavo che Alano non va a caccia,
ma veramente  difficile ricordarsi delle ubbie di
tutti. -
Blodwen alz gli occhi un po' stupita, non del tono
amaro della vecchia signora, ma per domandare
semplicemente:
- Non andate a caccia? Avete forse una mano
impedita?
- No, per carit; non ci vado perch gli assassinii
non m'interessano. Voglio dire che non mi
piace sparare il fucile su un animale che non mi
ha fatto nulla. -
Lady Wareham not che la sposina fu stupita di
questa risposta. Secondo lei, e molto giustamente,
pens la zia Estella, un uomo della condizione di
Alano si sarebbe dovuto interessare di ogni genere
di sport e avrebbe dovuto essere un buon tiratore.
Disse che suo padre, ai suoi tempi, era stato un
appassionato cacciatore, e credeva che tutti quelli
che erano stati soldati...
- Io no certo, - disse Alano. - Prima di tutto io
sono stato l'uccello, vedete. Molti aviatori non hanno
pi preso un fucile in mano; e inoltre sono uno
di quegli originali a cui non piace uccidere per il
loro piacere. In vita mia non ho mai fatto fuoco...
salvo che sugli uomini..., e non lo far mai.
- Te lo credo, - replic la zia, voltando verso di
lui due occhi che fiammeggiavano come i brillanti
del suo cappello.
Aveva dimenticato quella bimbetta seduta a capo
di tavola; non sentiva pi che l'impulso d'irritazione
che spesso Alano provocava, nonostante la devozione
che essa professava verso il proprietario
della Prioria.
- Per me credo che sia un gran peccato. -
Alano pos il boccale, maliziosamente soddisfatto.
Gli piaceva di fare stizzire la zia Estella, perci non
rispose, e fu Williams che domand per lui:
- Perch credete che sia un peccato che Alano
non vada a caccia?
- Perch credo che tutti gli uomini che ci vanno
diventino migliori.
- Migliori?
- S, perch in fondo c' molta crudelt nella
natura umana, rimasuglio delle et primordiali,
nelle quali eravamo provvisti di zanne e di artigli.
A quei tempi essa serviva di arma per la nostra preservazione
e per procurarci il cibo; ai nostri giorni
deve avere una via d'uscita e non  poi una cattiva
idea quella di sfogarla assassinando, come direbbe
Alano, le tigri e i cinghiali. Se non ci liberassimo
cos della nostra fondamentale crudelt, potremmo
essere tentati di esercitarla sulle creature umane.
- Guardate Alano, - prosegu lo stesso Alano con
calma, indovinando il pensiero della zia. - Forse se
avesse dato sfogo alla sua natura, rincorrendo qualche
lepre fino a esaurimento, o vedendo sbranare
una volpe sotto i suoi occhi, non sarebbe stato tanto
impossibile verso le creature umane, uomini... e
donne. Ecco quello che voleva dire la zia, - termin
alzando gli occhi sulla sposa con un'espressione
che lady Wareham, per quanto bene lo conoscesse,
non riusc a interpretare.
Voleva offendere, voleva scherzare o aveva semplicemente
fatto un tentativo per veder la sposina
sorgere in armi a sua difesa, e protestare?
Come potete dire che Alano  crudele, che Alano
 impossibile verso le donne?... Si vede che non lo
conoscete!
Ma se aveva sperato questo, la sua speranza and
delusa. La fanciulla alz gli occhi dalla crema che
aveva davanti e guardando suo marito con un franco
sorriso, disse soltanto:
- S, capisco quello che volete dire.
- Ah, s? Sul mio carattere?
- No, su quello che voleva dire vostra zia. Infatti
sono quasi sempre le persone pi tenere di cuore
che hanno poi la casa piena di trofei di caccia -
dal suo posto in faccia alla finestra non poteva vedere
la parete dietro di s - che hanno per tappeti
la pelle di magnifiche bestie da loro uccise, senza
necessit, come facevano gli uomini delle caverne. -
Ci detto la fanciulla torn con nuovo entusiasmo
alla sua crema.
- E sono questi gli uomini che si offenderebbero
se qualcuno li accusasse di non amare le bestie.
- Alano vuol dire, - riprese la zia con dolcezza,
ma con una leggera fiamma di rossore sulle guance
- che considera questi individui, come io giustamente
li considero, degli esseri che distruggono le
vite umane in un intrigo dopo l'altro e poi se ne
vanno, senza voltarsi indietro, dicendo per tutta scusa
che hanno sempre avuto troppa passione per le
donne. -
E sperando, pur non essendone sicura, di avere
l'ultima parola, concluse, accarezzando il pelo lucido
del setter:
- Che mondo buffo, non  vero, Treff? -
Il cane le gett un'occhiata affettuosa, ma senza
fermarsi al suo fianco and ad appoggiare il muso
sulle ginocchia di Alano, come per ricordargli la sua
esistenza.
- Questo cane... - cominci Mervyn Williams,
ma s'interruppe subito perch era stato sul punto
di dire:
Questo cane ti ama come una donna!
- E ora occupiamoci della cosa pi importante. -
Avevano lasciato la sala da pranzo per il vestibolo
in cui le corazze brillavano come le acque della
Manica in una giornata grigia.
- Se devo provare la voce di lady Wareham... -
Di nuovo Blodwen si rianim tutta.
- Per me son pronta. -
Lady Wareham le domand se non le dava noia
cantare cos subito dopo mangiato.
- No, affatto, zia Estella, - disse Blodwen con
grazia. - Il mio maestro al Conservatorio musicale
diceva che era meglio cantare subito dopo mangiato,
piuttosto che una mezz'ora dopo. Cos almeno
diceva lui, ma per me  sempre stato la stessa
cosa.
- Ho piacere che non abbiate paura, - disse Alano,
che si rallegr di vedere che la ragazza non faceva
troppe storie.
Era abbastanza seccante dovere imporre a Williams,
in nome della loro vecchia amicizia, un'audizione
probabilmente poco pi che da dilettante. Ma
per fortuna la piccola dilettante capiva che era una
buona fortuna per lei potersi fare ascoltare da un
simile artista.
Alano guard prima la fanciulla, poi l'amico, domandandosi
quale sarebbe stato il verdetto di Mervyn. Era evidente che Mervyn la trovava piuttosto
carina e forse non si sarebbe mostrato troppo burbero
con lei.
- Benissimo, - diceva intanto il musicista, col
suo tono di voce pi amichevole. - Allora cominciamo
subito; ma sar meglio che non ci siano ascoltatori,
Alano.
- No, no, va bene. -
Alano si volt verso la vecchia lady Wareham
parlando con quel tono di vce che pi piaceva alla
fanciulla:
- Vuoi farmi vedere che mi hai perdonato di non
essere un cacciatore, venendo con me a cogliere un
mazzo di fiori? -
La vecchia lady Wareham onor il nipote di una
rapida occhiata, mentre s'infilava i guanti, significando
cos che rinunziava a tenere il broncio a quel
briccone.
- Mervyn, - soggiunse il briccone - mia moglie
non  ancora pratica della casa. Conducila tu
nella sala della musica. -
 
Capitolo 10.
IL VERDETTO.

La sala della musica era all'estremit opposta
della casa, e a tempo di Alano non era mai stata
adoperata altro che dal suo amico musicista.
Egli una volta vi aveva passato delle giornate intere
chiuso dentro per lavorare a mettere in musica
certe antiche liriche amorose. La stanza era ampia,
col pavimento di legno chiaro e tappezzata di strisce
di raso ricamato e scolorite dal tempo, lavoro
delle mani della seconda moglie di sir Edmondo. Un
suo ago, tutto arrugginito, era stato conservato, e
si vedeva ancora infilato in un boccino di rosa, in
un angolo della tappezzeria. L'idea di tappezzare
in tal guisa la stanza era venuta a una lady Wareham,
quella appunto che aveva preceduto la zia
di Alano. La sala era tenuta vuota di mobili, tranne
il pianoforte a coda che mostrava il nero e l'avorio
dei suoi tasti e un divano basso intorno alle pareti
per gli ascoltatori. Sopra il caminetto, opera
di Adam, era appeso il ritratto di sir Giorgio Wareham,
all'et di sette anni, tenuto per mano dalla
sorella Phillis. E perfino la signorina Phillis Wareham,
all'et di dieci anni, nel suo lungo vestito
di mussolina e con un gran nastro celeste fra i capelli,
sembrava pi matura della fanciulla che Alano
Wareham aveva sposata. Questa almeno fu l'impressione
di Mervyn Williams.
Egli attravers la stanza col suo passo leggermente
zoppicante e si sed al pianoforte.
- Mettetevi l, lady Wareham. -
Blodwen rimase in piedi nel punto indicatole. Si
tolse il cappello, deponendolo sul sof, e volt verso
l'artista un viso pieno di gioia e di timore.
- Non avete mica paura? - diss'egli guardandola.
- Ma s, - rispose Blodwen mordendosi il labbro
che tremava. -  per me una tal cosa sapere se
vorrete insegnarmi o no! Non mi era mai capitata
una fortuna cos grande nella vita, vedete. -
Strano discorso per una sposa, pens egli.
Alano per lo meno dovrebbe essere pi importante
per lei della musica.
Ma guardandola con bont, disse soltanto:
- Ho piacere che prendiate la cosa sul serio, ma
non avete nulla da temere. Conosco il mio mestiere,
io! -
A queste parole ella rise e Mervyn soggiunse:
- Cos va meglio. Voglio dire soltanto che quando
due persone valgono qualcosa s'intendono subito. -
Il suo modo di sonare i primi accordi giustificava
l'opinione di Alano che soltanto un uomo sia capace
di sonare veramente bene il pianoforte.
- Cominciamo da una scala, signora, se non vi
dispiace. -
Tutta la paura di Blodwen era scomparsa. La fanciulla
si sentiva anzi pi a suo agio di quanto non
si fosse sentita con maestri molto meno celebri.
- Grazie, - disse il maestro, alzando le mani a
met della seconda scala. - E ora vediamo che romanze
sapete. -
Dette un'occhiata alla musica da lei portata e la
respinse.
- No, preferirei qualcosa che non vi fosse stata
insegnata. Conoscete questa? -
Le sue dita accennarono un preludio, magistralmente,
ma non molto meglio, not Blodwen, di
quanto avrebbe potuto sonarlo il signor Chattel,
quella volta, in Francia. Poi alzando la sua voce debole
ma intonata di tenore il maestro un po' cant,
un po' accenn la prima strofa di una romanza.
- La conoscete? -
E senza nessuno sforzo cambi l'accompagnamento
da tenore a contralto.
- A voi, lady Wareham, la seconda strofa. -
Ormai rinfrancata, Blodwen riprese la romanza
dove era stata interrotta.
- Benissimo, - disse di l a un momento il maestro.
- E ora vorreste farmi sentire una canzone
gallese? -
Pass una buona mezz'ora prima che i due lasciassero
la luce velata della sala per la terrazza
inondata di sole dove Alano e la zia li attendevano.
Al loro apparire Alano si alz e dando una rapida
occhiata al viso di Blodwen ancora rapito in
estasi, ringrazi il cielo che la musica accontentasse
e soddisfacesse quella bimba che non si occupava
per niente di ci che avrebbe interessato un'altra
ragazza al suo posto: l'amore e il matrimonio.
- Dunque? Accetti la nuova allieva, a quanto vedo,
- disse accennando col piede la poltrona che
aveva preparato per il suo amico.
Blodwen si accoccol sul bracciuolo di pietra della
panchina con un piccolo sospiro di contentezza, e
Mervyn, accettando la poltrona, rispose:
- M'immagino di s. Due ghinee per lezione e le
spese, va bene?
- M'immagino di s, - replic Alano a sua volta.
Cinque minuti pi tardi lady Wareham si alz.
- Mi dispiace di andarmene... sono stata molto
contenta di vedervi. Signor Williams, non voglio
portarvi via, ma se mi volete far compagnia fino
a Londra...
- Oh, grazie! Ho un appuntamento per stasera
presto nel mio studio, e verrei volentieri con voi,
se me lo permettete.
- Con molto piacere. Devo aver lasciato la mia
pelliccia in casa, mia cara Bianca. -
Le due signore andarono avanti.
Alano, camminando a fianco del suo amico, gli
domand con studiata indifferenza:
- Ti pare che mia moglie abbia una discreta
voce?
- Manca molto d'esercizio, - brontol il maestro.
- Mi ha detto infatti di aver cantato forse
un paio di volte in questi ultimi sei mesi.
- Davvero? Infatti, ora che mi ricordo, fu costretta
a interrompere le lezioni circa un anno prima...
prima del nostro matrimonio.
- Capisco. E tu quant' che non l'hai sentita?
- A dir la verit non l'ho sentita mai. -
L'amico di Alano spense il fiammifero col quale
aveva acceso la pipa, e lo seppell dentro un vaso
da fiori, poi guard di sotto in su il profilo reticente
che spiccava scuro contro i vividi colori dell'aiuola.
- Non l'hai mai sentita?
- Mai, - ripet Alano, senza sapere di mancare
cos al suo voto di non mentire mai a un altro uomo.
L'idea di porre in rapporto l'ambizione di sua
moglie col canto da lui udito quella notte in Francia
non gli era mai venuta, perci prosegu:
- Non ha mai cantato per me e temo di essermi
fidato troppo di lei, affibbiandotela in questo modo
per allieva. Se  tanto fuori d'esercizio la sua voce
sar per forza arrugginita, non  cos?
- Come? No, no, questo no, affatto.
- E credi di poterne cavar fuori qualcosa?
- Sono pochissime le voci delle quali non posso
fare qualcosa, se acconsento a provare, - ribatt
Mervyn.
In quel momento le due signore uscirono dalla
porta a vetri che dava sulla terrazza. La vecchia
signora sorrideva amichevolmente e sembrava contenta,
ma il suo viso fine e delicato non aveva perso
la sua espressione di stupore, quando essa si
chin a baciare la guancia di Blodwen e strinse la
mano al nipote.
- Arrivederci, Alano, - disse Mervyn. - Ho gi
fissato con lady Wareham che torner sabato verso
le quattro e mezzo, per vedere quello che ha fatto
in questi giorni. -
Il ritorno in citt fu piuttosto silenzioso. Lady
Wareham e l'amico di Alano avevano la mente
occupata dallo stesso pensiero. Pensavano entrambi
ai due sposi che avevano lasciato sulla porta
della Prioria: l'uomo alto, aitante della persona,
nel suo vestito marrone da campagna, col cane fulvo
ai piedi, la ragazza ben formata, con la testa
nuda che spiccava sul bianco e nero della vecchia
facciata.
A tutte le osservazioni della vecchia signora,
quali, per esempio: Ebbene, non c' nulla da ridire,
 una ragazza molto carina...  stata una
gran sorpresa questa per me e per voi, no? Mervyn
non manc di dare risposte appropriate, ma fra
s continuava a riflettere:
Alano non l'ha mai sentita cantare: mai sentita!
Quest'idea lo sconcertava, perch fin dal primo
momento in cui la voce pura della fanciulla aveva
riempito la stanza, egli aveva creduto di aver trovato
la chiave del mistero. Era quello l'incanto che,
a suo dispetto, aveva incatenato Alano a una fanciulla
che per tutto il resto non era affatto il tipo
adatto per lui. Alano, amante della musica, si era
innamorato della sua voce. Ma ora si doveva ricredere.
Qual era dunque il mistero?
E, perbacco, che effetto far su Alano quella voce,
quando la sentir cantare?
Lady Wareham pronunzi il suo verdetto pi tardi,
in presenza della sua mite figliuola.
- Mi sembra, cara mamma, che la disperazione
per la moglie di Alano ti sia passata, - aveva detto
Elena.
- Io mi disperavo per la moglie di Alano?
- Non credi pi insomma che la faccia per forza
soffrire, che la tratti male, che si conduca...
- Credo che continuer a condursi come ha sempre
fatto.
- Ma la ragazza? Hai mutato opinione sui lupi
e sugli agnelli? Hai detto, se ti ricordi, che consegnare
una povera ragazza affettuosa nelle mani di
Alano era come gettare un povero agnellino in
mezzo a un branco di lupi.
- Non ho cambiato affatto opinione: ma le cose
sono diverse da come me le ero immaginate. Quando
ho detto una povera ragazza, intendevo dire una
ragazza che fosse infatuata di Alano, come tutte le
altre. Ora vedo che per sua moglie non abbiamo
nulla da temere. Chi pu ferire una ragazza nell'orgoglio
della sua giovinezza? Nessuno... tranne colui
che ella ama. E questa ragazza non  innamorata:
ha fatto un matrimonio brillante, e non so
capire come vi sia riuscita, nella sua ingenua semplicit.
- E Alano ne  molto innamorato? - domand
Elena spalancando gli occhi.
- Dio solo lo sa. Mi pare di no, ma quel briccone
non lascia trasparir nulla di quello che pensa. Ho
paura che non sapremo mai il motivo di questo
matrimonio. A quanto pare ha intenzione di portarla
a feste e a pranzi a Londra. So che hanno accettato
l'invito degli Etheredge, i cugini, sai, di Sibilla
Hope-Ellerton. E mi domando che impressione
prover quella ragazza cos serena, quando si trover
a dovere affrontare qualcuna delle antiche
fiamme di Alano. -
 
PARTE TERZA.


Capitolo 1.
LA SERA DI UNA FESTA.

La festa che gli Etheredge di Beigrave Square davano
quella sera, doveva riuscire memorabile non
soltanto ai novelli sposi, ma anche a molte altre
persone, perch era, per cos dire, come un immenso
fal di tutte le antiche fiamme di Alano, le quali,
prese tutte insieme, erano pi numerose delle lettere
dell'alfabeto. N di questo c' da maravigliarsi,
se si rifletta che dopo tutto Alano aveva trentaquattro
anni e apparteneva alla categoria degli avversari
dell'amore che non possono fare a meno di corteggiare
una donna.
Quella sera, alla festa degli Etheredge, sei almeno
delle lettere del suddetto alfabeto erano rappresentate
tra il sesso gentile.
Gli Etheredge in se stessi non erano da considerarsi
importanti, se non come i datori della festa.
La signora Etheredge era una di quelle donne vestite
con tanta eleganza da far dimenticare la loro
persona, e il signor Etheredge era conosciuto unicamente
per le sue automobili. I poveretti erano afflitti
da un' immensa ricchezza, non avevano figliuoli,
non avevano meriti speciali, non erano famosi
in nulla, tranne che per le loro ricchezze e il loro
acuto desiderio di non essere lasciati soli a goderne.
Infatti, non andavano mai nel continente, senza
un codazzo di ospiti al loro seguito; non abitavano
mai in campagna, senza aver la casa piena di gente,
e in citt le loro feste erano tanto frequenti da far
pensare che non mettesse davvero conto di arrotolare
il tappeto rosso davanti alla loro porta o di
togliere la tenda che proteggeva la gradinata.
La festa di quella sera, che doveva aver principio
verso mezzanotte, era stata preceduta da un pranzo
dato in onore di un cugino che compiva i ventun
anno e il cui natalizio era stato salutato con gioia,
come un buon pretesto per diramare nuovi inviti.
- Se la festa comincia pi presto, - il signor
Etheredge aveva spiegato una volta al dottore che
si maravigliava dell'ora tarda - la gente ci d appena
una capatina, prima di andare altrove, mentre
noi desideriamo che venga per rimanere.
- Non manca nessuno stasera, - dicevano a volta
a volta i nuovi arrivati, unendosi alla folla che
saliva l'ampio scalone e si sparpagliava nelle belle
e numerose sale. - Voi come mai ci siete? -
Nessuno degli eterogenei invitati degli Etheredge
accorreva alle loro feste senza esservi attirato da
qualche motivo speciale.
C'era chi veniva per la cena, sempre squisitamente
servita, chi per ammirare i quadri, chi per
ascoltare la musica, con la sicurezza di godere di
un buon concerto, come quella sera, per esempio,
in cui gli Etheredge avevano fatto venire un quartetto
ad arco, un famoso pianista e un cantante di
canzoni mistiche negre.
Perci, uomini di tutte le professioni si affollavano
nello spogliatoio, dove si potevano incontrare
artisti di gran talento e vecchi amici del signor
Etheredge che non potevano vantare altro titolo
che le loro ricchezze; mentre, nei magnifici specchi
fiorentini, si specchiavano con eguale frequenza,
donne lavoratrici e donne semplicemente belle.
Sul tardi arriv anche una donna che avrebbe potuto
essere considerata come un misto di queste due
ultime categorie, poich era assai bella e assai intelligente
da richiamare l'attenzione sulla sua personalit.
Era una donna sulla trentina, alta, slanciata,
coi capelli rossi, che si guardava vivacemente
intorno, girando gli occhi dalla profusione di fiori
che adornava le sale ai visi conosciuti tra la folla.
E prima che avesse salito tre gradini, dieci persone
l'avevano salutata per nome.
- Amata!
- Guardate, c' anche Amata Fortescue.
- Buona sera, cara Amata, che buon vento vi conduce?
- Gli affari, - rispose Amata, voltando appena
la testa. - Questa  una visita puramente professionale. -
C'era un'ombra di sfida nel suo sorriso, come in
chi sa di non dire tutta la verit e sa che gli altri
lo sanno.
- Vengo per i vestiti.  un sollievo questo autunno
di vedere dei veri tessuti, invece delle solite
stoffe di maglia, finora tanto in voga. -
Perch, dopo essere stata sottodirettrice nella redazione
di un giornale, dopo aver fatto da guida
agli americani in viaggio, essere stata in un laboratorio
di sarta come disegnatrice, ella teneva
ora la rubrica delle mode di un giornale, descrivendo
con uno stile molto attraente la linea e il
colore dei vestiti di moda, quali li poteva dedurre
dagli abbigliamenti che le signore pi eleganti indossavano
quell'anno. Per s vestiva sempre nei toni
del marrone e del rossiccio, essendo una delle poche
donne di capelli rossi che non sopprimono crudelmente
il dono ricevuto dagli Di sotto tessuti
verdi o azzurri.
Questa osservazione era stata fatta da Alano, per
il quale quella donna, vera antitesi delle avversarie
dell'amore, aveva rappresentato uno dei capricci pi
lunghi. Ed era anche l'unica donna alla quale egli
avesse confidato qualcosa della sua vita e di ci che
lo interessava.
Quando era stata invitata alla Prioria, il verdetto
della vecchia Bent era stato il seguente:
- Questa signorina Fortescue non  come lady
Lalla, che Dio ci liberi, e non  neppure come tante
altre che si farebbero schiave del signor Alano. 
allegra,  piuttosto altera, e il signor Alano l'ammira
tanto che... -
Infatti, circa un anno prima, dopo che Alano si
era mostrato a volta a volta scortese e affettuoso,
Amata si era quasi illusa di avere imparato il modo
di tenerlo sempre al suo fianco, nonostante che in
altre cose ella non mancasse di perspicacia.
A met scala di casa Etheredge, Amata si trov a
salire lentamente accanto a un uomo che zoppicava
e aveva perci bisogno di appoggiarsi alla balaustra.
- Mervyn! - esclam con piacere.
Bisogna dire che il migliore amico di Alano era
anche suo grande amico; era anzi lui che li aveva
fatti conoscere l'uno all'altra. Il suo viso, sempre
leggermente ironico, s'illumin tutto vedendo Amata.
Molti anni prima, quando la signorina Fortescue,
pi ambiziosa e meno amante del lusso, si era
immaginata di sapere scrivere ben altro che una
rubrica di moda, una sua lirica era stata musicata
dal maestro, che meno famoso a quell'epoca, si era
illuso di avere abbastanza tempo nella vita per farsi
conoscere come compositore, oltre che come pianista.
E ora, fissando gli occhi sui risplendenti capelli
della giovane donna, egli osserv:
- M'immaginavo che avrei visto stasera il segnale
del pericolo!
- E oltre a questo che cosa vi conduce qui?
- La vile moneta. Sono gi alla mia seconda festa
stasera. Esco ora da una milionaria che mi aveva
fatto telefonare dal suo segretario, tentando di
strapparmi un ribasso di cinque ghinee. Quando sono
arrivato, il maggiordomo mi ha detto che era
stato incaricato di farmi osservare che ero in ritardo
di cinque minuti. In quel momento la padrona di
casa ha fatto irruzione nel vestibolo, protestando:
-  una gran seccatura questo ritardo. -
S, proprio con un tono di voce cos volgare.
- Cominciate subito, perch tutti aspettano voi.
- Subito non posso, lady Nuoviricchi, - le ho
detto io - perch prima ho bisogno d'immergere
le mani nell'acqua calda. Mi dispiace proprio, ma
devo pregarvi di attendere un altro po'.
- Non sapevo che immergeste...
- Non ci penso neppure. Ho detto al maggiordomo
di darmi una sigaretta e me la sono placidamente
fumata prima di sonare una sola nota. E poi ho
sonato tutto quello che probabilmente non le sarebbe
piaciuto: Scarlatti, quasi unicamente.
- Briccone, - disse Amata affettuosamente.
Mervyn le piaceva: apprezzava il suo umorismo
di celta, la sua mimica, il suo linguaggio pittoresco,
e le piaceva anche quel contrasto fra i suoi capelli
neri e il suo carnato bianco. Per di pi aveva
sempre ammirato tanto il suo coraggio come combattente
mutilato, quanto la sua bravura di artista.
- Che cosa ci sonerete stasera?
- Un po'di Beethoven, il tema e la variazione
della Sonata in la di Mozart, un valzer di Chopin.
Mi  venuta la voglia di darmi alle reminiscenze,
che ne dite?
- Sar delizioso, - ma i suoi occhi avevano una
espressione distratta, mentre domandava: - Credete
che la musica romantica moderna durer quanto
la Patetica, Mervyn? -
Il maestro le dette un'occhiata di traverso e sorrise.
- E voi vorreste farmi credere di pensare alla
Patetica in questo momento? -
Perch egli conosceva la sua amica bohmienne e
aveva dato ragione alla vecchia Bent, quando ella
gli aveva detto:
- Avrei desiderato di vederla qui alla Prioria,
signor Williams, ma il male  che fa mostra d'esser
troppo intelligente. E questo  sempre uno sbaglio,
con voi uomini, sempre! Non che per ora non
ci riesca, in apparenza, ma d'altra parte il tempo
nuoce alle donne, specialmente col nostro signor
Alano. Quando una cosa  finita,  finita, e nessuno
potrebbe farlo tornare indietro, qualunque cosa una
donna faccia. Mi dispiacer per lei, quando... -
E la frase era rimasta l.
E anche Mervyn era stato dolente per Amata,
quando il suo sogno era svanito. Aveva indovinato
la sua tristezza, un anno prima, quand'ella era
giunta a dirsi:
 inutile, nessuna donna potr mai dominare
Alano, nessuna, neppure io, neppure quando  qui
in casa mia a far due chiacchiere. Alano mi ha
lasciata, se n' andato, non bisogna pensarci pi.
Amata aveva sofferto amaramente; ma, come Mervyn
aveva indovinato, neppure gli amanti pi appassionati
e sinceri soffrono in eterno.
Nel mese di agosto Amata aveva udito parlare del
fidanzamento di Alano con Sibilla Hope-Ellerton, e
pur non prestandovi fede, si era considerata guarita
della sua passione per lui.
Ma aveva subito una ricaduta, quando le era
giunta l'incredibile notizia che Alano era legato a
una donna. La sua esclamazione: Alano ammogliato?
dimostrava lo stesso stupore da tutti provato.
Il suo scherzoso mirallegro era stato scritto
con una stretta al cuore. Ella era di nuovo persuasa
di essere guarita dalla sua passione; ma quella sera
era intervenuta alla festa.
- Volevate davvero sapere se Beethoven sarebbe
sopravvissuto a tutto il fanatismo per il jazz-band,
Amata? -
Ella rise, alzando le spalle, e ammise di voler sapere
anche un'altra cosa. Anche quando la passione
 morta, la curiosit pu sussistere, e Amata voleva
sapere da Mervyn se nessuno dei Wareham
sarebbe venuto alla festa.
- Ce n' uno sciame, - le disse Mervyn, zoppicando
al suo fianco mentre s'incamminavano verso
le sale. - Ho salutato or ora la vecchia lady Wareham
che  venuta per vedere qualcuno che deve
far parte dei suoi comitati; poi c' la sua figliuola
col marito che  un esperto in fatto di cristalli del
diciottesimo secolo e desidera vedere la collezione
del signor Etheredge. Ci dev'essere anche Carlo Wareham,
che sar certamente venuto per lo sciampagna,
e lady Wareham mi ha detto che avrebbe
gradito anche una rivoluzione pur di essere sbarazzata
da un uomo come lui. E come giustamente
dice...
- Ma chi si cura di sapere che cosa dice lady Wareham?
Siete terribile quasi quanto... -
Amata pieg la sua testa rossa, guardando con
un'espressione quasi supplichevole l'antico condiscepolo
di Alano.
-  che vorrei esserne certa, capite? Dopo tanti
mesi che non lo vedo, e ora... Non so bene che effetto
mi far.
- Allora sarebbe meglio rinunziare, mia cara.
Certi incontri non riescono mai bene.
- Preferisco aver la certezza. Desidero di vedere
la sposa. Voi l'avete vista: com'? E allegra, provinciale,
sfrontata o sempliciotta? - E prima che
Mervyn potesse aprir bocca, soggiunse: - Credete
che ci dobbiamo sentire istintivamente ostili l'una
verso l'altra? O pu darsi che mi faccia l'effetto dell'acqua
fredda nel caff, in modo che possa rivolgere
da qui avanti tutta la mia attenzione a... a
qualche cos'altro?
- Ah, - esclam egli vivamente, con una certa
ansiet nella voce. - Allora esiste qualcosa al quale
desiderate di rivolgere la vostra attenzione?
- Il mondo  pieno di belle cose. Ma insomma mi
volete presentare? O per lo meno mi volete dire se
ci sono, se li avete visti? -
Egli assent rassegnato. Ammirava Amata cos
piena di vita, cos intemperante nelle sue reazioni,
cos ansiosa di sapere la verit. Quasi sempre, alla
sua maniera filosofica, aveva ammirato le fiamme
di Alano, che spesso lo prendevano come confidente.
In cuor suo sent nascere una tenue speranza che
il nuovo interesse si riferisse a lui, ma qual' quella
donna che, conoscendo gli uomini sotto vari aspetti,
guardi con altri occhi il confidente fraterno? Si domand
anche che cosa avrebbe pensato Blodwen,
candido fiorellino dalla voce di usignuolo, di Amata
cos vivace, che si era quasi lasciata spezzare il
cuore da Alano.
Sostenendosi a una colonna del pianerottolo, Mervyn
alz la testa quanto pot per guardare sopra le
spalle dei suoi vicini.
- S, arrivano ora, guardate; sono laggi, li vedete? -
Amata si tir vivamente indietro, sgusciando con
un sorriso di scusa tra due colossi che si dirigevano
verso una delle sale di musica, ed entr nella
galleria che dominava il vestibolo. Tenendosi con
una mano alla balaustra, spinse infuori la testa e
facendo dondolare sul petto la sua collana d'ambra,
dono di Alano, chiuse gli occhi prima di guardar
gi.
- Ah, eccolo! -
Alano usciva dallo spogliatoio degli uomini. Ella
non gli vedeva che la testa e le spalle, ma, come
sempre, le bast .una semplice occhiata per riconoscerlo.
Era sempre lo stesso, proprio come se nulla
fosse accaduto da quando l'aveva visto per l'ultima
volta... Ma subito rise di se stessa.
- Che cosa credevo? Che fosse diventato bianco? -
Alano camminava al solito con la testa leggermente
piegata da un lato, come fa chi abbia l'abitudine
di avere a fianco una persona pi piccola di
lui, e non s'immaginava certo di essere osservato
dall'alto.
Una donna si sentirebbe subito guardata, pens
Amata sporgendosi di pi per vedere Alano che
sorrideva, si... a una donna.
No, a una bambina che gli si era avvicinata.
- Oh, scansatevi un poco! - mormor Amata,
poich dei nuovi arrivati le impedivano di veder
bene la fanciulla.
L'unica visione che ebbe fu quella di una testa
di cherubino con una gran massa di capelli castani
e di un grazioso visetto alzato a parlare: due grandi
occhi e una piccola bocca innocente.
- Mervyn, non mi verrete mica a dire che quella
bimba  la moglie di Alano? -


Capitolo 2.
L'ALFABETO DI UN CONQUISTATORE.

Nessuno rispose; Mervyn era stato chiamato dalla
padrona di casa e trascinato via tra la folla, lontano
da Amata, mentre in basso, nel vestibolo, le
spalle di Alano e il viso della fanciulla scomparivano
dietro un pilastro.
- Ora non mi scappate pi, - disse una voce
maschile, dietro ad Amata, mentre qualcuno tirava
la sua collana d'ambra.
Ella si volse con un sorriso.
- Buona sera, Cecil. -
Cecil Lounds era un giovanotto di ventinove anni,
impiegato nelle amministrazioni dello Stato, colto,
buon parlatore, amante dello sport, del ballo, e corteggiatore
assiduo della signorina Fortescue. Nei
suoi modi c'era quel non so che di cosmopolita e
d'impertinente, che rivela i diplomatici di carriera;
ed egli sorrideva ad Amata, tenendola prigioniera
per la collana.
-  cos che ignorate il mio fascino? E dire che
sono venuto apposta per dirvi una cosa, Amata:
pure, se non volete ascoltare...
- Ma ascolto! -
Non era vero: era invece assorta a domandarsi
che effetto le avrebbe fatto il prossimo incontro con
Alano. Era la prima volta che lo vedeva da mesi, e
ancora non sapeva che cosa avrebbe provato al suono
della sua voce, quando avesse pronunziato il suo
nome, n l'impressione che le avrebbe fatto la stretta
di mano della sposina. L'avrebbe invidiata? Il
loro incontro avrebbe risvegliato l'antica passione?
L'uomo che le stava a fianco le si era avvicinato ancora
di pi e la guardava in modo da richiamarle
un involontario sorriso sulle labbra. Cecil Lounds le
piaceva; talvolta anzi le pareva di amarlo; sentiva
che egli avrebbe potuto essere l'uomo che ci voleva
per lei... se non ci fosse stato di mezzo Alano, che
aveva sciupato tutta la sua vita.
- Che cosa mi volevate dire? - domand ora.
- Ho scoperto che a questa festa c' qualcosa che
vi piace,
- Davvero? -
I due giovani si guardarono con pi attenzione.
Cecil era quasi certo di Amata, ma stava all'erta,
ed ella era turbata, perch non era assolutamente
certa di se stessa. Nei momenti di maggior perspicacia
sentiva che, a dispetto di Alano, prendeva di
nuovo interesse al suo lavoro, alla vita che le ferveva
intorno. Contrariamente a quello che accade a
molti, tutto per lei si risolveva nel piacere di vivere.
Gli accordi sonori che uscivano dalle dita di Mervyn
le causavano lo stesso piacere del profumo di
rose che si sprigionava dalle sale riscaldate di casa
Etheredge, della voce profonda e tenera di un innamorato.
Un tempo, la corte che Alano Wareham le aveva
fatto l'aveva rapita pi di qualsiasi altro piacere,
nel suo mondo di piaceri pagani; poi egli se ne
era andato, ma il mondo era rimasto con le sue
aurore dorate, i suoi tramonti luminosi, le piacevoli
amicizie e un crescente interesse per un altro
uomo che quella sera era l, unicamente mosso dal
desiderio di vederla. Pure la sua voce rimase gaiamente
indifferente.
- Qualcosa che mi piace? Qui? Ditemi subito
che cos'.
- Un' indovina, una chiromante bravissima, a
quanto dicono, che consacra due minuti a ogni cliente.
Lo sapevo che sareste stata contenta. c' la
gente che fa la coda per entrare da lei, nel salotto
dei ventagli. -
Il salotto dei ventagli era una stanza chiara, disposta
a galleria per racchiudervi quei piccoli gioielli
che sono i ventagli artistici, raccolti dal signor
Etheredge in Italia, in Francia e nella Spagna.
Quella sera il salotto era stato trasformato in antro
della fattucchiera.
Costei era una donna troppo intelligente per aver
bisogno di apparati esteriori: non portava perci
n orecchini esotici, n drapperie orientali, n anelli
ornati di scarabei egiziani, ma indossava un semplice
vestito di velluto grigio. In quel momento era
seduta a un tavolino da giuoco e aveva davanti una
cliente che rappresentava la seconda lettera nell'alfabeto
delle antiche fiamme di Alano Wareham.
B per Billy.
Billy Richards, la ballerina era intervenuta alla
festa col suo impresario, dopo la rappresentazione
al Colosseo, dove aveva volteggiato sulla scena come
una farfalla risplendente.
Fuori del palcoscenico, Billy era una donnina scura
di capelli, con un gran naso aquilino e una leggera
somiglianza con la Pavlova, della quale molto
si teneva. Portava perci i capelli ben tirati e lisci
sulle tempie, delle ampie gonne a forma di cigno
dalle quali usciva il suo vitino sottile e sotto alle
quali spuntavano le gambe muscolose e ben tornite.
Al suo arrivo, quella sera, aveva prima chiesto
un bicchierino di liquore, poi aveva voluto farsi
dire la buona ventura.
- Che potete dirmi di quel signore tanto ricco,
che secondo voi sarebbe stato nella mia vita? -
domand col suo accento melodioso, ma un po' volgare,
che piaceva a tutti quelli che la udivano per
la prima volta.
Le mani candide e affilate della chiaroveggente
disposero le carte, che la ballerina aveva gi alzato.
- S, quel ricco signore comparisce un'altra volta
e lo rivedrete, - annunzi poi.
Le costava un grande sforzo concentrarsi; aveva
lasciato a casa il bambino pi piccolo affidato a
un'infermiera, e il denaro guadagnato quella sera
doveva sopperire alle spese della sua malattia.
- Vedo anche un gran successo per voi... nuovi
successi...
- Con quel signore? - interruppe vivamente Billy,
alzando le sue sopracciglia alla Pavlova. - Intendete
dire che Alano... che egli torner nella mia
vita? -
L'indovina scosse la testa, spiegando che aveva
voluto parlare di nuovi successi sul palcoscenico.
L'amore forse ci sarebbe entrato ancora, ma con
altri. Quel ricco signore, a quanto poteva vedere,
non avrebbe avuto pi nulla a che fare con lei, se
non che doveva ricomparire molto presto.
- Davvero? L'ho conosciuto proprio qui in questa
casa, dopo la mia danza della Stella cadente,
- disse Billy Richards, guardandosi i piedini elegantemente
calzati, che le avevano dato la gloria
ed erano inoltre serviti a richiamare su di lei l'attenzione
di sir Alano Wareham.
- Per dir proprio la verit, anzi, sono venuta
apposta, perch mi era stato detto che tanto lui
quanto lei avrebbero fatto la loro comparsa stasera.
Lo devo dunque rivedere? -
La terza lettera dell'alfabeto negli amori di Alano
era Cecilia, la quale era seduta in quel momento
in uno dei salotti apparecchiati per la cena e affondava
i suoi dentini nella polpa di una pesca rosea
come le sue guance.
Era proprio merito di quel carnato, di quei denti,
di quel corpo di Diana, se Alano aveva mostrato
una benevola attenzione all'allora signorina Cecilia
Elster, preposta alla cura dei cani alla Prioria
di Wareham. In realt egli non aveva gran che da
rimproverarsi verso la signorina Elster; un gaio
saluto, un cenno di testa, quando passava con Treff
alle calcagna; una domanda o due sui cagnolini di
Stella, o sulle probabilit che Barker avesse il premio
all'esposizione... poco pi insomma del saluto
e del sorriso che rivolgeva alla vecchia Bent. Ma
quel poco pi era bastato perch Cecilia vi fabbricasse
i suoi castelli in aria e dichiarasse poi con
grandi frasi un po' incoerenti che era impossibile
per lei rimanere pi oltre alla Prioria, dove sir Alano
conduceva continuamente qualche visitatrice a
vedere i canili, col solo intento di farle vedere quante
signore eleganti avrebbero desiderato di diventare
lady Wareham. Cecilia se n'era andata e il suo
posto era stato occupato da una donna almeno quarantenne
che lo teneva ormai da pi di due anni,
senza dar motivo a lagnanze. In quell' intervallo,
la signorina Elster aveva trovato un altro posto,
non solo, ma si era anche fidanzata, poi sposata col
figlio maggiore della famiglia in cui era entrata.
Il marito l'adorava, e il suo matrimonio era avvenuto
prima di quello di sir Alano, ci che Cecilia
desiderava con tutto il cuore di fargli sapere.
Era questa la speranza che l'aveva fatta intervenire
alla festa di casa Etheredge, accompagnata
dal suo giovane marito.
- Ma sei proprio sicura di poterci andare? -
aveva protestato il marito. - Io detesto l'idea di
un bambino nato sul pi bello di una festa, o in
treno, o che so io. Pi tardi tutti i compagni di
scuola lo canzonerebbero. -
Ma Cecilia si era rivoltata, dichiarando che non
poteva preoccuparsi di quello che avrebbe detto un
branco di scolari fra una quindicina d'anni. La verit
era che la frutta buona era quasi introvabile
in quei giorni, e gli Etheredge offrivano sempre le
migliori pesche che lei avesse mai gustato; perci
tutta la famiglia sarebbe andata alla festa.
E ora la giovane matrona, in un vaporoso abito
di Barri, era seduta a una tavola e divorava una
pesca dopo l'altra, tenendo intanto d'occhio la porta,
nella speranza che al loro ingresso sir Alano e
la sposa si sarebbero accorti che si trattava proprio
di tutta una famiglia.
Nell'alfabeto amoroso l'I era rappresentato da
Ida. L'onorevole Ida Summerghyll era seduta in
una sala, dove gi molta gente era riunita per udire
i canti mistici negri. Aveva a fianco sua madre,
vestita con semplice eleganza e con gli occhi attenti.
Era ormai la seconda stagione che lady Summerghyll
sperava di vedere ben maritata Ida, la quale
era stata sempre ammiratissima.
C'era stato un momento in cui ella si era ritenuta
sicura di sir Alano, ma certi uomini sono peggio
delle anguille... Basta un leggero accenno e hanno
gi preso la fuga...
Dall'altro lato era seduto il cugino degli Etheredge,
quello di cui si festeggiava il compleanno. Il
ragazzo era simpatico, ed era il beniamino degli
Etheredge, dei quali si diceva fosse l'unico parente.
Benissimo... Sembrava anche definitivamente
attratto da Ida, a cui stava dicendo:
- No, non ho ancora ventun anno. Li compir
all'una dopo mezzanotte, e mio cugino dice che ci
riunir tutti nel bar, dove ha preparato una sorpresa.
- Magnifica idea! - rispose Ida cortesemente,
con gli occhi fissi sulla porta.
Fra s si domandava se i Wareham fossero ancora
venuti.
Se basta la folla a giudicare del successo, la festa
degli Etheredge era benissimo riuscita; la sala da
ballo era cos affollata che un'altra coppia non
avrebbe potuto trovarvi posto; e, in mezzo, si trovavano
altre due lettere dell'alfabeto delle antiche
fiamme di Alano.
- Chi  quella signora che sembra un canarino? -
domand una dama al suo cavaliere, che senza
voltarsi replic:
-  la signora Hope-Ellerton, di cui era stato annunziato
il matrimonio con Alano Wareham, pi
tardi smentito. Sembra proprio un canarino, non 
vero, con quel vestito, quei capelli e quella vocetta
stridula. -
La lettera S, Sibilla, rideva molto, quella sera; e
come avrebbe potuto altrimenti dimostrare che era
allegrissima? In realt, si sentiva un pezzo di marmo
al posto del cuore e indubbiamente aveva perso
assai del suo peso dopo quella faccenda del giugno,
in seguito alla quale aveva dovuto partire per una
cura.
- S, questa  la mia prima comparsa in societ
dopo il mio ritorno, - diceva al suo cavaliere. -
In casa Etheredge fanno sempre qualcosa di divertente...
stasera mi dicono che abbiano scovato una
chiromante. -
Sibilla, come tutte le altre, era venuta perch
aveva immaginato che Alano, il crudele, l'irresistibile
Alano, sarebbe intervenuto, conducendo con
s la nuova lady Wareham.
Era probabile che i due sposi fossero gi arrivati,
e si trovassero mischiati a quell' immenso caleidoscopio.
Sibilla, voltandosi a dare un'occhiata alla
porta, perse il tempo e and a urtare contro una
signora vestita d'argento e avorio.
- Colpa mia, perdono, - si scus il cavaliere di
Sibilla.
La signora in argento e avorio gli rivolse un fuggevole
sorriso e rivolse a Sibilla un'occhiataccia, attraverso
le sue ciglia nerissime.
- Chi ? - domand il cavaliere di Sibilla.
Ella non lo sapeva, ma pi tardi un amico glielo
disse:
-  la moglie di sir Pietro Dunne. I Dunne sono
tornati da poco a Londra, dopo molti anni di soggiorno
in Persia. Lei  molto bella, non  vero? -
La signora di cui parlavano era Lalla, il primo
amore di Alano.
Coi capelli all'hnn ed eccessivamente dipinta,
come tutte le donne che non vogliono a nessun
costo invecchiare, Lalla Dunne aveva le palpebre
azzurre, le ciglia nerissime e .una bocca che sembrava
segnata col sugo di ciliegia. Ma questo poco
importava. Poco importava che, ormai sulla cinquantina,
avesse una lingua di serpente: che, perdendo
la delicatezza della pelle sotto la biacca,
avesse anche perso la delicatezza del linguaggio; che
fra tutti i suoi numerosi amanti fosse stata fedele
soltanto a se stessa. Per gli uomini, ella era ancora
la bella lady Lalla Dunne e chi sa per quanto
tempo ancora le sarebbe riuscito di rubare gli ammiratori
alle amiche.
In quel momento ballava il valzer col nipote di un
uomo politico, che era stato molto danneggiato nella
sua carriera per avere avuto il proprio nome accoppiato
a quello di lei, quando Alano era ancora
uno scolaretto.
Era quella la donna che aveva rovinato un ragazzo
di diciotto anni sensibile e ardente, disperdendo
le sue illusioni, uccidendo i suoi sogni, trasformandolo
da un innamorato tenero e appassionato
in un donnaiolo qualunque. In fondo, Lalla
era responsabile delle delusioni di tutte le donne
che avevano avuto a che fare con Alano. Era lei responsabile
della tragedia di Sibilla Hope-Ellerton
e di Ida Summerghyll. Era colpa di Lalla se per
settimane intere Amata Fortescue aveva perso il
gusto di vivere; ed era colpa sua se Cecilia Elster
aveva pianto e Billy Richards era stata umiliata.
Lalla aveva avuto pi influenza di qualsiasi altra
donna nella vita di Alano. Eppure era l'unica che
fosse intervenuta alla festa di casa Etheredge senza
pensare a lui. E se i suoi occhi si posarono sulla
porta sopra la spalla del suo cavaliere, fu soltanto
perch sulla soglia era comparso un uomo che aveva
alzato il braccio per richiamare l'attenzione del
direttore d'orchestra.
La musica cess bruscamente. Il signor Etheredge
alz di nuovo il braccio e grid:
- All'una siete pregati di venire tutti nel bar; e
mancano soltanto cinque minuti. -
 
Capitolo 3.
DOPO QUINDICI ANNI.

La vasta sala trasformata in bar era decorata un
po' cubisticamente in un tono di verde che andava
dal verde Nilo al verde giada. Una gran cortina verde
a pieghe perpendicolari, nascondeva i tre finestroni,
e il banco, pure verde, sormontato da un
piano di vetro, presentava una lunga fila di bottiglie
di sciampagna in secchielli d'argento, di bibite
colorate, di fiori scarlatti, di piattini di mandorle
salate e di patate fritte, oltre a trofei di frutta straordinariamente
costosa. Tutte le lampadine erano
nascoste dentro il cornicione del soffitto, ma sulla
porta d'ingresso era appeso un immenso candelabro
di giada e cristallo, con tutte le sue duecento
candele di cera verde accese. La sala aveva un secondo
ingresso che dava nella sala da ballo.
Gli ospiti che accorrevano da tutte le parti, chiacchierando
e ridendo, trovarono il padrone di casa
e il giovane festeggiato che li attendevano.
- Vogliono fare una fotografia al magnesio, -
annunzi Amata Fortescue al suo cavaliere.
Ma prima, a quanto pareva, tutti dovevano bere
alla salute del giovane Samuele e ascoltare un discorso
del signor Etheredge che avrebbe in tal modo
annunziato la sua sorpresa.
Per mezza dozzina dei presenti il punto culminante
della festa fu quello, ma per un motivo tutto
diverso.
Proprio in quel momento facevano la loro comparsa,
venendo dalla scala, sotto la luce tremula
delle candele, come se il loro ingresso fosse stato
preordinato per produrre un maggiore effetto, un
uomo molto alto, scuro di carnagione, e una fanciulla
con una testa di cherubino, con un maraviglioso
filo di perle attorcigliato intorno al collo e
ricadente fra le pieghe del suo vestito di broccato,
la cui gonna a paniere appariva come sollevata per
un lungo inchino.
I nuovi venuti erano gli sposi Wareham!
- Ecco Alano con la giovane sposa, - bisbigli
un signore all'estremit opposta della sala all'orecchio
di lady Lalla Dunne che si volt vivamente.
Erano ormai quindici anni che ella non aveva pi
rivisto il giovane sottotenente aviatore senza speranze
e senza avvenire, il ragazzo che l'aveva tanto
divertita col suo eterno amore, il novizio cos pazzamente
preso di lei... A quel tempo nessuno pensava
che l'erede dei beni sarebbe stato lui. Peccato che
certe cose non si possano prevedere... E ora le stava
di nuovo davanti, ricco, titolato, imbellito, a quanto
si poteva giudicare da quella distanza, e naturalmente...
ammogliato...
Bisogna che mi avvicini, pens lady Lalla.
Le altre cinque delle fiamme di Alano, Amata,
Billy Richards, Cecilia, Ida e Sibilla, tenevano ciascuna
in mano un bicchiere di sciampagna, mormorando:
Mille di questi giorni!, ma non avendo
occhi che per la coppia comparsa sulla soglia.
 quella dunque la moglie, pens Amata, stringendosi
al petto il vezzo d'ambra, come se avesse
potuto fermare il battito del suo cuore. S,  comprensibile;
l'innocenza personificata. Bisogna che
mi faccia presentare.  lui? Sempre lo stesso: alto,
aitante della persona, con l'aria sempre un po' seccata...
Sua moglie lo deve adorare... non pu essere
a meno.
Cecilia, da parte sua, bisbigli al marito con
grande ostentazione d'indifferenza:
- Guarda il mio antico principale. E molto imbruttito
e sua moglie non sa di nulla. -
Fra s pensava:
Spero che se ne accorgano e che vedano quanto
sono felice.
La povera Ida pens soltanto:
O Alano, Alano!
Sibilla Hope-Ellerton si morse le labbra, dicendo
fra s:
Perch son venuta?... Ma almeno potr andarmene
senza avergli parlato.
Billy Richards pens incollerita:
Vuol far vista di non vedermi!
Alano non ci pensava neppure. Mentre andava in
cerca di un cameriere per farsi dare un bicchiere di
sciampagna per s e per sua moglie, e bere alla salute
del giovane Etheredge, non manc di vedere
tutte le donne che conosceva e di afferrare subito la
situazione.
Vide prima di tutte Amata, alta ed elegante nel
suo vestito che aveva il colore delle foglie morte.
- Chi si vede! Buona sera. Ci rivedremo pi tardi! -
Amata era con un uomo, naturalmente. Poco pi
in l, urt quasi in Billy Richards, con un vestito
un po' teatrale, accompagnata da un uomo con un
gran naso e un po' teatrale anche lui.
- Buona sera, Billy, buona sera, cara. -
Possibile che tutte le donne di sua conoscenza fossero
riunite in quella sala? Chi era quella tutta sorrisi?
Non gli era viso nuovo. Ah, s! Cecilia Elster,
un tempo addetta alla cura dei suoi cani; e,
dietro a lei, quella signora vestita di giallo? Sibilla
Hope-Ellerton, a pochi passi da un'altra sua antica
fiamma: Ida Summerghyll, con sua madre che
fingeva di essere internata in un' interessante conversazione
con la zia Estella.
La vecchia lady Wareham rispondeva animatamente
a lady Summerghyll, senza per questo cessare
di osservare Alano, attraverso l'occhialetto.
- Quel briccone di Alano  venuto apposta per
mettere Bianca davanti a queste povere ragazze e a
queste povere mamme! E sempre pieno di buoni impulsi,
non c' che dire! -
Alano infatti era di umore poco amabile quella
sera. La festa degli Etheredge aveva coinciso con
una delle sue caratteristiche fasi di reazione, nelle
quali non chiedeva altro che pace, quiete e solitudine.
Avrebbe preferito di passare piacevolmente la
serata con la sua pipa e un libro, senza nessuno,
eccetto Treff e la sua fanciulla. La fanciulla non
contava: quella piccola avversaria dell'amore aveva
il dono di non dar noia. Si chiudeva nella sala della
musica a studiare, e non compariva quasi altro che
all'ora dei pasti, dove sorrideva, mangiava di buon
appetito e discorreva n pi n meno di quanto era
desiderabile. Talvolta, armata di stivaletti e d'impermeabile,
usciva con la pioggia o con la nebbia a
fare una passeggiata con lui e Treff, con gli occhi
vivi, sorridenti, immune da ogni stupido erotismo.
Era insomma la moglie perfetta, per lo meno per
Alano che malediva la festa, e ci era venuto soltanto
per proclamare a tutte le sue ammiratrici che ormai
era ammogliato e fuori del pericolo di cadere
nelle loro grinfie.
Appoggi leggermente il dito sul polso di Blodwen
per richiamare la sua attenzione. Era quello
l'unico contatto che avesse avuto con lei, da quando
l'aveva portata in casa sua. Era risoluto a presentare
la fanciulla in tutta la sua freschezza a
tutte quelle pettegole di donne, e a proclamare:
Eccola, guardate, quella che ha ottenuto ci che
a voi non  mai riuscito di ottenere.
Lady Summerghyll indovin il suo proposito, ma
non si perse d'animo e rivolse ai due sposi il pi
amabile dei suoi sorrisi.
- Spero di non giungere troppo tardi per offrirvi
le mie pi sincere congratulazioni, sir Alano.
- Troppo gentile. E voi come state? Mi permettete di
presentarvi... Blodwen... -
Ma fu interrotto a met della presentazione da
una voce che avvertiva:
- Abbiate la bont di guardare tutti verso la
macchina, fotografica; faremo una fotografa al magnesio.
Fermi un momento per favore... ora! -
Un lampo improvviso costrinse Alano e tutti gli
altri a sbattere gli occhi, e quando egli li riapr si
trov davanti due grandi occhi che lo fissavano attraverso
lunghe ciglia nere.
Possibile mai?
Una sirena coi capelli tinti veniva verso di lui,
dando l'impressione di essere vestita d'argento e
d'avorio, finch da vicino non si vedeva che l'abito
era semplicemente d'argento e che l'avorio era rappresentato
dalle spalle nude.
Era abbastanza vicina ora da riempir l'aria di
un profumo troppo acuto, il profumo del gelsomino
del sud. Una voce di una dolcezza provocante, ma
non priva di un certo dispetto, disse accanto a lui:
- Ma  proprio Alano Wareham! Non vi ricordate
pi di me, Alano?
- E come no? - Alano sorrise immediatamente,
stringendole la mano. - Come state, Lalla? Sono
felice di rivedervi, dopo quindici anni. -
Quindici anni prima quella donna era stata tutto
per lui, che non aveva pi visto il mondo, la vita,
l'amore, se non con gli occhi di lei. Per quindici
anni un'ondata di profumo era bastata a fargliela
ricordare, e ora l'aveva davanti in carne e ossa.
Pens:
Lo sapevo che l'avrei dovuta rivedere. E proprio
qui, stasera, dopo tutti questi anni... Mi pare ancora
impossibile.
A voce alta domand da quanto tempo i Dunne
fossero tornati dalla Persia, e seppe che erano sbarcati
a Marsiglia soltanto tre giorni prima.
Benissimo: e quanto tempo contavano di rimanere
a Londra?
Fra s pensava alla teoria del suo amico Mervyn,
secondo il quale era disastroso rivedere un'antica
fiamma, e che il rivale pi pericoloso per tutti gli
esseri umani  la loro immagine di sogno. Alano
guard quel bel felino dipinto che gli stava davanti,
del quale per quindici anni aveva inconsciamente
sognato, e gli parve di riaprire gli occhi a un tratto,
come aveva fatto dopo il lampo al magnesio.
Pens:
com' cambiata! Quanti anni pu avere?
Da ragazzo non aveva mai pensato all'et di Lalla.
 proprio cambiata, molto molto cambiata,
ripeteva fra s.
Gli altri uomini la giudicavano ancora bellissima,
ma nessuno aveva vissuto per quindici anni sotto
la tirannia di quell' illusione, di quel ricordo. Quindici
anni prima, Alano si era trovato con tutti i
suoi sogni infranti, ma in realt il sogno svaniva
soltanto allora. Ecco che cos'era accaduto: finalmente
il sogno era svanito. Alz la testa, come sollevato
da un gran peso.
- Ah, s, a proposito, Lalla: questa  mia moglie. -
E intanto pensava:
Guardala pure, merita di esser vista.
E per la prima volta ne fu contento.
- Blodwen, questa  una mia vecchia amica, lady
Lalla Dunne.
- Vostra moglie? Questa  bella! Come state?
Non sapevo affatto che Alano avesse moglie: m'immagino
dunque che siate sposi da poco.
- S, s, da poco, - replic Blodwen, sorridendo
serenamente alla vecchia amica di Alano.
E fra s diceva:
 bella, molto bella; sar forse una sua antica
fiamma.
Il primo amore di Alano fissava dispettosamente
la ragazza. Alano si sent prendere da un impeto
d'ira selvaggia.
Lalla sapeva! Anche mentre parlava sorridendo
della luna di miele, leggeva sulla fronte accigliata di
Alano come su .un libro stampato; non perch Alano
era stato il suo amante, ma perch leggere negli
uomini era suo mestiere. Sulla sua fronte ora ella
leggeva:
Dunque  lei! Ero legato a questa donna. Ora
mi sono sciolto e non m'importa pi nulla di lei, non
m'importa pi nulla di vederla n di starla a sentire.
 finita.
Il desiderio di vendicarsi mosse il cuore della
donna.
Cosa potrei dirgli? disse fra s, e subito le venne
in mente la parola amara che avrebbe potuto
ferire.
-  curiosa di pensare ad Alano ammogliato, -
disse con la sua voce carezzevole e sonora che si faceva
sentire da lontano. - Soltanto bisognerebbe
che prendeste sul serio la vostra parte.
- Non la prendo sul serio forse? - ribatt Alano
senza scomporsi, mentre fra s si domandava dove
quella donna volesse andare a parare.
Lalla sapeva che i pi vicini ascoltavano, ma non
sapeva neppur lei quanto stesse per esasperare il
suo antico schiavo, n come vendicasse tutte le altre
donne che le erano succedute. Non poteva sapere che
le sue parole lo avrebbero scottato perch rivelavano
la sua strana condizione.
- No, Alano, non rappresentate la parte del marito,
come la intendo io: o forse siete voi, lady Wareham,
che avete piuttosto l'aria di una sorellina
condotta a una festa dal fratello maggiore. Ecco,
appunto: dal buon fratello maggiore. -
 
Capitolo 4.
DUE INNAMORATE.

Alano Wareham ne aveva gi abbastanza della
festa; strinse forte le labbra e si mise in cerca di
sua moglie. L'aveva vista pochi minuti prima, tornando
dall'avere accompagnato sua zia fino all'automobile;
ma ora era sparita. In punta di piedi si
avvicin alla sala della musica, affollata di gente;
ma Blodwen non c'era.
Allora cerc di aprirsi un varco fra la folla degli
invitati che si accalcavano intorno alle tavole da
giuoco, ma non gli riusc di vederla. Benedetta ragazza,
aveva proprio la mania di sparire! Alano era
furibondo. Ma ci che pi di ogni cosa lo infuriava
erano le parole di Lalla, la quale, con tutta la sua
esperienza, non aveva capito quanto la sua frase
avesse colto nel segno.
Il buon fratello maggiore, la sorellina pi giovane
! Queste parole erano innegabilmente vere. Alano
per avrebbe preferito di non udirle proprio dalla
donna che era stata il suo primo amore e dalla cui
tirannia si era allora allora liberato, rivedendo
quella maschera di Circe, astuta e calcolatrice. E
soprattutto avrebbe voluto che non fossero state
udite dalla sua piccola moglie per ridere. Blodwen
avrebbe potuto fare a meno di gettargli quell'occhiata
furtiva, che diceva cos chiaramente:
Questa  curiosa, non vi pare?
Alano aveva avuto l'impressione di fare la figura
dell' imbecille.
Usc da un'altra porta sul largo pianerottolo, dove
gl' invitati si affollavano pi che mai, per far coda
davanti all'antro della fattucchiera.
Sembra impossibile che gente civile si perda in
simili sciocchezze, pens Alano, ormai al limite
della sua poca pazienza.
Chiss che anche la sua fanciulla non fosse l dentro.
Sorellina davvero... fratello maggiore...
Mentre cercava tra la folla, i suoi occhi incontrarono
di nuovo la figura giovanile di Sibilla Hope-
Ellerton. Era naturale che Sibilla fosse dinanzi alla
porta della zingara! Il suo minuscolo profilo, eccessivamente
incipriato, s'imporpor quando ella lo
vide.
- Alano! -
A quell'esclamazione, accompagnata da un sospiro
che gli ricordava un'avventura ormai dimenticata,
Alano sent crescersi il cattivo umore.
- Come state? - domand senza degnare di uno
sguardo la testina bionda che le sue compromettenti
attenzioni del giugno avevano fatto girare.
Sibilla era stata piuttosto maltrattata da lui, e
questa  una cosa che l'uomo del tipo di Alano non
perdona facilmente alla donna. Inoltre egli non aveva
dimenticato il bruciore causatogli dalle parole
di Lalla, e sentiva il desiderio di vendicarsi, sia
pure su un'altra. Perci dette alle sue parole un
tono di tenera ansiet, mentre diceva:
- Ho perso mia moglie tra la folla, e non riesco
a trovarla. Non l'avete vista, per caso? -
Sibilla, con uno sforzo per inghiottire il boccone
amaro, ment, dichiarando che non glielo poteva
dire, non conoscendo lady Wareham.
- Come? Non ve l'ho presentata ancora? Allora
venite con me a cercarla e ve la far conoscere. Ha
un vestito lilla alla Pompadour e sembra una piccola
marchesa! - soggiunse scegliendo con cura
uno dei nomignoli carezzevoli dei quali un tempo
era prodigo con Sibilla.
Un fondo di crudelt si trova normalmente nel
velo di poesia che l'amore intesse intorno alla nostra
vita, ma in Alano quell' istinto si era sviluppato
fino al punto che egli spesso godeva di vedere
una donna soffrire spiritualmente e moralmente,
nella sua vanit, nel rispetto di se stessa, nel cuore.
E talvolta, quando la donna non lo interessava pi,
era veramente crudele.
com' cattivo ad adoperare per lei lo stesso nomignolo
che dava a me I pens la povera Sibilla,
mordendosi le labbra.
E che altro avrebbe pensato per farla soffrire?
Ebbene, voleva trascinarla in trionfo ai piedi della
sua odiata rivale. Sibilla sapeva bene che avrebbe
dovuto mostrarsi indifferente, rispondendogli semplicemente:
Sono felicissima di rivedervi, Alano, ma sar
meglio che cerchiate da voi lady Wareham. Mi ritroverete
poi qui, probabilmente, intenta a farmi
predire il futuro.
E quando Alano si fosse allontanato, niente di
pi facile che piantarlo in asso e tornarsene a casa.
Ma aveva abbastanza forza di carattere per farlo? No. Con un cenno di testa e un sorriso al suo
cavaliere, si allontan a fianco di Alano, che riprese
a girare per le stanze in cerca di sua moglie.
Blodwen Wareham, felice come una bimba in un
paese incantato, attraversava intanto le sale in senso
inverso.
Sgattaiolando fra tutti quegli sconosciuti, non
riusc a riconoscere chi le era stato presentato, ma
ad un certo momento ud qualcuno che domandava:
- E Sibilla come ha preso il matrimonio di Wareham?
- Non saprei, - rispose l'interrogato con indifferenza
e con un'occhiata di traverso verso Blodwen.
Sibilla, pens la ninfa, continuando il suo cammino
tra il brusio soffocato di molte voci. M'immagino
che sar un'altra di quelle... E tutti
credono che me ne debba importare qualcosa. Quello
che mi preme invece  di sapere dove sar Alano.
Forse con Mervyn. Speriamo che non se ne voglia
andare subito!
La giovane sposa infatti si divertiva immensamente
in quella riunione di tutta la societ elegante
di Londra.
- Ah, eccolo! - esclam un momento dopo,
uscendo sul pianerottolo affollato di gente in attesa,
e scorgendo una testa bruna piantata su due solide
spalle. - Ditemi, Alano... - incominci, insinuandosi
fra la folla.
Ma il giovane che si volt non era Alano; era un
signore che le era stato presentato poco dopo il suo
arrivo, le aveva portato una coppa di sciampagna
ed era stato di nuovo inghiottito fra la gente.
- Oh, scusate, vi avevo preso per mio marito! -
Il giovane alz le ciglia sorpreso.
- Come? Avete marito? Scusate la mia impertinenza,
ma non si direbbe davvero. E temo di non
avere afferrato bene il vostro nome.
- Sono lady Wareham, - annunzi la fanciulla,
senza scomporsi.
- Lady Wareham, voi? No!
- Perch dite di no? E vero che lo sono da poco.
- Lo so; tutti sanno che Wareham ha preso moglie
ora e... mi hanno detto altre volte che gli somiglio
un poco. Vorreste farmelo conoscere? -
Blodwen spieg allora che l'aveva perso fra la
gente e subito il giovane si offr di andarne in cerca.
Poi disse:
- Permettete un momento, per. C' qui una signora
che desidera molto di conoscervi, lady Wareham,
perch conosce anche vostro marito. Eccola
qui che esce dalla caverna della strega. Amata... -
Una signora alta, coi capelli rossi, si mosse verso
di loro.
Blodwen Wareham si sent avviluppata dalla
lunga occhiata di due occhi penetranti, sotto una
massa di capelli del colore della pelliccia di Treff,
e la cosa inaspettata avvenne: tra la donna che
aveva attirato a s Alano e la fanciulla che egli
aveva sposata, nacque un'improvvisa e spontanea
simpatia.
- Ho ancora davanti a me la parte pi bella della
mia vita, mi ha detto l'indovina; come se la parte
pi bella non fosse sempre quella di l da venire,
- comment Amata. - Avete consultato anche voi
l'oracolo? -
Che ciglia! pensava intanto. E proprio naturali,
con quello splendore che la truccatura distrugge
inesorabilmente.
- Come? - prosegu a voce alta. - Vi ha detto
che vi vedeva felicemente maritata di qui a un anno?
Ma non le avete detto che siete gi felicemente
maritata, lady Wareham?
- No, davvero!
- Ma pure lo siete, non  vero?
- Che cosa? Felicemente maritata? E come! -
E Amata not la sincerit del tono della piccola
lady Wareham, il candore del suo sguardo.
Il loro dialogo avveniva in una piccola anticamera
scovata da Cecil Lounds, il quale si era allontanato
con un pretesto qualunque, obbedendo al comando
degli occhi di Amata, che avevano imposto:
Lasciatemi sola con lei.
Il salottino preparato come stanza di riposo per
gli artisti, i quali peraltro davano la preferenza al
bar, era tutto tappezzato di giallo. Un candeliere
di cristallo di Venezia color ambra si rifletteva nelle
pareti, sostituite da specchi, perch la stanza apparisse
pi grande. Questa, oltre ai mobili dorati non
conteneva che un gran divano giallo sul quale Amata
e Blodwen andarono a sedersi. Il salottino aveva
tutto l'aspetto di un fiore gigantesco, del quale
Amata era lo starne e Blodwen la farfalla che vi si
posa sopra.
- Che abitino delizioso, - osserv la collaboratrice
del giornale di mode, sollevando un lembo del
raso di un lilla che sfumava nel rosa, disteso sul
divano accanto al velluto color foglia morta del
proprio vestito.
Fra s si stupiva di non provare nessun risentimento
contro quella fanciulla, nessun senso di gelosia.
Disse forte:
- Lady Wareham, una delle pi belle giovani
spose della stagione indossava un abito di broccato
lilla pallido... Non sapete che mi guadagno il pane
componendo delle rapsodie sui vestiti delle belle
signore? Per la ragione per cui desideravo di conoscervi
non  questa.
- E qual' allora? - domand Blodwen, che giudicava
quella signora molto simpatica.
Amata si trovava in quel momento in preda a un
grave dubbio. Poco prima, ballando un languido
valzer con Cecil, si era detta che l'eco di lontani ricordi
le impediva di udire ogni altra musica.
Pi tardi, vedendo Alano che entrava nella sala
con la sua graziosa sposina, aveva invece pensato:
Ammettiamo pure che non mi sarebbe stato possibile
d'incatenare per sempre Alano al mio fianco,
ma non potrebbe darsi che neppure ad Alano sarebbe
riuscito d'incatenar me? Non avrei mai potuto
reprimere il desiderio di avere un uomo tutto
per me; un uomo che mi avesse concesso qualcosa
di pi di una mezz'ora del suo tempo, continuando
a guardare. con la coda dell'occhio un'altra donna.
Bisogna proprio che prenda una decisione una
volta per tutte!
Quale strano impulso la mosse a confidare nella
giovane moglie di Alano?
- Desidero da voi quello che tutti gli artisti desiderano
per un loro quadro quasi finito: il giudizio
di una persona che lo veda per la prima volta. Lady
Wareham, io sono una donna ancora sotto l'influenza
di una malia...
- Una malia?...
- Magnetismo, potere di un antico affetto, chiamatelo
come volete. Forse il fatto solo di accorgermene
significa che comincio a liberarmene, ma se
potessi liberarmi completamente dalla malia, come
Elena ed Erminia quando si svegliano...
- Nel Sogno di una notte d'estate? Ma esse s'innamorano
di nuovo...
- Ed  quella l'unica cura possibile! Ma quando
siamo ancora trattenuti dal passato... -
L'antica fiamma di Alano alz leggermente le spalle,
giocherell un momento con la sua collana d'ambra,
poi fiss negli occhi la giovane moglie di Alano
e senza esitare le fece questa strana confidenza:
- Cecil Lounds mi ha chiesta in moglie. Che devo
fare? -


Capitolo 5.
LA SPOSA DISCUTE DI MATRIMONIO.

- Un momento fa, vedendolo per di dietro, l'avevo
preso per mio marito, - disse Blodwen. - Voi
conoscete Alano, non  vero?
- S, lo conosco.
- Mi rammenta Alano. -
Ma forse non glielo rammentava tanto quanto lo
rammentava ad Amata, la quale disse soltanto:
- Si somigliano, infatti. Se fosse possibile di dividere
l'umanit in tanti tipi diversi, Alano apparterrebbe
al gruppo di Cecil. La stessa figura elegante,
gli stessi capelli castani ricciuti, ma accuratamente
lisciati. E tutt'e due hanno gli occhi dello
stesso colore. -
Una volta, durante la loro quasi tenera amicizia,
ella aveva scritto dei versi scherzosi che cominciavano:
Certi .uomini hanno gli occhi... poi li
aveva ritagliati su un cartone, a guisa di puzzle,
perch Alano dovesse pensare a lei nel rimettere
insieme i pezzi e leggere i suoi versi. Alla giovane
moglie di Alano disse soltanto:
- Il colore del t quando  rimasto per troppo
tempo nella teiera e viene mesciuto in una tazza
col rigo verde, non vi pare?
- Gi, infatti, - assent Blodwen.
Fra s si domandava vagamente se quella simpatica
signorina Fortescue, che ora riposava la testa
fulva contro un cuscino color ambra, fosse anche
lei una di quelle di cui Alano era stato innamorato
alla sua maniera. Possibile che la malia
della signorina Fortescue fosse proprio Alano?
- Anche come temperamento Cecil  un secondo
Alano, ma pi diluito, - concluse Amata.
- E lo vorreste sposare?
- Non ne sono ben sicura. Ma non  strano che
vi racconti tutto questo, invece di domandarvi da
quanto tempo conoscete gli Etheredge? Non  curiosa
che stia discutendo del mio destino con voi
che conosco appena da dieci minuti?
- No. -
Blodwen ripens a quella notte nella quale aveva
discusso del proprio avvenire con uno sconosciuto.
La stanza cos delicatamente profumata si trasform
ai suoi occhi nella cabina del Perch Vinifredo.
La luce cruda della lampadina elettrica... la tavola
sulla quale erano posate le tazze di metallo... un
uomo che indossava un vecchio maglione bianco, e
nel Mediterraneo il riflesso di una stella...
Il quadro svan al suono della voce di Amata:
- Voi siete molto, ma molto pi giovane di me,
tuttavia siete maritata. Credete che in generale il
matrimonio sia una cosa desiderabile?
- Per la donna? S. -
Amata la guard internamente divertita, ma senza
sorridere.
- Naturalmente la donna deve essere prima sicura
delle cose pi importanti nel matrimonio, -
continu Blodwen. - Il denaro  una cosa importante. -
Amata si accigli. Nonostante tutte le sue arie
spregiudicate, certi vecchi pregiudizi le erano sempre
cari. Uno di questi era che l'amore di una donna
dovrebbe sempre essere disinteressato. Una volta
il suo amico Mervyn Williams le aveva detto che lei
non era giudice Competente; dal momento che in un
modo o nell'altro riusciva sempre a guadagnarsi
da vivere, non poteva capire l'economica necessit
del matrimonio, perci la sua carriera le aveva
dato una prospettiva antifemminile. Antifemminile
o no, era un fatto che le ricchezze di un uomo non
avrebbero mai avuto il potere di affrettare i battiti
del suo cuore. Possibile che anche la moglie di Alano
uscisse fuori con la massima che la buona riuscita
di un matrimonio dipende dai mezzi adeguati
a mantenere la casa?
- Intendete dire che una donna ha diritto a una
vita brillante e che una vita brillante non si pu
fare se mancano i mezzi? Possibile che tutte le ragazze
pi carine del giorno d'oggi dicano la stessa
cosa? Un tempo erano soltanto le vecchie signore
che domandavano: Dimmi per se il capitano 
ricco.
- No, non volevo dir questo. Il denaro  importante
soltanto perch, non avendolo, siamo costretti
a fare le cose pi orribili. -
Queste cose orribili erano ormai per Blodwen come
un brutto sogno. Durava fatica a rammentarsi
che avrebbe potuto esser morta a quell'ora, o, peggio,
esser maritata a Foulkes. E come avrebbe potuto
essere altrimenti, in mezzo alla sua nuova vita,
con la sua musica, Mervyn, Alano, Treff, la vecchia
Bent e tutto quanto la circondava alla Prioria? E
non era in realt il denaro di Alano che la faceva
rallegrare di essere maritata?
Amata accenn di s. Anche quella era naturalmente
una nuova conquista di Alano. La fanciulla
era evidentemente infatuata e si gloriava nella sua
nuova e dolce saggezza, nella convinzione che 
l'amore che...
Si riscosse al suono di queste parole che uscirono
dalle labbra della sposa:
- Quello che pi conta nel matrimonio  il reciproco
rispetto. -
Amata sbatt gli occhi, mentre Blodwen continuava:
- Una donna deve soprattutto prendere un uomo
nel quale ha piena fiducia. -
Fiducia in Alano? mormor Amata fra s.
- Qualcuno che sia sempre pronto ad accorrere
al momento del bisogno, - continu la moglie di
Alano.
E l'antica fiamma di Alano pens illogicamente:
No, no: non un Alano che fosse sempre pronto
al minimo cenno; non avrei potuto provare quello
che ho provato, non avrei potuto scrivere quello che
ho scritto per un Alano di questa specie.
- Un uomo con .un carattere risoluto, non ostinato,
s'intende; anche i deboli possono essere ostinati:
un uomo dev'esser forte. -
Amata, stupita pensava:
Dove vuole andare a parare, questa povera bimba,
con questa filza di massime da libro di lettura?
Ma prover qualcosa di pi di un semplice senso
di rispetto?  attratta dalla forza... Dev'essere stata
in certi momenti tormentata dalla debolezza di
carattere di qualcuno: forse del padre.
- E quali altre doti dovrebbe possedere un uomo? -
domand forte, senza ironia.
- Dev'essere altruista, - Amata dur fatica a reprimere
un moto di stupore - premuroso. Credo
che un uomo, se  come dev'essere, non debba mai
permettere a una donna di sentirsi a disagio, come
avrebbe potuto accadere a me, nelle prime settimane
alla Prioria. Abbiamo dovuto ricevere... oh,
un migliaio di visite, e le abbiamo dovute restituire.
A tutto il vicinato, capite bene, a tutta la contea,
anzi. Alano si  mostrato molto buono in questa occasione.
Senza averne l'aria, ha tutto disposto in
modo che io non ho avuto pensieri, e cos non ho
commesso nessuna goffaggine e non mi sono neppure
annoiata. -
Le cortine gialle si schiusero, ma non era Alano
che entrava: era Cecil Lounds che portava dei rinfreschi
in un panierino pittoresco ed era seguito da
un imponente servitore in livrea con un vassoio.
- Mi dispiace immensamente, ma non sono ancora
riuscito a scovare Wareham. Qualcuno mi ha
detto di averlo visto, ma  scomparso prima che potessi
domandare dove.
- Riprovatevi, Cecil, - preg Amata con una
delle sue irresistibili occhiate. - Dov'eravamo dunque
rimaste nella vostra enumerazione delle cose
essenziali alla felicit nel matrimonio? Rispetto...
forza... eravamo arrivate alla considerazione per le
donne. Ma questo non sar'tutto.
- Oh, no! Ci vuole anche la buona armonia. Una
donna dovrebbe sposare colui che ride quando ella
ride e non domanda mai: Di che ridi, cara? come
faceva Cris... un uomo che conosco io; e che ami
la musica se la musica  la sua passione.
- Oh, siete appassionata per la musica?
- E come! La cosa pi bella di Alano  stata
quella di avermi permesso di continuare a studiare,
di avermi dato Mervyn Williams per maestro.
- Mervyn vi d lezione? Si vede che valete qualcosa.
- Dice che posso fare qualcosa di buono col tempo;
dice che non mi insegna nulla, ma che cerca
soltanto di tirar fuori tutto quello che c' in me.
Ma sapete che mi accorgo gi di arrivare a certe
note che non sapevo affatto di possedere? - continu
la fanciulla, arrossendo di piacere e con una
nuova animazione nella voce. - Mi sembra un miracolo. -
Si direbbe che avesse sposato Alano per amore
delle lezioni di musica, pens Amata, sempre pi
sorpresa. Sogno o son desta?
- Mi figuro che Alano sar entusiasta della vostra
voce.
- Non mi ha mai sentita. Mervyn non vuole, finch
non me ne d il permesso. Ma in ogni modo
sono sicura che Alano mi capisce, perch sa che la
musica  tutta la mia vita. -
Che altro ancora? pens Amata.
- Alano  tanto buono... -
Amata ripens all'umore capriccioso di Alano, ai
suoi modi con le donne che gli erano antipatiche o
che lo infastidivano. La bont di Alano? Era forse
la pietosa mansuetudine del giaguaro? Questi pensieri
le si leggevano forse in faccia, perch la sposa
se ne accorse.
- Voi che conoscete Alano, non credete che sia
soprattutto buono?
- Ma... veramente...
- Sua zia Estella disse una volta che poteva anche
mostrarsi cattivo, questo  vero... -
Se avessero visto Alano in quel momento, tormentare
con lo sguardo, il tono, la sottile ironia della
voce la sua ultima favorita, Sibilla Hope-Ellerton,
fino a farla piangere, quale delle due donne che credevano
di conoscere Alano avrebbe avuto ragione?
- Signorina Fortescue, io vi posso dire soltanto
quanto fu buono Alano con me in un momento di
tale disperazione da farmi impazzire. Alano non mi
aveva mai vista, altro che sui giornali...
- Su che cosa?...
- S, questo ve lo dico in confidenza, badate bene.
Alano si dette molto da fare con la stampa, perch
i giornali non ne parlassero, quando tornammo
in Inghilterra. Ora a quanto pare nessuno se ne
ricorda pi: nessuno pensa che la ragazza scomparsa,
che fece tanto chiasso quest'estate, ve ne ricordate,
sia proprio io. Ma sono proprio io, Blodwen Garth. -
Ci fu .una pausa; ma passato il primo momento
di stupore, Amata disse di ricordarsi di aver visto
il ritratto di un cherubino imbronciato.
- Mi piaceste fin da allora, Blodwen Wareham,
e credo che potremmo essere amiche. -
Blodwen ne era sicura e ard d'invitare sul momento
la signorina Fortescue alla Prioria. Non aveva
sempre detto Alano che poteva invitare chi voleva
? S, la signorina Fortescue doveva certamente
venire, possibilmente a fine della prossima settimana,
quando Leone, il fratello di Blodwen, tornava
da Oxford. E se la signorina Fortescue lo gradiva,
Blodwen avrebbe cantato per lei; questo non sarebbe
stato disobbedire agli ordini di Mervyn; e
avrebbero inoltre potuto continuare la loro discussione
sul matrimonio.
- Ben volentieri, - mormor Amata.
La signorina Fortescue non sapeva pi che cosa
pensare. Era ingiusto non sentirsi pi cos attratta
verso Alano, udendo che sua moglie lo proclamava
buono e gentile? Non ci mancava altro che sentir
lodare la sua mansuetudine e la sua fedelt.
Bonissime referenze, pens fra s.
Era ingiusto sentirsi respinti dal pensiero di un
Alano simile? Possibile che Amata preferisse l'Alano
di un tempo, quel misto di carattere burbero e
infinitamente dolce, di misantropia, di volutt, di
buon cameratismo, di volontaria sgarbatezza, di
esigenza, di fuoco, di ghiaccio e di un egoismo che
forse rappresentava la sua unica difesa per non esser
preso nelle maglie della rete?...
Possibile che Amata l'avesse preferito con tutti i
suoi difetti, anche quello di separare l'amore dal
piacere, rendendo cos l'uno e l'altro imperfetti?
Sembrava di s.
La donna fulva guard sconcertata e maravigliata
la fanciulla dalla faccia di cherubino, che aveva
gettato una nuova luce sul suo problema.
- Blodwen... mi permettete di chiamarvi cos,
non  vero?... capisco quello che volete dire, ma non
avete trascurato qualcosa d'importante?
- Che cosa? - interruppe la sposina.
- Tutto ci che avete enumerato per il vostro
matrimonio ideale pu esistere tra un fratello e una
sorella che si vogliano bene. Si pu anche trovare
in una di quelle amicizie platoniche, cos deliziose
per certi lati, - Amata pensava a Mervyn Williams.
- Nella vostra enumerazione delle cose essenziali
alla felicit del matrimonio, voi avete trascurato
completamente l'amore.
- E che, vedete, - mormor Blodwen un po' esitante,
sentendosi improvvisamente irritata dalla
confessione che doveva fare. - Non credo di conoscere
molto l'amore. -
Per la prima volta da quando aveva gridato ad
Alano quella notte: Odio l'amore! la fanciulla
sent che questo fatto non le conferiva certo una superiorit.
Per la prima volta le balen l'idea di aver
perso qualcosa, forse perch le dispiaceva che gli
altri almeno lo pensassero. Ma pure scosse energicamente
la testa, ripetendo:
- Non lo conosco proprio. -
E ha sposato Alano! pens Amata, sempre
pi stupita. Sarebbe come se uno dicesse, vivendo
proprio nel bel mezzo del teatro dell'Opera di Vienna:
Non sento mai della buona musica!
Le cortine gialle si aprirono di nuovo; una testa
si affacci per dire:
- Oh, lady Wareham, vostro marito vi cerca per
tutto e mi ha detto di pregarvi, se vi vedevo prima
di lui, di mettervi il mantello. -
Blodwen and a prendere il mantello. Nel tragitto
dov attraversare un corridoio dove si svolgeva una
scena che la inchiod sul pavimento.
A pochi passi da lei una bella signora bionda, piccola
di statura e tutta agitata, con le lacrime che
le scorrevano abbondanti gi per le guance, cercava
vanamente un fazzoletto fra le pieghe del suo vestito.
Alano Wareham, appoggiato negligentemente col
gomito a una libreria sulla quale troneggiava una
squisita copia in marmo della Venere accoccolata,
guardava la donna piangente con un'espressione
che la sua giovane moglie non gli conosceva: una
espressione di disprezzo, derivato da troppa familiarit
con le debolezze delle donne.
Era quella l'ultima parte di una scena, durante
la quale Sibilla aveva dato sfogo alla sua tensione
nervosa, scoppiando in rimproveri. S, aveva aggiunto
quest'ultimo tocco: gli aveva fatto una scenata.
- Perch vi mostrate cos cattivo con me, - si
era messa a singhiozzare - quando un tempo eravate
tanto diverso?
- In parola d'onore, - interruppe Alano con una
voce tagliente come un rasoio - preferisco la donna
che fa causa per mancata promessa di matrimonio.
 pi dignitoso.
- Alano, vi prego!
- Vi mettete anche a miagolare? -
Blodwen apr la bocca per la maraviglia di udire
suo marito, di cui poco prima aveva tanto decantato
la bont, parlare con quel tono.
Sent appena le parole, ma il tono le era bastato.
Si fece avanti:
- Alano! -


Capitolo 6.
ACCADE L' INASPETTATO.

Alano alz gli occhi dalla sua vittima, per trovarsi
di fronte il viso stupito di sua moglie.
Immediatamente ritir il gomito dallo scaffale e
si raddrizz, cercando di riprendere una posa composta.
Anche il suo viso cambi di espressione, e
pi ancora il tono della voce, mentre diceva:
- Ah, siete pronta, Fiorella? -
Quell'appellativo affettuoso gli sal alle labbra con
maligna intenzione. Nella sua collera lo dedicava
alla disgraziata Sibilla, immaginando che sua moglie
non avrebbe fatto caso al nome e non ne avrebbe
afferrata l'intenzione.
Ma Blodwen cap l'uno e l'altra.
Oh! pens. Oh!
E subito si avvicin con aria materna alla signorina
Hope-Ellerton, che certamente aveva pi di
trent'anni. Alano si era gi domandato fra s che
cosa sarebbe accaduto quando la sua antica fiamma
si fosse trovata a faccia a faccia con sua moglie e,
come sempre, accadde la cosa pi inaspettata.
La fanciulla sorrise a Sibilla, senza curarsi delle
parole di presentazione mormorate da Alano, e piena
di premura, come se avesse assistito a un piccolo
accidente, esclam:
- Oh, che male dovete esservi fatta, battendo la
testa in quel modo! -
Poi, mentre Alano la osservava come se la vedesse
per la prima volta, frug alla svelta nella sua borsetta
di broccato, tirando fuori gli oggetti che Sibilla
aveva tanto disperatamente cercato fra le pieghe
del suo vestito: un fazzoletto e .un piumino per
la cipria che mise in mano a Sibilla; poi, alzando
gli occhi, come se udisse in quel momento la domanda
di suo marito, si strinse intorno al collo il
mantello di ciniglia con un leggero cenno di testa.
- S, son pronta, andiamo, - rispose trascinandoselo
dietro.
Alano, rimesso dal suo cattivo umore, cominciava
a sentirsi turbato senza sapere neppur lui bene
perch, quando un servitore in livrea gli si avvicin
rispettosamente.
- Sir Alano Wareham?
- S, sono io.
- Perdonate, signore, ma c' una chiamata al
telefono.
- Per me?
- No, signore. Una signora ha telefonato cercando
di lady Wareham, e non sapendo di chi si trattasse... -
Alano si volt alla moglie:
- Volete andare a vedere se cercano di voi o
della zia Estella?
- Cercano la signora. L'ho domandato, e mi
hanno detto che cercano della moglie di sir Alano.
- Allora vado a cercare l'automobile, se avrete
bisogno di farvi accompagnare in qualche posto, -
disse subito Alano, pensando che qualcosa d'insolito
fosse accaduto in casa Garth.
Una chiamata al telefono verso le due di notte?
Blodwen si allontan col servitore, e Alano and
in cerca della sua Roll che guidava da s; la condusse
davanti al portone, poi, per la prima volta da
che si erano sposati, attese sua moglie.
Quella sera a tavola, le aveva detto:
- Sar meglio muoverci di casa verso le dieci. -
E l'aveva vista scendere gi per lo scalone della
Prioria alle dieci in punto. Ora, chiuso nella giacca
di cuoio, col berretto e i guanti, attendeva al volante
della macchina, inveendo silenziosamente
contro quella stupida pazza di Sibilla, contro quella
strega di Lalla! Fra tutt'e due erano riuscite a
farlo uscire dai gangheri, ma in fondo al cuore,
pi che esasperato per gl' incidenti della serata,
era disgustato con se stesso. Era andato troppo lontano
e il peggio era che sua moglie aveva sorpreso
la scena.
Alano sentiva di aver tradito il suo codice, permettendo
che una bambina (sua moglie era una vera
bimba) lo vedesse in uno dei suoi pi brutti momenti
di collera. Egli poco si curava dei suoi coetanei,
ai quali sentiva di non dover nulla; ma ai
vecchi e ai fanciulli innocenti come Fiorella, doveva
buone maniere.
Alano fissava con le labbra strette quel po' di Belgrave
Square che poteva vedere dal finestrino.
Ah, finalmente! Blodwen veniva correndo gi per
la scalinata coperta da un tappeto rosso.
- Niente di male, spero. -
La fanciulla lo rassicur con voce calma che non
era successo nulla di male, soltanto lo pregava di
condurla a un certo indirizzo di Bloomsbury. Poi,
quando si fu seduta al suo fianco e l'automobile
cominci a correre per le strade di Londra, deserte
a quell'ora di notte, gli spieg che una sua amica le
aveva telefonato molto tardi alla Prioria. Era occorso
molto tempo prima che potesse avere la comunicazione,
poi era stata interrotta mentre parlava
col maggiordomo, il quale finalmente era riuscito
a dirle come lady Wareham fosse in casa
Etheredge; e finalmente dopo lungo attendere, era
giunta a farsi mettere in comunicazione con Belgrave Square.
-  la mia amica Robinson; ve ne ricordate?
- Robinson? Ah, s! -
Dopo un attimo di esitazione si era ricordato che
Robinson era il nome dell'antica compagna di scuola,
della protagonista in quella faccenda della ragazza
scomparsa che li aveva condotti al punto in
cui erano. La fuggitiva aveva raggiunto la Francia
usando il passaporto della signorina Robinson, e
Alano non aveva dimenticato il loro primo dialogo.
-  la mia migliore amica!
- Una bella amica, che vi spinge a cercare una
tomba in mezzo al mare.
- Dora Robinson di questo non ne sa nulla. Credeva...
- Spero che non le sar accaduto nulla di male,
- disse Alano forte.
- Non credo. Mi vuol parlare di una cosa che le
preme. Potrei rimanere con lei stanotte, ma ho pensato
che se non vi dispiace sarebbe meglio portarla
a casa vostra. Se non ci avete nulla in contrario,
s'intende.
- Per l'amor di Dio! No, certo. Non vi ho detto
pi di una volta che potete invitare chi volete? -
Ma perch dice in casa vostra, pens fra s.
- Tutte le volte che vorrete, mia cara bambina.
- Vi ringrazio. -
Alano le dette una rapida occhiata, e si accorse
che la fanciulla aveva assunto un'aria di cortese
dignit.
Che significava ci? Possibile che l'inaspettato
stesse di nuovo per accadere? Possibile che quella
figliuola si mettesse a un tratto in mente di condursi
come una qualsiasi sposina viziata? Era adirata
all' idea che nella vita di Alano ci fossero state altre
donne? Era sconvolta per l'incidente di Sibilla?
Se le cose andavano davvero in quel modo, Alano
avrebbe dovuto rassegnarsi a fronteggiare uno stato
di cose che ormai conosceva per lunga pratica. Ma
possibile che la ragazza avesse scambiato la scena
con Sibilla per un litigio d'innamorati? Chi sa!
Tra impaurito e divertito e non senza una certa vanit,
si prov a dire:
- Fiorella! -
Ma questa volta la ragazza non ud. Erano svoltati
in Bloomsbury Square ed ella lo fece fermare.
- Ci siamo. -
Scese senza il suo aiuto e and a bussare a una
porta verde che si vedeva appena al chiarore di una
lampadina e che apparteneva a una pensione di famiglia.
Un momento dopo era scomparsa, per ritornare
quasi subito, accompagnata da una ragazza, che
aveva agli occhi di Alano un aspetto stranamente
familiare.
- Mio marito, - disse con calma. - E questa 
la mia amica Dora Robinson. -
Alano le dette un'occhiata, mentre le toglieva di
mano una valigetta per metterla nell'automobile,
e cap allora perch gli fosse parso di non vederla
per la prima volta. Ella portava lo stesso impermeabile
di cuoio verde e lo stesso cappellino verde che
Blodwen aveva indossato quel giorno a Nizza. Blodwen
infatti, per la sua scappata, aveva preso in
prestito i vestiti dell'amica. Le due fanciulle salirono
nell'interno dell'automobile. Alla fine della silenziosa
corsa che li aveva speditamente condotti
alla Prioria, Alano vide che Dora Robinson era una
ragazza dall'aria un po' spaventata, che si stringeva
ai panni di Blodwen, chiamandola Fiorella,
mentre la stessa Blodwen aveva tutta l'aria di una
fanciulla finalmente riunita a una cara sorella.
Alano si divert a osservare la sua aria affaccendata
di padrona di casa, preoccupata di vegliare
al benessere dell'ospite, dando ordine che le venisse
preparata una camera, offrendole latte, crostini, sigarette,
tutta roba preparata su una tavola nel vestibolo.
Ma la sua amica era intimidita e nervosa,
ed evidentemente non desiderava che ritirarsi nella
sua stanza.
- Vengo su con te, Dora.
- Oh, non rimanete tutta la notte a chiacchierare,
mi raccomando, - disse Alano scherzosamente,
sperando di cogliere sul viso di sua moglie l'amichevole
sorriso che ella era solita rivolgergli.
Voleva vedere il suo sorriso, prima che scomparisse.
Ma ella non gli sorrise, rispondendogli:
- No, certo;  meglio che Dora vada subito a
letto. Avremo tempo domani di discorrere, - e inaspettatamente
soggiunse: - Se siete sempre alzato,
torner un momento gi, tra poco; se pure non 
troppo tardi per voi.
- Oh,  prestissimo: sono appena le tre! - replic
Alano, ma neppure questa volta ella sorrise.
- C' un bel fuoco acceso nella stanza da fumare,
se volete venir l. Vieni Treff, andiamo. -
Non pi di dieci minuti pi tardi, Alano si trov
coinvolto per la seconda volta in uno strano colloquio
con la fanciulla che era ora sua moglie.
Tre mesi prima (erano proprio tre mesi?) ella gli
era stata di fronte infagottata nel suo accappatoio,
battendo i denti, con due occhi pieni di disperazione
e un aspetto, in tutto l'insieme, di spaventapasseri.
La scena a quel tempo s'era svolta nella minuscola
cabina del motoscafo Perch Vinifredo, mentre fuori
la notte del sud, illuminata dai pianeti, sospirava
sul buio specchio del Mediterraneo.
Che contrasto con la scena spaziosa del momento
presente! Invece di pareti verniciate rozzamente,
dei muri massicci, rivestiti di quercia, e un alto soffitto
a volta. Invece della stufa a petrolio, comprata
in un bazar di Nizza, quell'ampio camino elisabettiano,
dove bruciavano interi tronchi di cedro profumato.
E un eguale contrasto si notava nella ragazza che
entrava in quel momento nella stanza, squisitamente
abbigliata, dolce e dignitosa, una vera bellezza.
Mentre si faceva avanti, fresca come una rosa nel
suo vestito Pompadour, che spiccava contro la quercia
scura delle pareti, Alano non pot fare a meno
di pensare a come tre mesi prima le aveva sgarbatamente
gettato in grembo un mucchio di panni. Ora
tir avanti per lei una delle comode e ampie poltrone,
per quanto sentisse subito che sua moglie era
dell'umore che fa dire a una donna: No, grazie;
preferisco stare in piedi.
Tuttavia ella non lo disse. Aveva senza dubbio
assunto un contegno dignitoso, molto diverso dai
loro precedenti rapporti amichevoli. Era salita sul
pulpito, ma per lo meno non disse che preferiva di
stare in piedi, e Alano, quasi inconsciamente, pens:
Grazie a Dio, possiede almeno un po' di senso
umoristico.
La ragazza scelse una via di mezzo, sedendosi sul
bracciuolo della poltrona, invece che nell'ampio sedile,
con le sottane che le facevano un gran cerchio
intorno, con un piedino calzato di broccato che appena
toccava terra. Disse di no a tutte le offerte di
bibite, di sigarette, di crostini, di frutta, perfino di
dolci. (Alano aveva scoperto che era ghiotta di dolci.)
Dunque coraggio! Non rimaneva pi che attendere
la scena di gelosia, nella quale ella avrebbe
tirato fuori il passato, il presente, il futuro.
Alano si prepar a sostenere l'attacco, mentre la
fanciulla cominciava, con la massima compostezza:
- Vi volevo dire soltanto due parole, se volete
ascoltarmi.
- Dite pure, sono a vostra disposizione, - replic
Alano.
Egli se ne stava semisdraiato su una poltrona
eguale a quella occupata dalla fanciulla, con le lunghe
gambe distese sul tappeto persiano, davanti al
caminetto. Ai suoi piedi era accucciato Treff, che
dopo aver salutato l'ingresso della fanciulla con un
colpo di coda sul tappeto, si era rimesso a dormire.
Lo sguardo di Blodwen si pos sulla faccia abbronzata
che Treff adorava; la faccia sulla quale
molte donne avevano visto molte cose, ma nella
quale apparentemente lei vedeva quella sera uno
sconosciuto.
E gravemente, cortesemente, ma alteramente, gli
disse quello che desiderava: gli disse che se ne voleva
andare, che non poteva star pi in quella casa,
che voleva lasciare la Prioria, non appena fosse
stato possibile.
Alano si lev la sigaretta di bocca e mut posizione
nella poltrona; Treff, come se fosse legato a
lui da un invisibile filo, si mosse sul tappeto.
- Come avete detto? Credo di non aver capito
bene. -
Ella ripet le sue parole.
- Non posso pi rimanere qui alla Prioria. Desidero
di andarmene e di lasciarvi, non appena sia
possibile. -


Capitolo 7.
LO STRANO COLLOQUIO.

- Ve ne volete andare?... Ah, ora capisco, -
disse Alano, sebbene in realt non avesse capito o
per lo meno non volesse convenirne. - Volete dire
che la vostra piccola amica, che  venuta qui stasera,
desidera che andiate con lei in qualche posto?
- No, no, no! Che cosa vi viene in mente? -
Egli si strinse nelle spalle.
- Non so, mi  parso che dovesse trovarsi in
qualche difficolt, per telefonarvi a quell'ora, in
mezzo a una festa.
- No, questo non ha nulla a che vedere con Dora.
Si tratta di una cosa tutta diversa. -
Alano vide comparire sulle guance di lei una piccola
fossetta che subito scomparve, probabilmente
provocata dal pensiero della misteriosa faccenda di
Dora e della ragione della sua visita.
- Dora si trattiene soltanto due giorni, perch
non pu lasciare il suo lavoro. Quello che mi ha
detto non ha nulla a che vedere con la mia decisione.
Io me ne voglio andare per quello che  accaduto
dagli Etheredge stasera, prima che Dora telefonasse. -
Alano la fiss stupito.
- Chi era quella signora con la quale stavate parlando
nel corridoio?
- Era la signora Hope-Ellerton.
- Oh, era lei? Allora  quella che, secondo quanto
ho sentito dire, deve aver provato un gran dispiacere
per il vostro matrimonio.  una donna
che vi ha voluto bene; s, cos hanno detto. E poi
piangeva e l'ho udita parlare; si capiva che vi deve
aver voluto molto bene.
- Oh, in quanto a questo, vi assicuro che tutto 
finito. Completamente finito. -
Le sue dita si misero a battere impercettibilmente
sul cuoio della poltrona. Quante mai scene di gelosia
che lo avevano seccato gli tornavano in mente,
scene subite da altre donne! Il motivo della gelosia
era un motivo costante, vecchio quanto il mondo.
Eppure, cosa strana, Alano non era dispiacente di
vederne soffrire anche la fanciulla che aveva avuto
quel gesto di protezione materna per la sua presunta
rivale. Non gli dispiaceva di trovare nella piccola
avversaria dell'amore degl'indizii di ordinaria
gelosia...
Ma quasi simultaneamente dov convincersi che
ella non agiva come una qualunque altra moglie gelosa.
- Non importa se tutto  fni'o. Non avreste mai
dovuto parlare con quel tono a una donna. -
Alano la guard stupito. Era in collera con lui...
con lui! E prendeva le difese di colei che avrebbe
dovuto considerare come rivale.
Senza scomporsi, la ragazza gli disse che capiva
ora che cosa la zia Estella avesse voluto dire, quel
primo giorno a colazione, dichiarando che era un
peccato che Alano non amasse la caccia e non sfogasse
contro gli animali selvatici la crudelt che
riserbava alle donne.
Che contrasto con quella famosa notte, tre mesi
prima! Allora Alano, vestito come un povero pescatore,
dentro le quattro tavole della lancia, era stato
il dominatore, aveva dominato le circostanze, aveva
rimproverato quella stessa fanciulla, facendole
osservare che il suicidio era da vili, sentendo di
aver ragione. Qui, in casa propria, al suo focolare,
dov ammettere, bench riluttante, di aver torto.
Per lo meno era stizzito con se stesso, per essersi
fatto sorprendere da sua moglie nell'atto di far
piangere una donna per la sua cattiva lingua, proprio
come avrebbe potuto fare una Lalla qualunque.
- Una donna che, a quanto sembra, vi ama ancora!
Una signora! -
Dal tono della fanciulla si sarebbe detto che Alano
le facesse addirittura ribrezzo.
- E voi l a guardarla in quel modo, a parlarle
con quel tono!
- Mi dispiace che il mio contegno vi abbia cos
scandalizzata. -
Alano credeva di aver trovato una buona risposta;
sono poche le donne che non ripudino con indignazione
l'accusa di essersi scandalizzate di qualcosa.
Fiorella invece ammise con ammirevole candore:
- Lo credo che son rimasta scandalizzata a sentirvi
parlare in quel modo. Come si fa a dirle che
non miagolasse... e soprattutto a dirglielo con quel
tono di voce? Non so affatto che cosa fosse accaduto
tra voi e non m'importa di saperlo, ma non avevo
mai sentito nulla di peggio. E proprio quando avevo
decantato le vostre lodi! -
Egli le lanci una rapida occhiata.
- Dopo che avevo sostenuto che possedete il dono
pi bello di cui possa vantarsi un uomo: la bont. -
La bont, pens Alano fra seccato e divertito.
La bont, il dono pi bello per un uomo!
Avrebbe pagato chi sa che cosa per sapere a chi
ella lo avesse detto, ma sentiva di non poterlo domandare:
tuttavia il loro pensiero s'incontr, come
gi era accaduto una volta fra le rovine della chiesa,
ed ella glielo disse spontaneamente.
- L'avevo detto alla signorina Fortescue. -
Un tizzone ruzzol fuori del camino ed Alano lo
respinse col piede in mezzo alla fornace ardente.
Poi, appoggiandosi con una spalla al caminetto,
disse:
- Ah, l'avete detto ad Amata Fortescue? Allora
vi  stata presentata?
- S, e abbiamo parlato molto di voi. La signorina
Fortescue mi piace e credo che ander d'accordo
con lei. Volevo anzi pregarvi d'invitarla a passare
qualche giorno qui.
- Invitiamola pure, - disse Alano cortesemente,
mentre accendeva un'altra sigaretta, per darsi un
contegno.
Tra le spire di fumo che salivano in alto cred
di rivedere il sorriso arguto di Amata; la sigaretta
che fumava era di quella marca egiziana che lei
preferiva, e quel profumo gliel'aveva rievocata alla
memoria pi di una volta. Per fortuna Amata aveva
questo di buono: ci si poteva fidare di lei come
se fosse stata un uomo.
- Fatela venire quando volete, mia cara. Quest'altra
settimana, magari, se  libera. -
Ma la fanciulla gli fece subito osservare che non
stava pi a lei di fare inviti in quella casa.
- Vi ho detto poco fa che non mi sento di rimanere
dell'altro qui. Mai pi. -
Alano alz la mano per scacciare la nuvola di
fumo che gli velava la vista e la guard attentamente.
Non si era ancora accorto di quanto si fosse
fatta bellina, e anche quella era una novit. Quella
sera nella lancia si era maravigliato che quella piccola
e scarmigliata avversaria dell'amore potesse
avere dei corteggiatori; ora invece comprendeva
quale attrattiva potesse avere quella fanciulla, fresca
come un bocciuolo di rosa, per un uomo come
Cristoforo. Era chiaro che Cristoforo doveva sentire
il desiderio di afferrarla: e se la ragazza gli
era piaciuta allora, che cosa avrebbe pensato di lei
ora, che era sbocciata nell'elemento naturale della
donna: il lusso e la contentezza?
Pure ella dichiarava di non essere pi contenta
e minacciava di volersene andare. Semplice minaccia,
naturalmente. Un momento di cattivo umore:
non era la prima volta che era riuscito a dissiparlo.
Con tono amichevole si dichiar dispiacente di essersi
ingannato nella sua supposizione che ella fosse
abbastanza felice alla Prioria.
- Ma sono stata felice, molto felice. Mi sentivo ormai
al sicuro, tranquilla, e mi pareva proprio di essere
in casa mia. Ed eravamo tanto buoni amici!
Sapete che cominciavate a piacermi? - Il suo tono
di voce son quasi offeso, mentre ella lanciava queste
parole all'uomo abituato alle pi appassionate
confessioni femminili. - Proprio sul serio, mi piacevate. -
Sembr non accorgersi del piccolo inchino ironico
di Alano, e neppure ud la sua domanda:
- E ora? -
Non osserv il sorriso che gl'incresp le labbra.
No; rimase seria, di una seriet sconcertante, come
una bimba sgomenta e dolente di dover sostenere
un'accusa.
- Non capite che tutto  stato sciupato, ora, che
tutto  caduto in rovina? A un tratto, quando ho
sentito quanto eravate cattivo con quella poveretta,
mi  parso che tutto fosse cambiato. Succede cos...
- S,  vero, lo so, - disse Alano.
Ma da parte sua egli pensava al suo improvviso
incontro con Lalla Dunne, dopo il quale si era sentito
liberato da un'ossessione e capace d'interessarsi
a nuove cose. Guardava la fanciulla seduta sul
bracciuolo della poltrona come se la vedesse per la
prima volta; ascoltava la sua voce che l'accusava,
come se non l'avesse mai udita.
- Mi sono accorta a un tratto che non siete affatto
come vi avevo creduto; che non siete l'uomo
al quale avevo dato la mia amicizia, ma un essere
tutto diverso, uno sconosciuto!
- Peccato, - mormor egli, pensando che era
meglio lasciarla sfogare.
- Ecco tutto; ma questo significa che non posso
pi rimanere qui. -
Alano aveva gi preso la sua decisione in proposito,
ma si limit a dire cortesemente:
- Mia cara, non voglio costringervi a rimanere,
se aborrite tanto quest' idea. Ma allora che cosa
volete fare?
- Io? -
Non lo sa neppur lei e non sa come fare a dirmelo,
pens egli in un lampo.
Le domand allora se desiderasse di tornare per
un po' di tempo dai suoi, e rise fra s dell'aria risoluta
con la quale ella scosse la testa. Sapeva gi
che Fiorella aveva tanto poco desiderio di ritornare
a Whistley Mansion quanto egli di rimandarla dai
Garth.
- No? - domand pacatamente. - E allora? -
Ella si spieg con molta chiarezza e precisione.
- Quando ho detto che volevo andarmene non intendevo
dire che volevo tornare dalla mia famiglia,
o che volevo andarmene per un po' di tempo. Vorrei
andarmene per sempre, capite, - dette un'occhiata
intorno a quella bella stanza, un'occhiata a Treff,
disteso sul tappeto - per non tornare mai pi.
- Spero, - diss'egli ironicamente - che non vorrete
ritentare la prova dell'annegamento.
- Oh, no! -
Questa volta ella sorrise, ma non ad Alano. Un
sorriso di profonda e misteriosa soddisfazione le
illumin gli occhi, le scav due fossette nelle guance,
le schiuse le labbra. Alano l'aveva vista altre
volte ridente e allegra, ma non le aveva mai visto
quel sorriso.
- Non ho davvero nessuna voglia di morire, ora.
Desidero continuare a vivere, ma della mia vita,
quella per la quale sono stata creata. -
Alano spalanc gli occhi e le lanci una nuova
rapida occhiata. Possibile che si fosse gi accorta
che per una ragazza giovane e bella quel modo ascetico
di vivere era assurdo?
- Voglio dire che intendo di guadagnarmi il pane,
di farmi conoscere come cantante. Perch ora
so che potrei riuscire. -
Questa volta Alano sussult. Com'era risoluta e
con che sfacciataggine aveva pronunziato quelle
parole: So che potrei riuscire. Chi aveva potuto
montarle la testa in quel modo?
Ella osserv l'espressione del suo viso che la fece
balzare improvvisamente in piedi. Coi piedini ben
piantati in terra, un leggero rossore che ravvivava
il candore della sua pelle, lo affront risolutamente,
con tutto l'orgoglio ferito di un'artista.
- Non credete che potrei riuscire? Non mi avete
mai sentita cantare. -
Anche la voce di Alano si alter:
- Questo piacere non mi  stato mai concesso.
- Mervyn non vuole, finch non mi d lui il permesso.
- Ah, va bene, va bene! -
Fra s pens:
 un bello sfacciato quel Mervyn che si permette
di decretare quando posso sentir cantare mia moglie.
Ebbe quasi voglia di esclamare:
Non vi confondete con quello che dice Mervyn,
ma mettetevi la vostra pelliccia e venite a cantare
per me, ora, subito, di notte.
Ma quell' improvviso impulso si spense prima che
la fanciulla riprendesse a parlare.
- Mervyn mi ha detto una cosa che non vi ho
ancora riferito.
- E sarebbe? Si pu sapere?
- Si capisce. Ve l'avrei detta pi qua; volevo
farvi una sorpresa; me lo disse marted scorso,
mentre mi dava lezione. Mi disse che la cosa non
aveva importanza, dal momento che ero vostra moglie,
ma che altrimenti...
- Ebbene?
- Avrei potuto fare una bella carriera! - esclam
la ragazza con voce di trionfo. - Ho la voce abbastanza
buona da poter riuscire. L'ha detto lui.
Mi ha detto che ho delle note pi pure di Mona Mirrillees,
il contralto scozzese. Avrei un sicuro successo,
mi disse, e s'incaricherebbe lui di lanciarmi.
Basterebbe che organizzasse un concerto alla Sala
Eolia, e da quella sera avrei tutte le scritture che
potessi desiderare. -
Alano era rimasto immobile durante questo discorso,
ma finalmente si riscosse.
- L'ha detto Mervyn?
- Credete che vi direi una cosa simile se non me
l'avesse detta lui per il primo?
- Non ho inteso dir questo, - interruppe Alano
vivacemente.
A un tratto la bufera era scoppiata; a un tratto
avevano cominciato a bisticciarsi, per la prima volta
da quando si erano sposati. Per la prima volta, da
quella notte sulla lancia, Alano si sent ribollire il
sangue nelle vene, vide che anche gli occhi di Fiorella
scintillavano di collera, e fu preso dal prepotente
bisogno d'infiammare di pi la sua ira; perci
soggiunse maliziosamente:
- E credete proprio che parlasse sul serio?
- Certamente.
-  un gran briccone, - dichiar l'antico condiscepolo
di Mervyn, con una gran risata. - Un
gran chiacchierone e un gran bugiardo, come tutti
i Gallesi. Oh, non abbiate paura, direi la stessa cosa
anche se fosse qui, non sarebbe la prima volta. E,
quel che  peggio,  un grande adulatore. Evidentemente
ha voluto farsi beffa di voi.
- Non  vero, non  vero! - esclam la fanciulla
arrossendo di collera. - In ogni modo vi  possibile
sincerarvene, non avete che a domandarglielo.
Domandategli la prossima volta che viene se non
potrei ormai dare dei concerti. Domandategli se
non  vero che, a quanto dice, potrebbe fare una celebrit
di Blodwen Garth. Questo  il mio nome, il
mio vero nome, quello che adoperer da qui avanti.
E comincer a farmi conoscere come artista non appena
sia possibile.
- Pensate sul serio a questa pazzia?
- Non  una pazzia;  l'unico modo ragionevole
per uscire di qui. -
Con un gesto impetuoso sembr che volesse cancellare
tutta la sua vita alla Prioria. Le sue manine
incontrarono il broccato della gonnella alla Pompadour
che le dava l'aria di essere sempre piegata
in una scherzosa riverenza, e il broccato fece udire
un leggero fruscio.
Alano sbatt gli occhi: il fruscio del broccato era
uno di quei suoni che avevano uno strano fascino
per lui. Fiss quella bimbetta che sembrava emergere
da un paniere di fiori, e pens per la seconda
volta che non c'era nulla di straordinario nel fatto
che Cristoforo Foulkes avesse provato il desiderio di
accarezzarla. Si adir per al pensiero di quelle
carezze che il giovanotto era riuscito a carpirle e
pi ancora si risent delle adulazioni con le quali
evidentemente l'amico Mervyn aveva fatto girare la
testa a quella pazzerella, mettendole in testa di andarsene,
di bastare a se stessa, di lasciarlo.
- Mi sar almeno permesso di dire che non per
questo vi ho sposata!
- Io non so affatto perch mi abbiate sposata!
- Credevo che ne avessimo discusso a saziet,
quel giorno a Nizza. Voi desideravate di sfuggire
alla vostra famiglia, di continuare a studiare la
musica, e io accondiscesi a fare tutto questo...
- Soltanto ora comincer ad andare avanti davvero
con la musica.
- Ricordatevi almeno che non era nei patti che
avreste fatto della musica la vostra professione, e
che ostensibilmente, per seguire la vostra carriera,
avreste lasciato la mia casa dopo tre mesi, creando
uno scandalo e dei pettegolezzi che non finiranno
pi. Che cosa credete che ne penserebbero i vostri
parenti e i miei e tutti i nostri amici?
- Ah, s; scandali, pettegolezzi! Che cosa me ne
importa?
- Non vi pare di dovermi almeno il riguardo di
non farmi fare una figura ridicola?
- Non vi devo proprio nulla! -
S, aveva udito benissimo; esasperata come donna,
offesa come artista, la piccola impetuosa celta
gli aveva lanciato questa stupefacente frase: Non
vi devo nulla!
Nello stesso tempo ella si ritrasse di un passo e
subito grid con voce mutata:
- Oh, che cosa ho fatto, che cosa ho fatto! -
Il suo movimento impetuoso l'aveva trascinata all'indietro,
come uno stelo mosso dalla brezza, e con
uno dei suoi lunghi tacchi di broccato aveva pestato
una delle zampe anteriori del cane accucciato sul
tappeto.
Un altro cane avrebbe guaito dal dolore, si sarebbe
forse avventato su di lei, ma Treff no. Il bel
setter si content di trasalire e di ritirarsi silenziosamente
indietro. Blodwen gli s'inginocchi accanto,
con la sua ampia sottana lilla che le faceva corona
intorno e che le dava tutta l'apparenza di un
gigantesco fiore di loto.
- Oh, proprio sulla sua zampa ferita! - grid
dimenticando tutto. - Oh, perdonami Treff, perdonami,
non l'ho fatto apposta. -
Treff la guard coi suoi buoni occhi dolci e le
lecc una mano. Sembrava che dicesse:
Non importa, non importa: sei una donna e
devi essere scusata, perci ti perdono. Per...
Treff si alz con .un sospiro, ponendo cos fine a
quella singolare scena notturna tra i due giovani
sposi. Si mosse gravemente e risolutamente verso
la porta, e sulla soglia volt il capo verso il padrone,
come per dire:
Non ti pare che sia ora di andare a letto?


Capitolo 8.
NOTTURNO.

Alano, seduto sul letto, stacc il ricevitore del telefono
posato sul tavolino da notte, accanto all'unica
lampada accesa e velata da un paralume verde.
Tutto il resto della stanza, con le tappezzerie di un
bel bruno caldo come le tinte di una foresta in autunno,
rimaneva nella penombra. Dalla finestra
spalancata dietro le cortine di grossa seta, entrava
il monotono rumore della pioggia intermittente.
Treff, disteso ai piedi del letto, dormiva, respirando
appena.
In tutta quella pace e in tutto quel silenzio, la
voce della telefonista rison alta e chiara.
- Pronta la comunicazione con Londra.
- Pronto. Con chi parlo? - domand Alano.
- Con Mervyn Williams, - rispose una voce indignata
e insonnolita. - Si pu sapere chi mi vuole
a quest'ora?
- Pronto! Son io, Alano Wareham.
- Sei tu, Alano? Non mi sapevo figurare... Da
dove parli? Dalla Prioria? Non  successo nulla,
spero. -
All' improvviso tono ansioso della voce, Alano sorrise
fra s, immaginandosi l'amico Mervyn, non la
celebrit di quegli ultimi anni, che arrivava zoppicando
alla Prioria e si sedeva al pianoforte con una
gamba rigidamente distesa: ma il Mervyn ragazzo
di sedici anni, celebre in tutti gli esercizi fisici, che
una volta l'aveva battuto nel salto in altezza, perch
egli, Alano, era sdrucciolato; e gli parve di riudire
la sua voce affannata:
Oh, Alano! Ti sei fatto male?
Ma subito gli ritorn alla mente il presente, e il
viso gli si rannuvol, mentre esclamava:
- No, non  successo nulla; ti ho chiamato perch
ti volevo parlare delle lezioni di musica di mia
moglie.
- Di che cosa?
- Non senti? - domand Alano, battendo con
impazienza un piede in terra. - Delle lezioni di
Blodwen.
- Santi numi! Era proprio necessario di svegliarmi
a quest'ora di notte, per parlarmi di lezioni?
Credevo che la Prioria fosse stata rasa al suolo
e che della mia stanza di musica non restassero pi
che le ceneri. M'immagino che voi due sarete appena
tornati da quel pandemonio, ma questa non
 una buona ragione per interrompere il sonno a
un pover uomo che se l' duramente guadagnato.
Il telefono  nello studio, vicino alla porta; sento
una gran corrente dietro le spalle e sono raffreddato.
Del resto, vengo sabato per la lezione e potremo
discorrere allora.
- No, non te ne andare ancora. Mi dispiace di
averti disturbato, ma si tratta di una scommessa, -
si affrett a dire Alano ridendo. - Sai, quando le
dicesti che sarebbe capace di farsi un nome come
cantante di professione...
- Ah, s! - esclam Mervyn sorpreso. - Non sapevo
che te lo avesse riferito.
- S'immagina di poter far carriera se tu la volessi
lanciare, - disse Alano dopo una breve pausa.
- Credi davvero che questa figliuola riuscirebbe?
- Dico mai una cosa per un'altra, quando si
tratta della mia arte? - replic la voce irata del
musicista, dopo un nuovo breve silenzio.
-  vero.
- E dunque? Se non hai altro da dirmi, me ne
posso tornare al calduccio del mio letto.
- Ma senti...
- Codesta figliuola, come tu chiami la tua signora,
possiede una magnifica voce di contralto, una
delle poche voci veramente belle che mi sia stato
dato di sentire. Ora sei contento? Potrebbe diventar
celebre anche domani se non fosse tua moglie, e
io sarei felicissimo di aiutarla nei primi passi. Hai
scommesso che non me ne sarei voluto occupare?
Allora mi dispiace, ma hai perso la scommessa. Ti
sta bene per avermi trascinato fuori del letto a quest'ora, -
soggiunse in tono scherzoso. - Ti  piaciuta
la festa? Allora ci rivedremo fra due giorni,
quando vengo cost. A proposito, per quelle nuove
romanze che devo portare... -
Mervyn Williams, tremante di freddo all'altra
estremit del filo, s'impazient perch la comunicazione
era stata bruscamente interrotta.
In realt Alano Wareham aveva fnto di non udir
le ultime parole del suo amico:
- Vorrei parlare con tua moglie, se  sempre sveglia. -
Alano riattacc il ricevitore, fissando accigliato
le cortine che nascondevano la porta tra la stanza
di sir Edmondo, ora sua, e quella della sposa.
Quello era il colpo finale per lui.
Mervyn Williams, che doveva essere competente
in materia, dichiarava senza ambagi che Blodwen
avrebbe potuto aspirare a una bella carriera artistica.
E il vecchio briccone non aveva fiatato fino allora.
Sono poche le voci con le quali non posso far
nulla, aveva dichiarato, mentre la fanciulla aveva
una delle pi belle voci che egli avesse mai udite.
E l'aveva detto anche a lei, col risultato che ora
ella avrebbe insistito per essere indipendente e menare
la vita che pi le piaceva.
Alano, pensieroso, fissava la porta che li divideva.
Voleva andarsene, eh? Si era messa in lega con
Mervyn per abbandonarlo e farlo apparire uno
sciocco agli occhi di tutti. No, no, questo no! Mervyn
non c'entrava e aveva fatto la sua dichiarazione
in piena innocenza di causa. Le sue parole
erano state pronunziate prima dell'episodio di Sibilla,
che era la causa della rottura.
Alano rifletteva, sempre pi accigliato. Chi poteva
prevedere che quella strana figliuola prenderebbe la
cosa cos a traverso? Chiunque si sarebbe aspettato
che dovesse riserbare tutto il suo disprezzo per Sibilla.
Invece prendeva Sibilla sotto le sue ali. Possibile
che non possedesse il minimo senso di gelosia,
naturalissima in quel caso? Dopo l'incontro
con la bella Lalla e la sua dichiarazione di essere
una vecchia amica di suo marito, non sarebbe stato
naturale che avesse domandato di lei? Bellissima
donna! era stato invece il suo unico commento.
Poi c'era stato l'incontro con Amata. Quale altra
ragazza al posto di Fiorella non avrebbe diffidato
di Amata? Ella invece aveva subito simpatizzato
con lei (Alano s'immaginava il segreto divertimento
di Amata a sentirlo proclamare buono!), aveva sinceramente
desiderato d'invitarla a casa loro. Dove
andava a finire la sua antica certezza che tutte le
donne si odiano fra loro? Fino a quel momento
Alano non aveva mai incontrato una donna (tolte
la zia Estella ed Elena, che, essendo parenti non
contavano) disposta a mostrarsi generosa verso
un'altra donna. Alano aveva sempre tenuto separate
le sue belle amiche. E se disgraziatamente un
incontro avveniva, la battaglia non era mai mancata.
Fra s confessava di averlo preferito. Forse
tutti gli uomini lo preferivano: preferivano che le
donne non avessero spirito di corpo, non avessero
il senso dell'onore. Ma ora per Alano, alle prese col
problema di Fiorella, non valeva pi generalizzare.
Voleva andarsene? Ed egli invece voleva che restasse.
Ma come avrebbe fatto a trattenerla? Aveva sempre
saputo che lo scopo principale della sua vita era
la musica, per quanto fino a quel momento non
l'avesse mai presa sul serio. Ella chiedeva alla musica
ci che un'altra ragazza avrebbe chiesto al suo
innamorato, ma era proprio necessario che fosse
sempre cos?
Fino allora la musica era stata l'unica a darle la
soddisfazione dei sensi, ma da quando abitava la
Prioria aveva avuto la bellezza, l'arte, la gioia dei
colori; e, infatti, tutto ci l'aveva da certi lati mutata.
Quello spauracchio di ragazza, da lui salvata
dall'acqua, era sbocciata nella giovane lady Wareham
che tutti ammiravano, pi bella in realt dei
ritratti che di lei si pubblicavano nei giornali illustrati.
Non poteva darsi che il nuovo ambiente avesse
addolcito anche il suo carattere, le avesse fatto
sentire il desiderio di quel sentimento che gli uomini
chiamano amore? Pi in l?...
Ma questo non accadr, no, mia cara, decise
Alano stringendo le labbra con .un gran cipiglio minaccioso.
Quella sera si sentiva di un umore peggiore di
quanto non avesse mai provato dopo il suo matrimonio,
perch nel quotidiano contatto con quella
candida fanciulla il suo carattere si era addolcito,
la sua mente si era arricchita di antichi ideali,
ormai da tanto tempo negletti, cos da apparire
nuovi. Un senso di protezione, di considerazione, di
bont, si era svegliato in lui e ora il nuovo contegno
di Fiorella spazzava via ogni cosa; il senso di
bont lo abbandon, mille diavoli tornarono ad assalirlo
ed egli divenne una volta di pi l'antico Alano
che, modellato da una donna senza piet, aveva
da allora sempre considerato la donna come l'antagonista
e la preda dell'uomo.
La signora merita una lezione, pens cupamente,
ricordandosi che quella fanciulla innocente
aveva osato incontrare senza commuoversi il suo
sguardo di ammirazione, dichiarando senza turbarsi
che egli le piaceva!
La sua vanit ferita gli sugger un altro pensiero:
La potrei tener qui, se volessi.
Ripens a una delle ultime sere nelle quali aveva
visto Fiorella stirarsi con la grazia di un micino
sonnacchioso, prima di mormorargli un Buona
notte, Alano, e disse fra s:
Senza volere esser fatuo, molte altre donne mi
hanno trovato di loro gusto. Perch non potrei farmi
amare anche da lei, se volessi?
Alz le braccia sopra la testa, le riabbass lentamente.
facendo il gesto di abbracciare, di tirare a s
qualcosa. Un sorriso malizioso gl'incresp le labbra
e gli fece socchiudere gli occhi, sempre fissi su
quella porta chiusa.
Vi piaccio, eh, milady? Non passer molto tempo
che non vi baster pi dir cos, giur a se stesso.
Le sta bene, le sta benissimo, proclamarono
in lui la vanit e l'orgoglio ferito.  una piccola
anormale, una piccola avversaria dell'amore, eh?
E allora sar tanto pi divertente farle cambiare
idea.
Alano stacc finalmente lo sguardo da quella porta
e dette un'occhiata all'orologio che portava al
polso.
- Com' tardi! Vedremo domani, se domani si
pu chiamare, che cosa succede, - concluse con uno
sbadiglio.
Si avvicin al tavolino da notte e prese dal vassoio
di porcellana verde che vi stava sopra una
grossa mela. Poi spense la luce ed entr a letto, tenendo
la mela fresca contro il palmo della mano;
ma nell'atto di portarla alla bocca si arrest, insospettito
da uno strano rumore che fece alzare la testa
a Treff, addormentato ai suoi piedi.
Nonostante l'oscurit, Alano si accorse che il cane
aveva rizzato le orecchie, che tutti i suoi nervi erano
tesi. Poi l'animale si mise a mugolare come impaurito.
Un altro sogno?
- Sta' quieto, imbecille; a cuccia! - mormor
Alano con voce rassicurante. - Non c' nessuno.
Non c' che il padrone. -
Padrone, c' anche un altro, protest Treff col
suo mugolio. Sento qualcosa d'insolito, un rumore
che non  naturale: ascolta.
Alano si alz al buio a sedere sul letto. Aveva sentito
un rumore leggero, ma stridulo: uno dei tre
rumori che pi lo affascinavano: il rumore di un
vaso che si apre, quello di un gattino che fa le fusa,
strisciandosi contro la gamba, e il fruscio del broccato
quando una donna lo sfiora con dita leggiere.
Che cos'era quel fruscio di sottane?
- Chi ? - disse forte.
Il fruscio si ripet.
Treff si trascin tremante a capo del letto, cacciando
il muso freddo dentro la giacca di seta del
padrone.
Alano gli accarezz la schiena con una mano e
allung l'altra per accendere la luce.
Nella stanza non c'era nessuno; soltanto, cosa insolita,
la porta che divideva la sua stanza da quella
di Blodwen era socchiusa e dalla fessura si vedeva
la cortina di seta rosa che la mascherava dall'altra
parte.
Alano balz dal letto e and davanti alla porta
mezza aperta, rimanendo immobile, con gli orecchi
tesi, ad ascoltare. Dalla finestra aperta veniva l'incessante
rumore della pioggia che cadeva sulla terrazza.
Alano si avvicin di un altro passo e domand
piano, con voce calma:
- Mi volevate, Fiorella? -
Nessuno rispose. Dall' immenso letto antico, nella
stanza della sposa, usciva il rumore dolce e regolare
del respiro di Fiorella, che senza dubbio dormiva
profondamente.
Pure, altrettanto certamente, egli aveva udito un
fruscio di seta...
Per la seconda volta, da quando aveva portato in
casa la sposa, Alano rabbrivid, come se una mano
invisibile gli avesse accarezzato i capelli.
Immaginazione, ben s'intende. Probabilmente la
cameriera di Fiorella non aveva chiuso bene la
porta e un colpo di vento l'aveva aperta. Alano la
chiuse piano, senza far rumore, e Fiorella seguit
a dormire indisturbata; ma era gi l'alba prima che
Alano riuscisse a prender sonno.
 
Capitolo 9.
CAMBIAMENTI.

Gli sposi Wareham non poterono pi discutere
del nuovo stato di cose nato fra loro, fino al pomeriggio
del giorno seguente. La responsabilit del
ritardo ricadde sull'ospite. Alano giudic Dora Robinson
una creatura timida e insignificante, della
quale non si sarebbe affatto occupato, se l'amicizia
che Fiorella professava per lei non avesse gettato
una nuova luce sul carattere di sua moglie.
Fiorella sembrava una scolaretta in vacanza. Si
sarebbe detto che nessuna nuova difficolt fosse sorta
fra loro, che ella non avesse dichiarato, la sera
prima, la sua intenzione di andarsene. Alano, tornando
dal suo giro d'ispezione nei campi, ud l'eco
di un'allegra risata risonare nel corridoio... Tuttavia,
quando le due amiche fecero la loro comparsa
a tavola, erano serie e composte e discussero gravemente
della pioggia della notte, del sereno che era
tornato quella mattina, del servizio telefonico che
non si sa come vada, come l'avevano dimostrato le
difficolt incontrate la sera prima dalla signorina
Robinson per parlare con l'amica; commentarono
le bellezze e le virt di Treff in particolare e dei
setter in generale. Ma in tutto quel tempo era chiaro
che parlavano in quel modo per far piacere a lui,
che fuori della sua presenza avevano allegramente
chiacchierato di cose che non dovevano interessarlo,e che non appena se ne fosse andato avrebbero
immediatamente cessato la loro artificiale conversazione.
Alano provava l'impressione che Fiorella
avesse chiacchierato per ore e ore, come un fresco
ruscello di montagna, ma non con lui. Ed era stizzito
di non essere messo a parte dei loro segreti,
perch quel semplice fatto gli dimostrava una verit
lampante.
Questa figliuola  felicissima anche senza di me;
pi felice, anzi, senza di me.
Dopo colazione, Dora scomparve quietamente, e
Alano che s'immaginava che sua moglie fosse sempre
con lei, vide dalla finestra della stanza da fumare
Fiorella che andava sola in giardino, senza cappello.
Allora usc anche lui insieme con Treff nel
chiaro pomeriggio ancora scintillante di gocce di
pioggia. Trovarono Fiorella vicina alle serre, di cui
il capo giardiniere aveva aperto i vetri; e Alano
la ud che diceva, chinandosi sulle piante:
- Che profumo delizioso!
- Violette? - domand egli con un cenno della
testa al giardiniere chinandosi anche lui sull'apertura.
- Non vi piacerebbe di coglierne un po' per
la vostra amica? -
Fiorella si raddrizz di colpo, sorpresa e contenta.
- Non vi dispiace? Ci stavo pensando proprio in
questo momento. Grazie tante, - la sua voce era
conciliante, quasi timida. - Volevo proprio chiedervi
il permesso di coglierle, quando siete venuto. -
Alano sorrise.
- Che cosa preferisce la signora, le Regina Alessandra
o le Principessa Mary? - domand Mackenzie,
alzando i vetri di un'altra serra.
La giovane lady Wareham si avvicin a guardare,
ed esit finch il giardiniere non le porse una grossissima
violetta doppia.
- Oh, le Principessa Mary, allora; sono bellissime
con questa sfumatura rosa e bianca nel mezzo;
non ne avevo mai viste di questa specie.
-  la seconda stagione che fioriscono da noi, -
disse Mackenzie - e ne sono soddisfatto perch
sono molto robuste. Devo cogliere subito i fiori
per la signora?
- Forse la signora preferir coglierli da s, -
sugger Alano.
La stette a guardare con piacere, mentre si chinava
ansiosamente sulle piante, allontanando con
cura le foglie, cercando il principio del gambo.
Molte donne, da va in qua, pensava fra s, non
sanno come maneggiare i fiori; ma quella fanciulla
sapeva come si fa a coglierli.
Quando ne ebbe le mani piene, ella si rialz, aspirando
di nuovo quel profumo cos dolce che nessuno
 riuscito ancora a distillare, e poi tese il mazzo ad
Alano. Egli le prese leggermente il polso mentre
annusava le violette. Qualunque altra donna si sarebbe
forse aspettata un bacio furtivo sulle dita,
ma Fiorella no; Fiorella non pens neppure a sfilare
un fiore dal mazzo per infilarglielo all'occhiello.
Alano ne rimase mortificato: una volta le aveva
visto infilare un fiore all'occhiello di Leone Garth,
venuto per qualche giorno da Oxford, al quale ella
aveva offerto un garofano che s'intonasse con la
sua cravatta. Ma ora, che era deciso a interessarla,
non sapeva proprio che farsi dei suoi ingenui gesti
fraterni.
Per lo meno la fanciulla era di umore diverso
dalla piccola tigre della sera prima che aveva tanto
tempestato contro di lui. Ora si mostrava invece
conciliante; si sarebbe quasi anche detto che si pentisse
della sua collera. Alano ne fu contento, ma
quando apr bocca non lo fece nel modo che aveva
previsto prima di addormentarsi, quando aveva proclamato
a se stesso che la signora aveva bisogno
di una lezione. Lui stesso si sentiva .un po' a disagio
e un po'vergognoso, ed era contento che la serenit
fosse tornata fra loro, ci che gli rendeva pi
facile di dirle quello che aveva da dirle.
Camminarono insieme sotto il sole d'autunno per
il viale fiancheggiato da un'alta siepe di bossolo,
che dal giardino conduceva alla terrazza.
- A proposito di ci che mi avete detto stanotte... -
cominci Alano.
- Ah, s; che voglio andar via. -
Queste parole lo fermarono di netto. Credeva che
una volta tornata la serenit non si sarebbe pi parlato
di quell'assurda idea.
- S, s, - disse finalmente - ma a proposito
di ci che abbiamo detto prima. Credo che abbiate
avuto ragione, e che mi fossi mostrato un po'troppo
brusco con la signora Hope-Ellerton.
- Brusco? -
La domanda usc involontariamente dalle labbra
di Fiorella, che lo fiss con due occhi spalancati.
- S, insomma me ne sono pentito e stamani le
ho scritto una lettera, appena tornato dal mio giro
col fattore, per scusarmi con lei. -
 difficile dire che cosa si aspettasse da Fiorella
dopo averle dato quella notizia. Forse che comprendesse
la difficolt di scrivere una lettera simile,
perch non bisogna dimenticare che, nella sua lunga
carriera di conquistatore, Alano Wareham non
aveva mai fatto una tal cosa. E non era stato tanto
facile compilare quella lettera che in fondo doveva
metterlo dalla parte del torto di fronte a una donna
che aveva cessato di piacergli. Non le poteva evidentemente
dire che le scriveva soltanto per far
piacere a quella bambina di sua moglie; d'altra parte
rifletteva che, se si fosse mostrato troppo amabile,
quella scioccherella di Sibilla era capacissima
di farsi delle nuove illusioni.
Finalmente Alano aveva scritto che era dispiacente
che le sue maniere un po' ruvide avessero urtato
la sua eccessiva sensibilit, e aveva terminato
esprimendo la speranza che Sibilla avrebbe dimenticato
l'incidente, per ricordarsi soltanto che egli
era tuttavia il suo sincero amico Alano Wareham.
A questa chiusa anche quella povera testolina vuota
di Sibilla aveva capito che tutto era ormai finito
tra loro, e dopo una nuova crisi di lacrime aveva
accettato l'invito di certi amici che abitavano a
Kenya ed era partita rassegnata, portandosi dietro
una montagna di bauli.
Ma torniamo ad Alano. Con una certa soddisfazione
egli raccont il suo atto generoso, e si attendeva
una parola di approvazione; ma Fiorella disse
soltanto:
- Era il meno che poteste fare. -
Queste parole furono pronunziate senza l'indignazione
della sera prima, ma con la calma sicurezza
che Alano dovesse umiliarsi a chiedere scusa,
quando era necessario.
- L'incidente allora pu considerarsi chiuso, -
disse Alano blandamente ironico.
- S; certo, ormai non potete fare altro. -
Erano giunti in fondo al viale, ma invece di avviarsi
verso la terrazza che li avrebbe ricondotti a
casa, ella torn lentamente indietro. Alano, modellando
il suo passo su quello di lei, la imit, domandandosi
che cos'altro volesse dirgli. Quando la casa
fu scomparsa alla loro vista, ella glielo disse francamente,
come se avesse aspettato soltanto quel momento.
- Ho anch'io da chiedervi scusa.
- Oh, non vedo il perch...
- Ma s! Andai in collera ieri sera, e non avrei
dovuto parlarvi come feci; lo riconosco ora. Soltanto
quello che vi dissi... - confess Blodwen, arrossendo,
leggermente, ma guardandolo risolutamente
in faccia.
Meno male! pens Alano. Le cose si accomodano
pi facilmente di quanto non avessi creduto.
Non avr neppure bisogno di pregarla perch rimanga:
si accorge da s di aver detto una sciocchezza.
A maraviglia!
- Alano, ieri sera vi dissi stizzita che non vi devo
nulla. Come potei mai dire una cosa simile? Si vede
che ero mezza addormentata o che il bicchiere di
sciampagna che bevvi in casa Etheredge mi aveva
dato alla testa, chi sa! Ma come potei dire di non
dovervi nulla, quando vi devo tutto, dal momento
che vi devo la vita?
- Oh, mia cara, non ne parliamo pi: queste son
cose vecchie ormai! - la interuppe egli in tono bruscamente
amichevole e rivolgendole un'occhiata affettuosa.
- Senza contare che il debito non  forse
tutto vostro, Fiorella. -
Ma ella non gli bad; teneva gli occhi fissi in un
punto lontano, come assorti nella visione di un futuro
radioso. E mentre egli attendeva una parola
che li riavvicinasse, ella prosegu:
- Se fossi morta quella notte, non avrei mai... -
Fu interrotta da una voce che la chiamava timidamente
dalla terrazza. La sua amica era uscita e
la cercava. Blodwen le fece un gesto con la mano,
gridandole:
- Vengo subito nella sala della musica per provare
le nuove romanze. Fra cinque minuti sono da
te. -
Poi si volt sorridente al marito, per dirgli, interrompendo
il filo del suo discorso di prima:
- Indovinate quello che a Dora premeva tanto di
dirmi. -
Alano fu sul punto di assicurare che quando un
amico ha tanta fretta, vuole quasi sempre chiedere
del denaro in prestito, ma si trattenne.
- Dora sta per fidanzarsi. Si , diciamo cos, innamorata;
sapete di chi? di Cristoforo Foulkes,
ci che dimostra che i gusti sono molto vari.
- Vale a dire quelli di Cristoforo o quelli della
signorina?
- Di tutt'e due. Sono tutt'e due innamorati. Cristoforo
and la prima volta da lei per cercar di me,
poi ci ritorn per dirle che avevo telegrafato, poi, a
quanto pare, c' tornato spesso per confidarle quanto
si sentiva infelice, e cos via, come vi potete bene
immaginare.
- Me lo immagino benissimo.
- Ecco perch sent il bisogno di telefonarmi ieri
sera. Era stata fuori con Cristoforo, il quale le aveva
domandato se sarebbe stata contenta di sposarlo...
- E lei s'immaginava forse di dover chiedere il
vostro consenso?
- Oh, come? Credete questo? No, no: sent il bisogno
di dirmelo subito, un po' perch sono la sua
migliore amica, un po' perch un tempo Cristoforo
si era figurato di essere innamorato di me... Non
capite?
- Capisco, s; - mormor Alano distratto, ficcandosi
le mani in tasca.
Fra s si domandava, peraltro, se il gesto della
signorina Robinson fosse stato dettato dall'amicizia
o non piuttosto da un infantile senso di trionfo; si
domandava anche se, quell'estate, il giovane Cristoforo
Foulkes, avendo il campo libero, non sarebbe
davvero riuscito a innamorare di s anche Fiorella.
Certo un uomo che non fosse uno sciocco... Ma tutti
gli uomini sono sciocchi in amore.
- Poi Dora mi voleva spiegare quanto  diverso
Cristoforo da come io l'avevo sempre creduto. Lei
lo giudica maraviglioso; cos bello e sempre cos
compito...
- Ah, s? Ma questo ve l'avevo gi detto pi o
meno anch'io, non vi ricordate? Eppure vi ripugnava...
- E mi ripugnerebbe ancora, - disse Fiorella,
stringendosi nelle spalle, mentre la faccia le si rannuvolava.
- Per quanto Dora dica, io vedr sempre
in lui il Cristoforo di un tempo. -
Alano non era dispiacente che la conversazione si
facesse pi intima, perch in tal modo avrebbe avuto
probabilmente modo di cominciare il suo discorso.
Del resto, i suoi sentimenti verso di lei erano
molto mutati in quei pochi momenti che aveva passato
nel giardino in sua compagnia. Ora che era
liberato dall'ossessione di Lalla, la guardava con
altri occhi, per quanto non si rendesse ancora conto
del cambiamento che doveva avvenire in lui.
Stava per cominciare:
Ieri sera quando mi diceste che ero diverso...
Ma ella lo prevenne.
- Alano?
- Signora? -
Ella riprese il filo del discorso dove l'aveva lasciato
cadere.
- Stavo pensando che se non mi aveste salvato
la vita, non avrei mai conosciuto Mervyn Williams;
e se non mi aveste fatto dare lezione da lui, non
avrei mai saputo che la mia voce  bella davvero
e non avrei mai cominciato la mia carriera artistica. -
Alano si ferm di colpo, rimanendo per un momento
cos immobile che Treff si volt e corse a fianco
del padrone.
- La vostra carriera? Ma siete dunque ancora
ferma nell' idea di far carriera come concertista?
- S'intende bene. Ve lo dissi... ve lo dissi fin da
ieri sera che volevo andare a stare da me.
- E vero, ma non lo diceste perch...
- Perch ero stizzita? No, parlavo sul serio.
- Ma, mia cara, non potete andarvene cos alla
ventura...
- Non alla ventura: ci ho riflettuto, e questo 
il mio progetto: vorrei andare a stare a Londra per
ora, per lavorare fra artisti come me. Sarei potuta
andare a stare con Dora, senza questa complicazione
di Cristoforo, ma Dora conosce un'artista che
cerca qualcuno che voglia dividere con lei la spesa
di un appartamento in Chelsea. E io potrei vivere
comodamente con l'assegno che mi avete fatto per
i vestiti. Io per anni e anni non avr bisogno di
nulla, Alano, e quando comincer a guadagnare,
penser a restituirvi tutto ci che tanto generosamente... -
Alano aggrott le ciglia e Blodwen si raddrizz
subito sulla persona, mentre diceva con una nuova
vivacit nella voce:
- Diceste che non mi avreste mai trattenuta qui,
contro la mia volont. -
 vero, Alano riflett in fretta fra s, mentre
lentamente diceva:
- E lo desiderate proprio tanto?
- Ma Alano! Si tratta della mia vita! -
Altre donne avevano in varie occasioni ripetuto
quella frase ad Alano, ma nessuna aveva mai detto
che la propria felicit dipendeva da una rottura con
lui, da un'esistenza di lavoro e di gioie, nelle quali
egli non aveva parte.
Quella era invece la vita di Blodwen Wareham?
Chi lo avrebbe mai creduto!
Naturalmente, avrebbe potuto trovare il modo di
farla desistere dal suo proposito; avrebbe potuto
fare appello al senso di giustizia, molto sviluppato
in lei, per quanto donna, avrebbe potuto ricordarle
che il meno che potesse fare per lui, a cui doveva
la vita, era di non renderlo ridicolo agli occhi di
tutti. Avrebbe anche potuto temporeggiare.
Fiorella, poteva dirle se proprio volete seguire
la vostra carriera, fatelo a poco a poco; non
lasciate la mia casa, come una cameriera che si sia
bisticciata con la vecchia Bent! Lasciatemi organizzare
un concerto qui o qualcosa di simile, ma non
prendete la fuga, facendomi passare per un uomo
che non sappia render contenta una donna neppure
per sei mesi.
Era possibile che, se le avesse parlato cos, Fiorella
non volesse intender ragione? In mancanza
di meglio, Alano avrebbe potuto rivolgersi a Mervyn,
causa innocente di tutto il male.
Senti, Mervyn, avrebbe potuto dirgli questa
idea di mia moglie di dare concerti non mi va affatto
e per amor mio non gliela devi coltivare. Non
pretendo che tu non lodi la sua voce, se realmente 
bella, ma non dirle che l'aiuterai se vuole presentarsi
al pubblico.
E Mervyn Williams avrebbe certamente acconsentito.
Ma poi quale sarebbe stato il risultato? Alano era
sicuro che la sua opposizione avrebbe ottenuto precisamente
l'effetto contrario di quello da lui desiderato.
Quello che voleva, era di essere tutto per quella
fanciulla, di non farle sentire che l'ostacolo al
raggiungimento dell'unica soddisfazione sensuale,
a cui nella sua ingenuit anelava, le veniva da lui;
voleva essere per lei quello che era per Treff: il padrone,
ma anche il datore di ogni felicit.
Per giungere a questo, doveva sopprimersi: la
vittoria  sempre di chi sa attendere.
- Ebbene, - disse forte, con studiata indifferenza.
- Sia fatta dunque la vostra volont. -
 
PARTE QUARTA.


Capitolo 1.
IL CARTELLONE.

Sir Alano decise di non passare i mesi seguenti
alla Prioria, ma di andare all'estero, dichiarando
per tutta spiegazione che dal principio di novembre
alla fine di aprile le Isole Britanniche erano assolutamente
inabitabili, tranne che per le anatre selvatiche,
le anguille e i selvaggi che si dilettavano
di caccia alla volpe. Annunzi poi che aveva sempre
avuto la curiosit di conoscere gli sport invernali
della Scandinavia, di sapere come si festeggia il
Natale in Sardegna e se era vero, come aveva sentito
dire da molti, che la primavera bisogna sempre passarla
in un villaggio di montagna dell'Arcipelago
greco.
Cos disse Alano. I suoi conoscenti, da parte loro,
dissero tutto ci che dovevano dire davanti a lui e,
fra di loro, tutto ci che egli sospettava.
- Il matrimonio di Wareham ha fatto presto fiasco,
non vi pare? La separazione  avvenuta prima
ancora di quanto non si sarebbe creduto... -
E cos via.
La zia Estella, esclam:
- Te ne vai? Senza Bianca? -
Egli fnse di non vedere il dispiacere e l'ansia che
le si leggevano negli occhi.
Di quello che potevano dire i parenti di Blodwen
non se ne cur affatto, Blodwen stessa ci avrebbe
pensato; e cos fu.
Il suo amico Mervyn Williams, quando fu informato
che la sua allieva, la giovane lady Wareham,
avrebbe preso sul serio l'idea di far conoscere al
pubblico il nome di Blodwen Garth e che egli era
pregato di mantenere la sua promessa di farla debuttare,
si limit a dire: Benissimo! ci che si
pu considerare il colmo della discrezione in un uomo
della sua nazionalit.
- Ti ringrazio, - disse Alano asciutto. - E addio
per ora. -
Alano non rimase pi di due giorni alla Prioria,
dopo la partenza di Blodwen, bench naturalmente
non volesse ammettere, neppure fra s, che quei due
giorni passarono terribilmente lenti e che quegl'immensi
stanzoni, ora che non erano pi animati dalla
presenza della giovanissima padrona di casa, erano
il vero ricettacolo della solitudine e della noia.
- Se avete bisogno di qualcosa, ditelo a Mervyn.
Non mette conto che mi scriviate, perch probabilmente
la vostra lettera mi correrebbe dietro per tutta
l'Europa e finirebbe con l'essere rispedita alla mia
banca una settimana dopo il mio ritorno. Perci non
vi confondete a scrivere, Fiorella, - disse con negligenza,
prima di partire.
La sua esperienza delle donne gli sugger che
quello era forse il mezzo d'indurla a scrivere; se poi
non avesse scritto, pazienza; si sarebbe rassegnato;
l'arrivo della posta e il trillo del telefono lo lasciavano
indifferente ormai, da quando il regno di
Lalla era finito.
Capiva benissimo che la sua partenza avrebbe
fatto spargere la voce che si era stancato di sua moglie,
come si era stancato di tutte le altre fiamme
che l'avevano preceduta, ma quest' idea, in fondo,
lo divertiva. Nel suo interno sapeva benissimo che
se per attrattiva s'intende qualcosa tra la passione
e il risentimento; se significava per lui risoluzione
di conquistare quella fanciulla, che per tre
mesi era vissuta sotto il suo tetto come una sorella,
che aveva avuto l'impertinenza di dichiarargli che
non era affatto l'uomo che si era figurata e che aveva
poi desiderato di farsi una nuova vita, allora
quell'attrattiva rimaneva: cresceva, anzi.
Ma al punto in cui erano le cose non gli sarebbe
valso a nulla restare; l'assenza poteva essere un'alleata.
Alano fece i suoi preparativi non rimpiangendo
che Treff. Ma era meglio lasciare la povera
bestia alla Prioria, affidata alla vecchia Bent, piuttosto
che farle subire, al ritorno, una quarantena
di sei mesi, senza il suo padrone.
Le ultime parole che Alano mand a sua moglie
furono per dirle che le aveva fatto spedire il pianoforte
a coda, un Bsendorfer d'incomparabile
valore, che era nella sala della musica alla Prioria.
Poi part. E di tanto in tanto, da vari paesi,
un telegramma, una cartolina postale giungevano
ora alla zia, ora alla moglie, ora a Mervyn.
Sto bene, grazie della lettera, vi auguro buona
salute.
Niente altro.
E torn.
N sua moglie, n sua zia, n il suo vecchio amico,
tutti presi dalle loro varie occupazioni, avevano ricevuto
pi di questi brevi messaggi da Capodanno,
e da un mese non avevano ricevuto nulla affatto.
Torn senza avvertire nessuno, senza dar tempo
di fare qualche preparativo per il suo arrivo, come
aveva fatto molte altre volte alla fine dei suoi vagabondaggi.
In un pomeriggio d'aprile, in cui il sole illuminava
di una luce tenue tutte le cose, Alano Wareham
si ritrov nella sua vecchia citt di Londra.
Londra fece la solita impressione al pellegrino
di ritorno dai suoi viaggi. Tutto pu cambiare; all'estero
poteva aver visto tutti i colori dell'arcobaleno,
le rivoluzioni potevano aver rovesciato le dinastie,
il sole, le tempeste, i temperamenti, i gesti,
potevano essere egualmente drammatici; qui invece
nulla cambiava. Dal momento che, dopo avere attraversato
la Manica color di piombo, fissava lo
sguardo sull' impenetrabile muraglione bianco che
segna il primo apparire delle Isole Britanniche, sapeva
che avrebbe trovato Londra, immutata dietro
al suo velo di nebbia. In estate o in inverno, caldo o
freddo, sempre quel fitto velo copre tutto ci che 
britannico, dal paesaggio alla psicologia degli abitanti.
E sotto il solito velo argenteo, Alano trov
come sempre tutte le promesse della primavera: lill
in fiore, rose di maggio, mughetti, che mettevano
una nota di colore sulle piazze della citt.
Alano Wareham, abbronzato dal sole fino ad apparir
moro e con un vestito indosso ormai molto liso,
svolt in Bond Street in cerca dell'unico negozio
in cui poteva far riparare il suo accendisigari. Si
trattava di un accendisigari speciale, dono di una
bella amica, della quale ormai Alano non conservava
pi nessuna memoria; ma l'accenditore era
diventato insostituibile. Alano trov la bottega, lasci
la macchinetta, e continu la sua strada.
Strano a dirsi, non aveva ancora incontrato una
faccia conosciuta. Ma a un tratto si ferm su due
piedi. Non era stato per arrestato da nessun viso,
da nessuna persona fra i tanti viandanti; soltanto,
davanti alla Sala Eolia, fra i molti avvisi di concerti,
il suo sguardo era stato attirato da un cartellone.
Era l'avviso di un concerto per pianoforte.
Alano lesse il nome in grosse lettere rosse: Mervyn
Williams. Sotto, in lettere pi piccole, si leggeva:
Blodwen Garth (contralto). Il concerto era
annunziato per quella sera.
Alano entr immediatamente e si avvicin allo
sportello, chiedendo un biglietto.
- Stasera? - disse l'impiegato, scotendo la testa.
- Mi dispiace, ma per stasera tutto  esaurito.
- Come?
- Mi dispiace, ma tutto  stato venduto da almeno
tre settimane.  sempre cos per i concerti di
Mervyn Williams. Non c' pi un posto. -
Alano non poteva naturalmente protestare, facendo
valere la sua qualit di marito della cantante.
Non gli restava che andare da Mervyn, il quale certamente
avrebbe trovato modo di farlo passare. Colpa
sua, del resto, per non avere avvertito nessuno
del suo arrivo; erano tre settimane che non riceveva
notizie di nessuno e probabilmente l'avviso del
concerto gli correva in quel momento dietro per tutta
l'Europa.
Si volse di nuovo all' impiegato:
- E la cantante chi ?
- La signorina Blodwen Garth? E una scoperta
di Mervyn Williams che le ha dato lezione tutto l'inverno.
Assicurano che sia una nuova Clara Butt e
che abbia una voce maravigliosa, ma nessuno l'ha
mai udita per ora. E una ragazza gallese, e questa
 la sera del suo debutto. -
E neppure un posto per me in tutta la sala,
sbuff Alano fra s.
Ma la colpa era sua che aveva completamente
trascurato la carriera di sua moglie, e dopo aver
provveduto a facilitargliela in tutto, si era tirato in
disparte, era sparito. Non c'era dunque ragione che
ella non debuttasse senza di lui: al contrario, anzi.
Pure  una cosa strana, pens Alano, molto
seccato dell' incidente.
Diveniva inevitabile che andasse in cerca di Mervyn,
e gli rincresceva di dover rinunziare a fare a
tutti una sorpresa. Il suo maggior diletto era quello
di sorprendere la gente, e gli seccava di non potervi
riuscire; cos almeno disse a se stesso. In ogni modo,
la cosa migliore era di telefonare a Mervyn dal
Circolo, dove aveva depositato il suo bagaglio. Stava
per uscire, quando l'impiegato lo richiam.
- Mille scuse, ma ho trovato un biglietto che ci
 stato rimandato or ora: l'unico.
- A maraviglia, - disse Alano, stupito fra s della
propria contentezza. - E dov' ?
- Non  un posto molto bello veramente. In fondo
all'ultima fila delle poltrone. Vi conviene?
- Benissimo, lo prendo e grazie tante, - disse
Alano.
Pag il biglietto e lo ripose trionfante nel portafogli,
poi usc, e pi lontano, verso Piccadilly, si
ferm per fare un acquisto. Dopo torn al Circolo
per vestirsi e pranzare.
Alano Wareham arriv tardi al concerto, perch
nella sala da pranzo del Circolo s'imbatt proprio
nel suo vecchio parente, il colonnello Tito Wareham,
che non aveva pi visto da quella sera fatale
in Francia.
Dovette invitare il vecchio cugino a pranzo e
ascoltare con buona grazia il suo lungo racconto di
una causa davanti al Tribunale che lo aveva costretto
a lasciare la Riviera, mentre pensava di non rimetter
mai pi piede a Londra. Alano, senza parere,
teneva gli occhi fssi sull'orologio, rodendo il
freno per l'impazienza, accresciuta da una buona
dose di curiosit. Egli adorava la musica, e la musica
era l'idolo di sua moglie che aveva preferito
voltar le spalle a tutti gli altri Di, di solito adorati
dalle fanciulle. E Mervyn, l'uomo che Alano stimava
pi di ogni altro sulla terra, era pronto ad assumere
la responsabilit del suo debutto.
Sorseggiando il suo bicchiere di porto, Alano
ascoltava pazientemente il cugino Tito, che ripeteva
ogni cosa due volte; ma fra s rivedeva le lettere
rosse del cartellone. Il nome di Mervyn Williams in
lettere cubitali: e sotto, in caratteri pi piccoli,
quello di Blodwen Garth (contralto).
La voce di donna che Alano preferiva era quella
di contralto, come per un uomo preferiva il basso
profondo. Una voce di contralto doveva essere come
un getto di miele purissimo; egli in vita sua ne
aveva udite due o tre... e intanto erano le otto e
dieci. Ascoltando con un cortese sorriso le chiacchiere
del cugino, si ricord che l'ultima volta che aveva
pranzato con lui era stato ricompensato della sua
pazienza, udendo una voce di donna, invisibile nella
notte. Era curiosa che gli tornasse alla mente
quella canzone cantata da una donna a lui sconosciuta,
in una modesta pensione di famiglia, in
Francia.
- Se credi, Alano, si potrebbe andare...
- Mi dispiace, cugino, ma stasera  impossibile.
Per dir la verit ho un appuntamento, e non ti
posso neppure invitare a venire con me, perch non
c' neppure pi un posto libero. Il mio amico Mervyn
Williams d un concerto stasera e credo che
canti anche mia moglie, - aggiunse come incidentalmente.
- Davvero? Benissimo. Le nostre signore dovrebbero
coltivare di pi l'arte del canto. Ai miei tempi
lo facevano. E mi ricordo che spesso ammiravo pi
una bella voce di un bel visino; se poi le due cose
andavano unite, le trovavo irresistibili, - confid
il colonnello Wareham al cugino.
- Hai proprio ragione, - disse Alano, osservando
che erano le otto e sedici.
Il suo sorriso di commiato sparve subito mentre
egli dava un ordine al conducente del taxi.
- Alla Sala Eolia, a tutta velocit. -
La solita fermata a Piccadilly fu inevitabile. Alano
fece il cipiglio dietro le spalle del vigile urbano.
Forse farei pi presto a piedi, pens; ma in
quel momento il taxi riprese la corsa.
In cima alla scala che conduceva nella sala dei
concerti, una maschera si fece avanti, dicendo sottovoce:
- Mi dispiace, signore, ma ora non si pu entrare.
- Perch?
- Bisogna che abbiate la pazienza di aspettare la
fine del primo numero. Non  permesso di aprire
le porte mentre Mervyn Williams suona.
- Ah, s? -
Alano ascolt attraverso la porta chiusa i suoni
soffocati del pianoforte di Mervyn, che con un tocco
magistrale eseguiva una rapsodia di Litz.
Dopo l'ultimo accordo, segu un uragano di applausi,
durante i quali le porte furono aperte, e
Alano, stimolato dalla musica, eccitato, coi nervi
tesi, and a prendere il suo posto.
Finalmente!


Capitolo 2.
ALLA RIBALTA.

Alano alz subito gli occhi al palco, dove il suo
amico, in piedi vicino al pianoforte, abbassava a
intervalli la testa, come un uccello quando beve:
solito gesto di Mervyn, quando intendeva di fare
una riverenza. E la sua espressione diceva chiaramente
che tutto quel chiasso non lo divertiva eccessivamente.
Alla fine, dopo un altro inchino, egli si
allontan zoppicando. Il rallentamento degli applausi
ced il posto a quel leggero fruscio, indice
che gli spettatori svoltano il foglio del programma.
Alano guard il suo.
Le canzoni che la fanciulla avrebbe cantato non
portavano nessun titolo; ci che era indubbiamente
un'astuzia di quel furbo di Mervyn, che per quanto
artista, anzi forse perch artista, aveva una specie
di genio per la rclame.
Il programma annunziava semplicemente:
Blodwen Garth.
a) Romanza inglese.
b) Romanza tedesca.
c) Romanza popolare gallese.
Alano, senza voltare la testa, si guard ai lati.
La poltrona accanto alla sua era occupata da una
di quelle persone in smoking e cravatta nera che
non si sa se siano uomini o donne, finch non si
sono viste le loro gambe. I capelli per erano un
po'troppo lunghi per una donna.
Nessuno aveva visto Alano. Scorrendo con gli occhi
le file di teste che aveva davanti, egli riconobbe
i capelli lunghi e il diadema di brillanti di sua zia,
la vecchia lady Wareham, accanto alla testa biondo-cenere
della signora Hunstatton. Riconobbe qua
e l qualche celebrit del mondo teatrale, vide una
testa tutta bianca, magnificamente pettinata, che
sovrastava il profilo vivace e malizioso di una signora
vestita di nero, qualche parente di Mervyn,
probabilmente; pi in l un paio di soldati e, pi
a sinistra, la famiglia di sua moglie: il maggiore
Garth, sua moglie, le due ragazze e... perbacco,
il profilo dello studente di Oxford, cos straordinariamente
somigliante a quello di sua sorella, che
Alano ne prov quasi un tuffo.
Qualcuno entr piano alle sue spalle e si diresse
in punta di piedi verso le prime file: un giovanotto
alto, elegante, probabilmente un giovane diplomatico,
che col suo arrivo fece voltare vivacemente una
testolina fulva. Nel movimento due spalle candide
uscirono da un mantello rossiccio e Alano riconobbe
Amata Fortescue.
Dunque, anche Amata era venuta a sentire la ragazza?
Alano pens che certamente tutti i suoi amici
dovevano essere accorsi per la curiosit di sentire
sua moglie.
Gli spettatori discorrevano animatamente fra
loro, quando Mervyn Williams ricomparve, tenendo
per mano...
- Eccola,  lei, - bisbigli la folla. - Blodwen
Garth! Com' bella! -
Alano vide il suo amico che accompagnava sua
moglie in mezzo al palco. Vide una testina bruna
e ricciuta, due grandi occhi e un viso di cherubino
che uscivano fuori da un involucro bianco e verde,
con qualcosa di rosso che le scendeva fino ai piedi,
terminando in una lunga frangia. Pens che quella
era stata certamente un' idea di Mervyn, il quale
aveva voluto fare apparire la sua protetta tutta
ravvolta nei suoi gai colori nazionali: il grande drago
rosso del Galles, su un fondo verde smeraldo.
Blodwen Garth rispose al cortese applauso del
pubblico con una graziosa riverenza, che la fece
sembrare un fiore che si piega sullo stelo sotto la
brezza. Mervyn gett un'occhiata d'incoraggiamento
alla sua allieva e le lasci andare la mano. Mentre
si dirigeva zoppicando al pianoforte, la ragazza
apr lo scialle e lo gett sulla spalliera di una poltrona,
rimanendo con un abitino bianco, spumoso,
che le modellava graziosamente le forme adolescenti.
Alano, che s'intendeva di vestiti, vide subito che
non si era messa nessuno degli abiti comprati per
lei a Parigi, ma un modello di Molyneux, foggiato
con un raso resistente e pieghevole come la pelle
e di un colore che non si poteva dire n crema, n
carnicino, n avorio, ma una felice combinazione
dei tre.
Mervyn fece risonare un accordo e la ragazza sorrise.
Sulle prime Alano quasi s'immagin che
l'avesse visto e che sorridesse a lui, ma subito si accorse
del suo errore. Gli torn in mente il dialogo
di Colette col gatto.
- Gatto, che cosa guardi?
- Non guardo nulla, guardo. -
Quel medesimo sguardo  ancora vivente, dopo
migliaia di anni, sul volto della sfinge; se ne vede
qualche volta il riflesso su un volto di donna. La
fanciulla, sua moglie, Fiorella, l'artista, non sorrideva
a lui, non sorrideva a nessuno degli spettatori;
sorrideva. E a un tratto, senza il minimo tremore,
proruppe nella sua prima canzone. O piuttosto
la canzone sgorg dalle sue labbra estatiche.
Il mio onore, il mio cuore  come un uccello ohe canti...
Fin dalle prime note, Alano si sent trasportare
lontano, lontano, sulle ali della fantasia. Non avrebbe
saputo dire se la canzone fosse nuova o vecchia,
se le parole che cantava fossero di Cristina Rossetti
o di Irving Berlin. Sentiva soltanto la sua voce!
Teneva il mento sollevato, gli occhi fissi sopra le
teste degli spettatori, come in cerca di qualcosa...
di una cosa da lungo tempo svanita dalla sua vita,
di cui udiva ancora l'eco distante. S, il sogno, il sogno
che soltanto la musica poteva rievocare.
Ascoltava come in estasi, e alla fine della canzone
si accigli ferocemente al suono dei primi applausi.
Perch la gente sente sempre il bisogno di sciupare
ogni cosa? Il frastuono aveva interrotto l'estasi,
ma il sogno non si era dissipato.
La fanciulla s'inchin graziosamente, con un leggero
incarnato sulle guance. Gli applausi sonavano
cos sinceri che un leggero sorriso di trionfo
comparve non sul suo viso, ma su quello del suo
maestro. Alano che lo conosceva bene, lesse il suo
pensiero:
La battaglia  vinta.
Gli applausi si fecero pi insistenti, ed ella s'inchin
pi profondamente, come costretta a piegarsi
sotto il loro peso. Dove aveva imparato quel gesto
grazioso di giungere le mani e allargare le braccia,
piegandovi in mezzo la testina? Alano si sent
invadere da un momentaneo impeto di collera a
pensare che doveva star l, in mezzo alla folla, che
per la prima volta le vedeva fare quel gesto; che
doveva star l, fra tanta gente, che udiva cantare
per la prima volta sua moglie.
Mervyn tagli corto agli applausi, cominciando il
preludio della seconda romanza: Il Fiore di Loto.
I gravi accordi di Schumann, profondi come laghi,
accompagnarono la selvaggia desolazione dei
versi di Heine:
Die Lotosblumt ngstigt rieh vor dtr Sonne praeht...
Alano fu ripreso dall'estasi. Era venuto l, provando
per lei quel misto di avida curiosit e di desiderio
nato dalla contrariet, che aveva gi provato
per molte donne dall'et di diciannove anni in poi,
e ora sentiva che quegl'impulsi lo abbandonavano.
I due occhi scuri, che seguivano ogni movimento
della fanciulla, non erano gli occhi conosciuti da
Sibilla o da Billy Richards. Tornando indietro col
pensiero a otto mesi prima, cercava di rivedere Fiorella,
la sua piccola naufraga del Perch Vinifredo.
Come era stato allora insensibile al suo richiamo!
Quella sera ella lo aveva lasciato freddo della stessa
freddezza che provava per lui, l'amatore che di solito
rispondeva subito al richiamo delle donne. Ma
forse appunto quella rapidit di sentimenti era una
prova della loro superficialit. Una tenda per la
notte si rizza in un momento e altrettanto presto
si abbatte; ma le fondamenta di una casa vanno
messe lentamente.
Forse, pensava Alano stupito fu proprio quella
notte sul Mediterraneo che vide mettere le prime
fondamenta del mio affetto per quella fanciulla.
Perch se  vero che vi  una sola donna nella vita
di un uomo, egli sentiva di averla davanti. Era lei,
non Lalla, era quella fredda ninfa dalla voce cos
dolce. Colei, che, nonostante i suoi vent'anni, era
ancora in tutto una bimba, doveva riparare i danni
fatti dal vampiro di trenta. Era lei che riconduceva
l'amore nella vita di quell'uomo, lei...
Un fiore di loto che teme
il sole, il suo raggio dorato...
La romanza fin. Gli applausi scrosciarono interminabili;
di nuovo ella pieg i riccioli bruni tra le
belle braccia. Poi alzando la testa scambi un'occhiata
con Mervyn. Il gallese, con un leggero battito
d'occhi e un piccolissimo segno di testa verso la
poltrona, le indic lo scialle. Ella lo raccolse dalla
spalliera dove lo aveva gettato, mentre Mervyn cominciava
il preludio, scritto per arpa, come quello
di tutte le canzoni gallesi. Fece risonare degli accordi
che sembravano realmente usciti da un'arpa,
e Blodwen si ravvolse di nuovo nello scialle verde
col drago rosso, preparandosi a cantare.
- Serenata gallese, - pronunzi la voce chiara e
distinta di Fiorella. - E intitolata: Mentra Gwen,
cio: Osa, Gwen, dal nome della ragazza sotto le cui
finestre l'innamorato canta: Wenaf wen, wenaf
wen, che vuol dire... credo che si possa tradurre:
bella fra le belle. -
E subito la serenata incominci. Alano, ascoltando
divertito il cambiamento di tono, indovin chi
aveva suggerito di cantare con quella vivacit, cambiando
di espressione e d'intonazione a ogni nuova
strofa, tanto che anche i meno versati nella musica
potevano con sicurezza sorridere.
Notando il sorriso d'intelligenza che andava dalla
cantante al pianista, Alano si ramment di un incidente
avvenuto nella sala della musica alla Prioria.
Avevano avuto tra loro una discussione sulla
verit o meno dell'opinione diffusa che i Gallesi siano
pi pronti al riso, pi musicali, pi amanti dello
scherzo dei loro vicini inglesi. E Mervyn aveva
detto:
- Te lo dico io perch: secoli di puritanismo sono
passati su questa isola e hanno distrutto molta sana
allegrezza, molta volutt, il senso di ci che il poeta
Herrick chiama libertinismo innocente. La psicologia
degl'Inglesi ha alla base troppe proibizioni
e troppe fobie. Il puritanismo cos cupo ha ucciso
l'allegria dell' Inghilterra, ma non  mai arrivato
fra le montagne del Galles.
- Storie! - aveva replicato Wareham. - Forse
che i metodisti non si sono impiantati anche l?
- S, ma non tanto profondamente; non hanno
intaccato le radici. Hai mai visto i fuochi sulle montagne? -
Evidentemente Fiorella li aveva visti, perch i suoi
occhi brillarono al ricordo.
- Quando il fuoco si spenge, tutto  nero, - disse
Mervyn - nero come la notte; si crederebbe che in
quel punto non dovesse pi spuntare un filo d'erba.
Ma aspetta fino a primavera, e vedrai. Nei punti
pi neri troverai un prato verde come lo smeraldo,
perch le radici non erano state toccate. E il segreto
del Galles! Tutta la civilt anglosassone non
pu distruggere le nostre radici! -
Il pubblico mostr di preferire la nuova cantante
gallese proprio nella sua lingua materna. Blodwen
Garth dov tornare pi e pi volte alla ribalta, a inchinarsi
e rinchinarsi, finch si volt verso Mervyn
per avere il suo cenno di consenso.
La canzone che cant per rispondere alle richieste
di bis pose termine a un dubbio di Alano, che subito
si ricord dove avesse gi sentito quella voce.
Era... la voce che aveva udito in Francia, quella
notte in cui il destino lo aveva portato davanti a
una modesta pensione di famiglia, da cui usciva un
canto che aveva avuto il potere di risuscitare i suoi
sogni. Era quella fanciulla che cantava allora, come
ora:
Vorrei essere un ramo di pesco fiorito...
La voce tacque, ma il sogno rimase. E il pubblico,
ignaro, sorse in piedi per festeggiare la fanciulla.


Capitolo 3.
IL MARITO DELL'ARTISTA.

S, si alzarono tutti per acclamarla. Gli applausi
non finivano pi e insieme si udivano numerose grida
di: Brava, brava! Era evidente che la piccola
artista gallese, sia per la sua voce, sia per la
sua bellezza o per queste due cose insieme, aveva
conquistato il cuore del pubblico.
Alano, attento a tutto ci che accadeva, sentiva
gli applausi e gli elogi, ma attendeva qualche altra
cosa. Si accigli un poco, quando vide che le veniva
porto un gran cestino dorato, ricolmo di lill bianchi.
Chi glielo mandava? Al cestino seguirono altri
fiori: un grosso mazzo di narcisi, semplici narcisi
ai quali era legato un drago di legno scolpito e dipinto
in rosso. Poi un ramo di lauro e s... eccolo
finalmente: un gran mazzo di rose rosse, le stesse
che Alano aveva scelte e ordinate nel pomeriggio,
da un fioraio di Bond Street. Rose rosse, legate con
un gran fiocco scarlatto! Alano non avrebbe potuto
sceglier meglio se avesse saputo che vestito ella indosserebbe
quella sera. Aveva sentito dire che non
c' donna che non provi un raro piacere al dono di
una rosa rossa, se essa gli viene da un uomo che
le piace, e quel pomeriggio se ne era ricordato.
Ora per non ci pens neppure per un attimo, quando
vide il viso delicato di Fiorella illuminarsi tutto
alla vista delle rose, sulle quali ella chin la testa,
stringendosele al petto. Alano ne ebbe un senso di
contentezza, molto diverso da quello che avrebbe
provato un'ora prima. Non era pi il fortunato corteggiatore,
che si rallegra con se stesso di avere di
nuovo indovinato la mossa; era semplicemente contento
che la fanciulla avesse gradito i suoi fiori.
Poi ella scomparve, e per la prima volta in vita
sua Alano ascolt con impazienza il resto del programma
nel quale il solo Mervyn aveva parte.
Finalmente il concerto termin: il pubblico si rivers
verso l'uscita e un momento dopo sir Alano,
in piedi vicino alla porta degli artisti, salutava le
persone di sua conoscenza.
- Come va, zia Estella? S, il pellegrino  di ritorno,
come tu dici. E tu, mia cara Elena? Oh,
Leone, come stai? - Come quel ragazzo somiglia
a sua sorella! - Buona sera, come state?  stata
una bella serata davvero. -
A tutti i parenti di Blodwen fu necessario dir
qualcosa, ci che non fu facile. Alano represse a
stento il desiderio di vedere scoppiare un incendio
che mettesse tutti in fuga. La zia Estella disse qualcosa
sul ricevimento in casa di Williams, domandando
chi andava con lei in automobile.
Un ricevimento?
Ma sicuro; era inevitabile, dopo il concerto.
- Vieni anche tu, Alano, non  vero? -
Ed egli rispose, com'era naturale, che sarebbe andato
certamente, pur non essendo invitato.
- Oh, Amata, buona sera! -
La sua antica fiamma aveva tutta l'aria di aver
fretta. Con un leggero cenno di testa, mormor appena:
-  stata deliziosa, non  vero, Alano? Come
canta bene!... E voi come state? Mi avevano detto
che eravate a Timbuct.
- Ci sono; c'ero, sono tornato oggi. E voi?... -
Ma Amata era gi sparita, seguita dal giovane
alto che aveva tutta l'aria di un diplomatico.
Dell'altra gente... Una vocetta timida, che diceva:
- Come state, sir Alano, non mi riconoscete pi?
- Come no? -
Ma sulle prime non aveva riconosciuto davvero
quella ragazza timida per l'amica di Fiorella, la signorina
Robinson, che aveva passato un paio di
giorni alla Prioria. Ella era accompagnata da un
giovane alto e biondo... Mio Dio, era mai possibile?
Era proprio lui!
- Ma voi siete Foulkes, non  vero? -
Il giovane ed erculeo Cristoforo Foulkes mostr
una doppia fila di candidi denti in un radioso sorriso,
contento di s, di quel modesto topolino che
l'accompagnava, della vita. Era strano pensare
all'importanza che Cristoforo aveva avuto nella vita
di Dora Robinson, di Fiorella e di lui stesso, Alano!
Cristoforo, che rappresentava l'universo per Dora,
aveva invece rappresentato per l'altra fanciulla una
tragedia insostenibile; Cristoforo, che all'aspetto
era uno dei tanti bravi ragazzi anglosassoni, Cristoforo,
senza la cui esistenza Alano non si sarebbe
trovato quella sera sulla porta della Sala Eolia, ad
attendere con l'impazienza di un collegiale l'apparizione
della sua fanciulla.
Finalmente, finalmente! Blodwen usc fuori, tutta
ravvolta nello scialle bianco rosso e verde, tenendo
sul braccio il suo fascio di rose. Mervyn, nella mano
libera dal bastone, era carico del mazzo di narcisi,
del lauro e del cestino di lill. La fanciulla gli stava
parlando. Prima che si fossero accorti di quella figura
vestita di nero, ritta all'ombra di un pilastro,
Alano ud la voce melodiosa che diceva:
- Ho capito subito che i narcisi col drago erano
dono vostro e della signorina Alice: il lill bianco
 della zia Estella e di Elena. Il lauro di Amata Fortescue,
perch ella dice che nessuno pensa mai a
offrirlo a una donna! Ma non so capire chi mi abbia
mandato le rose rosse.
- Non avete guardato se ci fosse il biglietto da visita
di qualche ammiratore? - domand Mervyn.
Allora il marito di Blodwen si fece avanti.
- Le rose sono mie, - disse fissando Blodwen
in volto, mentre le stringeva la mano. - Come state?
Mi congratulo.
- Alano! Alano! - esclam la giovane cantante,
alzando la testa e spalancando gli occhi.
Il suo viso e l'accento esprimevano un sincero
piacere, ma Alano non si lasci ingannare: era tutt'altro
genere di piacere di quello che le donne di
solito gli dimostravano vedendolo.
Pure egli sorrise.
- Mi rallegro, Mervyn, - disse rivolgendosi al
suo amico.
- Sei riuscito a entrare, eh, briccone, - brontol
Mervyn fingendosi disgustato. - Ti sarebbe
stato bene se non ci fossi riuscito, dopo aver lasciato
i miei telegrammi senza risposta. Avevo ormai rinunziato
a vederti.
- Avevi telegrafato? -
Mervyn gli lanci appena un'occhiata, prima di
riprendere con affettuosa durezza:
- Ebbene,  ancora presto! Purch tu non interrompa
subito la mia riunione, puoi venire a Chelsea
con tutti gli altri. -
Alano, che non aveva mai tanto detestato l'idea
della folla, Alano che pensava:  assurdo che non
mi possa portar via questa figliuola alla Prioria con
me, dov rispondere con elaborata cortesia che
sperava di non disturbare nessuno. Si un quindi ai
due musicisti che presero posto nell'automobile di
lady Wareham con gli Hunstatton.
La loro vettura faceva parte di una piccola processione
di altre automobili, diretta al cottage di
Glebe Place, in Chelsea, ricostruito e trasformato
in un ampio studio che prendeva luce dall'alto.
La sala  comparsa una prima volta nella nostra
storia come una caverna gelida, spazzata da correnti
d'aria, con Mervyn che, tremante di freddo,
in cappotto e pigiama, urlava al telefono in risposta
alla chiamata di Alano. Quella sera lo studio
era invece trasformato, con una nuova disposizione
di mobili e una profusione di luci colorate: lampadine
elettriche velate di colori tenui, candeline da
notte poste dentro grandi globi di cristallo color
porpora che mandavano una luce diffusa come quella
di una lucciola, e una foresta di candele infilate
in candelieri di terracotta e di porcellana; un luogo
proprio adatto a una cena di artisti. La lunga
tavola, che di solito serviva a stirarvi sopra il vestito
da sera di Mervyn, fungeva da credenza e sosteneva
delle vere montagne di sandwich artisticamente
tagliati, brocche generose di vini scelti, vassoi
di pasticcini e dolci di ogni genere. Il servizio
era disimpegnato dalla donna che andava tutti i
giorni a fare le faccende di casa di Mervyn e che
quella sera era comparsa vestita correttamente di
nero in cuffetta e grembiule bianco, seguita da uno
stuolo di accoliti, che per una sera avevano dimenticato
i loro modi di camerieri di caff.
Alano era stato spesso nello studio di Mervyn, ma
dur fatica a riconoscerlo, affollato in quel modo di
gente. A quanto pareva, tutti coloro coi quali aveva
parlato al concerto erano presenti anche al ricevimento,
con in pi molte altre persone a lui perfettamente
sconosciute. Si accorse per subito che tali
non erano per Fiorella, poich essila circondavano,
costruendo una vera barricata intorno a lei, nascondendo
il suo visino animato, i suoi riccioli
neri, la sua figurina avviluppata nel raso. Di l a
un momento Alano vide una piccola celta dai capelli
bruni, vestita impeccabilmente e col viso animato,
che si avvicin a sua moglie, dicendole:
-  sempre un piacere d'incontrarsi fra gallesi
a Londra. -
E Alano riconobbe in lei la prima deputatessa
gallese al Parlamento.
Accanto a s ud un uomo, a lui sconosciuto, che
diceva:
- Devo dire una parola alla signorina Garth! -
Signorina Garth? Ma naturalmente, non  di moda,
oggi, che un'artista mantenga il suo nome da
ragazza? Non fa cos un numero infinito di scrittrici,
di dottoresse, di cantanti, oltre che di attrici?
L'unica donna di sua conoscenza che tenesse al
titolo di signora era la vecchia Bent, che, fra parentesi,
non aveva mai avuto la pazienza di prender
marito, come ella stessa diceva.
La met delle donne un po' conosciute si sarebbe
offesa a sentirsi chiamare signora; sarebbe dunque
stato assurdo impermalirsi per quel signorina
Garth. Alano non poteva trovarci nulla da eccepire;
eppure detestava di sentire sua moglie chiamata
in quel modo.
Evidentemente, per, poco importava in quel luogo
quel che Alano pensasse o non pensasse. Nessuno
si occupava di lui. L'attenzione di tutti era concentrata
su Blodwen Garth. L'uomo che aveva dichiarato
di volerle dire una parola, la teneva ora per
tutt'e due le mani. Era un uomo di circa quarant'anni,
con una faccia scura e intelligente, che Alano
non aveva mai visto. Donne che Alano vedeva
per la prima volta, si erano raggruppate intorno a
sua moglie, tubando come colombe per esprimerle
la loro ammirazione. Alano comprese che tutta
quella gente, il cui chiacchierio si rinnovava intorno
a lui come l'onda sui ciottoli della spiaggia, dimostrava
a sua moglie un interesse dal quale egli
era escluso. Capiva anche che ella era pi felice di
quanto non fosse mai stata. La musica, Mervyn, i
suoi amici, artisti come lei, erano quelli che le procuravano
la felicit, ed ella si divertiva pi di quanto
non avrebbe mai potuto divertirsi alla festa pi
pomposa che egli avesse potuto procurarle.
L'antica casa storica, la lunga tavola da pranzo
della Prioria, i piatti d'oro, l'argenteria... Ella preferiva
Chelsea e i candelieri di terracotta e la donna
di servizio di Mervyn. La rivelazione fu un altro
colpo crudele per lui. Aveva creduto di mostrarsi
abile, aveva creduto di riconquistarla, apparentemente
secondandola nella sua idea di vivere separati.
Possibile che avesse invece commesso il pi
grave sbaglio di tutta la sua vita? Che si fosse dato
l'ascia sui piedi? Possibile che quella strana fanciulla
non conoscesse altre ambizioni, non si curasse
d'altro?
Erano queste le domande che tormentavano Alano,
mentre rispondeva distrattamente a quelle che
gli venivano rivolte.
Mervyn passando lanci un'occhiata al suo amico;
non c'era un po'di apprensione nell'occhio di
Mervyn? E sua zia, e sua cugina, non si domandavano
forse se Alano fosse contento? Sotto le congratulazioni
e i soliti discorsi d'occasione, che coprivano
il disagio di un primo incontro, che cosa
pensavano nell'anima? Il mormorio delle voci continuava
incessante.
-  una bella riunione questa, non  vero? -
disse ad Alano una donna vestita alla cinese, che
poi gli domand se cantasse o sonasse.
- N l'uno n l'altro, purtroppo; mi limito alla
parte di ascoltatore. -
La donna lo guard di nuovo, poi esclam:
- Oh, che stupida! Vi avevo preso per un altro,
ma ora vedo che siete il marito di Blodwen Garth,
non  vero? -
Fino a questo punto? pens Alano. Sono diventato
il marito di Blodwen Garth. Mi pare che
questo passi un po' la parte.
Il profumo delle rose e dei lill di Fiorella giunse
fino a lui. Si accorse cos di essersi avvicinato inconsapevolmente
a lei, che in piedi discorreva con
la zia Estella. La vecchia lady Wareham ebbe tutta
l'aria di credere che egli dovesse essere orgoglioso
dell'esito del concerto. Ed egli la ud rispondere:
- Ma certo, immensamente! Non sapevo che questa
figliuola fosse tanto brava.
- Non sapevo neppure io di possedere certe note,
finch Mervyn non mi ha insegnato a metterle fuori,
- spieg Blodwen con semplicit.
Ella dimostrava una piena sicurezza di s, ma
senza l'ombra di presunzione, ci che  indice di
vero valore. Alano lo not: ma desiderava di parlare
con lei da solo a sola; aveva mille cose da domandarle,
ma prima che potesse parlare qualcuno
piomb fra di loro con un leggero: Domando
scusa. Era l'uomo che poco prima l'aveva presa
per le mani; e ora Alano riconobbe in lui l'agente
di Mervyn.
- Signorina Garth! - (Perch quell' impertinente
non poteva dire lady Wareham?) - Vorrei sapere
in che giorno potreste venire a colazione con me
per parlare di quell'affare del concerto. -
Signore! Degli altri concerti? Ma naturalmente:
era convenuto che quella dovesse essere la sua
vita. Suo marito si ricord delle precise parole che
ella gli aveva detto:
-  la mia vita, Alano. -
La cosa sarebbe durata degli anni. La signorina
Garth si sarebbe fatta sempre pi conoscere, sarebbe
diventata famosa, avrebbe bastato a se stessa...
Suo marito l'avrebbe vista forse un paio di
volte nella stagione; forse di tanto in tanto sarebbe
andata a prendere il t alla Prioria, conducendo
con s degli amici e ripartendo in gran fretta per
arrivare in tempo all'Albert Hall o in qualunque
altro luogo dovesse cantare... Signore!
E mentre Blodwen guardava l'agente tutta eccitata,
Alano si allontan bruscamente.
Altri gruppi si formarono. Ora Alano ud una
voce femminile che si rivolgeva a Mervyn.
- Stasera, al concerto, ho visto la vostra amica
con quei bei capelli rossi, la signorina Fortescue,
Mervyn. Non viene dunque qui?
- No, credo che sia andata a un ballo. -
 Povero ragazzo I pens Alano indovinando che
Mervyn si era bruciato le ali a quella fiamma.
Mervyn sapeva che cosa significasse sognare e
penare per una donna che lo trattava con semplice
amicizia e che era capace di lasciare la pi bella
musica che egli potesse produrre per gli urli del
sassofono che sonava una canzonetta di moda, al
cui ritmo ella ballava con un altro. Mervyn avrebbe
dovuto guarire di quella passione, come lui era guarito
dalla sua infatuazione per Lalla. Tutti finiscono
col dimenticare: eccetto naturalmente quando
l'unica ragazza che ci sia al mondo per un uomo
dichiara che non sa che cosa farsi di lui. Nella sua
illogica disperazione, Alano strinse i denti, dicendo
fra s:
Non c' rimedio. Quando uno ha avuto una fanciulla
in mano ed  stato tanto insensato di lasciarla
andare, come gli  possibile farla tornare indietro?
Come si pu fare? Che cosa si pu fare? Ma quando
questa maledetta festa sar finita, se mai finisce,
insister assolutamente perch mi conceda almeno
un'ora tutta per me. -
In quel momento si trovava all'altra estremit
dello studio, in un gruppo d'uomini che chiacchieravano
centellinando il loro bicchiere, e ud domandare
al maggiore Garth:
- Non ci siamo gi conosciuti a una partita di
caccia nel Galles? -
E la voce del padre di Fiorella, sempre un po' querula,
spieg:
- S; nella nostra antica casa. L'antica casa della
mia prima moglie; la mia figliuola qui e suo fratello
ci sono nati e cresciuti. S,  una bella parte
del mondo... E sapete che ora la casa  in vendita?
Gwyngarth. Lessi l'avviso nella Vita Campagnuola
della settimana scorsa. La presi in mano per
caso, al Circolo, e vidi l'avviso... Non lo so affatto.
 troppo piccola per una casa di campagna, secondo
il gusto odierno, e troppo grande per un villino
in cui passare un paio di giorni dal sabato al luned.
La comprerei io se potessi, senza pensarci su
due volte. Ma sono convinto che mia moglie e le ragazze... -
Qui un certo brusio verso la porta annunzi l'arrivo
di nuovi invitati. Altri artisti, musicisti, o attori,
che avevano lavorato fino a quell'ora, invasero
lo studio di Mervyn. Il suo antico condiscepolo,
sentendosi pi che mai un pesce fuor d'acqua, si
ritir sbuffando in una piccola alcova sotto la galleria,
da dove poteva gettare occhiate rabbiose verso
la porta d'ingresso. Non avrebbe mai finito di
venir gente?
- Alano!
- Chi ? -
Alano si volt, e vide sua moglie.
 
Capitolo 4.
L'APPARTAMENTO in CHELSEA.

Ah, finalmente! Avrebbero ora potuto trovare un
cantuccio quieto dove poter fare quattro chiacchiere
in pace. Alano, contento, sorrise al viso di cherubino
e ai riccioli bruni che si alzavano verso
di lui.
- Ah, eccovi... - Stava per aggiungere cara,
ma si trattenne; troppa gente glielo diceva, e il termine
affettuoso era diventato di tutti. - Fiorella,
stavo appunto domandandomi se non foste pronta
a uscire da questa baraonda.
- S, ma aspettate un momento, Alano; prima vi
devo presentare alla signora Forrest-Holme che 
venuta ora. Sapete chi ?
- Lo dovrei sapere?
- Ma si capisce;  quella bravissima sonatrice
di clavicembalo che sta con me... Cio ha il suo
studio altrove, ma divide con me l'abitazione, non
ve ne ricordate?  arrivata ora da un concerto.
- S, s, me ne ricordo. -
Blodwen lo guid tra la folla fino alla signora
Forrest-Holme, che era una donnina graziosa, con
dei lineamenti che sembravano ritagliati da una
stampa del diciottesimo secolo, rappresentante un
concerto a Corte del giovane Mozart. I suoi capelli
morbidi sembravano incipriati e le scendevano in
due riccioli, accuratamente pettinati, ai due lati
delle guance. Aveva al collo un nastro di velluto
nero, tenuto fermo da uno spillo quadrato di smalto
rosa. Il vestito di un rosso vinato le ricadeva a strascico
con le sue pieghe alla Watteau, spazzando
l'impiantito lucido dello studio di Mervyn. Era lei
il genio che con le sue manine delicate e capaci
strappava da un vecchio strumento le armonie della
Corte di Maria Teresa per versarle nelle orecchie
di un pubblico stordito dal jazz-band; era quella la
donna che condivideva l'abitazione con sua moglie.
Alano fu amabilissimo con lei. Si riscosse per
fin quasi al punto di dimenticare la sua urbanit,
quando Blodwen, prendendo in mano il suo scialle
multicolore, gli disse inaspettatamente:
- Ci accompagnate a casa, Alano?
- Come?
- Stiamo qui vicine, sull'Embankment.
- Ah, laggi? - In ogni modo, aveva avuto risposta
a una delle domande che voleva rivolgere
a sua moglie. - S, naturalmente. Ci sono dei taxi
qui fermi; siete pronte?
- La signora Forrest-Holme  stanchissima e io
casco dal sonno, - confess la piccola cantante.
- Mi sono tanto divertita stasera, ma ora vorrei andare
a letto.
- Venite allora, - diss'egli.
L'appartamento era a pochi minuti di distanza.
La piccola sonatrice di clavicembalo domand se
sir Alano avrebbe gradito di entrare per qualche minuto
per vedere dove abitava sua moglie. Alano rispose
che sarebbe entrato molto volentieri.
- Purch promettiate di andarvene subito, allora, -
dichiar Blodwen. - Scusate la mia poca ospitalit,
ma... - la frase fin in uno sbadiglio.
Forse l'invito sarebbe stato pi incoraggiante se
fosse stato pi formale, ma Blodwen, sebbene fosse
contenta di aver visto Alano, non provava alcuna
timidezza e lo trattava come la piccola sonatrice di
clavicembalo. Ella volt verso di lui il viso insonnolito
di una bimba, e gli dette a tenere i fiori,
mentre cercava la chiave nella borsetta.
La porta si apr.
- Vi faccio strada, - disse Blodwen entrando in
un corridoio col pavimento coperto di linoleum e
tanto stretto che il suo unico porta-ombrelli occupava
tutta la parete di fondo.
Alano pens involontariamente al grande vestibolo
della Prioria, coi suoi pannelli di quercia lucida,
con le sue brillanti armature e le pareti piene
di ritratti. Lo rivide a un tratto rischiarato da una
luce non troppo viva, come in quella sera in cui vi
aveva condotto per la prima volta la sposa; rivide
il suo cane che si alzava per andare ad annusare la
mano della novissima lady Wareham, scotendo la
coda in segno di benvenuto. Tanto per dire qualche
cosa, osserv camminandole dietro:
- State al pianterreno, non  vero?
- S, quaggi.
- Io vi auguro la buonanotte, sir Alano, - mormor
la sonatrice di clavicembalo. - Buona notte,
signorina Garth. -
E prima che essi avessero potuto rispondere, era
scomparsa da una porta a destra dello stretto corridoio.
- Quella  la stanza della signora Forrest e questa
 la mia, - disse Blodwen, aprendo una porta
alla sua sinistra e accendendo una lampada che illumin
una met circa della sala. - Prima serviva
da scuola da ballo. -
Alano la segu in una specie di stamberga nuda.
Era uno stanzone lungo, privo di tappeti, privo di
qualsiasi comodit. Aveva per soffitto una lanterna,
e due finestre alle due estremit, con semplici cortine
verdi. Il divano basso e stretto rappresentava
senza dubbio il letto di Fiorella, non appena ella
ne avesse tolto la coperta e i cuscini che vi erano
ammonticchiati sopra. Anche il resto dei mobili avevano
tutta l'aria di essere stati comprati da un precedente
abitatore di quella stanza o di una stanza
simile.
Alano, guardandosi intorno, la confront con la
Camera della Sposa alla Prioria. Rivide il tappeto
di un color rosa pallido, nel quale i piedini nudi
affondavano dolcemente. Vide il letto ampio, coperto
di piuma e adorno di stoffe preziose. Vide la stanza
da bagno che vi era annessa, tutta in porcellana
rosa, coi rubinetti d'argento. Pens alla stanza che
serviva di spogliatoio, una parete della quale, rientrando
nel muro, scopriva un'immensa cavit, che
poteva contenere tutti i pi bei vestiti che una donna
potesse desiderare.
- Ci state bene?
- Lo credo! Come in Paradiso, - disse Blodwen,
guardandosi intorno felice e orgogliosa.
S, era felice in quella stamberga, col suo impiantito
consunto dalle scarpette di un numero infinito
di ballerine, con le sbarre di ferro infsse nel muro
per le loro mani, il grande specchio che doveva riflettere
le loro membra agili che si esercitavano
nelle contraddanze. Ne emanava un'aria di rude
praticit, di lavoro quotidiano, compiuto in mezzo
alle privazioni. Perch Fiorella abitava in quel luogo,
invece di regnare sovrana nella sua propria casa?
La Prioria col suo lusso, le sue comodit, le sue
antiche tradizioni, le sue stanze storiche, le sue leggende
di sir Edmondo e della sposa da lui rapita, i
suoi prati verdi, il suo immenso parco, i suoi giardini,
che pure anche la nuova lady Wareham aveva
amato, la Prioria era la dimora degna di quella
fanciulla. Perch ella ne era lontana?
Evidentemente, perch preferiva il nuovo ambiente.
Al primo aveva voltato le spalle, qui si guardava
intorno con compiacenza, per quanto la stanza sembrasse
una baracca e non contenesse che due cose
di lusso: i fiori che ella aveva portato con s, e il
pianoforte a coda, in fondo alla stanza.
La fanciulla pos una mano sul suo coperchio
lucido, dicendo:
- Per questo c' posto, vedete, Alano: dunque
non mi occorre altro. -
Lo guard con un sorriso fiducioso, un po' strano.
Le palpebre le sbattevano come quelle di una bimba
che lotta per vincere il sonno. Alano dov stringere
i denti e serrare le labbra, per non lasciarsi sfuggire
neppure una delle parole tenere che gli tumultuavano
dentro; dov distogliere lo sguardo perch
ella non leggesse quello che gli passava nell'animo
e gli occhi gli caddero cos su un'altra cosa bella
di quella stanza. Sopra uno scaffale di libri piuttosto
basso, era posata una statuetta di bronzo che
rappresentava un Mercurio o un Apollo coi calzari
legati fino ai ginocchi e una breve tunica gettata
sopra una spalla di forma perfetta. Alano la guard,
giudicandola bella e domandandosi distrattamente
come fosse capitata lass. Come avrebbe potuto
indovinare che quello era il tesoro di Blodwen,
caro per i tanti ricordi che vi si associavano?
che era la piccola statuetta di bronzo di sua madre
che da bimba, ammirandone la bellezza, ella aveva
battezzato Toni? La sua amica Dora gliel'aveva portata
non appena ella aveva avuto una casa sua, in
cui metterla.
- Alano, - diceva ella intanto - non so come
ringraziarvi di avermi dato questo pianoforte, togliendolo
apposta dalla sala della musica.
- Bah, ce ne abbiamo messo un altro! Ma mi ricordo
di aver sentito dire a Mervyn che vi piaceva il
tono di questo, perci pensai che avreste gradito di
averlo.
- Gradito? Non desideravo altro! -
Che valeva cercar di ragionare con quella ragazza?
Dopo quello che aveva detto non c'era altro
da aggiungere; le sue parole erano anche troppo
eloquenti. La libert di continuare a cantare, un
agente di concerti che aveva bisogno di dire una
parola alla signorina Garth, una folla di gente arrogantemente
bisognosa che lavorava come lei; pasti
presi in fretta e furia e mobili di seconda mano,
valevano pi per Fiorella di quanto egli potesse
darle. Quando Alano aveva mandato il pianoforte,
aveva fatto tutto.
- Ne ho piacre, - disse con apparente vivacit.
- Dunque buona notte, e congratulazioni. -
Non le dette di nuovo la mano; guard un momento
il viso dolce e incantevole, la figurina ravvolta
nello scialle vistoso, e disse con uno sforzo:
- Avete avuto un gran successo, stasera. Vi lascio
perch lo sogniate, Fiorella.
- Grazie. Buona notte. -
Fuori, Alano si fece condurre al Circolo, e appena
giuntovi and al telefono. Un portiere servizievole
gli port l'indicatore, ma egli non ebbe bisogno
di guardare il numero che cercava.
Lo conosceva bene. E la prima vibrazione della
sua voce avrebbe dovuto essere ben conosciuta dall'altra
parte del filo. Il numero era quello di Amata
Fortescue, nel suo appartamento di Westminster.
Ella gli aveva detto una volta di saper sempre, per
una strana sensazione, quando era lui che chiamava,
anche prima di prendere il ricevitore in mano.
Il telefono non rispondeva. Possibile che Amata
non fosse ancora di ritorno?
- Pronta la comunicazione, - avvert la telefonista.
- Pronto, - disse finalmente la voce di Amata.
- S, sono io, ma con chi parlo? -


Capitolo 5.
L'AMICA.

Amata, e non aveva riconosciuto la sua voce!
C'era dunque da aspettarsi qualunque cosa.
- Sono Alano Wareham, - rispose al telefono,
padroneggiandosi per affrontare il nuovo stato di
cose. - S, sono io, Alano. Avevo sperato di poter
scambiare due parole con voi in casa di Mervyn,
Amata; ma non siete venuta.
- Gi... no; sono stata a ballare invece, torno
adesso, - annunzi la signorina Fortescue, con
quella voce che rivela come chi telefona non sia
solo all'apparecchio.
- Qualcuno vi ha accompagnata a casa ed  salito
per rinfrescarsi, - riprese Alano - e ora voi mandate
a tutti i diavoli quel seccatore che si permette
di telefonare a quest'ora. -
La risata argentina di Amata corse lungo il filo
telefonico.
- Come mi conoscete bene!
- S, credo proprio di conoscervi bene. Per questo
vi ho telefonato a quest'ora indecente, per chiedervi
un favore. Ho bisogno di un consiglio da voi,
Amata.
- Da me?
- S, voi siete l'unica donna alla quale possa ricorrere
in un caso come questo. Vorrei consultarvi
su una cosa per me importantissima. -
Segu una lieve pausa, non pi lunga di quanta
ne occorresse ad Amata per alzare le sopracciglia;
poi Alano la ud domandare:
- Quando vorreste vedermi?
- M'immagino che non potrete prima di domani
all'ora della seconda colazione. -
Segu una pausa anche pi breve, poi la voce di
Amata disse con dolcezza:
- Alano, mi sembrate molto turbato.
- S, sono piuttosto turbato.
- Allora state a sentire: sar meglio che veniate
subito a dirmi quello che avete. Mando via perfino
il mio fidanzato... Come? S... Non credo che conosciate
Cecil Lounds... Annunziato?... Sar annunziato
ufficialmente domani, in ricompensa della
sua ubbidienza, andandosene via ora - (S, Cecil
proprio ora, le ud dire Alano) - per lasciarmi
libera di dare una buona mezz'ora di consigli materni
a un vecchio amico... Venite subito? Benissimo.
-
Dieci minuti pi tardi, Alano entrava in quel salotto
che ben conosceva, e cedeva sul lungo divano
nell'angolo della finestra che dava sull' Embankment.
Il salotto, che serviva anche da studio, era
illuminato da una luce dolcemente velata, e di Cecil
non rimaneva altra traccia che un tenue profumo
di sigarette egiziane; quello, e l'opale che brillava
al dito di Amata e si accordava col colore dei
suoi capelli. Sotto una grossa ciocca dorata era nascosta,
ma sempre visibile, ogni volta che ella si
tirava indietro i capelli, una striscia bianca. Quella
traccia della partenza di un uomo era stata lasciata
fra le sue chiome circa un anno e mezzo prima,
quando Alano se ne era andato.
I dispiaceri a volte fanno degli strani scherzi. In
un certo senso Amata doveva portare per tutta la
vita altri piccoli segni del suo contatto con l'uomo
che ora le stava davanti. La sua calligrafia avrebbe
sempre mostrato qua e l una lettera maiuscola,
una forma speciale di fraseggiare, sicuri indizi dell'influsso
di un corrispondente sull'altro. Sino alla
fine dei suoi giorni, la vista di un setter fulvo le
avrebbe richiamato alla mente il nome di Treff.
Fino al suo ultimo giorno, certe citazioni avrebbero
ricordato un libro di versi da lei fatto conoscere ad
Alano, o che egli le aveva regalato. Fino alla sua
ultima ora, certi nomi dettati dall'amore avrebbero
richiamato alla sua memoria una faccia maschia,
fortemente modellata, dalle labbra ferme, ma sensuali,
la bocca rossa e crudele di un voluttuoso, dal
quale ella avrebbe fatto bene a guardarsi... Quanto
aveva sofferto a causa di quell'uomo alto e magro,
ora di nuovo semisdraiato sul suo divano, col gomito
affondato su un cuscino, in una posa stanca.
Ma ormai le sofferenze erano dimenticate. Il tempo
fa degli scherzi curiosi! Aveva finalmente liberato
Amata dall' incantesimo di quei due occhi scuri, un
po' reticenti nello sguardo. La lasciava finalmente
godere della sua fortuna di avere incontrato .un
uomo come Cecil, che era un altro Alano, ma pi
buono, pi cavalleresco, pi indulgente e pi innamorato.
Amata si considerava molto altruista, per
aver consentito a mandar via il suo Cecil per discorrere
con Alano.
Ella aveva gi fatto il caff per due. Ora ne mesc
una tazzina e la porse ad Alano, notando un'altra
volta come fosse dimagrato e pallido, sotto la
sua abbronzatura. Era lui, ora, che soffriva.
- Grazie, - diss'egli, e alzando gli occhi vide che
Amata, l'amica un tempo cos piena d'amore, lo
guardava ora con due occhi di sorella, di una sorella
tenera e preoccupata.
E senza pi indugiare egli parl di ci che lo turbava.
- Amata, si tratta di mia moglie. Io ne sono perdutamente
innamorato, ed ella non mi guarda neppure.
- Capisco, - disse Amata, senza dar segno di
sorpresa nel tono della voce o nello sguardo, mentre
gli porgeva, attraverso la tavola bassa che li
separava, la piccola zuccheriera d'argento. - Per
questo ve ne andaste?
- No... o piuttosto s. Non lo sapevo allora, ma
ora credo di essere andato a passare l'inverno lontano
dall' Inghilterra proprio per questo.
- E ora che siete tornato?
- Ebbene, ora... ora lo so.
- E lei?
-  evidentemente la stessa di prima, per quello
che mi riguarda.
- E che cosa dice? Come spiega di non amarvi?
- Non dice nulla, naturalmente. Non ha detto
mai nulla,'da quando ci siamo sposati. E che, vedete,
eravamo d'accordo fin da principio che l'amore
sarebbe stato escluso dal nostro matrimonio. -
Amata, che aveva acceso una sigaretta, gli lanci
un'occhiata di stupore, attraverso il fumo, poi
attese.
- Sapevate gi come andavano le cose fra noi,
Amata? - domand Alano; e non pot trattenere
un sorriso, quando Amata rispose:
- Sentii che c'era qualcosa di strano, quando
quella bimba mi disse che vi voleva bene perch eravate
sempre pronto ad accorrere al minimo cenno
e perch eravate buono.
- Vi disse cos? A me disse che le eravate piaciuta,
la prima volta che vi vide. L'avete vista qualche
volta a Londra, mentre io non c'ero? Allora probabilmente
vi avr detto qualcosa di pi.
- Qualcosa s. Mi ha raccontato che era lei quella
ragazza scomparsa che fece tanto scalpore, -
disse Amata con tono molto spigliato, per metterlo
a suo agio.
Si allung sulla poltrona e, senza guardare Alano,
ma fissando invece l'opale che aveva al dito, su cui
la luce scherzava come sui suoi capelli, continu:
- Non  curioso come la gente dimentica facilmente?
Ora forse non ci sar pi nessuno che associer
il nome di Blodwen Garth a tutte le chiacchiere
e le congetture dell'estate scorsa. Mi domando
quante volte certi casi siano il risultato di pura
e semplice noia. Quel bravo giovane, come si chiama?
il signor Foulkes, s, mi avrebbe dato ai nervi
soltanto a guardarlo, - confess Amata. - L'idea
di sposarlo deve aver fatto proprio paura a una ragazza
come Blodwen. Mi  parso di capire che vostra
moglie, non sapendo come fare a liberarsene,
prese l'espediente di... di fuggire.
- Vi ha detto quello che accadde poi, Amata?
- Mi ha detto che la trovaste agli ultimi aneliti
e che foste molto buono con lei. Non sarebbe meglio
che mi raccontaste tutta la storia, dal principio alla
fine, Alano?
- Non posso farne a meno, s, Amata, - diss'egli
con semplicit. - Ve la racconto subito. -
Pos la tazza, accenn di s con la testa quando
ella fece il gesto di riempirgliela, e sorseggiando
quel buon caff, di cui ben si ricordava, cominci il
racconto di tutta la storia.
Facendo di quell'amica, che un tempo era stata la
sua fiamma, una specie di padre confessore, le descrisse
quella notte di fosforescenza nel Mediterraneo,
la scena sulla lancia, la giornata a Nizza, il
matrimonio sul Rosa-Maria. Le ripet l'una e l'altra
delle frasi di Fiorella: La musica  quella che
mi d tutta la gioia di vivere! So che non chieder
mai altra forma di romanzo, come la gente lo chiama.
Io lo detesto. Descrisse ad Amata il loro arrivo
alla Prioria, le settimane di piacevole compagnia
passate insieme e che sembrava non dovessero
mai finire.
- E non avevate intenzione che le cose cambiassero?
- No, perch? Non ne vedevo il motivo. Poi ci fu
la serata dagli Etheredge. Ceravate anche voi, Amata!
Ebbene, mia cara, quella sera accadde questo...
- continu narrandole tutto.
Amata rimase pensosa.
- Mi domando che cosa sarebbe accaduto se non
foste andato dagli Etheredge e non aveste rivisto
quella donna, che distrusse in un attimo tutte le vostre
illusioni. E dopo, Alano? -
Egli le narr la scena nel salotto da fumare, quando
Blodwen gli aveva chiesto la sua libert, poi il
loro patto del giorno seguente. Amata ascoltava.
Pensava:
Se non ci fosse stata Lalla nella sua vita, o se
avesse incontrato di nuovo Lalla prima di aver conosciuto
Fiorella, chiss, forse mi avrebbe amata.
Ma non importa, ormai. Cecil mi ama.
Ascoltava, interrompendo di quando in quando il
racconto con un'esclamazione.
- Ah, s, capisco! Naturalmente! E allora, Alano?...
- ... tutto il tempo che sono stato lontano dall'Inghilterra,
credo di aver fatto dei progetti per
conquistarla. Ci pensavo quando ero in Norvegia;
una volta, seduto davanti a un caff ad ascoltare
un'orchestra di tzigani, un'altra volta ballando il
valzer in una pista di patinaggio; poi ancora in
mezzo al carnevale, nel Mezzogiorno, con le strade
piene di latini che chiacchieravano a pi non posso;
una volta poi, attraversando da solo un passo di
montagna fra la neve, e pi di una volta stando al
sole su qualche spiaggia; quando ero in Sardegna,
quando ero in quel villaggio vicino al Monte Imetto.
In tutti questi posti non facevo che domandarmi:
Come devo fare per conquistare quella ragazza?
E ora forse mi giudicherete male. -
Amata lo guard sorridendo, per calmare la sua
agitazione.
- Forse penserete che sono presuntuoso, come
tutti gli uomini. Mi dicevo: c' una chiave per
giungere a ogni cuore di donna. S, me lo avete
gi sentito dire. Una chiave e... l'unica cosa da
fare  quella di trovare la chiave giusta. Ma quanto
mi ci vorr per trovarla? L'assenza  una chiave,
naturalmente, poi il ritorno... Ma so bene che non
la posso conquistare con nulla di materiale.
- No, certo, - mormor Amata. - Fiorella non
 come quell'americana che diceva: E un innamorato
maraviglioso; mi compra tutto ci che voglio.
Questo sistema non riuscirebbe con Fiorella.
- Poi pensai a servirmi della nostra antica conoscenza:
la gelosia. Finora non mi era servita, ma
il mazzo delle chiavi non era ancora esaurito. Potevo
trattarla con brusca amichevolezza, potevo provare
a trascurarla, a fare il malato per indurla a
curarmi... Questa poteva essere una chiave buona.
Farmi vedere mesto: a certe donne piace di fare la
parte delle consolatrici. Pensavo perfino di usare la
brutalit, che Dio mi perdoni! E che, vedete, non
sapevo di volerle bene: volevo soltanto non darla
vinta a una monella che credeva di poter fare il
suo comodo con me. Mi pareva di volerla soltanto
per amore della conquista, capite?
- Capisco benissimo.
- Mi sta bene! Le cose sono andate invece diversamente;
me ne sono accorto a un tratto stasera,
quando l'ho sentita cantare. -
Non descrisse i suoi sentimenti, ma Amata, incontrando
lo sguardo dei suoi occhi bruni, chin la testa
in segno di assenso.
- Dopo il concerto, quando sono andato con loro
da Mervyn, ho sentito di essere superfluo. Me lo
hanno fatto capire, non dubitate. C'era una folla
di gente, tutta nella pi intima amicizia con lei.
No, non ragazzine della sua et; con quelle ci sarebbe
modo di difendersi; ma persone intelligenti,
lavoratrici, che amano la musica, che capiscono la
sua arte. Sono i suoi compagni, coloro coi quali si
 divertita, lavorando strenuamente. Sono costoro
che la terranno lontana da me; e io non so neppure
chi siano, n che cosa ella faccia. Nella sua
innocenza mi ha invitato ad andare nell'appartamento,
vicino all' Embankment, che divide con una
sonatrice di non so che...
- S, lo so; ci sono stata a prendere il t.
-  una baracca, una stamberga. Non  neppure
decentemente ammobiliata. -
Amata lo interruppe, raccontando ci che Fiorella
aveva detto sulla generosit di Alano nel farle un
assegno. Quello che egli le dava sarebbe stato sufficente ad ammobiliare e decorare convenientemente
due studi, invece di uno. Fiorella Wareham sapeva
anche che questo sarebbe stato il desiderio di
Alano, ma lei invece non aveva voluto spendere il
suo denaro in lussi inutili. L'unica spesa, da che
era venuta a Londra, era stato quello scialle fiammeggiante,
quel nuovo vestito di raso che ben si
adattava per la scena.
- Glieli ho fatti avere io a prezzo di costo, - disse
la redattrice del giornale di mode. - Fiorella era
decisa a vivere con la massima economia, risparmiando
il pi possibile.
- S, capisco, mi vuol rendere quello che le ho
dato, - disse Alano amaramente. -  proprio questo
il colmo. Non vuol nulla da me, perch io non
devo essere nulla per lei, capite? -
Segu un silenzio, in quel salottino che era anche
una stanza da lavoro, illuminato da una luce velata.
Alano si mosse fra i cuscini, dicendo con voce
abbattuta:
- Questa  tutta la dolorosa storia. Che cosa ne
pensate? -
Amata, spengendo il mozzicone della sigaretta nel
posacenere di porcellana, ormai pieno fino all'orlo,
pensava che soltanto una donna che abbia cessato
di essere innamorata pu dare a un uomo un consiglio
realmente utile.
Di solito, per, quando una donna ha cessato di
amarlo non si occupa pi di lui... Alano  fortunato
nella meno femminile delle sue amiche, come mi
chiam una volta, pens Amata.
-  un caso disperato, non  vero? -
Ella era la donna pi franca che Alano conoscesse;
troppo franca, anzi, se mai. Perci egli si prepar
a sentirle rispondere sinceramente, per quanto
con dolcezza e con tono di rimpianto: Ho paura di
s, Alano. Se quella figliuola non ha ancora imparato
a volervi bene, non imparer pi.
Si prepar a udirla confermare le sue tristi previsioni,
ma una sorpresa lo attendeva; ed egli si rizz
sulla persona, udendo Amata rispondere alla sua
ultima domanda:
- Perch disperato? Credete di non riuscire a
farvi amare? Ci riuscirete benissimo. -
Molte cose strane disse Amata Fortescue in quella
conferenza notturna, quando tocc a lei a parlare.
Il suo modo di vedere fu una sorpresa per Alano.
Prima di tutto al suo triste: Non soltanto non
ama me, ma non credo che possa amare n me n
alcun altro, aveva risposto:
- Sciocchezze. Non  vero affatto che sia una ragazza
fredda.
- No? Ma sapete...
- S, so che ci sono i cos detti avversari dell'amore:
uomini fisicamente ripulsivi, se pure un
uomo si considera mai ripulsivo, e quelle povere ragazze
tanto brutte che nessuno le guarda mai.
Qualche volta costoro trovano una specie di compenso
nel figurarsi di non sapersi che fare dell'amore.
Fiorella  cos carina, per! -
Alano non disse nulla, ma il suo silenzio fu pi
eloquente delle parole.
- Poi c' il tipo tanto poco vitale, cos anemico
e fiacco, da non aver la forza di pensare a qualcosa
di vigoroso; il tipo che si ammala a stare al sole,
che si stanca subito a un po' di vento, che diventa
livido al primo tuffo nell'acqua fredda. Ma la vostra
Fiorella, cos piena di vita, cos robusta, cos abituata
alla vita libera della campagna,  tutt'altra
cosa. Ci sono delle ragazze che credono di saper
tutto e sono invece incredibilmente ignoranti. Che
roba, battezzata per psicanalisi, ho sentito uscire
da labbra troppo giovani! In Fiorella non c' nulla
di tutto questo.
- Ma non dimenticate che quella figliuola 
un'artista, secondo quello che dice Mervyn, - interruppe
Alano accigliato. - E gli artisti mettono
tutta la loro anima nell'arte, e non gliene resta per
niente altro.
- Ma sono poi dei veri artisti? Non direi, - replic
Amata Fortescue. - Guardate la vita dei veri
grandi artisti: Beethoven, Shakespeare, Michelangiolo:
potete dire che non soffrissero di passioni
umane?
- No, ma pure...
- Credete che Fiorella avrebbe potuto cantare
come ha cantato stasera se fosse stata una di quelle
fanciulle spietate, che voltano le spalle alle suppliche
d'amore, come colei che sfuggendo al tocco di
Pan si trasform in una canna?
- Siringa! Glielo avevo detto anch'io. Dafne, la
ninfa riluttante! -
Amata alz la testa fulva.
- Per me, Alano, tutta la sua vitalit si  congelata
in lei quando le mor la madre e la trasportarono
in mezzo... Conoscete anche voi la famiglia
della sua matrigna! Il suo primo amore avrebbe
dovuto essere tutto sorrisi e fiori per lei, ma che
cosa accadde invece? Un colosso del genere di Cristoforo
calpest tutta la sua sensibilit. Quella povera
ragazza si trov tutta sconvolta da quel primo
incontro con un uomo di quel genere. Ora per non
ci pensa pi; si  calmata,  felice, pronta a corrispondere
ad ogni emozione. Non credete che inconsciamente
l'uomo pi simpatico che abbia mai incontrato
sia cominciato a piacerle? Parlo di voi,
s. -
Alano aveva abbassato il mento sul petto; sembrava
che studiasse con cura particolare qualche
oggetto della stanza: lo scaffale dei libri, il vaso di
cristallo che egli stesso le aveva donato, un gran ritratto,
in una cornice d'argento, di un uomo in uniforme.
Ma Alano ascoltava soltanto quello che gli
diceva Amata, discutendo la questione da un altro
punto di vista.
-  sintomatico il modo con cui s'infiamm a
causa di Sibilla.
- Ha fatto nascere una barriera fra noi.
-  pi probabile che ne abbia abbattuta una. Vi
disse che gli eravate apparso diverso. Diverso dal
fratello compiacente che aveva visto fino allora, ci
che  una bellissima cosa, - insist Amata, che
espose poi anche una sua nuova idea.
Fiorella, per quanto artista, non era ancora una
professionista; era troppo giovane per lavorare
dove lavoravano gli amici di Mervyn; si svegliava
appena allora alla vita. Tutte le artiste e tutte le
professioniste giungono a un punto della loro carriera,
in cui non possono vivere lontane da Parigi
o da Londra o da Nuova York, ma Blodwen Garth
non era ancora giunta a quel punto.
- Tutto questo chiasso di concerti non  ancora
essenziale per lei. Il suo canto s; il suo appassionato
bisogno di cantare. Ma potrebbe esser felice...
ascoltate, Alano, dico sul serio! Spesso la maggior
gioia per una donna nell'arte  quella che le viene
da un uomo solo. Fiorella sarebbe felicissima di
cantare per un unico ascoltatore. Fate in modo di
essere quello. -
Egli guard in silenzio la faccia animata e seria.
- Credo che potreste riuscirvi. Avete parlato di
chiavi, ma non avete provato quella buona; dovete
cercare qualche altra cosa. Pensiamo un po'. -
Si guardarono intenti, senza vedersi.
- Fatele cambiare ambiente. Provate a portarla
via di qui, - sugger Amata di l a un momento. -
Non alla Prioria, ancora: la chiama la casa di
Alano, ecco che cosa  per lei in questo momento:
la vostra casa. Si trova bene in quella stamberga
di Chelsea, perch sa che  sua. Dovete trovare un
luogo che chiami nostro. -
Egli mormor una parola di assenso, ascoltando
con tutta l'attenzione.
- Non vi sarebbe possibile di portarla in qualche
luogo dove fosse gi stata felice? Dov' stata da
bambina, prima che perdesse la madre, prima di
rientrare nel suo guscio? Dove ha passato gli anni
pi impressionabili della sua fanciullezza, quelli
che contano? Dovreste cercare di congiungerla a
quelli. Tornate indietro. Trovate i luoghi della sua
infanzia. Il mare, la montagna? Dove aveva le sue
radici? Oh, vi viene in mente qualcosa, Alano? -
soggiunse notando subito una nuova espressione sul
suo viso.
- Pensavo a una cosa che ho saputo stasera, -
disse Alano con voce esultante. - Dite un po', Amata,
voi che possedete tutte le riviste che si pubblicano
a Londra, non avreste ancora un numero di
Vita Campagnola della settimana scorsa? -
Meno di un quarto d'ora dopo il suo piano era
stabilito.
Amata aveva tirato fuori il giornale di sotto a un
mucchio di altre riviste, e la testa fulva e la testa
nera si erano chinate sopra le sue pagine, scorrendo
gli avvisi di vendita delle pi belle residenze
d'Inghilterra, finch avevano trovato la vecchia
casa che il maggiore Garth aveva detto quella sera
che era in vendita: Gwyngarth.
Bandita di caccia. Giardino incolto. Terreni.
Piccolo lago per la pesca delle trote in cima alla collina
dietro alla casa. Si afftta o si vende.
Era la casa dove Blodwen Garth era nata.
- Che fortuna, Alano! Me ne ha parlato. Ci 
vissuta fino ai dodici anni. E stato qui che  andata
in cerca dei primi funghi e delle prime fragole, che
 andata a bagnarsi nel ruscello, che ha vagato per
i boschi, ha sognato i suoi primi sogni innocenti;
qui che si  formata qual' ... E una fortuna per
voi! E qui la riporterete!
-  proprio quello che vorrei fare, - disse Alano
con studiata indifferenza. - Credete che faccia bene?...
In ogni modo prover; vedremo quello che
succede. Non potete credere quanto vi sono grato,
Amata, - soggiunse con un profondo sospiro.
- Credete proprio? Ma non mi ringraziate ancora;
aspettate a pi tardi. E ora, Alano, mi dispiace
di parlare di me, ma domani sar certo assalita
da tutti i fotografi dei giornali cittadini, che vorranno
la mia fotografia per la colonna dei fidanzamenti...
Oggi, piuttosto, - soggiunse scostando le
tendine della finestra.
L'alba illuminava i tetti, il fiume, gli alberi della
strada; una luce rosata invadeva la stanza piena di
fumo, illuminata dalla luce artificiale delle lampadine.
L'uomo e la donna, ritti accanto alla finestra,
la considerarono un simbolo.
- Non vorrete che la vostra vecchia amica venga
fuori con una faccia da strega, - termin Amata
ridendo.
- Scusate, scusate: a quanto pare, non mi riesce
di staccarmi da un posto, finch non mi mettono
alla porta. Perdonatemi. Manderete anche a me una
delle fotografie, non  vero? Me ne vado. -
Prima di andarsene si volt di sulla soglia, per
dire un'ultima parola che a un'altra donna sarebbe
sembrata strana, sulla bocca di un uomo che un
tempo l'aveva corteggiata e adulata. Ora sollevando
la sua mano lunga e affilata per portarsela alle labbra,
Alano disse gravemente:
- Sapete, Amata, che un tempo sono stato molto
vicino ad amarvi, come avrei potuto amare allora
una donna? -
Ella sorrise dolcemente.
- Davvero, Alano? - disse stringendogli la mano,
prima di ritirare la propria. - Potrei dire lo
stesso, mio caro... E ora buona notte e buona fortuna! -
 
Capitolo 6.
LE CHIAVI DEL CUORE DI UNA DONNA.

Circa quattro settimane pi tardi Alano Wareham
riusc a mettere in pratica il consiglio della sua
amica.
L'amica, dopo un matrimonio in gran pompa a
Santa Margherita, era ora Amata Lounds ed era
andata a passare la luna di miele nel Cascemir.
Dora Robinson era con sua immensa gioia la signora
Foulkes. I Foulkes non erano ancora riusciti a
trovar casa, e abitavano perci con la madre di Cristoforo.
Blodwen Garth, che ormai si era abituata
a sentirsi chiamare col suo doppio nome, lavorava
con ardore e, a quanto sembrava, considerava sempre
le sue stanze in Chelsea come un paradiso, mentre
suo marito stava un po' alla Prioria, un po' al
suo Circolo a Londra. La stagione di Londra procedeva
come sempre. Durante quella settimana la
condizione matrimoniale dei Wareham era rimasta
invariata.
Alano, timidamente e senza idea di conquista,
questa volta, aveva adoperato l'una o l'altra delle
chiavi che dovevano aprirgli il cuore di Fiorella, e
talvolta pensava: Questa volta riesco. Vana speranza!
Si era mostrato vivace, amichevole, fraterno; Fiorella
da parte sua aveva avuto verso di lui quel contegno
che Alano meno di tutto desiderava di vederle:
il contegno della sorellina affettuosa. A volte egli
si mostrava un po' riservato e quasi supplichevole,
ma Fiorella non aveva l'aria di accorgersene. Non
si maravigliava che Alano frequentasse i suoi amici,
avendo anche lei moltissime amiche. Quando egli
si mostrava imbronciato per un suo rifiuto di uscire
a colazione o a pranzo con lui, ella si scusava assai
graziosamente, ma come avrebbe potuto fare con la
zia Estella o un'altra persona qualunque. Al suo
elogio su una certa canzone che ella cantava molto
bene, aveva risposto:
- Ho piacere che vi piaccia, Alano.  la mia romanza
prediletta: me l'ha trovata Mervyn. -
E non dava in nessun modo a comprendere quale
contegno preferiva in Alano; pareva anzi che neppure
si accorgesse dei suoi cambiamenti di umore.
Una cosa sola egli aveva fatto, che certo era a suo
favore: aveva in tutti i modi evitato di imporle di
tornare alla Prioria. Era stata Blodwen stessa a
dire che la signora Forrest-Holme avrebbe visto volentieri
la casa di Alano e che sarebbe stato bene invitarla.
- Sicuro, - aveva risposto Alano - vedremo
d'invitarla un giorno. -
Ma poi aveva fatto in modo che l'invito non potesse
avvenire per il momento, perch non voleva
che Blodwen oltrepassasse di nuovo la soglia della
Prioria, prima di appartenergli.
Con quest' idea sempre presente nella mente, Alano
si occup dell'acquisto della vecchia casa nel
Galles. Seppe dagli agenti che Gwyngarth poteva
esser comprata con tutti i suoi mobili, e che alcuni
di questi, lasciati l dagli antichi proprietari, i
Garth, avevano un certo valore.
- Benissimo, - disse Alano - la compro come
sta, con tutti i mobili.
- E i domestici... C' una cuoca, a quanto pare,
e suo figlio che faceva il giardiniere, a tempo
del maggiore Garth.
- Terr anche loro. Mandate istruzioni perch
non se ne vadano. -
E aveva firmato il contratto prima di dirne una
sola parola a Fiorella.
Ella, felice e beata, occupava la maggior parte
del suo tempo con le lezioni di Mervyn, insistendo
per pagarle con l'assegno che riceveva da Alano;
e continuava a studiare in quello stanzone che Alano
chiamava una stamberga e Amata un campo di
esercitazioni.
La stanza non appariva pi cos nuda per, perch
Alano la manteneva piena di fiori. E soltanto
una donna e un' innamorata avrebbero potuto osservare
la sua cura in due cose: non comprava mai
n una foglia n un petalo per lei, ma tutti i fiori
che le donava venivano dalla Prioria; in secondo
luogo i suoi fiori erano sempre scelti fra quelli senza
profumo. Alano sapeva da Mervyn che fa male alla
voce cantare in una stanza dove ci sia troppo profumo
di fiori, perci portava al suo piccolo usignuolo
delle bracciate di azalee bianche, dei mazzi
di narcisi, un ramo fiorito di japanica rossa o d'iris
giapponese, che ha il colore di tutti gli occhi del
mondo. E sul tavolino di Fiorella una cascata di capelvenere
ricadeva da un gran vaso prezioso di porcellana
di Wedgwood, che Alano diceva di aver trovato
in un cantuccio di casa.
Alla villa, le prime rose cominciavano a sbocciare.
Due volte in vita sua Alano le aveva portato
delle rose: la prima volta per obbedienza a una tradizione;
la seconda per complimentare l'artista.
- Quando le dar delle rose che siano proprio
il mio omaggio verso di lei? - si domandava Alano.
Venne anche il giorno in cui, riconducendola a
casa, dopo che ella era stata a cantare dalla zia
Estella, Alano le disse che fra un paio di giorni sarebbe
andato dalle sue parti.
- Nel paese del Galles? Voi? -
Egli accenn di s.
- Ho idea di comprare una casetta della quale mi
hanno parlato, per andare ogni tanto a pescare.
- Ma come, Alano? Mi pareva che non andaste
n alla caccia n alla pesca. -
Segu una piccola discussione per decidere se
Alano era s o no illogico, chiamando la caccia un
assassinio e la pesca un modo piacevole di procurarsi
da mangiare.
- E poi i pesci non hanno sangue caldo, - si difese
Alano con uno scherzoso cipiglio. - Mi curo
meno delle creature di sangue freddo... -
Fra s ripeteva le parole rassicuranti di Amata.
Non  per niente fredda: tutt'altro. E voi potrete
essere il suo uomo.
Fin col dirle che desiderava la sua compagnia
nella breve gita.
- Anche per due o tre giorni, - preg. - Si potrebbe
andare in automobile. Non avete ancora visto
la mia nuova Chrysler, non  vero?... Si potrebbe
andare con quella; c' posto per due o tre valige.
Sarebbe una bella gita da Oxford, Broadway,
Shrewsbury, fino al confine del Paese del Galles.
Non ci verreste volentieri? -
Dal modo col quale ella accolse la sua proposta,
Alano vide che Amata aveva avuto ragione, giudicando
che, nonostante il suo dono maraviglioso,
Blodwen Garth non fosse ancora giunta al punto di
preferire il suo lavoro a qualsiasi altra cosa.
Il suo rinnovato ardore per tutte le cose belle della
vita le faceva soltanto considerare la musica come
uno dei suoi maggiori diletti.
- Oh, Alano, con questo bel tempo! Chiss come
tutto sar bello laggi! E con un'automobile nuova...
Mi piacerebbe, s... ma gioved alle quattro
ho lezione con Mervyn e venerd la signora Forrest-Holme
d un concerto al Bechstein Hall. -
E quando Alano, che era gi d'accordo col suo
amico, borbott:
- Mervyn  pronto a dirvi da s che una settimana
di riposo e un po' d'aria di montagna non vi
possono fare altro che bene. -
Ella lo guard tutta felice.
- Se anche Mervyn lo dice...
- E la vostra amica capir benissimo e vi scuser.
A proposito, bisogna davvero pensare a invitarla
alla Prioria. Dovete venire tutt'e due per una
lunga giornata laggi, ora che il tempo  cos bello.
Fisseremo per bene al nostro ritorno dal Galles.
- Il Galles, - mormor ella, come in sogno. -
Sapete che non ci sono pi stata da quando venni
via da bambina? -
E come non lo avrebbe saputo, se proprio su
quello egli contava?
Naturalmente, ella fin col cedere; s, sarebbe andata
con lui, rubando due giorni al suo lavoro, e se
Alano fosse andato a prenderla una mattina con la
sua nuova automobile, l'avrebbe trovata pronta.
Alano, turbato, pens alla prima gita che avevano
fatto insieme soli, lui e quella bimba innocente. Era
proprio la stessa fanciulla ignara di tutto, che aveva
camminato al suo fianco per le vie della Francia,
che lo aveva sposato a bordo di una nave trasformata
in chiesa, che aveva corso su e gi per Parigi
per acquistare il suo corredo ed era andata a casa
con lui alla Prioria? Era sempre la stessa?
La mattina in cui si ferm con la sua Chrysler
luccicante davanti alla porta dell'appartamento in
Chelsea ed ella comparve tutta elegante nel suo semplice
vestito di panno, egli cred sulle prime di notare
un certo cambiamento in lei.
- Oh, Treff! - esclam la fanciulla, chinandosi
ad accarezzare il cane.
E quando alz la testa per restituirgli il buongiorno,
Alano cred anche di scorgere un leggero
imbarazzo nei suoi grandi occhi scuri.
- Che bella giornata! - diss'ella.
E al tono della sua voce Alano pens:
No, sbagliavo,  sempre la stessa.
- Ho paura, - disse forte - che le previsioni del
tempo non siano delle pi favorevoli; c' un non
so che che si muove rapidamente verso di noi, venendo
dal nord, a quanto si dice, e stasera dovremmo
avere burrasca.
- Chi si preoccupa di quelle predizioni che non
l'azzeccano mai? Poi la vettura  chiusa e ci divertiremo
moltissimo, Alano.
- Lo spero, - rispose egli mettendo nell'automobile
la valigetta che Fiorella aveva pronta al suo
fianco.
Poi ella prese posto nel sedile accanto a lui e
Treff and ad accucciarsi nell'interno.
E il viaggio cominci. La vettura correva rapida
attraversando una contea dopo l'altra, scivolando
come su un tappeto. I due passeggeri parlavano
senza imbarazzo e senza imbarazzo tacevano. Ella
non gli aveva chiesto dove si sarebbero fermati, egli
non le aveva detto dove intendesse condurla. Fra
s non era ancora convinto che la spedizione avrebbe
avuto tutto il successo predetto da Amata.
Riuscirete, Alano, se fate come dico. Riportate
quella piccola selvaggia nei suoi villaggi natii,
trascinatevela dietro per miglia e miglia attraverso le
sue adorate foreste, umide, su per le sue dilette colline.
Arrampicatevi con lei in cerca di felci, andate
a cogliere fiori, inzuppatevi d'acqua attraversando
i ruscelli e non vi preoccupate della pioggia che non
mancher certo, come non manca mai nel Paese del
Galles. Andate a rifugiarvi con lei in quelle primitive
case coloniche, in mezzo alla montagna, dove
nessuno sa una parola d'inglese, ma dove vi offriranno
del buon pane casalingo, del burro squisito e
delle uova fresche... Le parr di essere tornata nel
Paradiso Terrestre, e vi sar grata e sentir la voglia
di darvi un bacio per ringraziarvi. Non credete?
Queste previsioni erano abbastanza incoraggianti,
ma Alano era sempre tormentato da mille dubbi.
Poteva darsi che la piccola selvaggia fosse felice
di rimetter piede sul suolo nativo, ma forse avrebbe
preferito d'esser sola. E se lo avesse considerato come
un estraneo, un intruso, come uno dei Sassoni
invasori? Chiss mai!
Intanto il tempo si manteneva bello. Il sole illuminava
il villaggio modello di Broadway e la sua
via principale, dove piccoli giardinetti fioriti dividono
le case dal marciapiede.
Si fermarono al Lygon Arms, una locanda dove i
visitatori vengono avvertiti gentilmente, ma con fermezza,
che i cani non possono oltrepassare la porta
del cortile. Continuarono allora fino a un'altra locanda.
Qui ci fu un breve interludio, dovuto a Treff,
il quale dimostr l'intenzione di accettare la sfida di
un cane alsaziano e d'incominciare subito le ostilit.
Il padrone dell'alsaziano accorse a dividerli,
e allora Alano, per risparmiare al suo setter l'umiliazione
di essere legato, si rassegn a sedere tenendo
un braccio sulla groppa di Treff che gli si
appoggiava sulle ginocchia, col muso sulla sua
spalla.
- Che cosa strana! - esclam allora Fiorella.
- Quale? - domand Alano, guardandosi intorno.
Ma apparentemente ella vedeva nel passato.
- La prima volta che vi vidi, Alano, vi ricordate,
tanto tempo fa, alle gare nautiche, quando domandai
a Cristoforo chi eravate? Mi par di rivedere ora
il fiume, le barche e tutta la folla, chi in costume da
bagno, chi in flanella bianca, chi vestito di colori
chiari, e voi con Treff in braccio, come lo tenete ora,
per guardare la sua zampa ferita. Vi ero vicinissima,
sapete?
- Davvero? - domand Alano con fraterna indifferenza,
miracolosa in lui, date le circostanze.
Si rammentava di quel giorno, ci ripensava; un
po' di differenza c'era, dunque? Non era forse quello
un segno che aveva fatto un passo avanti?
- Peccato che non vi possa restituire il complimento
dicendo di avervi veduta, Fiorella. - (Come
aveva fatto per a non vederla subito?) - Mi potreste
dire com'eravate vestita?
- Di bianco come tutti e con un cappello bianco
che aveva intorno .un nastro rosa come il mio vezzo
di corallo.
- No, mi dispiace, ma non mi ricordo proprio di
avervi veduta. -
Si chet un po' indignato, accorgendosi che gli automobilisti
seduti alla tavola accanto guardavano
la ragazza discretamente, ma senza possibilit di
dubbio. Gli giunse agli orecchi questa frase:
- Sposi novelli. -
Era insopportabile dover vivere in mezzo a tanta
gente. Senza parere cambi di posizione in modo
che la sua spalla e la testa di Treff nascondessero
la fanciulla agli occhi dei due curiosi. Dette senza
accorgersene un morso rabbioso alla sua fetta di
pane imburrato e a un tratto si riscosse, udendo la
voce della fanciulla che diceva:
- Alano, ditemi una cosa che ho sempre avuto
voglia di sapere.
- Che cosa? -
Sempre l'imprevisto!
- Perch la vostra barca si chiamava Perch Vinifredo?
- Non saprei; non era mia, era gi stata battezzata
quando la presi a nolo a Nizza. -
Fra s si domandava ansiosamente perch a un
tratto la ragazza avesse pensato alla barca. Si domandava
anche se pi tardi avrebbe potuto dirle
che l'aveva scelta proprio a causa del suo nome.
Gli era parsa un' idea eccellente quella di chiamare
una barca Perch Vinifredo. Perch infatti? Perch
Sibilla, perch Cecilia, perch Amata, perch
qualsiasi altra di loro? Un bellissimo nome.
Il proprietario francese aveva assicurato a milord
che era una barca che portava fortuna, e che
avrebbe port bonheur  milord.
Ebbene, era vero.
Ma era proprio vero?
Bisognava vedere.
E mentre andavano, egli oscillava fra i suoi dubbi
e la sua fiducia nell' intuizione di Amata. Il sole si
nascose dietro le nubi mentre si avvicinavano a
Bridgnorth, e quando entrarono nel Paese del Galles
era cominciato a piovere; di l da Shrewsbury
pioveva a dirotto e presto furono sorpresi dal temporale...
il temporale predetto dai meteorologi.


Capitolo 7.
IL TEMPORALE.

In quella parte del mondo verso cui l'automobile
si avvicinava, la popolazione si alza alle cinque del
mattino. Dodici ore pi tardi, dopo le quattro del
pomeriggio, le piccole locande che portano nomi come
Il Leone, Albergo Cambrian e simili, aprono
i loro battenti per i pochi operai che abitano in
case sparse qua e l per la campagna. Alle nove le
locande si chiudono e la giornata  finita.
Gli abitanti erano dunque a letto da un'ora e il
cielo era tanto nero da far pensare che fosse gi
notte. La campagna era immersa nell'oscurit pi
profonda e soltanto i fanali dell'automobile illuminavano
un tratto di strada.
Le prime gocce caddero sul vetro dell'automobile.
- Piove! - disse Blodwen come se nella pioggia
salutasse una cara amica.
Segu un'altra goccia, poi un'altra e un'altra, finch
l'acqua non col a rivoletti sul vetro. Alano allung
la mano per far funzionare il tergicristallo,
ma prima che l'avesse fatto tornare al posto, il vetro
era di nuovo tutto bagnato.
- Per tutti i diavoli! - imprec.
Strinse pi forte il volante, mentre un colpo di
vento, venuto non si sapeva di dove, colp la carrozzeria
dell'automobile, come l'onda colpisce i fianchi
di una nave, costringendola a rallentare.
- Se avessimo avuto la capote, questo vento ci
avrebbe respinto fino a Shrewsbury, - mormor
Alano, che sebbene tenesse gli occhi fissi davanti a
s non riusciva a vedere null'altro che un fitto velo
grigio, appena pi chiaro dove penetrava la luce dei
fanali.
Alano rallent l'andatura; per quanto esperto
conducente, non voleva andare alla cieca in quella
ftta nebbia.
Un altro colpo di vento contro l'automobile. Per
capire la forza del vento bisogna conoscere quelle
bufere del Paese del Galles, che piegano gli alberi
in due, che fanno volare per aria le pietre dei muricciuoli
come sassolini, e levano addirittura il respiro.
Sotto l'impeto del vento le capanne e le tettoie
cadono come castelli di carta, gli alberi vengono
sradicati, i fiumi calmi si agitano in grosse
onde, l'acqua dei ruscelli viene sollevata dal suo
letto e di solito l'uragano passa via velocemente e
improvvisamente com' venuto. Ma non cos quella
sera.
Tuttavia Alano procedeva ancora, sebbene lentamente.
- Fermer il tergicristallo, - borbott fra s. -
Tutta quest'acqua forse pulir i vetri. -
Una leggera risatina gli rispose. La fanciulla, che
tornava per la prima volta con lui nel suo paese
nativo, si divertiva immensamente.
Per un altro mezzo miglio le cose andarono abbastanza
bene, poi il vetro divenne un'altra volta opaco,
impedendo la vista della strada.
Dove fu che Alano cominci a dubitare di aver
perso la strada egli non avrebbe saputo dirlo. Era
convinto di non perderla mai guidando un'automobile;
riteneva che avendo una carta e sapendo adoperare
gli occhi e le mani, non ci fossero scuse per
perdere la strada anche in una parte cos poco civilizzata
del Regno Unito.
In realt le scuse non mancavano. Una volta persi
di vista i pali telegrafici, era difficile dire dove si
andasse a finire. Quella che sembra la strada maestra,
corre talvolta per circa mezzo miglio davanti
ai cancelli di qualche villa isolata per salire a qualche
casa colonica, e finire in un viottolo che si
perde fra le buche e i rialzi di terra di qualche dimenticato
campo romano.
La strada di Alano non passava davanti ai cancelli
di una villa e non perdeva neppure di vista i
pali telegrafici.
Fu anzi proprio uno di quei pali che caus il disastro.
Figuratevi un lungo palo, caduto attraverso la
strada, in mezzo a un groviglio di fili, e con la cima
piantata contro un muricciuolo rovinato. Se si fosse
trattato di un albero, forse Alano lo avrebbe visto
e frenando a tempo avrebbe potuto evitare l'urto,
ma un semplice palo era invisibile in quella notte
tempestosa, e quando Alano si accorse dell'ostacolo
ebbe un bel frenare e sterzare, non pot evitare di
correrci contro.
L'urto non fu molto forte, ma l'automobile rimase
istantaneamente al buio. Alano si sent a un tratto
buttato in avanti, Treff sdrucciol dal suo sedile, e
la fanciulla fu spinta contro il braccio di suo marito
e domand con voce un po' spaventata:
- Che cosa succede? -
Alano era gi sceso sotto la pioggia torrenziale.
Il motore non aveva sofferto, ma egli prov invano
tutte le chiavette: l'oscurit persist. Finalmente,
col vento alle spalle, egli si volt alla fanciulla, urlando
per dominare il tumulto:
- Siamo fritti. L'elettricit se n' andata.
- Davvero? - disse la fanciulla, che evidentemente
non cap nulla, ma che tuttavia si divertiva
dell'avventura.
- Non abbiamo pi luce; le batterie si sono scaricate;
non abbiamo pi messa in marcia:  impossibile
andare avanti, - continu Alano, sempre a
voce alta per superare l'urlo del vento. - Meno
male che abbiamo molte coperte, perch ci converr
rimanere qui.
- Dobbiamo rimanere qui fermi? - domand la
ragazza.
Egli non pot fare a meno di ridere della sua delusione.
- E poi, Alano, siete tutto fradicio.
- Oh, questo poco importa, non mi fa nulla.
- E credete che a me faccia male? Io ci sono abituata,
- dichiar la piccola gallese, che un momento
dopo era al suo fianco, sotto il diluvio.
- Venite, Alano, lasciamo l'automobile nel fosso
e cerchiamo di trovare .un ricovero.
- Lo preferireste?
- Ma certo!
- Non  una bella notte per correre la campagna,
- mormor Alano - pure se vi fa piacere... -
Si guard in giro e gli parve di vedere due lumicini
che brillavano in distanza attraverso alla
nebbia.
- Andiamo verso quei lumi, - disse Blodwen. -
Se sono di una casa, i suoi abitanti saranno contentissimi
di darci alloggio.
- Ne siete sicura? - borbott il suo compagno,
che grondava dalla testa ai piedi.
- Si capisce che ne sono sicura: siamo nel Paese
del Galles, dove tutti sono sempre contenti di vedere
delle facce nuove. Meno male che non abbiamo
un gran bagaglio, - soggiunse, afferrando la sua
valigia, che volle portare da s.
- Voi ne avete gi una, - gli disse.
- E allora andiamo.
- Vieni, Treff, vieni, povera bestia! -
Obbedisco, padrone, sembr rispondere Treff
coi suoi lenti movimenti. Se un altro me lo comandasse,
direi che  una pazzia, ma se tu lasci
questo caldo ricovero per errare nella tempesta, il
tuo amico, il tuo protettore, ti segue. Andiamo.
E tutt'e tre, Fiorella, Alano e il cane, si misero in
cammino. La strada era ridotta a un pantano ingombro
di rami spezzati, ed essi inciampavano ogni
momento sulle pietre spazzate dai muricciuoli e sui
mattoni volati via da qualche comignolo. Sembrava
non di camminare, ma di essere spinti dal vento
dentro il letto di un fiume. A una svolta della strada
la pioggia cadde loro sul viso ed essi dovettero combattere
la furia del vento piegati in due, dirigendosi
con grande stento verso quei due lumi lontani.
E finalmente, inzuppati fradici, coi vestiti appiccicati
addosso, arrivarono a destinazione.
I due lumi appartenevano alla ferrovia.
- Si tratter di una linea secondaria, - grid
Alano nell'orecchio della sua compagna - e probabilmente
conduce a qualche cava dove non va mai
nessuno, altro che per affari. -
Alla luce debole delle due lanterne si distingueva
appena la breve stecconata della stazione, una costruzione
bassa, e una tettoia che riparava dei carri
ferroviari.
- Per lo meno qui c' un po' di luce, Alano, -
replic Fiorella con la voce soffocata dal vento.
A poco a poco davanti ai due viandanti si disegn
anche la sagoma di una casa tipicamente gallese,
fatta per resistere alla tempesta.
-  una locanda, - brontol Alano che riusc a
distinguere delle lettere dipinte sul muro.
La casa per era tutta al buio.
- Non ci sar nessuno, probabilmente; ma tuttavia
proviamo. -
E attraversata la strada piena di pozzanghere,
and a bussare.


Capitolo 8.
INTERNO GALLESE.

Nessuno rispose.
Alano buss una seconda volta, e dopo un altro
lunghissimo intervallo udirono finalmente il rumore
di catenacci che scorrevano nei loro anelli. La
porta fu aperta cautamente, ma nonostante tutte le
cautele il vento irruppe dentro con forza, spingendo
Blodwen contro la figura umana comparsa nell'andito
illuminato.
Era la padrona di casa che aveva le spalle avvolte
in uno scialletto e indossava parcchie grosse sottane,
sormontate da tre grembiuli, il primo dei
quali era formato da una balla. Sui capelli grigi
ella portava un vecchio berretto da uomo. Aveva la
bocca sdentata, il viso grinzoso, specialmente intorno
agli occhietti vivaci, e da tutta la sua persona
emanava una calda simpatia. Era in una parola
un'albergatrice gallese. Dietro a lei il corridoio era
pieno di seggiole capovolte, dentro le cui gambe rovesciate
facevanb bella mostra dei vasi di piante,
una bibbia gallese e un rotolo di linoleum che evidentemente
era stato tolto dal pavimento.
- Entrate, entrate presto e chiudete la porta, -
url la buona donna mentre Alano obbediva alacremente.
- Grazie, signore, - soggiunse mentre i
tre poveri viandanti si avvicinavano, lasciando una
pozza d'acqua dietro di loro. - Mio Dio, come siete
fradici! -
Blodwen mormor qualcosa in una lingua sconosciuta,
fu soltanto per l'effetto che le sue parole produssero
sulla buona donna, Alano cap che la fanciulla
doveva aver detto in gallese che pioveva forte
davvero.
A lui quella locandiera sembrava abbastanza
grottesca, ma evidentemente agli occhi di Blodwen
appariva come tutte le locandiere da lei conosciute
fin dall' infanzia. E a un tratto Alano si accorse che
quella monella si sentiva di nuovo nell'atmosfera
di casa sua. Tutto in lei, dai gesti agli sguardi, all'intonazione,
era indefinibilmente cambiato.
- Desiderate di passar qui la notte? S, benissimo,
venite pure... ma non so per dove mettervi;
scuserete se ci trovate tutti sossopra, perch stiamo
facendo la pulizia pasquale; ecco perch siamo ancora
alzati a quest'ora. -
E la buona donna guard comicamente il disordine
dell'andito, il rotolo dei tappeti posato sull'ultimo
scalino e una figura spettrale proprio in fondo
al corridoio, che meglio esaminata si rivelava per
l'antico orologio a pendolo, coperto da un lenzuolo.
- Venite, venite; mi dispiace che troviate tutto
questo disordine, ma stiamo facendo la pulizia. Ero
l che lustravo un po' il caminetto; non c' stato
tempo prima, perch siamo state tutto il giorno con
mia figlia e mia sorella al funerale della povera signora
Morgan, e la domestica  andata a casa fin da
marted per curare la sua mamma che ha male a
una gamba. Pure non vi posso metter fuori cos fradici
come siete, non vi pare? - soggiunse l'albergatrice,
ridendo allegramente. - Non aspettavo
nessuno stasera, ma ci vuol pazienza, se vi  successo
qualcosa con l'automobile. Come dicevo, sono
sola in casa con la mia figliuola maritata e con suo
marito...
- Siamo molto contenti che abbiate camere disponibili
pur che siano, signora...
- Jones, signore, Jones. Bene, spero che vi considererete
in casa vostra, ma per l'appunto siamo
in una gran confusione, - osserv l'albergatrice,
sorridendo come chi non abbia un pensiero al mondo.
- Figuratevi che abbiamo una camera sola un
po' ammobiliata:  la camera davanti, dove stavano
quegl'inglesi nell'estate. Volevo vuotare anche
quella oggi, se non ci fosse stato il funerale, ma per
buona fortuna non ho avuto tempo.
- Per buona fortuna davvero! - assent Alano
distratto.
Aveva chiesto delle camere, appoggiando sul plurale,
ma la sua richiesta, a quanto pareva, doveva
risultare vana, perch tutte le altre stanze erano
inabitabili e probabilmente egli avrebbe dovuto rassegnarsi
a passare la notte nel salotto.
- Ecco il salotto, - continu la signora Jones,
blandamente.
Cos dicendo spalanc una porta, e la giovane
lady Wareham, accettando il muto invito, entr
nella stanza che puzzava di petrolio e di sapone da
cucina. Alano involontariamente si tir indietro di
un passo, mentre con l'orgoglioso gesto della statua
della libert la signora Jones alzava il braccio che
teneva il lume. La tavola del salotto, priva del suo
tappeto, era al suo posto nel centro della stanza,
fiancheggiata dall'armonium che mostrava la seta
dietro tutta strappata. Sulla tavola un uccello imbalsamato
voltava la testa a guardare sinistramente
i nuovi venuti. Nel camino avevano messo un secchio
pieno di una specie di pasta, un mucchio di
stracci sporchi e una bottiglia di aspetto sinistro,
col turacciolo di sughero legato al collo con uno
spago.
- Volevo finir di pulire il piano del caminetto, -
spieg la signora Jones. - Non c' nulla di meglio
del petrolio per pulire il marmo, non vi pare?
- Verissimo; il vostro caminetto verr molto bene, -
rispose una voce di contadinella gallese, che
usciva con tanto entusiasmo dalle labbra di lady
Wareham.
La signora Jones le sorrise, tutta felice, dandole
una strizzatina al braccio tutto bagnato.
- Io ci tengo alla casa, a dir la verit, ma non
ho sempre il tempo di occuparmene. Ora vi faccio
subito una tazza di t. Potete lasciar qui la roba
fradicia, intanto. No, non lo volete? Non ci vorrebbe
nulla a farlo. E ora che succede con questo lume?
Povera me, non c' pi petrolio! Per fortuna gl' inglesi
mi misero la luce elettrica in camera. Aspettate
un momento qui, intanto che vado a prendere
una candela per farvi lume. Mi dispiace, ma dovr
farvi passare dalla cucina.
- Si sta benissimo anche in cucina, non  vero,
Fiorella? - disse Alano.
Fiorella rispose, evidentemente sincera, che la
cucina era bellissima. Si vedeva bene che era felice
di respirare quell'aria in cui si mischiava l'odore di
fumo, di resina, di quercia, di lardo, di cipolle, di
foglie di geranio, di flanella messa ad asciugare.
Anche l'aspetto della cucina le era familiare, e i
suoi occhi ne cercarono ogni minimo e noto particolare.
Da un lato, c'era l'alta credenza, per la quale qualunque
commerciante di Shrewsbury avrebbe dato
una somma favolosa. Sulla credenza non mancavano
gli oggetti soliti ad esservi posati sopra: un
servizio di piatti di antica terraglia, caraffe di tutte
le dimensioni, appese ai loro arpioni, n mancavano
le solite statuette di porcellana e il modellino di
nave racchiuso in una bottiglia.
Davanti alla porta era posata, per tenerla ferma,
una grossa conchiglia delle isole dell'Oceano Indiano,
indubbiamente riportata da qualche capitano
Jones, di ritorno da uno dei suoi viaggi. C'erano
dei tappetini fatti di ritagli di stoffa, dei ninnoli
di porcellana, una bambolina di gomma, vestita
di lana, dei boccali con la scritta: Ricordo di
Aberystwyth. Non mancava n il ramino luccicante,
n la padella che lustrava come se fosse d'argento,
n i vasi di fiori sulla finestra, nulla insomma
di quello che doveva esserci. Cos almeno parve a
Blodwen che si sentiva cullata in un'atmosfera di
pace e di serenit e che agli occhi di Alano aveva
tutta l'aria di una bimba che caschi dal sonno.
- Ora vi accompagner su, - disse l'albergatrice.
Alano si sent imbarazzato, per la prima volta in
vita sua. Che cosa avrebbe dovuto fare?
Il temporale non accennava a calmarsi e non era
possibile di spingersi pi lontani. Difficile sarebbe
anche stato proporre alla signora Jones di farlo
dormire in cucina sul duro divano vicino al focolare
o in terra sul tappeto. Forse l'unica via che gli
restava era quella di dormire sullo scendiletto di
camera.
- Devo mettere il cane nella capanna? Oppure...
- No, no, ve ne prego. Il cane  abituato a venir
in camera con me, se non vi dispiace.
- No, macch;  meglio allora che lo portiate
con voi; certi cani piangono tutta la notte come
bambini, se vengono chiusi fuori. Allora vi faccio
strada. -
La signora Jones, munita di un candeliere di porcellana
a forma di foglia d'edera, condusse i suoi
ospiti su per le scale, dove trovarono il pianerottolo
ingombro di materasse arrotolate e coperte da vecchi
lenzuoli, di sedie a gambe all'aria, di una vecchia
cassa di squisita fattura, non dissimile a quelle
della Prioria. In un canto c'era anche un vasetto
pieno di pennelli, un vaso di colla e dei rotoli di
carta da parati.
- Mio genero ha promesso di mettermi la carta
nuova in queste due stanze, - spieg la signora
Jones. -  molto bravo per questi lavori e io ho
comprato una bella carta scura coi fiori celesti. La
nostra Nancy la voleva bianca, ma con le donne di
servizio non conviene; in meno di una settimana sarebbe
piena di ditate nere. Attenti agli scalini. Ce
ne sono due di qui e uno davanti alla porta. -
Apr l'uscio di camera.
- Questa  stata rifatta tutta a nuovo, - disse
accendendo la luce.
La luce elettrica e tutta la mobilia della stanza
erano un vero anacronismo in quel luogo.
-  stata tutta rimbiancata e coperta di carta
liscia. Prima ci avevo una bella carta con dei mazzetti
di rose, ma quegl'inglesi erano buoni avventori
e promisero di ritornare quest'altra estate, se
avessi tenuto tutto come piaceva a loro. Erano due
artisti. Non tutti hanno il loro gusto... ma spero
che vi adatterete.
- Staremo benissimo, grazie, - interruppe Alano
che fra s ringrazi la Provvidenza, nel vedere che
la camera conteneva due lettini gemelli.
- Prima ci avevo un bel letto matrimoniale, con
la materassa di piuma, dove si affondava magnificamente,
ma quegl'inglesi dissero che non era igienica
e poich avevano fatto loro la spesa dell'elettricit,
li contentai. Non tutti hanno gli stessi gusti...
- Verissimo, - assent Alano.
Fra s pens che il vecchio colonnello Wareham
non era il solo ad avere il vizio di ripetere cinque o
sei volte la stessa cosa: la signora Jones augur il
buon riposo ai suoi ospiti non meno di tre volte e
non meno di quattro ripet che dava loro la buonanotte.
E finalmente, quando aveva gi chiuso la porta, la
riapr e ficcando la testa dentro sorrise a Blodwen,
ripetendo il suo augurio di buona notte in gallese.
- Nos dawch, Cariad! Cwsci dda! -
 
Capitolo 9.
ORE NOTTURNE.

- A quanto pare, non c' spogliatoio, - disse
sir Alano Wareham.
- Dove, qui? - domand lady Wareham, sbadigliando.
Si stir poi come un grazioso gattino. La lunga
corsa in automobile e la camminata che avevano dovuto
fare, battendosi contro il vento, terminata poi
in quel rifugio che le rammentava quello della sua
infanzia, le facevano sentire una grande stanchezza
e un gran desiderio di riposo, tanto che durava fatica
a non addormentarsi in piedi. Perci non si curava
di sapere n dove era n con chi era.
Alano Wareham, che si era sentito molto imbarazzato
non sapendo come risolvere la situazione, si
accorse che le cose si accomodavano senza bisogno
del suo intervento.
Il suo malumore invece cresceva forse in buona
parte dovuto al pensiero della sua nuova automobile
lasciata in mezzo alla strada a circa un miglio
di distanza. Cercava per di non perdere del tutto
la calma, riflettendo fra s che quella congiuntura
poteva avere una grande importanza per l'avvenire.
Bisogna assolutamente che questa figliuola non
provi nessuna impressione sgradita, diceva a se
stesso.  questa la prima volta che si trova a dormire
in presenza di un uomo; quello che accadr
stasera pu dare il tono a tutto il resto della nostra
vita in comune. Come si pu fare? Se la prende in
ridere,  certo segno che si sente imbarazzata; bisogna
cercare che giudichi il caso straordinario,
imbarazzante, anche, ma non seccante. Meglio che
si mostri timida, allora; tanto timida da non saper
che fare n che dire.  necessario che l'avventura
non le lasci in nessun modo un ricordo spiacevole,
e soprattutto che non le richiami mai alla mente,
neppure per un minuto, i metodi di Cristoforo. Meglio
di tutto sarebbe che si mostrasse intimidita.
Ma la ragazza aveva tutta l'aria di essere troppo
insonnolita per provare alcuna timidezza; non faceva
che sbadigliare e si mostrava tranquilla, come
avrebbe potuto esserlo in un dormitorio di ragazze
come lei.
- Dite un po'! - esclam egli con durezza. - Non
vi aspetterete che vada a spogliarmi nell'andito, in
mezzo a tutti quegl' impicci?
- Non ho mai detto nulla di simile, - replic
ella, scotendosi un poco dal suo torpore.
- Dopo tutto, - continu Alano, sempre pi bruscamente
- in questi giorni di cultura fisica, di bagnanti
che vanno sulla spiaggia in pigiama e si tuffano
mezzi nudi, non credo che per una volta ci sia
un gran male...
- Chi dice nulla? - ribatt Blodwen, mettendosi
sulla difensiva.
Ma per lo meno non parlava pi a suo marito con
lo stesso tono col quale aveva parlato alla signora
Jones. Si lasci cadere con un leggero tonfo sull' impiantito
che gl' inglesi avevano fatto ricoprire da
una grossa stoia e cominci a togliersi le scarpe e
le calze tutte fradice e fangose. Guard con la sua
solita espressione di cherubino imbronciato un gran
buco che si era fatta nel calcagno, poi si ferm come
indecisa.
A che diamine pensa ora, si domand Alano.
Ma subito, per quella specie di telepatia che esisteva
tra loro, cap il suo desiderio.
- M'immagino che vorrete rimanere sola una
diecina di minuti per spazzolarvi i capelli.
- Cinque, - rispose Fiorella, con tono spigliato.
Ma in tre minuti fu pronta. Quando Alano buss
alla porta, fu invitato a entrare da una voce piena
di sonno e la trov rannicchiata nel letto pi vicino
alla porta, mentre Treff si era accucciato in
fondo all'altro letto.
Nell'entrare, Alano dimentic lo scalino, inciamp
e and a battere la testa contro la soglia. Allora si
lagn forte di quelle maledette porte fatte per dei
nani. Era innegabilmente di pessimo umore, ma si
notava in lui una cosa assai curiosa. Non era preso
da quel cattivo umore che lo rendeva insolente e che
aveva fatto versare lacrime ardenti a ogni donna
che lo aveva amato troppo. Era di cattivo umore
come gli accadeva di esserlo da bimbo, come quando
una volta aveva rovinato un paio di scarpe a tirar
calci contro un cancello, o come quando, all'et di
sei anni, aveva battuto apposta la testa contro il
muro, producendosi un enorme gonfiore sulla fronte.
E il suo cattivo umore gli fece risponder male a
Blodwen che gli domandava:
- Vi siete fatto male, Alano?
- Perch la gente sente sempre il bisogno di fare
questa stupida domanda?
- Oh, scusate la buona intenzione; non parlo
pi. -
Sembrava infatti che si fosse gi quasi addormentata.
- Perch avete preso il letto vicino alla porta?
- Non  lo stesso? Forse per far pi presto a
uscir fuori domattina. Mi voglio alzare di buon'ora
per vedere com' la campagna la mattina presto, -
mormor la fanciulla.
- Che brutta idea! Se avete di queste intenzioni,
spero che baderete a far piano.
- Sempre pi piano di quello che non facciate voi
ora, - protest Fiorella risentita.
Infatti Alano non si preparava ad andare a letto
con la sua solita calma e tranquillit. Moveva rumorosamente
la valigia per tirarne fuori quello
che gli occorreva, apriva e chiudeva gli sportelli
dell'armadio, buttava sulla toelette il contenuto delle
sue tasche: monete spicciole, il fazzoletto, le chiavi,
la pipa, la borsa del tabacco, la penna stilografica
e il suo prezioso accenditore.
Pi forte di tutti fu il rumore che fece nell'aprire
la porta e nel buttare le scarpe nel corridoio; ci
fatto si schiar la gola e alz la voce per domandare
alla fanciulla gi mezza addormentata:
- Non avete messo le scarpe fuori?
- No, ma lasciatemi dormire, Alano; non vi confondete
con le scarpe! Me ne sono dimenticata.
- Me lo immaginavo; e io ci ho inciampato sopra.
Volete che le metta fuori io?
- Come? - borbott sua moglie come una bimba
imbronciata. - Ma s... mettetele, fate quello che
volete.
- Forse che questo brontolio significa per piacere?
- Per piacere, Alano. Ma non brontolate pi.
- Domando scusa, ma il fatto  che non sono
abituato a star chiuso tutta una nottata in una stanza
cos piccola, con un'altra persona.
- Neppure io, allora! Io ho una bella stanza in
Chelsea e anche a Whistler Mansion avevo una camera
tutta per me, dunque...
- Non ero pi stato costretto a dividere la mia
camera con altri e a dormire in uno spazio cos ristretto,
da quando  finita la guerra, - continu
egli, facendo cadere con un gran tonfo fuori della
porta le due scarpette tutte fradice, e richiudendo
con forza.
Ella lo sent entrare nel letto accanto al suo e
spengere la luce, sempre borbottando.
- Come vi dicevo, da quando ero alla guerra...
E ora che c'? -
Tutto il chiasso da lui fatto poco prima veniva
ora superato da un gran frastuono esterno. La finestra
della camera si apriva sulla stazione merci
della ferrovia e il cielo soltanto poteva sapere che
furia avesse la compagnia gallese di lavorare a
quell'ora, interrompendo il silenzio della notte con
un gran frastuono di macchine sbuffanti, di vagoni
attaccati insieme e di merce caricata.
- Stavo meglio in Francia nel millenovecentodiciassette,
- si lagn l'antico combattente. - L
almeno non ho mai sentito un fracasso come questo.
Una notte sola, in cui fummo costretti ad atterrare
in Francia, in un punto dove non c'era che
una bettola, ci misero in quattro in una stanza come
questa. Ma erano tutti ragazzi che conoscevo
bene, invece di... -
L'aria della notte fu lacerata da un lungo urlo
acuto.
- A cuccia! - impose Alano, verso la finestra.
- A cuccia! -
Treff si dest e alz la testa sorpreso. Anche la
fanciulla sollev il capo ricciuto dal guanciale e non
potendo resistere all'assurdit di quell'uomo che si
rivolgeva all'invisibile mostro d'acciaio come se
fosse il suo cane, scoppi in una fresca risata.
- Ssss! Sveglierete tutta la casa.
- Non l'ho fatto apposta, - rispose Fiorella, cercando
di trattenersi dal ridere ancora.
- E non scotete il letto in questo modo: non
sentite che fate tremare tutta la camera? Perch
non dormite?
- Dormo subito, appena smettete di chiacchierare. -
Alano la sent rigirarsi.
Vi fu un istante di silenzio, poi egli borbott:
- Potreste anche avere la cortesia di dire: Buona
notte, Alano.
- Buona notte, brontolone. -
Alano sent il movimento della manina che cercava
la sua fuori delle coperte e mettendosi sulla sponda
del letto per porgerle a sua volta la sua, al buio, non
la trov, ma incontr invece una spalla morbida,
il principio di un braccio, che usciva fuori dalla camicia
di seta.
Alano accarezz la spalla, tenendola leggermente
fra le dita. Non si ricord in quel momento di avere,
a quanto dicevano, il tocco che fa il bravo chirurgo
e lo scultore, un tocco magico, magnetico;
sentiva soltanto sotto le mani una gran morbidezza
e un grato tepore.
- Buona notte, - disse con dolcezza, senza ritirare
la mano.
E a un tratto, con suo immenso stupore, sent il
leggero fremito della spalla, si accorse che il cuore
della fanciulla batteva forte, sempre pi forte, sempre
pi forte.
Aveva paura di lui? No, perch allora ella avrebbe
fatto l'atto di ritirarsi. Sentiva soltanto in modo
strano, inusitato, la sua vicinanza, e per la prima
volta provava verso di lui una gran timidezza che
le impediva di parlare...
Finalmente!
Coi nervi tesi, egli si domandava come avrebbe
dovuto agire. Due cose sole c'erano da fare: sarebbe
stato meglio o peggio stringersela ora tra le braccia?
Era sicuro di quello che avrebbe fatto Cristoforo
al suo posto, tanto sicuro, che dopo pochi secondi
che parvero eterni, disse piano:
- Buona notte, cara, addio a domani! -
Ritir la mano e, chinandosi in avanti, depose il
suo primo bacio nel punto stesso in cui per la prima
volta aveva sentito il battito del piccolo cuore rispondere
al suo tocco.
 
Capitolo 10.
PAESAGGIO GALLESE.

Da quella notte tutto accadde come in sogno.
Succede spesso che un inatteso incidente illumini a
un tratto la via e cambi il corso di un'esistenza. Un
lampo, e l'anima umana si accorge di avere in s
qualcosa d'ignoto, che non sognava neppure.
Cos accadde, il giorno dopo la tempesta, alla moglie
di Alano, in apparenza sempre la stessa Blodwen
Garth, che aveva gridato: Odio l'amore!
Non ci dilungheremo sugli avvenimenti di quella
mattina, quando Alano scopr la Fiorella del giorno
prima, gi vestita e intenta a far la prima colazione
in cucina, in mezzo a una trib di Jones. Anch'egli
ebbe cura di mostrarsi quale era sempre stato con
lei. Pure not con un piacere, al quale non andava
disgiunta una certa ansiet, che Fiorella sentiva
una certa differenza nei loro reciproci rapporti e che
non lo considerava pi come il buon fratello maggiore
Che conduce la sorellina a fare un viaggetto
in automobile.
Non ci dilungheremo neppure sulle altre fasi del
viaggio, dopo che l'automobile di Alano fu affidata
alle cure del genero della signora Jones che s'intendeva
di motori per essere stato conducente di autoveicoli
nelle Fiandre, in tempo di guerra. Fu lui che
telefon a Welshpool per farsi mandare un'automobile
di nolo, con la quale i Wareham presero la
via di Gwyngarth.
La corsa in automobile fu bellissima, in quella
mattina scintillante di sole, come ne capitano di frequente
nel Paese del Galles, dopo un temporale, e
che smentiscono il detto che nel Galles piove sempre.
- Come si sta bene stamani, Alano! - esclam
Blodwen con un profondo sospiro di contentezza.
Alano fu contento che esprimesse il suo pensiero
a voce alta, ma ancora vacillava tra il dubbio e la
speranza. Era forse buon segno che durante il tragitto
ella richiamasse la sua attenzione su questo o
quel particolare del paesaggio; da ci si capiva che
non lo considerava un intruso; ma tuttavia poteva
darsi che lo considerasse ancora come un fratello.
Per ieri sera le feci battere il cuore, pensava
Alano. Il suo piccolo cuore batt indubbiamente
per me.
Fra s rifletteva se avrebbe fatto meglio a entrare
nel discorso fin da quel momento, se avrebbe dovuto
dirle:
Sentite un po', che facciamo? Credete di potervi
abituare a me? Non sarebbe meglio cancellare il
nostro patto di Francia e vivere davvero come marito
e moglie? Non dico n oggi n domani, ma fra
poco. Lasciatemi dire che vi voglio bene, che mi sono
innamorato di voi, come temevate che mi dovesse
accadere quel giorno a Nizza, quando ci trovammo
d'accordo nel dire che non c'era pericolo, n per
voi n per me. Invece ecco qui: sono innamorato
e... per tutta la vita, Fiorella. Non credete di potermi
voler bene un giorno?
Non apr bocca, ma gett un'occhiata al profilo
serio e pensieroso della fanciulla che gli sedeva a
lato. Il suo visino aveva quell'espressione composta
e quasi stupita che prendeva quando ascoltava Mervyn
Williams che le spiegava un nuovo modo di
metter fuori le note.
Ed era proprio a Mervyn che Blodwen pensava in
quel momento. Mervyn le aveva detto di non averle
insegnato nulla di nuovo, ma soltanto il modo di
metter fuori delle note che ella non sapeva di possedere.
E non le era forse accaduto qualcosa di simile
con Alano? O non le poteva accadere? Non poteva
darsi che egli sapesse farle provare delle emozioni
da lei fino a quel giorno completamente ignorate?
Altrettanto forte era in lei l'impulso di gridare:
Ma non voglio! Voglio rimanere quella che sono:
Blodwen Garth... e anche: Alano, insegnatemi
a essere in un altro modo. Credo che potrei
imparare, ma non siate troppo impetuoso, siate paziente...
perch credo che un cambiamento avvenga
dentro di me... non ancora, non subito... ma
voi siete intelligente e con un po' di pazienza potreste
insegnarmi.
Ma neppur lei parl, e nel silenzio i loro pensieri
s'incontravano.
Egli pensava di dire:
Mia cara, non dico la settimana prossima o in
questo mese, ma lasciatemi provare. Naturalmente
voi pensate al canto, ma forse che non piace anche
a me di sentirvi cantare? Credete forse che voglia
chiedervi di rinunziarvi? Soltanto... voi non avete
ancora provato che cosa significhi cantare non per
il mondo intero, ma per un uomo solo.
Non lo disse. Pens:
Aspettiamo ancora.
Dov rallentare l'andatura, trovandosi improvvisamente
in mezzo a un gregge di piccole pecore gallesi
che Correvano di qua e di l, belando pietosamente,
guidate da un paio di quegl'intelligenti cani
da pastori, molto pi abili a riunirle dello stesso
guardiano. Quando anche l'ultima ebbe raggiunto
il gregge e l'automobile pot riprendere la corsa,
Blodwen si volt verso suo marito e gli sorrise.
- State volentieri con me? - fu pronto a domandare
Alano.
- S, ci sto volentieri.
- Non avete mica paura di me? -
Fra s sper che non si mettesse a ridere, che non
rispondesse:
Perch mai dovrei aver paura di voi?
Ella disse soltanto di no, senza alzar gli occhi dal
nastro di strada tortuosa che si svolgeva davanti a
loro. Pensava di nuovo a quelle note che non sapeva
di possedere, finch un musicista non le aveva insegnato
il modo di metterle fuori. Pensava a quella
specie di paura, non priva di piacere, che l'aveva
colta la sera prima nella vicinanza di quell'uomo.
La sera avanti, per quanto sonno avesse, era poi
rimasta per pi di un'ora a ripensare al bacio che
egli le aveva dato sulla spalla e di cui sentiva ancora
la dolcezza. E ora con voce incerta, come rispondendo
a una domanda che non le era stata rivolta,
mormor:
- Non lo so, Alano, non lo so. Non avevo mai... -
E concluse: - Probabilmente mi giudicherete
una bambina sciocca, ma perdonatemi.
- Non ci pensate, - rispose egli immediatamente.
- Non pensate a nulla anzi. Ammettete soltanto...
che una possibilit possa esistere... Ammettiamo
tutt'e due una simile possibilit nella nostra vita.
Chiss. Intanto, - soggiunse con voce mutata -
vi chiedo solamente di godere di queste vacanze con
me, nella vostra vecchia casa.
- Nella mia vecchia casa? Volete dire nel Galles?
- Dove siamo, dove siamo? Fermiamoci un momento,
mentre guardo la carta, ma non possiamo
essere a pi di otto o dieci miglia da Gwyngarth.
Il modo col quale ella bisbigli Gwyngarth, fu
la sua ricompensa; e anche il lampo dei suoi occhi,
quando egli le disse:
-  la casa che ho comprato. -
Due ore dopo, il peggio, come Alano si esprimeva
fra s, era passato.
A mezza costa su una collina, dopo una scesa precipitosa,
avevano trovato la casa bianca che guardava
le cime di alte querci, mentre altre querci chinavano
le loro fronde sui suoi comignoli.
Dopo un gran rumore di zoccoli di legno sul selciato
di ardesia, una piccola folla di donne gallesi
si era raggruppata intorno a loro, e una di esse,
evidentemente l'antica governante di casa, si era
buttata al collo di Fiorella, piangendo di gioia.
Poi con una familiarit che avrebbe fatto scandalizzare
la vecchia signora Bent, si era voltata verso
Alano, stringendogli tutt'e due le mani, mentre
esclamava:
-  sempre la stessa, signore, la stessa bimba
che correva per il giardino insieme col piccolo Leone.
E come si  fatta bella! Tutta il ritratto di sua
madre! -
Blodwen, sottraendosi a .un nuovo abbraccio della
sua vecchia amica, guard su e gi per la terrazza,
poi il porticato coperto di vetri, dai quali si vedeva
una fila di vasi di gerani, di verbene e di cactus,
le vetrate che si aprivano sulla terrazza.
- Ma lei non c'! - disse con semplicit.
Alano le and subito accanto e le prese una mano;
ma quello che temeva non avvenne.
- Entriamo dunque, - disse Blodwen.
Lo guid attraverso la stanza un po' buia a causa
della veranda che la circondava, e dei pannelli di
quercia che rivestivano le pareti.
- Capite, Alano, perch vi dissi che la Prioria
somigliava alla mia vecchia casa, la prima volta
che ci venni? -
Pochi avrebbero riscontrato una somiglianza fra
la casa storica dei Wareham, che comprendeva tre
case in una e apriva le sue ali come quelle di un
airone in volo, e la casa dei Garth, vecchia, ma non
storicamente antica, arrampicata sul fianco di una
collina, fra boschi di querci pi antiche delle sue
vecchie travi. Ma Alano cap.
- C'erano due case qui, prima che costruissero
questa, - disse Fiorella. - Sapete che queste stanze
mi sembrano pi piccole di un tempo? Ma la
mamma diceva sempre che il salotto  tanto basso
che potrebbe entrare in una vetrina. -
Alano disse che il salotto era bello, con le sue colonne
e il suo impiantito scuro, sul quale erano
sparsi dei bei tappeti persiani.
- Ora venite su. Questa  l'antica stanza dei bambini,
dove io ho sempre dormito; perci la prendo
io, - dispose Fiorella. - Voi andrete di l, in quell'altra
stanza molto pi bella, col letto di quercia
che si dice sia appartenuto al principe Llewelyn.
- Benissimo, - assent Alano.
Egli la stava a guardare mentre apriva e richiudeva
le porte, accarezzava con la palma della mano
la vecchia balaustra di legno. Ella lo prese per un
braccio e lo trascin di nuovo gi. Non lo considerava
certo un intruso; sentiva che egli la capiva,
e Alano da parte sua si considerava fortunato di essere
riuscito a condurla seco in questo ritorno al
passato, come Amata gli aveva detto.
Ma la speranza che era nata nel cuore di Alano si
spense di nuovo durante la visita alla casa. Ella era
di nuovo una scolaretta innocente che torna a casa
in compagnia di un'amica della sua stessa et.
Pure fu contento quando ella disse: Facciamo
questo e quest'altro nel pomeriggio; quando disse:
Non siamo stati nel nostro orto, ancora. Andiamo
a vedere se il padiglione c' sempre.
- Se la signora vuol favorire, - cominci la governante
formalmente, per terminare con pi familiarit:
- Il pranzo  in tavola, cara; spero che
non vi manchi nulla. -
La loro colazione di montone gallese, accompagnata
da una piramide di carote fritte e di patate
arrostite, fu molto appetitosa e fu seguita da una
buona torta di prugne del frutteto di Gwyngarth.
E appena ebbero bevuto una bella tazza di t, come
non si fa che nel Paese del Galles e che nel Galles
tiene il posto del caff, Blodwen propose subito:
- Volete che andiamo sulla collina dietro casa,
Alano? In cima c' una bella spianata e vi si gode
una magnifica vista. Volete venire?
- Molto volentieri. -
Blodwen corse nella vecchia stanza dei bambini
a cambiarsi le scarpe. Quando torn da Alano, che
fumava sulla terrazza con Treff disteso ai piedi,
scosse con una mossa brusca la sua zazzera bruna.
- Andiamo fuori, - disse - stiamo meglio fuori. -
Presero il viottolo dietro casa. Un uomo in maniche
di camicia tenne il cancello aperto davanti a
loro, poi tese la mano a Blodwen con un sorriso.
- Come state, signorina Fiorella? Ho piacere davvero
di rivedervi. -
Fiorella ringrazi il figlio della governante.
- Questo  mio marito, - gli disse, e Alano gli
dette la mano.
- Ho molto piacere di fare la vostra conoscenza,
signore, - disse l'uomo in maniche di camicia, prima
di rimettersi in cammino.
I Wareham presero dalla parte opposta, verso la
cima della collina, per un sentiero appena visibile
in mezzo ai boschi, aprendosi una via tra le frasche
e affondando fino al ginocchio nelle foglie morte.
Blodwen camminava allegramente a testa nuda, a
gambe nude, calzando .un paio di vecchie scarpe di
tela col suolo di gomma.
- Non avevate delle scarpe pi adatte? - non
pot trattenersi dal domandarle Alano.
- Queste vanno benissimo. Erano le scarpe di
Francesca, per la ginnastica, e per la campagna
son proprio quello che ci vuole. Alla Prioria portavo
le scarpe grosse, perch Cecilia me le faceva mettere,
e poi per via di Mackenzie e tutto il resto, ma
queste sono migliori. Si sente la terra attraverso
le suola, si pu attraversare i ruscelli senza cavarsele
o entrare nella mota, perch poi si va sotto
una cascata a lavarle e diventano bianche come un
fazzoletto.  un'idea dei cittadini che per la campagna
sia necessario avere delle scarpe grosse che
costano un'enormit e pesano come il piombo, e io
non le voglio, ecco fatto, - soggiunse facendogli
una boccaccia, come a un compagno di giuoco.
Mi tratter sempre cos? pens Alano.
- Sentite che buon odore di pioggia. Altro che
quello dei profumieri! -
Il profumo di terra bagnata li avviluppava da
ogni parte, nel bosco che copriva la collina dietro
Gwyngarth, mentre Blodwen lasciava talvolta il
sentiero per il letto sassoso dei ruscelli, dove entrava
alzandosi la sottana, sotto la quale non aveva altro
che il costume rosso da bagno. Sulle spalle aveva
una lunga sciarpa dai colori vivaci, rossa bianca e
verde, come lo scialle che aveva sul palco la sera
del concerto. Ma come era difficile pensare a quella
bimba come a un'artista applaudita e festeggiata!
Uscirono dal bosco. Alano e Fiorella si soffermarono,
mentre Treff si rotolava sulle foglie morte,
e si voltarono a guardare gl'immensi tronchi di
querci e di abeti coperti di borraccina e di lichene.
Insieme con l'odore di terra bagnata saliva fino
a loro l'indimenticabile profumo degli abeti riscaldati
dal sole: quel profumo che rammenta quello
dell'ambra, strofinata in una mano calda, della resina,
della pelle sana di una creatura giovane.
La fanciulla gallese lo aspir con delizia, come
una pianta arida beve le prime gocce di pioggia.
In cima alla collina il fresco era delizioso. L'altipiano
si stendeva davanti a loro, conducendo verso
altri altipiani. Sui fianchi della collina si movevano
delle piccole macchie bianche: pecore che pascolavano,
non pi grandi di due piccoli punti neri che
volteggiavano nel cielo azzurro.
- Sparvieri, - dissero insieme Fiorella e Alano.
Ed ella lo proced per il viottolo, chinandosi ogni
tanto verso terra.
Sembrava impossibile, guardandola, che avesse
affrontato una volta il pubblico elegante di Londra,
che il suo nome fosse stato stampato in lettere rosse
su un cartellone e su dei fogli di programma. La
prossima volta, come aveva detto l'amico di Alano,
il suo nome non sarebbe pi stato scritto in lettere
piccole sotto il nome di Mervyn Williams, ma sarebbe
comparso solo, in lettere cubitali: Blodwen
Garth. Non si era gi assicurata il trionfo come
artista, quella bimba?
Alano si ricord della teoria, secondo la quale tutti
i bimbi posseggono qualcosa degli artisti, mentre
tutti gli artisti hanno sempre in s qualcosa d'infantile.
Era cos anche per la piccola cantante celta?
Che faceva? Canterellava fra s e stava intanto
facendosi un mazzolino di fiori. Alano, guardandola,
pens con una grande disperazione nel cuore:
Tutto questo va benissimo, ma io non sono che
un suo compagno di giuoco. Ha dimenticato quel
breve istante d'ieri sera, ha dimenticato quello che
mi ha detto in automobile. Si vede che  felice come
una pasqua, quass; ma questo si dice anche dei
bimbi. Ah, se qualcosa di nuovo potesse accadere!
E qualcosa di nuovo doveva accadere non pi
di dieci minuti pi tardi, ma n l'uno n l'altra ci
pensavano davvero.


Capitolo 11.
AVORIO E BRONZO.

Un improvviso abbassamento nel livello del suolo
li condusse al lago della montagna, rotondo, liscio
e argenteo come lo scudo di qualche antico guerriero
gallese, caduto sull'erba.
Da una parte il lago terminava in una torbiera,
dall'altra in un rivolo che si apriva mormorando la
via fra i ciottoli e le pietre.
- Io vado dentro, - annunzi Fiorella.
E con la sveltezza con la quale un'altra donna si
sarebbe levata i guanti si tir via il pezzetto di stoffa
che le teneva luogo di sottana, gettandolo da un
canto.
- Perch non mi avete detto che c'era un lago
quass?
- Oh, abbiate pazienza; non so come, mi pareva
che lo doveste sapere.
- Avrei fatto volentieri un tuffo anch'io, se avessi
portato qualcosa da mettermi, - disse Alano.
- Non potete improvvisare? Tenete, prendete questa. -
Fiorella si tolse la sciarpa che portava sulle spalle
e gliela gett.
Alano, mentre si toglieva la giacca, la ud sguazzare
nell'acqua, poi la ud canterellare fra i denti,
e il suo canto ora saliva ora si abbassava, come il
ronzio di un'ape su un campo di timo profumato.
Treff cess i suoi sgambetti e si accucci presso
i vestiti del padrone.
Alano, godendo di sentirsi la brezza della montagna
sul corpo nudo, si avvolse la sciarpa di sua moglie
intorno ai lombi.
- Venite qua, - chiam Fiorella - guardate. -
Egli le si avvicin e la trov seduta sulla riva,
coi piedi ciondoloni nell'acqua che li faceva sembrare
scolpiti nell'avorio. Ella giocava coi ciottoli bianchi
e con le piastrelle di quarzo gallese, costruendo
una piccola diga tra due rialzi di terra. Poi senza
alzare gli occhi sul marito che la stava a guardare
a pochi passi di distanza sulla riva, lasci i ciottoli
bianchi. Aveva trovato un altro balocco.
- Non sembra un pezzo di cioccolata? - disse
prendendo in mano un pugno di mota dura. - Ci
sono sei differenti specie di terreno quass. Questo
 composto di foglie macerate. -
Se era vero, doveva essere composto da strati di
foglie accumulatisi da anni e anni, cadute da alberi
gi da un pezzo abbattuti al tempo dei genitori di
Blodwen Garth.
Alano Wareham si chin a ficcare distrattamente
le dita in quel fango; distrattamente ne prese anche
lui una manciata. Gli venne fatto di pensare che
i proprietari dei saloni di bellezza si arricchiscono
con un fango di quel genere. Le donne eleganti siedono
sulle sedie a sdraio, davanti a una triplice fila
di specchi in una lussuosa cabina e si lasciano impiastricciare
il viso di un fango simile a quello, lasciandovelo
per un quarto d'ora circa, e durante
questo tempo hanno tutta l'aria di mummie estratte
allora allora dal letto di un fiume. E pagano ghinee
su ghinee per quest'operazione.
Questo gli era stato raccontato... da chi? Da Billy
Richards, la ballerina, il suo ninnolo di una precedente
esistenza.
S, vi era stato un tempo in cui aveva passato
delle ore nel camerino della celebre ballerina, mentre
ella sedeva alla toelette, il cui piano spariva addirittura
sotto un ammasso di boccette e boccettine,
scatole di cipria, vasetti di cosmetici; ed egli, a cavalcioni
d'una sedia, stava a guardarla con la testa
vicina alla profumata cascata dei suoi vestiti di
scena. Dalle pareti sottili venivano le voci degli
artisti nei camerini accanto, poi dal corridoio la
voce in falsetto del buttafuori:
- Signorina Billy Richards, in scena.
- Vengo; auguratemi buona fortuna, Alano! -
Sul bavero della sua giacca rimaneva l'impronta
di una guancia incipriata, alle narici gli giungeva
il profumo disgustoso del N'aimez-que-moi...
Che differenza ora, pensava Alano impiastricciandosi
distrattamente le gambe di fango che differenza
da quel dolce profumo di montagna, da
quell'aria pura, in riva all'acqua, sotto il cielo azzurro,
con la fanciulla a fianco. Meglio, molto meglio
in tutto... eccetto in una cosa sola!
Se, oltre all'affetto, alla fiducia, alla simpatia che
esistevano fra loro e che non avevano bisogno di
tradursi in parole, gli fosse riuscito di svegliare in
lei una particella della passione che Billy o Sibilla o
tante altre avevano provato per lui! Sarebbe mai
stato possibile? Ripens a ci che Amata soleva dire
a Mervyn:
Mio caro ragazzo, la persona di cui siamo innamorati
non pu realmente piacere, com' impossibile
d'innamorarsi della persona che piace quanto
voi piacete a me.
Forse era proprio perch Fiorella aveva tanta
simpatia per lui che ella non riusciva ad amarlo?
Non c'era una nuvola in cielo, ma il sole si era oscurato
per Alano che meditava tristemente fra s,
modellando il fango come fa lo scultore con la creta,
coprendosene i ginocchi, le cosce ben modellate e
muscolose.
E se Fiorella, che rappresentava l'amore a cui in
tutta la sua giovent aveva sempre aspirato, non
avesse mai visto in lui altro che l'amico buono, col
quale aveva pi domestichezza che con Mervyn Williams,
il fratello nel quale riponeva maggior fiducia
che in Leone Garth?
Sarebbe stato amaro per Alano, che era sempre
riuscito a trovare la chiave del cuore della donna
momentaneamente desiderata, se poi fosse stato
sconfitto da quella bimba che cantava come un usignuolo.
Se ella... Ma che aveva fatto?
Si riscosse per trovarsi tutto coperto di mota anche
al disopra della sciarpa che gli cingeva i fianchi.
Poco male, l'acqua avrebbe lavato ogni cosa.
Si alz per cercare un punto del lago pi profondo
e al rumore del suo primo passo nell'acqua Blodwen
alz la testa e cess di cantare, spalancando gli
occhi. Che aveva visto?
Le parve di essere tornata al tempo passato, nella
vecchia casa bianca a mezza costa, che mandava
le sue spire di fumo fra gli alberi del bosco. Si vedeva
ancora nel salotto, tanto basso da poter entrare
in una vetrina; ma lei stessa non era ancora
abbastanza alta da arrivare all'ultimo palchetto
della libreria di legno rosa, senza alzarsi sulle punte
dei piedi. Le pareva di avere ancora in mano una
tazzina da bambola, in cui aveva messo in fresco un
mazzolino di fiori di campo, legati insieme con un
filo, per metterli ai piedi di una statuetta: la statuetta
di bronzo di sua madre. La piccola Fiorella
confrontava con la statuetta italiana tutti gli uomini
che vedeva. E accanto a quel modello di bellezza
greca, come apparivano mostruosi gli uomini
coi piedi calzati in scarpe grossolane, le gambe infilate
in calzoni senza garbo, con quelle manone e
il viso paffuto e colorito! Come apparivano tutti
brutti agli occhi della bambina! Soltanto i piedi coperti
di calzari della statuetta erano belli e le agili
membra di un pallido color bronzo. Tutto nella statuetta
spirava la grazia, finch alzando gli occhi
al viso non s'incontrava lo sguardo fisso di due occhi
senza pupille. Era un peccato... perci la bimba
badava bene di non guardar mai in faccia il suo
idolo, che si rifletteva nel piano lucido dello scaffale
come in una pozza d'acqua torba e che rappresentava
il suo modello di bellezza, il suo primo amore.
Questo ricordo balen nella mente di Fiorella nel
momento in cui ella alz la testa e si vide davanti
la sua statuetta vivente, cresciuta fino alle dimensioni
normali.
Non si accorse neppure di balzare in piedi, come
in risposta a un richiamo. Era accaduto un miracolo:
aveva davanti la sua statuetta e un grido le
usc dalle labbra:
- Toni! -
Alano non ud il nome, ma ud il grido, vide il
gesto, l'espressione del volto della fanciulla che era
balzata in piedi e gli tendeva le braccia... proprio
a lui?
Finalmente aveva trovato la chiave! Non sapeva
ancora quale fosse, ma poco importava. Corse a lei
prima che ella avesse lasciato ricadere le braccia,
prima che l'espressione di rapimento che le illuminava
la faccia si spengesse, facendole salire un improvviso
rossore alle guance. Non aspett di udire
le sue spiegazioni, balbettate con voce rotta. Corse
da lei e la strinse forte a s mentre il cuore della
fanciulla martellava, e le alz il viso per guardarla
negli occhi. Per un momento lo sguardo della fanciulla
incontr quello dei due occhi scuri che avevano
la forza dell'Hermes alato, la malizia dei fauni
saltellanti; poi, non potendolo sostenere, ella
chiuse i suoi.
Alano pieg la testa sulla sua, e senza la brutalit
che un anno prima aveva messo in fuga la
ninfa selvaggia, ma con dolce fermezza, le chiuse le
labbra con un lungo bacio.


Capitolo 12.
LA BUONA NOTTE DEL FANTASMA.

Soltanto alla fine dell'estate, alla seconda fioritura
delle rose, la Prioria dette di nuovo il benvenuto
agli sposi, che tornavano a casa dopo un lungo
soggiorno nel Paese del Galles.
L'arrivo avvenne a tarda ora, perch sir Alano
aveva avuto la fantasia di rifare la strada di Shrewsbury,
gi percorsa da sir Edmondo Wareham quando
aveva rapito lady Arabella, molti secoli prima.
E come nell'autunno precedente, la luce usc a
torrenti di sotto l'arcata della porta e la vecchia
Bent venne avanti maestosamente nel suo abito di
seta nera delle grandi occasioni. Questa volta per
ella non accompagn i nuovi arrivati su per l'ampio
scalone, coi suoi racconti di sir Edmondo e di sir
Ralph, ma si limit a dire che la camera della signora
era pronta.
- Com' sempre stata pronta in tutti questi mesi,
milady, - osserv la vecchia Bent con l'aria di
concedere il suo perdono.
La signora Bent non ammetteva infatti che due
giovani sposi si dovessero separare tanto presto. Era
gi una brutta cosa quando ormai erano sposati da
parecchi anni, ma...
- Che idea  quella di metter su casa, se non
hanno intenzione...  gi male quando  il marito
che se ne va per conto suo, ma quando poi anche la
signora prende il volo, povera me, che cosa succede?
Lui da una parte e lei da un'altra; un bel sistema
davvero. Ma ormai... -
Ormai cominciava una nuova ra, e nell'augurare
la buonanotte, la vecchia Bent mise nel tono della
sua voce tutta la speranza e l'ardente fiducia che
non si parlasse pi di simili scappate.
- Almeno per qualche mese. Dopo, se tutto va
bene... e non c' ragione che non vada tutto bene...
lei  il ritratto della salute... se tutto va bene non le
verr pi voglia... Ci penser il signor Alano a far
s che non vada in giro, se non  cambiato da come
l'ho sempre conosciuto... E non sarebbe una bella
cosa? - confid pi tardi la vecchia Bent alla prima
cameriera che era anche sua nipote. - La camera
gialla, con le sue inferriate alle finestre e tutto
quel seguito di stanze, sarebbe una bellissima... Te
lo immagini, Anna, come si sarebbe tutte contente
e felici? Perch sono sicurissima che sar un bel
bambino molto buono! -
Nella stanza della sposa, Fiorella Wareham, con
le spalle appoggiate al guanciale, si stirava le belle
braccia candide come la porcellana di Danimarca.
La porta che metteva nella camera di suo marito
si apr e Alano entr portando con s la grossa cesta
rotonda, destinata a Treff.
- La povera bestia si offenderebbe se la lasciassi
di l, sola. -
Pos la csta sul tappeto e alz gli occhi sul viso
di cherubino che riposava sul guanciale. Fiorella
aveva indosso una camicia da notte di seta bianca
morbidissima e non si era ancora tolta dal collo il
vezzo di conchiglie iridescenti che Alano le aveva
donato.
- La bimba va a letto col suo nuovo giocattolo, -
la canzon egli.
- S, proprio. Mi piacciono i vezzi. Per un pezzo
ho sempre portato un vezzo che era di mia madre,
per avere indosso qualcosa di lei... Poi avevo cominciato
a mettermi quel vezzo di corallo a punte
o la catena di foglie d'oro, perch Toro non si provasse
a mettermi il suo orribile braccio intorno al
collo, - spieg lady Wareham serenamente.
L'idea di Cristoforo non le ispirava pi nessun
terrore ormai e neppure nessun imbarazzo.
- Speravo che se ci si fosse provato si sarebbe
graffiato e si sarebbe avvelenato il sangue!
- Caritatevole impulso, degno del cuoricino gentile
di una donna, - replic Alano che, sedutosi
sulla sponda del letto, sollev il vezzo leggero. -
Queste per non bucano. -
Lady Wareham sorrise un po' maliziosamente. Se
si figurava che volesse dirgli: Sai bene, Alano, che
il tuo abbraccio mi fa piacere... avrebbe aspettato
un pezzo.
Alano giocherellava col vezzo.
- Sono belle di colore. Somigliano un poco...
- A che cosa?
- Questo colore mi ha fatto tornare in mente...
Ripensavo a quell'indimenticabile notte, quando ti
vidi da bordo del Perch Vinifredo. Tu eri nell'acqua,
- prosegu rapidamente, senza guardarla, fissando
invece Treff che si era accucciato nella cesta.
Non puoi credere quanto apparisca maravigliosa
una... una nuotatrice, - (una nuotatrice, la sua
povera bimba che si dibatteva disperatamente nell'acqua!)
- di notte, in mezzo alla fosforescenza.
Non ebbi tempo di accorgermene sul momento, -
ripens al suo tuffo precipitoso - ma dopo rividi la
scena di allora, con tutta quell'acqua scintillante
che ti seguiva in tutti i tuoi movimenti e ti faceva
apparire come una fantastica creatura del mare,
una sirena luminosa, di un colore verdognolo, come
le tue conchiglie. Mi par di vederti ora, cara... -
Si ferm, ridendo negli occhi, divertendosi a vederla
cambiar di espressione a ogni appellativo affettuoso.
Apposta pronunzi lentamente la parola
cara, ma ella fece vista di non sentire, di non
curarsi ormai di come la chiamasse.
- Un altro sbadiglio? Non ho mai visto una bimba
cos dormigliona. Ti sei ricordata di portar su i
candelieri? -
A Shrewsbury, di ritorno dal Galles, avevano comprato
da un antiquario, per una somma favolosa,
due candelieri d'argento del sedicesimo secolo, con
l'arma della famiglia di lady Arabella, la stessa famiglia
da cui discendeva la madre di Fiorella.
- S, li ho portati, - disse la voce mezzo addormentata
di sua moglie, mentre ella si rannicchiava
nel gran letto, dalla parte pi vicina al muro. -
Sono sul caminetto, o forse Bent li avr portati via
per mettervi le candele. Spengi il lume, caro, - soggiunse
con un altro sbadiglio. - Non ci sei che tu
per tenere la luce accesa tutta la notte. -
Alano spense il lume ridendo.
Un lume in camera? Come mai?
Due candele accese, due alti candelieri d'argento,
tenuti in mano da chi?... Forse da una delle nuove
cameriere della Prioria.
Per un momento la luce vacillante delle candele
illumin una faccia sorridente, due guance rotonde,
un seno bianco, una figurina sottile chiusa in un
abito scuro di seta. Ma la visione non rimase nella
Stanza della Sposa per pi di un attimo.
Immaginate la scena. Quella stanza che sembrava
un nido rosa, il gran letto coperto di damasco e
sul guanciale una testa di cherubino con gli occhi
spalancati. Ai piedi del letto un uomo alto, in veste
da camera, e dietro a lui, accucciato in terra e
tutto tremante, col pelo irto, un setter di pelo fulvo,
che mugola e sembra dire:
Padrone! Un'altra volta?  la terza volta che
viene questa intrusa.
E, a capo al letto, un'altra fanciulla con la testa
di cherubino, vestita di broccato guarnito di pizzo,
che tiene in mano i due candelieri d'argento. Forse
 tutto un sogno. La visione non dura pi di un attimo.
Se la sono forse immaginata.
Poi, prima che Fiorella abbia avuto il tempo di
mormorare: Chi c', Alano? prima che Alano
abbia mormorato: Non  nulla, cara! Zitto, Treff,
zitto, non c' nessuno... le due candele sono state
posate pian piano, senza rumore, sul tavolino accanto
al letto.
Forse Fiorella Wareham non si rammentava di
averle lasciate accese.
Forse le aveva portate la cameriera nuova.
Ma sebbene la luce rimanesse accesa, la portatrice
delle candele svan a un tratto, dolcemente, come
una fiamma che si spenga...
...
.
...
FINE.